Cariche e provocazioni della polizia, questa mattina, al presidio davanti al Tribunale di Torino in concomitanza dell'interrogatorio di Marta la compagna pisana picchiata e molestata dalla polizia la notte del 19 luglio.
Questa
mattina un centinaio di No Tav ha partecipato al presidio indetto
davanti al Tribunale di Torino in concomitanza con l'interrogatorio a
Marta, compagna pisana fermata e molestata dalla polizia nella notte
del 19 luglio e ora convocata dalla Procura per l'apertura di
un'inchiesta sulle violenze subite ma anche per testimoniare in quanto
denunciata per i fatti di quella sera.
Tante le persone giunte dal
campeggio No Tav e da Torino che dalla tarda mattinata hanno iniziato a
presidiare la zona di fronte al palazzo di giustizia per non lasciare
sola Marta e farle sentire tutto il calore e la vicinanza del movimento
in questi giorni difficili in cui l'accanimento giudiziario e mediatico
sulla sua vicenda si sono fatti particolarmente forti e squallidi.
Anche
in quest'occasione la polizia ha dato prova di come Questura e Procura
abbiano ormai abbandonato ogni remora nell'autorizzare l'uso del pugno
di ferro contro i No Tav, così come richiesto a gran voce da chi difende
gli sporchi interessi della grande opera: un gruppo di donne si stava
infatti accingendo ad appendere sulla cancellata del Tribunale uno
striscione di solidarietà a Marta quando alcuni celerini che
presidiavano l'ingresso si sono avvicinati e hanno iniziato a
spintonarle brutalmente per impedire loro di affiggerlo. A quel punto
gli altri No Tav presenti si sono subito avvicinati per sostenere il
gruppo ma la polizia ha proseguito nel proprio atteggiamento totalmente
fuori controllo caricando il presidio e sospingendo pericolosamente i No
Tav fino in mezzo al traffico delle macchine che passavano.
Una
reazione assolutamente spropositata e vergognosa, soprattutto in una
mattinata in cui la rabbia per quanto accaduto a Marta e agli altri No
Tav picchiati e aggrediti venerdì scorso in Clarea bruciava più forte
che mai e la presenza degli uomini in divisa autori di quelle stesse
violenze era quanto mai sgradevole e insopportabile.
Nonostante
tutto il presidio è rimasto compatto fino all'uscita dal Tribunale di
Marta, visibilmente scossa dall'ennesima pressione sopportata con
l'interrogatorio dei Pm Padalino e Rinaudo (gli stessi che venerdì notte
assistevano e spalleggiavano le violenze della polizia da dentro il
cantiere). L'attivista pisana è stata accolta dal lungo applauso
solidale dei No Tav presenti che poco dopo hanno poi sciolto il
presidio.
Quest'oggi Marta ha consegnato una dettagliata querela
di parte in cui con coraggio ha ribadito tutte le accuse già presentate
nella scorsa conferenza stampa, mentre in tutta Italia cresce la
solidarietà nei suoi confronti lanciata con la campagna #senonconmartaquando?.
A
presidio ormai concluso è giunta infine notizia di un ennesimo episodio
che testimonia il livello di aggressività e follia alimentato
dall'ìsteria del fronte Si Tav e creatosi in questi giorni attorno alla
questione valsusina: una delle No Tav presenti al presidio e ferita
dalle manganellate della polizia ha infatti denunciato che, arrivata in
ospedale (dove le sono stati dati due punti di sutura alla testa), ha
dovuto subire lo scherno e i maltrattamenti continui del medico a cui
era stata affidata, che si è dichiarato sostenitore della grande opera e
per questo si è sentito autorizzato a deriderla e insultarla invece che
garantirle normalmente le cure per le quali si era presentata in pronto
soccorso.
Se è evidente che lo scontro attorno alla questione del
Tav si sta facendo più forte e la controparte serra i propri ranghi
mettendo in campo tutta la propria violenza ed arroganza, dall'altra
parte il movimento No Tav ha ribadito una volta di più negli interventi
di questa mattina la propria determinazione nel voler portare avanti
questa battaglia fino alla vittoria.
se toccano una toccano tutte...non un passo indietro!
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