Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Davide Rosci dal carcere di Teramo.
Carissimi Compagne/i,
l’autunno è alle porte e i segnali che ci arrivano fanno ben
sperare.
C’è nell’aria voglia di riscossa e molti movimenti italiani
facenti parte all’area antagonista, ai collettivi studenteschi oltre all’area
radicale dei sindacati sono in fermento; mobilitazioni sono state lanciate per
l’ottobre e l’invito che voglio fare a tutti voi è di partecipare in massa e
con il giusto spirito affinché l’indifferenza che ha alimentato e giovato a
questa crisi sia spazzata via da un popolo consapevole e realmente stufo.
A precedere questi appuntamenti ci sarà la mobilitazione di
noi incarcerati che il “Coordinamento dei detenuti” ha lanciato per chiedere
che si dica la parola fine a tutti gli abusi che ogni giorno migliaia di
detenuti subiscono. L’interesse alla protesta sia da dentro queste mura che
fuori è più che incoraggiante.
Questo mese di settembre ci vedrà impegnati in scioperi della
fame e forme di protesta autodeterminate. Noi qui dal carcere teramano
risponderemo alla chiamata e supportati dai compagni di Azione Antifascista di
Teramo puntiamo a sensibilizzare la popolazione carceraria e non su una realtà
che vede migliaia di detenuti vivere forme di tortura legalizzata nei regimi di
41 bis, 14 bis e alta sorveglianza, oltre che trattamenti inumani di vario
genere che colpiscono tanto noi detenuti quanto i nostri familiari.
Parlano tanto di “Stato Civile”, decantano i diritti
inalienabili dell’uomo e vogliono farci credere che viviamo in un “isola felice”.
Si, lor signor ci vivono sicuramente e sguazzano come dei maiali in una vita
pagata da noi, mentre la realtà per il resto della popolazione è ben diversa e
noi tutti la conosciamo benissimo.
E’ ora che la parolina magica “mi sono rotto i coglioni”
rimbombi in tutta Italia e con la voglia di cambiare il futuro non solo nella
nostra mente, ma al centro della nostra vita.
Purtroppo gli apparati che portarono a Genova nel 2001
migliaia di persone non ci sono più; a livello nazionale manca una regia e
questo è dovuto al fatto che ormai si guarda con sospetto chiunque e le delusioni
avute da chi voleva guidarci sono tante. Non ci sono dubbi, siamo
disorganizzati e chi potrebbe farlo se la fa con chi è al governo. Però a
livello territoriale possiamo organizzarci, eccome!!! Iniziamo a farlo
convocando assemblee e spingiamo affinchè gli appuntamenti di ottobre siano
manifestazioni ribelli e piene di rivendicazioni sociali.
Io, come i compagni/e condannati per i fatti di Genova 2001, sto
pagando a caro prezzo la volontà di questo Stato fascista di soffocare le voci
fuori dal coro, e siamo le vittime perfette da prendere come esempio quando
vogliono intimorirci.
Noi non abbiamo timore di nessuno, noi crediamo nelle nostre
idee e se ora possono cantare vittoria è perché ci sono leggi che permettono di
condannare ad anni e anni di galare chi lotta e difende i diritti nelle piazze.
Queste sono leggi fasciste!!! Presto gli chiederemo il conto di questa crisi e
di tutto ciò che ci hanno fatto. Nel frattempo disarmiamoli e sosteniamo la
campagna per l’amnistia sociale.
Un abbraccio a tutte/i
Non un passo indietro. Fino alla Rivoluzione
Davide Rosci dal carcere di Teramo

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