Qualcuno l´ha definita ˝la retata di capodanno˝ e fa
impressione scorrere l’elenco delle persone costrette agli arresti
domiciliari: Francesco Gratteri, Giovanni Luperi, Spartaco Mortola,
rispettivamente capo dell’Anticrimine, dell’Ufficio analisi dei Servizi
segreti e della Polizia postale del Piemonte… Si aggiungono agli altri
condannati per la mattanza alla scuola Diaz che il
Tribunale di sorveglianza ha reputato immeritovoli di passare in
affidamento ai servizi sociali i pochi mesi di pena che devono ancora
scontare, una volta sottratti dalle condanne i tre anni di abbuono
previsti dall’indulto.
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3 gennaio 2014
Dalla Diaz ai domiciliari: la lezione incompresa di Genova G8
15 dicembre 2013
Doppio standard nelle piazze italiane
Qui mi tolgo il casco e familiarizzo, lì invece appioppo manganellate e procedo a fermi e denunce. E’ ormai visibile, e prevedibile, il doppio standard che gli apparati coercitivi dello Stato addetti alle piazze stanno utilizzando di fronte alle proteste sociali e ai soggetti che le esprimono.
11 dicembre 2013
Polizia che cala i caschi...c'è da fidarsi????
I gesti distensivi compiuti da molti agenti davanti al movimento dei forconi è stato interpretato in vari modi. Solidarietà con i manifestanti, semplice cessazione del servizio, simpatia con una protesta giudicata destrorsa. Ogni spiegazione è possibile perché non sappiamo quasi nulla di quel che avviene nelle caserme, di qual è il clima culturale che vi si respira. Intanto il capo della polizia chiede semplificazioni e giudica superata la riforma democratica del 1981. Pubblichiamo gli interventi di Lorenzo Guadagnucci, giornalista e "reduce della macelleria messicana alla scuola Diaz di Genova", di Ciro D'Alessio operaio Fiat di Pomigliano e del Centro Sociale la Talpa e l'orologio di Imperia
26 ottobre 2013
Amnistia e indulto: perchè sì
Aggio passato na vita aret’ ‘e sbarre, ma queste di Poggioreale sono le più infami. La leggenda racconta che l’ingegnere che ha progettato quest’Alcatraz al centro di Napoli, si è impiccato, quando il figlio fu rinchiuso qui dentro. Pure se non è vero, qualcosa vuole dire. Nessuno sa quello che succede veramente qua dentro, tranne i carcerati e le loro famiglie. Tutta gente che non tiene voce. Ogni tanto sui giornali fanno il conto dei suicidi e per un attimo qualcuno apre gli occhi, intuisce qualcosa. Ma li richiude subito dopo. Il tempo di un articolo in terza pagina e di una proposta di amnistia. (p. 131)
È questo uno dei passaggi più significativi di Non mi avrete mai (Einaudi, 2013), libro autobiografico in cui Gaetano Di Vaio, affermato produttore del cinema indipendente italiano con un lungo passato criminale alle spalle.
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25 ottobre 2013
Cara sinistra, sei diventata manettara, ma così tradisci i tuoi ideali
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12 ottobre 2013
Cucchi, perché non possa più accadere
Il contributo di Ilaria Cucchi che qui pubblichiamo chiude simbolicamente la cronaca dei sette giorni trascorsi da suo fratello Stefano nelle stanze dello Stato, e ricostruiti puntigliosamente nel libro "Mi cercarono l'anima. Storia di Stefano Cucchi" di Duccio Facchini (Altreconomia edizioni, in uscita il 22 ottobre 2013). Ed è una conclusione amara, che affronta senza ipocrisie l'aspetto centrale che si ritrova nelle tristi storie degli “arrestati della notte”: l'esposizione pubblica del dolore da parte dei familiari. Uno strumento in realtà non voluto, temuto, a cui doversi rifare per costringere gli altri a guardare.
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11 ottobre 2013
Lasciate stare Don Gallo. Aministia sociale e centralità dei lavoratori
Sulle pagine de Il Manifesto, non sapendo più cosa scrivere sulla manifestazione del 12 a Roma (relegando la notizia dello sciopero generale del 18 Ottobre a uno spazietto insignificante), qualcuno ha affermato che Don Gallo sarebbe stato preesnte a questo corteo.
Non abbiamo dubbi visto che Don Gallo i cortei se li faceva tutti e sicuramente (al contrario della maggioranza dei fautori della Costituzione) sarebbe stato presente anche il 18 e il 19, a fianco dei bisognosi di casa che tante volte ha accolto nella sua comunità e a sostegno dei lavoratori in sciopero (la parola sciopero a qualche professore suonerà strana). Cattiva coscienza quella di certa sinistra che non avendo argomenti invoca\evoca i morti per riceverne una laica benedizione politica.
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19 settembre 2013
La "morte viva", questo prezzo da pagare se non si intende parlare (per tradire)
Avete presente le tragedie classiche? Conservano da millenni un fascino assoluto, perché portano alla luce conflitti che appartengo al profondo della natura umana. Medea o Antigone non fanno altro che questo. Alcuni giorni fa ho ricevuto una mail da un ergastolano. Non si trattava di un ergastolano qualsiasi, ma di un carcerato sottoposto a "ergastolo ostativo".
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6 settembre 2013
Serve un’amnistia sociale per difendere i movimenti e sconfiggere i giustizialismi
"Solo un'amnistia politica generale può ristabilire il principio di uguaglianza: pari trattamento per tutti e per ciascuno. Nessuno escluso".
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2 settembre 2013
L'ergastolo e i rigurgiti fascisti.
Pubblichiamo una interessante riflessione sul tema dell'ergastolo a cura del blog l'incarcerato
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Perchè firmare contro il carcere a vita?
L’Italia è
un Paese che si vanta di aver promosso la moratoria della pena di morte, eppure
mantiene nel proprio ordinamento penitenziario una pena di morte mascherata, o
come la chiamo io, la “Pena di Morte Viva”.
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23 agosto 2013
La guerra all'antagonismo sociale
Gioco di società : il Tav, il femminicidio, l’odio, le armi, lo Stato…Siamo d’estate perciò lanciamoci in un gioco di società dato che, soprattutto, in questa stagione i giochi impazzano.
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16 luglio 2013
Storie di un capo di Polizia
Chi è il nuovo capo della polizia, quello chiamato già da subito a "sbrigare la rogna Ablyazov"? Alessandro Pansa è il nuovo capo della polizia. Tutti sembrano essersi dimenticati le inchieste che l'hanno visto indagato. Ecco una ripassata sul personaggio attraverso una serie di aneddoti inediti.
9 luglio 2013
Lacrimogeni come arma chimica di repressione di massa
I governi del pianeta, a prescindere dalla loro connotazione politica, religiosa, culturale, sembrano aver trovato un punto comune sicuro: distruggere l'opposiozne di massa interna ricorrendo ad armi chimiche contro la propria popolazione civile.
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17 giugno 2013
L’ideologia della repressione emancipatrice
Riflessioni – Il grande equivoco della giuridicità: quando la stagione dei diritti si rovescia nel suo contrario affermando la centralità dell’azione penale.
12 giugno 2013
Il paese delle archiviazioni.
La Procura del tribunale di Genova ha deciso di archiviare 222 denunce di manifestanti per violenze avvenute in strada durante il G8 genovese del 2001. Sono passati 12 anni,spiegano i magistrati, in molti casi non sono stati trovati i responsabili e poi non c’è abbastanza personale per fare indagini più approfondite.
Su queste violenze non fu mai aperto un processo nonostante le denunce. Sull’argomento ospitiamo un commento del sociologo Salvatore Palidda, esperto di polizie.
27 maggio 2013
La violenza della repressione come termometro della crisi
L’uso spropositato della forza per sgomberare esperienze di aggregazione, lotta e socialità, cui stiamo assistendo nelle ultime settimane, rappresenta l'emergere di un chiaro nervosismo nelle fila della nostra controparte; un nervosismo tutto interno all’attuale crisi, creata ad hoc dagli ingranaggi del capitalismo al fine di cambiare assetti e pesi all’interno degli equilibri di potere nazionale ed internazionale. E' ovvio che in questo contesto non tutti sono disposti ad accettare le loro regole e il dissenso aumenta quotidianamente.
13 maggio 2013
Appunti di un maggio tobido spazzato da venti di fango...
Uno spirito di repressione dai poteri forti e cattolico reazionari interviene a gamba tesa sulla democrazia italiana, che ha ormai pochi difensori. Dalle false piste di attentati a Giorgiana Masi.
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10 maggio 2013
La repubblica dei manganelli
Da Milano a Napoli, passando per Roma, Niscemi, la Val Susa e cento altri luoghi. Dato comune: i presìdi di protesta o le occupazioni pacifiche finiscono quasi sempre con le cariche di polizia.
9 maggio 2013
Polizia o patologia?
«Al mio popolo gli ho tolto la pace» – scrisse Don Milani - «ho affrontato le situazioni con la durezza che si addice al maestro, ma mi sono attirato contro l’odio dei potenti». Il governo Letta, invece, che pure si dice nato per pacificare, l’odio l’ha scatenato sui ceti subalterni e in cambio del consenso dei più forti ha seminato subito la guerra: da Milano a Napoli un’inquietante sequela di violenze: cariche, manganellate, ferimenti e fermi.
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