Colpevole di essersi indignato e di aver fatto lo sciopero della fame: Davide Rosci è stato trasferito all'improvviso dal carcere di Teramo. E all'avvocato, Filippo Torretta, che ieri ha chiesto informazione all'ufficio matricola di Castrogno, hanno risposto: "Non possiamo dirle dov'è". In serata abbiamo appreso che Davide è stato trasferito di nuovo al carcere di Viterbo. Riprende un'odissea di cui non si capisce quale sia la ragione se non una assurda volontà persecutoria nei confronti del nostro compagno.
Ricordo che Davide fu trasferito da Teramo prima nel carcere di Rieti e poi in quello di Viterbo.
Dopo mesi si era ottenuto che tornasse a Teramo in occasione di una
serie di processi in cui e' risultato sempre assolto ma che testimoniano
come nei suoi confronti sia in atto da tempo un accanimento
persecutorio.
I suoi legali avevano avanzato a nome dei familiari la richiesta di
scontare la pena nel carcere della sua città in quanto l'anziano padre
per motivi di salute non poteva affrontare viaggi in altre città
italiane.
Questa sacrosanta richiesta dalle evidenti ragioni umanitarie e'
stata sostenuta da parlamentari abruzzesi (vacca,amato, Melilla) e dallo
stesso Consiglio Regionale che ha approvato all'unanimita una
risoluzione lo scorso 16 luglio.
Nelle scorse settimane era giunta alla presidenza del Consiglio
Regionale in risposta alla risoluzione una nota del ministro Cancellieri
da cui si evinceva che Davide sarebbe rimasto a Teramo.
Comunque
la vicenda pareva chiusa e attendevamo con amici e familiari che
venisse finalmente esaminata la richiesta di scontare la pena ai
domiciliari.
Invece stamattina e' arrivata l'ennesima angheria che getta nello sconforto una famiglia già provata.
Ricordo
che Davide e' un giovane militante condannato a una pena spropositata
di sei anni in base al famigerato reato di origine fascista di
"devastazione e saccheggio" per essere stato fotografato in una
manifestazione - quella del 15 ottobre 2011 - alla quale
partecipavano centinaia di migliaia di persone. Compreso il
sottoscritto.
Reo di "indignazione" Davide Rosci continua a essere sballottato
per le carceri italiane per ragioni che il Dipartimento e il Ministero
competente dovrebbero essere chiamati a spiegare.
Nella
citata nota del ministro Cancellieri si faceva riferimento per quanto
riguarda i precedenti trasferimenti a una richiesta proveniente da
Teramo. Se facciamo il conto dell'infinita serie di procedimenti
giudiziari aperti nei confronti di Davide e fortunatamente smontati
finora nei tribunali e' più che legittimo denunciare una persecuzione in
atto nei confronti di un giovane militante che in una città di
provincia e' diventato un punto di riferimento per tanti giovani.
Una vicenda che va chiarita perche' non e' tollerabile questa persecuzione.
PERCHÉ TUTTO QUESTO ACCANIMENTO CONTRO DAVIDE ROSCI?
Auspichiamo
che parlamentari e operatori dell'informazioneche hanno a cuore i
principi costituzionali ci diano una mano per riportare Davide a casa.
Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC Abruzzo

Nessun commento:
Posta un commento