Convocazione lunedì mattina 2 settembre 2013 presso la procura della repubblica di Torino per Gianni Vattimo, Luca Abbà e Nicoletta Dosio. A firmare l’atto i pubblici ministeri Padalino e Rianaudo coordinati da Giancarlo Caselli. Il reato per cui si indaga è “falso ideologico” in merito ad una visita presso la locale casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino.
Ma torniamo dunque ai fatti e
proviamo a dare un senso a questa vicenda. Sempre a firma
Padalino-Rinaudo il 13 agosto viene arrestato Giobbe, al secolo Davide
Giacobbe, un ragazzo di Varese con un grande sorriso e tanta generosità.
Davide come ormai da anni fanno molti no tav pur non abitando in valle
di Susa passa qui una bella fetta del suo tempo libero, delle sue
vacanze e dei suoi sogni. Tornato appunto dalla valle di Susa a casa per
riprendere il lavoro viene brutalmente arrestato e trasferito in tutta
fretta al carcere di Torino.
Familiari e amici non riescono neanche a
salutarlo che lui è già via (link arresto giobbe).
Subito in valle di Susa arriva la notizia e proprio quella sera 13
agosto Gianni Vattimo è ospite di Nicoletta Dosio presso l’osteria La
Credenza di Bussoleno per un ciclo di lezioni di “filosofia no tav”. La
sera prima, 12 agosto, era stato al campeggio no tav di Chiomonte dove
aveva incontrato anche Luca (vedi link lezioni di filosofia).
Subito dalla tristezza si passa all’agire, propositivi, insieme ed ecco
che allora Gianni subito dice “bè andiamo a trovarlo, sono un
europarlamentare, è un mio diritto, l’ho già fatto in passato per molti
altri no tav… e poi ancora… a ferragosto, giorno di festa per tutti io
ho prenotato con il direttore del carcere di Torino da tempo una visita,
per tutti i ragazzi lì rinchiusi e oggi in difficoltà, andiamo e
salutiamo Giobbe, vediamo come sta e se ha bisogno di qualcosa…”. Da lì
inizia dunque la costruzione dell’iniziativa, si sentono i familiari, si
recuperano indumenti e quanto può servire al ragazzo e vari pensieri
per i detenuti. Si avvisano i giornali, la cosa è assolutamente
annunciata e pubblica, e quindi Vattimo con Nicoletta e Luca si
apprestano a visitare il carcere (vedi link visita a Giobbe a ferragosto).
Tutto bene, il ragazzo è forte, è felice della visita e sorride, saluta
tutti, dice di non preoccuparsi e di continuare a lottare. Le
condizioni del carcere sono pessime, sovraffollamento, strutture
precarie e carenza di fondi, una stretta di mano, un sorriso a tutti i
detenuti ed un ferragosto diverso passa così al carcere di Torino.
All’uscita molti i no tav e i giornalisti che intervengono, fanno
fotografie dei tre e chiedono notizie. Poi Giobbe il 27 agosto esce,
viene liberato, il castello di accusa crolla sotto l’esame del tribunale
della libertà (vedi link Giobbe libero)
e i due pm Padalino e Rinaudo restano con un pugno di carte in mano.
Giovedi 29 agosto arriva la doccia fredda, tutti convocati in procura, ma
per cosa? Falso ideologico, i due accompagnatori non sono per i pm dei
reali collaboratori dell’eurodeputato! Ma due persone con le quali ogni
giorno si scambiano opinioni, ci sono contatti telefonici per avere
notizie dai luoghi delle proteste, con le quali si organizzano
conferenze e dibattiti cosa sono? Non sono forse collaboratori? E
ancora, la visita in carcere è stato forse un grave atto contro la legge
o una semplice missione umanitaria?
Certo il giorno di ferragosto c’era
chi aveva di meglio da fare come magari i due pubblici ministeri o vari
senatori abituati alla tintarella e alla bella vita. Per la procura di
Torino così non funziona, se vai in carcere a trovare gli ultimi sei una
persona da convocare in procura, se sei un giudice o un politico
corrotto meriti di stare al sole a spese dei cittadini (queste ultime
“deduzioni” non sono purtroppo una farneticante invenzione del movimento
no tav ma sono delle semplici constatazioni che qualsiasi padre di
famiglia fa quotidianamente vedendo andare in rovina il proprio paese,
almeno negli ultimi trent’anni).
da notav.info

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