Alle 8 di questa mattina le forze dell'ordine, accompagnate da un gruppo di operai della LTF, hanno preso possesso della baita in Val Clarea. La valle è cinta d'assedio, le strade chiuse. Un attivista è caduto da un traliccio ed è in gravi condizioni Sono cominciati questa mattina a a Chiomonte (Torino) i lavori per l'ampliamento del cantiere per il tunnel geognostico della Tav Torino-Lione. Maestranze della LTF, la società che realizza l'infrastruttura, "assistite" da un numero spropositato di agenti di Polizia e Carabinieri, stanno installando le reti di recinzione dell'area.
27 febbraio 2012
No Tav: E' iniziato l'assalto delle forze della repressione alla valle. Un ferito grave
26 febbraio 2012
Uccidono il figlio, processano la madre
Doveva iniziare il primo marzo a Mantova ma subirà un rinvio, per l'impedimento di un tecnico di parte civile, il processo a Patrizia Moretti e ad alcuni cronisti ferraresi denunciati per diffamazione dalla pm Mariangela Guerra, quella di turno all'alba del 25 settembre 2005 quando il figlio di Patrizia, Federico Aldrovandi, incappò nel misterioso e violentissimo "controllo" di polizia nel quale fu ucciso.
Le cariche alla stazione di Torino... un film già visto. Regia di Spartaco Mortola
Prima Caselli, poi Manganelli, poi Spartaco Mortola. Cariche a freddo e versioni di comodo. Una trappola a fine giornata per poter di nuovo associare la lotta dei No Tav alla violenza e al pericolo. Un film già visto...
Roma città aperta alle scorribande neofasciste
Gli ultimi giorni a Roma (ma anche i prossimi) si caratterizzano per una serie di iniziative e di provocazioni di estrema destra.
Sono sotto gli occhi di tutti gli eventi di Ostia, quartiere marittimo di Roma, dove sono stati aggrediti militanti di sinistra e operatori culturali del Teatro del Lido, mentre stavano attacchinando alcuni manifesti che annunciavano un corteo per il 25 Febbraio. Tre persone del Teatro del Lido sono finite all'ospedale con gravi lesioni alla testa e braccia fratturate (che chiunque conosca un minimo di medicina forense sa che si tratti di lesioni originate per difendersi da colpi inferti con corpi contundenti del tipo delle spranghe!).
Firenze: Un altro strano"suicidio" all'interno della cella di sicurezza della Questura
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Un altro “strano suicidio” all’interno di una cella di sicurezza della questura di Firenze. Dopo la morte di Es-saouri Youssef avvenuta il 27 gennaio, un altro giovane sempre di nazionalità marocchina, di 26 anni, è morto all'interno della questura di Firenze.
Il giovane Rami Chaban senza fissa dimora, era stato arrestato nella serata di venerdi 24 febbraio dalla Polfer per rapina, tentata violenza sessuale e lesioni aggravate.
Torino: caricati i No Tav di ritorno dalla Valsusa
Odiosa provocazione della Polizia contro i No Tav nella Stazione di Torino. In Valsusa decine di migliaia di persone hanno sfilato con contenuti netti e inequivocabili, ma senza problemi. Siccome quotidiani e tg titolavano "manifestazione pacifica" qualcuno ha pensato bene di provare a mutare il senso della giornata...
24 febbraio 2012
La madre di Federico Aldrovandi da vittima a imputata
Federico Aldrovandi, morì a 18 anni, il 25 settembre 2005, dopo una colluttazione con quattro agenti di polizia, già condannati per la sua morte. La madre Patrizia Moretti il 1 marzo sarà in un’aula del tribunale di Mantova come imputata di diffamazione nei confronti della pm che condusse le prime indagini. A processo anche i giornalisti della Nuova Ferrara che seguirono il caso.
Militari stupratori: scempio agli eroismi de L'Aquila
La militarizzazione delle città in nome dell'emergenza sicurezza crea ovunque dei mostri. A Falluja come a L'Aquila. La denuncia arriva dal comitato aquilano 3e32: «I tre caporali del 33mo reggimento Acqui indagati per lo stupro di Pizzoli rientrano in servizio dopo un breve congedo nel giorno in cui lo stesso reggimento prende il posto degli Alpini nei servizi di pattugliamento del centro storico nell'ambito dell'operazione "Strade Sicure". Ci sembra il minimo quindi chiedere al Reggimento Artiglieria Acqui e alle istituzioni competenti che i tre caporali indagati per il violentissimo stupro vengano immediatamente sospesi dal servizio in via precauzionale e che di questo venga reso nota pubblicamente».
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Ostia: Aggressione fascista. Ancora Casa Pound!
Nuova aggressione fascista nella capitale. Ancora una volta ad opera dei ‘boy scout’ di Casa Pound. Tre feriti, gli aggrediti trattenuti in commissariato dalla Polizia per 'rissa aggravata'. Domani corteo per i beni comuni e la cultura
Tutto è successo intorno all’una di notte in Piazza della Stazione Vecchia ad Ostia, davanti la sede del Tredicesimo Municipio, dove un gruppo di neofascisti armati con caschi e bastoni hanno teso un vero e proprio agguato ad alcuni attivisti del Teatro del Lido, del collettivo Officina e di Rifondazione Comunista intenti ad attaccare manifesti che pubblicizzavano il corteo previsto per domani, 25 Febbraio, sul litorale romano, in difesa dei beni comuni.
Tutto è successo intorno all’una di notte in Piazza della Stazione Vecchia ad Ostia, davanti la sede del Tredicesimo Municipio, dove un gruppo di neofascisti armati con caschi e bastoni hanno teso un vero e proprio agguato ad alcuni attivisti del Teatro del Lido, del collettivo Officina e di Rifondazione Comunista intenti ad attaccare manifesti che pubblicizzavano il corteo previsto per domani, 25 Febbraio, sul litorale romano, in difesa dei beni comuni.
Milano: “Alessandro in carcere senza motivo”; la denuncia dei familiari
Notte tra sabato e domenica. Al Policlinico arriva un giovane, Vincenzo. Chiede informazioni, cerca il posto di polizia. Sbatte contro la fredda burocrazia, cerca di mantenere il controllo. Suo fratello è morto in carcere, a San Vittore, nel pomeriggio. Ma nessuno dà spiegazioni né a lui né allo zio Marco, anch’egli in ospedale. “I carabinieri ci hanno chiamato quattro ore dopo - racconta il 24enne Vincenzo - dicendo di telefonare al cappellano della prigione”. Don Alberto comunica alla famiglia la tragedia: “Alessandro si è tolto la vita”.
Il magistrato e lo scriba: Caselli e Travaglio vs No Tav
Un bel gioco estivo continuato fino ai giorni nostri sul web (# E' tutta colpa dei NO-TAV) consisteva nel pensare e nell’addossare tutte le colpe più improbabili ai notav, messi alla pubblica gogna per la loro determinazione nel non accettare un’opera inutile e dannosa sul proprio territorio. Lo scherzo (i notav sanno ridere e sono ben lontani dai toni plumbei con cui li si vuole rappresentare, ridono anche quando li sbattono in galera) ha avuto talmente successo che è diventata una pagina facebook in cui ognuno può mettere alla prova la sua inventiva ironica.
Certo nessuno avrebbe mai immaginato di pensare una nuova colpa per i notav: camorristi… e simil-stupratori. Ci ha pensato il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli (lui sì un uomo triste e incapace di non prendersi sul serio), infastidito dalle contestazioni che lo seguono in ogni parte d’Italia (perfino oltre, l’hanno contestato anche in Svizzera) in occasioni delle sue pubbliche uscite.
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23 febbraio 2012
Da Torino a Roma, arresti, condanne e repressione
Alla vigilia della straordinaria manifestazione popolare , che sta mobilitando da tutta Italia migliaia di persone convergenti in Val Susa il 25/2 nella marcia NO TAV “ la Valle non si arresta, liberi tutti “ da Bussoleno a Susa , l’azione vendicativo-repressiva dello Stato si esprime furiosa.
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Italia condannata dalla Corte Ue per i respingimenti in Libia.
La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, non è stato in particolare rispettato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura.
Si tratta della più importante sentenza della Corte di Strasburgo riguardante i respingimenti attuati dall'Italia verso la Libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal precedente Governo Berlusconi. «Sarà una sentenza storica», aveva spiegato prima del verdetto Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati . «Potrebbe vietare in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali. La pronuncia della Corte marcherà un principio fondamentale di cui anche l'attuale Governo non potrà non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il Governo di Transizione Libico».
Il 27 febbraio presidio in occasione dell'udienza del caso Aldo Bianzino.
Da anni stiamo seguendo l'iter processuale del caso "Bianzino", abbiamo assistito all'archiviazione del primo processo per omicidio colposo a carico d'ignoti, e oggi stiamo seguendo quello per omissione di soccorso
che vede imputata una guardia carceraria.
Nel corso di questi anni abbiamo sempre ripetuto che non ci basta che il sistema carcerario ci consegni un capro espiatorio, una mela marcia.
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Detenuto di 36 anni si impicca nel carcere di Foggia
Da inizio anno sono 11 i detenuti che si sono tolti la vita negli Istituti penitenziari e 1 nella cella di sicurezza della Questura di Firenze.
Un uomo di 36 anni di Polignano, in provincia di Bari, Ottavio Mastrochirico, si è ucciso nel carcere di Foggia dove era detenuto dal 2010 per una condanna a 16 anni per un omicidio. Il 36enne da qualche giorno si trovava da solo in cella, dopo aver avuto dei problemi con gli altri detenuti. L’altra sera si è impiccato con il cordoncino della sua tuta. Un agente di polizia penitenziaria è intervenuto cercando di salvarlo ma per il detenuto non c’è stato nulla da fare.
Messina: appello contro la repressione
La recente condanna di 49 operai e sindacalisti Atm per presunta interruzione di pubblico servizio, riferitesi ad un episodio di alcuni anni fa, rappresenta un salto di qualità negativo del clima repressivo più o meno strisciante che ha sempre circondato le lotte nella nostra città. Ogni momento di mobilitazione di studenti, precari, disoccupati, operai, no pontisti ecc. è stato sempre accompagnato da uno stillicidio "preventivo" di pressioni, consigli, richiesta assillante di informazioni , trattative defatiganti sui percorsi dei cortei, esternazioni, più o meno "amichevoli, di rischi di denunce. I sit-in, i cortei, le stesse assemblee hanno sempre visto una presenza, spesso,sovrabbondante di forze dell'ordine in divisa e in borghese.
22 febbraio 2012
15 Ottobre: Pesanti condanne a carico di due giovani
Genova: Cariche della polizia contro i NoTav che contestano Caselli
I No Tav hanno di nuovo rovinato la festa a Giancarlo Caselli. Mentre il magistrato raccontava ad alcune decine di persone la sua ultima fatica editoriale un corteo percorreva la strade di Genova, dietro lo striscione 'Caselli: Tav? Baciamo le mani. Liberi subito tutti'.
Ieri il procuratore capo di Torino è stato duramente contestato nel capoluogo ligure da circa duecento attivisti del movimento no Tav. Frequentatori del centro sociale Aut Aut e studenti. «Se uno si limita a protestare, fa quello che la democrazia gli consente, ma dare del boia a un magistrato o a un poliziotto non è simpatico e non mi pare un granché democratico» ha commentato il magistrato, preso di mira per aver ordinato la maxiretata del 26 gennaio che ha portato all’arresto di decine di attivisti No Tav.
La democrazia secondo il procuratore Caselli
Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il procuratore Caselli ha definito, dietro il paravento del "sembra", non democratico il fatto che gli si dia del boia contestandolo. Come capita nei media, il procuratore dovrebbe saperlo, il "sembra" nei titoli è scomparso. Ma conta l'effetto: chi gli dà del boia appare, nel Caselli pensiero, non democratico.
Il procuratore, nelle sue affermazioni, è confortato dal consenso della totalità dei media italiani. Tutta questa totalità ha molto poco di democratico ma a questo Caselli sembra non badare.
Torino: pestaggio di polizia su un tifoso
Riceviamo e pubblichiamo un incredibile (ma neanche troppo) video che immortala almeno quattro aitanti agenti del reparto digos torinese che riempiono di calci e pugni un tifoso ormai a terra trascinandolo fuori dallo stadio. Il fatto è avventuto il 20 febbraio in occasione della partita Torino Sampdoria presso lo stadio comunale (anche “olimpico”) del capoluogo piemontese.
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Roma: Pestarono due diciottenni, indagati due agenti di polizia
In pieno inverno era sceso in ciabatte, canottiera e pantaloncini per manganellare con lo sfollagente di servizio due ragazzini che esplodevano petardi per in un prato, sotto casa sua, in zona Casal Lumbroso. E visto che c’era aveva chiesto il rinforzo di un vicino, come lui agente di polizia penitenziaria, che per l’evenienza aveva portato la pistola. «Siamo della polizia, zitti e muti». E giù manganellate. Era il novembre 2011. Poco più di un anno dopo, il pm Emanuele Di Salvo ha formalizzato l’iscrizione al registro degli indagati dei due agenti - Salvatore C., 34 anni, e Domenico U., 45 anni, in forza a Roma - per «minacce e lesioni».
20 febbraio 2012
Detenuto di 21 anni si impicca nel carcere di San Vittore: aveva più volte denunciato di aver subito violenze
Da inizio anno sono 10 i detenuti che si sono tolti la vita e 24 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 10 per cause ancora da accertare).
Alessandro Gallelli era accusato di violenza sessuale. Da quattro mesi era in carcere in attesa di giudizio. Aveva più volte denunciato di aver subito violenze. Dal carcere garantiscono comunque che il giovane era in isolamento e che quindi non poteva essere vittima di pestaggi o percosse. Aveva compiuto 21 anni da poche settimane.
18 febbraio 2012
Carceri: Detenuto suicida a Cremona
Un detenuto di 45 anni si è impiccato ieri nel carcere di Cà del Ferro a Cremona. Stessa sorte è toccata giovedì scorso a un detenuto di 58 anni nel carcere di Milano Opera e a un agente di polizia penitenziaria del carcere Rebibbia di Roma. Da inizio anno sono 9 i detenuti che si sono tolti la vita e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 ad oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totale dei “morti di carcere”. Cifra che supera le 2mila unita’, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per “incidenti sul lavoro”.
Nicola Ciocia il "Prof. De Tormentis" non fu il solo a usare torture contro i brigatisti
Anni di Piombo: oggi l’ex ispettore vive al Vomero, tra un busto di Mussolini e pile di libri. Ma tra il 1978 e il 1982 avrebbe usato tecniche come il water boarding per far confessare gli indiziati.
Un ex funzionario di polizia accusa Nicola Ciocia: era lui il torturatore dei brigatisti che Nicola Ciocia non sia stato un ispettore qualsiasi è abbastanza chiaro, altrimenti il Viminale non l’avrebbe inserito, tra il 1978 e il 1982, dopo il sequestro Moro, nelle squadre speciali addette agli interrogatori che dovevano schiacciare e azzerare le Br. Forse un missionario, nel senso di un uomo con una missione da compiere. E oggi un suo collega, “Rino” Genova, lo accusa di avere avuto la caparbietà di portarla a termine ad ogni costo.
Monti. riapre il Cie di Santa Maria Capua Vetere
Il governo Monti riapre il Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Santa Maria Capua Vetere. L'ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio scorso, prevede la riattivazione del Centro nella ex caserma "Andolfato" fino al 31 dicembre 2012 con una capienza di 200 posti.
La struttura, che nello scorso anno trattenne gli immigrati provenienti dalla Tunisia e dalla Libia, fu aperta il 4 aprile e realizzata dalla protezione civile in soli tre giorni. Cento tende da sei e otto posti su un'area di quindicimila metri quadrati. Il campo venne trasformato in Cie il 21 aprile 2011, ma fu costretto a chiudere perché reso inagibile nella notte tra il 7 e 8 giugno 2011 in seguito ad una rivolta scoppiata all'interno della struttura.
Per la morte di Simone La Penna rinviati a giudizio tre medici
Rinvio a giudizio per tre medici della struttura sanitaria del carcere di Regina Coeli accusati di omicidio colposo in seguito alla morte, per anoressia, del detenuto Simone La Penna avvenuta il 26 novembre del 2009. Il giudice dell'udienza preliminare Nicola Di Grazia ha concluso oggi l'inchiesta e accogliendo le richieste del pubblico ministero Eugenio Albamonte ha rinviato a giudizio il dirigente sanitario del carcere Andrea Franceschini ed i medici Giuseppe Tizzano e Andrea Silvano che ebbero in cura La Penna. Il processo contro i tre medici che si svolgerà l'11 luglio prossimo davanti al giudice monocratico Raffaele Gargiulo, vedrà in aula come parti civili i famigliari di La Penna che si sono costituiti nel giudizio con l'assistenza degli avvocati Roberto Randazzo e Sergio Maglio.
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L’Italia tortura
Quando nell’aprile 2005 le Nazioni unite decisero di istituire uno speciale Rapporteur con il compito di proteggere i diritti umani nella lotta contro il terrorismo internazionale, gli stati europei salutarono positivamente un elemento ulteriore di analisi che si affiancava agli strumenti di controllo già da tempo in vigore, in particolare attraverso l’azione del Comitato per la prevenzione della tortura. Si riaffermò così il principio che nessuna situazione d’eccezione può far derogare dal divieto assoluto di ricorrere alla tortura: inaccettabile sul piano della comune percezione di civiltà giuridica, inammissibile nella simmetria che stabiliscono tra azione dello stato di diritto e pratiche delle organizzazioni criminali, foriera di gravi distorsioni dell’azione di giustizia, tale è la forza verso l’adesione a qualsiasi ipotesi dell’accusa che la sofferenza determina.
17 febbraio 2012
Detenuto di 58 anni si impicca nel carcere di Milano Opera
E' 700esimo suicidio nelle carceri italiane in 12 anni. Nello stesso periodo sono stati oltre 2.000 i "morti di carcere", tra detenuti e operatori penitenziari.
Da inizio anno sono 8 i detenuti che si sono tolti la vita e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 ad oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totale dei "morti di carcere". Cifra che supera le 2mila unità, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per "incidenti sul lavoro". Da ricordare anche il suicidio del Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria, Paolo Quattrone, e della direttrice del carcere di Sulmona, Armida Miserere.
Internato trovato morto all’OPG di Reggio Emilia
”Un internato ristretto nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia è stato trovato morto nel suo letto, questa mattina, dagli agenti della polizia penitenziaria che erano entrati per il controllo numerico delle presenza che viene fatto in tutte le strutture penitenziarie”. E’ quanto riferisce Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria.
Processo Cucchi: Per l'infermiere imputato, Stefano sembrava che dormiva invece era morto
Verso le 6 di mattina del 22 ottobre 2009 “andai nella cella di Cucchi, lo trovai disteso su un fianco con la mano sotto la testa. Sembrava dormire; lo chiamai più volte per fargli il prelievo, ma non rispose”. Stefano Cucchi era morto in quella cella del reparto detenuti dell’ospedale Pertini di Roma dove si trovava da qualche giorno. A raccontare quei momenti è stato l’infermiere Giuseppe Flauto, uno di dodici imputati (sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari) del processo per la morte del giovane romano, fermato il 15 ottobre 2009 per droga e trovato senza vita una settimana dopo in ospedale.
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16 febbraio 2012
L’uso della tortura negli anni di piombo
Dopo il Corriere della sera anche sulle pagine di Repubblica, il quotidiano di tutte le emergenze e fermezze nazionali, del più feroce rigor mortis, sostenitore imperterrito di polizia e magistratura, grazie ad Adriano Sofri si parla delle torture impiegate per contrastare la lotta armata degli anni 70 e inizio 80, ma non solo. Il muro del silenzio comincia lentamente a mostrare le sue crepe. (da insorgenze)
Napoli, aria di regime... la questura vieta e la polizia sgombera
In tarda serata la polizia ha sgomberato con forza il presidio rimasto sotto la Regione Campania. Oggi però di nuovo in piazza. Sabato manifestazione. L'assedio prosegue
Ieri sera, intorno alle ore 21, mentre era in corso la parte terminale dello spettacolo musicale nello spazio del Presidio a ridosso la sede della Regione Campania, approfittando che il numero dei compagni e degli attivisti presenti era diminuito, la polizia ha liberato, con una carica, l'occupazione della sede stradale di Via S. Lucia. Intanto continua il fermo del compagno del compagno della zona vesuviana preso dalla polizia durante il parapiglia avvenuto nel pomeriggio. I compagni rimasti al Presidio CONFERMANO l'appuntamento per oggi 16 febbraio, alle ore 9.30, di nuovo sotto la sede della Regione ed annunciano una MANIFESTAZIONE, per SABATO 18, alle ore 9.3o con concentramento nello spazio antistante la Metropolitana di Montesanto (Piazzetta Olivella). Invitiamo tutti ad assicurare una presenza fin dall'inizio del Presidio di oggi
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Pisa: La Polizia sgombera e carica violentente Occupy Pisa
Un giornata complessa e tesa quella che si è svolta ieri a Pisa. Iniziata poco prima delle 7 con lo sgombero dell'edificio di via la Pergola, dove i giovani del movimento Occupy Pisa avevano dato vita a un'occupazione lo scorso 17 novembre, al termine di un corteo contro la crisi. Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa, si sono presentati al cancello, hanno spaccato il lucchetto, sono entrati e hanno notificato la denuncia ai tre giovani che si trovavano in quel momento dentro: due ragazze, rispettivamente di 21 e 23 anni, e un ragazzo di 19 anni.
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