Mobilitazioni diffuse nei territori, si sono svolte ieri 29 novembre, per il diritto all’abitare. La polizia carica a Bologna e Parma
Iniziative in Emilia e Roma, con le stesse parole d’ordine del 19 ottobre scorso:
blocco generalizzato di sfratti sgomberi e pignoramenti, stop alla
svendita di case popolari e patrimonio pubblico, sanatoria per chi
occupa l’edilizia pubblica per necessità, stop alle grandi opere inutili
e riconoscimento dei diritti di rifugiati e migranti.
A Roma
l’obiettivo era quello di arrivare alla sede della giunta regionale,
raggiunta dopo aver attraversato il quartiere popolare della Garbatella.
Assediata per 3 ore la sede regionale dai manifestanti, mentre
all’interno una delegazione ha incontrato funzionari ed esponenti della
giunta.
Manifestazione questo pomeriggio anche a Bologna,
con concentramento nel tardo pomeriggio in Piazza XX Settembre per un
corteo diretto verso Palazzo d’Accursio, sede del potere istituzionale
cittadino, dove i movimenti sociali sono stati caricati nel tentativo di entrare nel palazzo del Comune. Dopo la resistenza la decisione di occupare la Sala Borsa dove sono state piante delle tende e promossa una assemblea.
A Parma
manganellate e fermi nella sede Iren-Emilia. L’associazione “Rete
Diritti in Casa” e “No-termo” stavano manifestando contro il
caro-bollette e per chiedere un tavolo di confronto tra Comune,
cittadini e Iren con l’obbiettivo di ottenere l’estinzione del debito
per morosità incolpevole sulle utenze di acqua, luce e gas, quando per
sgomberarli la polizia ha manganellato duramente e effettuato dei fermi. Diversi compagni e compagne sono stati portati in questura, denunciati e solo in tarda serata rilasciati.
da InfoAut

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