Il 27 maggio 2008, alcuni agenti di polizia della Questura di Pescara erano “intervenuti per sedare una rissa, fermavano un uomo che si trovava casualmente sul luogo, un poliziotto lo colpiva improvvisamente con pugni al volto facendolo cadere a terra, altri poliziotti lo colpivano con calci in faccia e alla testa, quindi lo ammanettavano e continuavano il pestaggio a terra con le medesime modalità” a scriverlo non è un sito di movimento ma il dispositivo di rinvio di giudizio contro i 6 agenti.
La scorsa settimana (venerdi) si è tenuta a Pescara
la prima udienza per il processo scaturito dalla denuncia dell’uomo
fermato e pestato dagli agenti, Tonino Granieri, un uomo adulto di 48
anni.
Il processo vede imputati 6 poliziotti della Questura di
Pescara: gli agenti Adriano Petraccia, Massimo Moscardino, Fabio
Valentini, Antonio Mauro, Simone Di Blasio e Tullio Lullo. Secondo
il pm Giuseppe Bellelli nella citazione a giudizio, i sei agenti di
polizia dettero vita ad “un pestaggio con abuso di poteri in violazione
dei doveri inerenti il loro pubblico servizio”.
n aula l’uomo ha confermato tutte le accuse ed ha riconosciuto gli
agenti autori del pestaggio. Nei verbali si legge anche che gli agenti
“con violenza e minaccia lo immobilizzavano dopo averlo colpito con due
pugni al volto e fato cadere per terra, lo ammanettavano e lo
costringevano a subire percosse, cagionandogli lesioni”. Tra le lesioni
sono state messe a referto fratture, stati commotivi, contusioni varie
ed ecchimosi giudicate guaribili in 23 giorni. La seconda udienza del
processo al tribunale a Pescara si terrà il prossimo 27 gennaio.
da contropiano

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