Continua anche a ferragosto, l'azione repressiva della Procura torinese contro gli attivisti No Tav. Nella giornata del 13 agosto è stato arrestato Giobbe con l'accusa di tentata rapina, sequestro di persona, concorsi con altri e accuse varie di resistenza aggravata tutti risalenti ai fatti del 16 aprile 2012. Inoltre i solerti Pm hanno perfino aperto una inchiesta sulla marcia delgli "over 50" denunciando due attivisti storici della valle Alberto Perino e Nicoletta Dosio.
Il "teorema Caselli" di criminalizzazione della lotta popolare in Val Susa non si ferma neanche a ferragosto. Due storici attivisti del movimento No Tav, Alberto Perino e Nicoletta Dosio, sono stati denunciati denunciati
alla magistratura per la violazione dell'area di protezione del cantiere
di Chiomonte durante la marcia "over 50" che si è tenuta il 10 agosto. Con loro sono stati
denunciati in tutti 63 partecipanti alla manifestazione organizzata una
settimana fa - in concomitanza con il World master games che ha
richiamato a Torino atleti over 35 da tutto il mondo -: tra loro
figurerebbero altri nomi già nomi nella storia della lotta contro la
Torino-Lione: Giorgio Vair, vicesindaco di San Didero e Simona Pognant,
ex sindaco di Borgone di Susa. E poi Francesco Richetto, del
Comitato di lotta popolare.
Ma il "teorema Caselli" nella giornata del 13 agosto ha spiccato anche un mandato di cattura nei confonti di Giobbe.che è stato arrestatoa a Varese.
Dopo aver
trascorso le ultime settimane qui con noi in val di Susa era tornato a
casa per lavorare. Le accuse sono gravi, tentata rapina, sequestro di
persona, concorsi con altri e accuse varie di resistenza aggravata tutti
risalenti ai fatti del 16 aprile 2012. Insomma tutto un bel pacchetto
“vacanze” che ha permesso alla questura di Varese e pare anche agli
agenti della sezione digos di Torino di togliere momentaneamente Giobbe
dalle mobilitazioni in valle di Susa e non solo.
La regia della
operazioni come sempre arriva dalla procura Torinese, Rinaudo e Padalino
, i due pubblici ministeri di punta che ormai come ragione di vita
hanno la “distruzione” del movimento no tav. Una regia anomala però, su
cui una riflessione va aperta e anche seriamente. Giobbe per tutti noi,
per il movimento no tav non è nè colpevole nè innocente, è un no tav che
ha resistito e continua a resistere con il suo corpo con le sue idee
alla devastazione della valle di Susa. Oltre a questo che è il punto di
partenza possiamo affermare che in questo caso la procura di Torino ha
percorso a ritroso quello che normalmente viene considerato un iter
giuridico.
Succede un episodio che evade dai perimentri della
legge, la procura indaga e cerca i colpevoli, qui, per Giobbe, per il
movimento no tav e quindi per moltissimi suoi attivisti la procura ha i
colpevoli e cerca dei fatti e degli eventi “delittuosi” da cucire sulle
spalle dei “mostri”. Non è lontano dalla realtà pensare agli uffici
della sezione digos di Torino e quelli della locale procura intenti a
scambiarsi le “figurine” segnaletiche degli attivisti più attivi alla
ricerca di filmati e eventi di resistenza no tav con l’unico intento di
costruire operazioni giudiziarie di questo tipo. Misure cautelari del
tutto arbitrarie affidate ai soliti pm del pool no tav o meglio si tav
in grado di imprigionare e allontanare dalla valle di Susa gli attivisti
più scomodi.
Giobbe per tutti noi, per il movimento no tav è un
ragazzo generoso, sempre pronto a correre in valle ogni volta che può.
E’ un no tav molto attivo che dedidca tutte le sue energie e il suo
tempo libero alla lotta no tav. Giobbe, come altre decine di giovani
parte da lontano, dalla sua terra per lottare. Nel suo lavoro quotidiano
a Varese cura e ama le montagne, le protegge e le fa rinascere con le
mani di chi da tempo ha scelto di investire in un futuro migliore,
diverso e per tutti. In valle di Susa partecipa alle assemblee, le sue
parole sono un fiume in piena che danno morale, coraggio e soprattutto
tante idee. Un’eresia di fronte a chi nel nome del progresso porta la
distruzione dei territori e della natura.
Tutto il sostegno e la
forza del movimento oggi vanno a Giobbe e alle persone a lui care in
questa nuova e difficile situazione di lotta. Come molti altri no tav
saprà continuare la lotta anche lì, da dietro le sbarre o con
restrizioni delle libertà, scrivendo, portando la bellezza e la speranza
che questa lotta sa dare a chi la incontra e ancora non la conosce.
E’
un valsusino e tutta la valle oggi lo sostiene, tutti i no tav lo
devono sostenere e molte iniziative verranno messe in campo per
proseguire la lotta, per la salvezza della valle di Susa, per la sua
liberazione e per la liberazione di tutti i no tav che a causa delle
loro idee vedono e vedranno purtroppo la loro libertà ridotta e
diminuita.
La valle non si arresta, Giobbe Libero Subito!
Per scrivere e mandare telegrammi:
Davide Giacobbe
Casa Circondariale Lorusso e Cutugno
via M.A. Aglietta 35 10151 Torino
Leggi il comunicato dei compagn* di Varese:
Oggi
martedí 13 agosto, verso le 19, Giobbe, un compagno molto attivo nella
lotta contro il tav, è stato arrestato mentre si trovava a casa propria,
a Dumenza (VA), su mandato della Procura di Torino. L'arresto é stato
eseguito da agenti della Digos di Varese e pare anche di Torino.
L'abitazione e' stata perquisita. Sono stati sequestrati due pc, materiale stampato, appunti, una maglietta, un foulard da ciclismo. Leggendo il verbale, prima di aver consultato un avvocato, i reati per i quali risulta indagato, in concorso con altri, sarebbero: tentata rapina, sequestro di persona, violenza e minacce contro pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale (articoli 110, 605, 61 nº2, 61 nº10)
Si tratterebbe di un presunto episodio riguardante un poliziotto che scattava fotografie, a Chiomonte (Val Susa) nel novembre 2012. A quanto sappiamo dovrebbe trovarsi nella casa circondariale di Torino.
Questo é l'indirizzo. Raccomandiamo di scrivere il nome corretto per far giungere i telegrammi (non Giobbe).
Davide Giacobbe
Casa Circondariale di Torino Lorusso e Cotugno
Via Maria Adelaide Aglietta 35
10151 Torino
A sara' dura (per loro).
Compagne e compagni della provincia di Varese
L'abitazione e' stata perquisita. Sono stati sequestrati due pc, materiale stampato, appunti, una maglietta, un foulard da ciclismo. Leggendo il verbale, prima di aver consultato un avvocato, i reati per i quali risulta indagato, in concorso con altri, sarebbero: tentata rapina, sequestro di persona, violenza e minacce contro pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale (articoli 110, 605, 61 nº2, 61 nº10)
Si tratterebbe di un presunto episodio riguardante un poliziotto che scattava fotografie, a Chiomonte (Val Susa) nel novembre 2012. A quanto sappiamo dovrebbe trovarsi nella casa circondariale di Torino.
Questo é l'indirizzo. Raccomandiamo di scrivere il nome corretto per far giungere i telegrammi (non Giobbe).
Davide Giacobbe
Casa Circondariale di Torino Lorusso e Cotugno
Via Maria Adelaide Aglietta 35
10151 Torino
A sara' dura (per loro).
Compagne e compagni della provincia di Varese
Per approfondire l’episodio del 16 novembre 2012 proponiamo una lucida analisi del comitato no tav di Vaie
Ieri
mattina martedì 16 aprile, 4 solerti poliziotti sono andati a dare la
sveglia ad Andrea, abitante di Vaie e attivista del locale comitato.
Perquisizione in casa e in macchina, sequestro di varie cose tra cui
telefono, agende, computer e notifica di obbligo di firma giornaliero
alla stazione dei C.C. di Borgone.
Il tutto perché il 16 novembre
2012 (esattamente 5 mesi fa!) Andrea era stato fermato durante un blocco
ai cancelli di Chiomonte e aveva passato l’intera giornata in stato di
fermo.
Vediamo i fatti: quel giorno c’è stato un alterco vivace
tra un poliziotto in borghese che faceva foto e alcuni no tav che
presidiavano via dellìAvanà. Andrea all’ alterco non ha partecipato, se
non per pochi minuti, in quanto si trova davanti al cancello della
centrale, mentre il tutto si svolgeva sulla strada a parecchi metri di
distanza. Ma le forze dell’ordine, infastidite dall’episodio, decidono
di prendere i primi malcapitati che trovano: ed ecco che Andrea e
Claudio si ritrovano in stato di fermo.
Oggi, a distanza di 5
mesi, le indagini vengono chiuse e il pm richiede l’arresto per Andrea a
causa di gravi fatti di cui è accusato. Ma andiamo a leggere
l’ordinanza fatta dal tribunale di Torino consegnata ad Andrea: “La
natura della sua partecipazione è, però da individuare in termini di
mera assistenza all’altrui condotta… ” il polizioto in questione
dichiara:
“Non hanno proferito alcuna parola o minaccia (Andrea e
Claudio n.d.r.) nè attuato nessun comportamento violento nei miei
confornti. Si sono limitati a rimanere sul posto e ad assistere
all’accaduto”
Poi c’è l’operaio che tentava di entrare al
cantiere: “A riscontro di tale conclusione (circa il ruolo NON ATTIVO di
Andrea nei fatti in oggetto) si richiama la condotta tenuta dallo
stesso indagato come emerge anche dalla visione dei fotogrammi…nelle
dichiarazioni dell’operaio non vengono attribuite all’indagato alcuna
delle condotte minacciose e/o violente descritte e chiaramente
attribuite agli altri soggetti presenti…”
Pertanto, per
sintetizzare, il p.m. richiede l’arresto nonostante le dichiarazioni dei
due teste (poliziotto e operaio) il giudice rigetta la richiesta e dà
“solo” l’obbligo di firma. Quindi, semplificando: Andrea a detta loro (e
non nostra!) non ha fatto nulla: né minacce né niente ma è un no tav e
quindi è colpevole comunque e si merita una perquisizione alle 6 della
mattina e l’obbligo di firma.
Commenti è dura farne se non che la nausea e la rabbia aumentano ogni giorno.
Ad
Andrea va tutta la nostra solidarietà e vicinanza, Andrea è uno di noi,
un valsusino generoso che lotta per un futuro dove nessun tav
devastatore e nessuna ingiustizia kafkiana possano avere futuro.
Comitato no tav Vaie
da notav.info

1 commento:
Se quest'anno le persone della valle e dell'Italia non pagassero le tasse non sarebbe un'azione violenta o sanguinosa come sarebbe invece pagarle e così permettere allo stato di usare violenza
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