Massimo
Luigi Pigozzi, assistente capo di Polizia, è stato condannato oggi alla
pena di 12 anni e mezzo di carcere, dalla terza Sezione Penale della
Cassazione, perché riconosciuto colpevole di stupro. Era già stato condannato per le torture alla caserma Bolzaneto a Genova nel giornate del G8 del luglio 2001
La corte ha punito
l’uomo riconoscendolo colpevole di aver violentato nel 2005 almeno
quattro donne poste in stato di fermo mentre si trovavano rinchiuse
nella camera di sicurezza della Questura di Genova, dove l’agente era in
servizio. Le donne era prostitute straniere o senza fissa dimora,
scelte dall'agente perché pensava evidentemente che non lo avrebbero
denunciato o che nessuno avrebbe creduto alla parola di una prostituta
straniera e non a quella di un poliziotto.
Ma la Cassazione -
la sentenza è stata depositata oggi - ha confermato le condanne per
violenza sessuale aggravate e abbandono di posto durante il servizio,
che gli erano già state inflitte in primo grado e al termine del
processo d’appello.
I giudici di secondo grado avevano escluso la responsabilità civile
del ministero dell'Interno degli Interni ma la Corte di Cassazione ha
accolto il ricorso di una delle donne vittima di stupro, una ragazza
straniera che ha avuto il coraggio di costituirsi parte civile nel
processo, ed ha condannato il Viminale a risarcirla.
I legali della donna vittima di violenze, nel loro ricorso, avevano
rilevato che "le mansioni svolte dall'imputato hanno grandemente
agevolato la condotta criminosa", addebitando "allo Stato una culpa in
vigilando" per aver dato al poliziotto in questione un "compito delicato
- si sottolineava nel ricorso - benché fosse già stato condannato per
episodi di violenza gravissima contro soggetti fermati".
E già. Perché l’agente Pigozzi, era recidivo. Era infatti già
stato condannato ad una pena di tre anni e due mesi per le vere e
proprie torture inflitte contro i manifestanti rinchiusi nella caserma
genovese di Bolzaneto nei giorni successivi al G8 del 2001. Pigozzi
durante il procedimento penale sulle sevizie inflitte ai dimostranti
inermi venne ritenuto responsabile di aver letteralmente strappato una
mano al manifestante Giuseppe Azzolina, al quale poi furono messi 25
punti senza anestesia.
Una bella carriera,
non c’è che dire, quella dell’assistente capo di Polizia Massimo Luigi
Pigozzi. Quanti sadici e stupratori come lui vestono la divisa e
gestiscono l’ordine pubblico? Ormai, di poche "mele marce" i sindacati
di polizia neanche provano più a parlarne…
Luca Fiore da Contropiano

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