E' di questa mattina la notizia che il tribunale del riesame ha accolto il ricorso della Procura di Bologna disponendo gli arresti domiciliari per Vincenzo, accusato di lesioni aggravate ed altri reati contro la polizia per i tafferugli accaduti il 18 dicembre durante una manifestazione davanti all'ingresso del magazzino Ikea di Bologna. Con questo comunicato i compagni e le compagne del Laboratorio Crash rivendicano dal primo all'ultimo minuto la giornata di lotta organizzata dal movimento operaio della logistica contro la multinazionale dei mobili nemica dei facchini.
Il merito di Vincenzo, insieme ad
altri compagni e compagne, è stato tutelare l'iniziativa dalle ripetute
provocazioni della digos e dei carabinieri schierati a difesa
dell'ingresso del magazzino per contrastare l'iniziativa di lotta che
aveva come obiettivo: "Blocchiamo l'Ikea! Creano mobili, distruggono
diritti".
La giornata di lotta, come tutte le iniziative, era
stata promossa dalle partecipatissime assemblee operaie bolognesi che
volevano solidarizzare con gli operai di Piacenza. In quei giorni
all'Ikea piacentina si susseguivono i picchetti dall'alba al pomeriggio
degli operai in lotta contro i licenziamenti disposti dall'azienda.
Spesso furono caricati e gassati dalla celere, ma mai si fecero
intimidire dalle aggressioni, forti anche del loro sindacato S.I.Cobas, e
della nostra solidarietà, come di altre realtà di movimento.
A
Bologna con coraggio e determinazione i manifestanti riuscirono a
raggiungere l'obiettivo di far chiudere la sede della multinazionale per
l'intero pomeriggio, tra la gioia e la soddisfazione dei partecipanti
che dopo i numerosi picchetti effettuati all'Ikea di Piacenza finalmente
avevano avuto l'occasione di praticare la stessa solidarietà anche
nella città di Bologna. Vincenzo viene oggi condannato per la sua
generosità di militante antagonista che mai ha fatto un passo indietro
dalla prima fila delle lotte e dalle iniziative promosse dal movimento
dei facchini.
Non ci stupisce la solerzia della questura di
Bologna nel voler aggredire Vincenzo e il resto del movimento, tra
l'altro solo pochi giorni fa è stato lo stesso questore ad evocare con
orgoglio e spavalderia la determinazione ad usare la bossi-fini contro i
facchini in lotta, conosciamo di che pasta sono fatti "i nostri
ragazzi" dalla Uno Bianca ad oggi!
Chiediamo piuttosto alla città
fino a quando sarà possibile tollerare in silenzio le iniziative
repressive organizzate dalla questura contro gli operai e i solidali in
lotta per la dignità e la giustizia sociale, e accettare che quella
banda di corrotti continui a fare la loro legge davanti alla legittimità
delle istanze di ribellione alla miseria e all'austerità.
Esprimiamo
quindi solidarietà, e facciamo appello a tutte le realtà di lotta ad
esprimersi, ad un compagno che dopo la cassazione potrebbe essere
privato per un po' di tempo dall'abitare nella sua vera casa: la prima
fila del conflitto, dello scontro sociale, e della solidarietà
militante.
D'altronde dopo la giornata di lotta sotto inchiesta
dalla procura il movimento operaio della logistica iniziò a muovere i
suoi primi passi fino ad arrivare ad oggi, giornate in cui tutte le
autorità cittadine tentano di attaccare i facchini e i loro compagni e
le loro compagne.
E' iniziata la lotta dura a Bologna e vogliamo che
Vincenzo torni al più presto a dare battaglia con noi: sempre dalla
parte giusta, dalla parte antagonista della nostra città ribelle e
meticcia.
Laboratorio Crash!
Laboratorio Crash!

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