24 febbraio 2012

Ostia: Aggressione fascista. Ancora Casa Pound!

Nuova aggressione fascista nella capitale. Ancora una volta ad opera dei ‘boy scout’ di Casa Pound. Tre feriti, gli aggrediti trattenuti in commissariato dalla Polizia per 'rissa aggravata'. Domani corteo per i beni comuni e la cultura

Tutto è successo intorno all’una di notte in Piazza della Stazione Vecchia ad Ostia, davanti la sede del Tredicesimo Municipio, dove un gruppo di neofascisti armati con caschi e bastoni hanno teso un vero e proprio agguato ad alcuni attivisti del Teatro del Lido, del collettivo Officina e di Rifondazione Comunista intenti ad attaccare manifesti che pubblicizzavano il corteo previsto per domani, 25 Febbraio, sul litorale romano, in difesa dei beni comuni.

Milano: “Alessandro in carcere senza motivo”; la denuncia dei familiari

Notte tra sabato e domenica. Al Policlinico arriva un giovane, Vincenzo. Chiede informazioni, cerca il posto di polizia. Sbatte contro la fredda burocrazia, cerca di mantenere il controllo. Suo fratello è morto in carcere, a San Vittore, nel pomeriggio. Ma nessuno dà spiegazioni né a lui né allo zio Marco, anch’egli in ospedale. “I carabinieri ci hanno chiamato quattro ore dopo - racconta il 24enne Vincenzo - dicendo di telefonare al cappellano della prigione”. Don Alberto comunica alla famiglia la tragedia: “Alessandro si è tolto la vita”.

Il magistrato e lo scriba: Caselli e Travaglio vs No Tav

Un bel gioco estivo continuato fino ai giorni nostri sul web (# E' tutta colpa dei NO-TAV) consisteva nel pensare e nell’addossare tutte le colpe più improbabili ai notav, messi alla pubblica gogna per la loro determinazione nel non accettare un’opera inutile e dannosa sul proprio territorio. Lo scherzo (i notav sanno ridere e sono ben lontani dai toni plumbei con cui li si vuole rappresentare, ridono anche quando li sbattono in galera) ha avuto talmente successo che è diventata una pagina facebook in cui ognuno può mettere alla prova la sua inventiva ironica.
Certo nessuno avrebbe mai immaginato di pensare una nuova colpa per i notav: camorristi… e simil-stupratori. Ci ha pensato il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli (lui sì un uomo triste e incapace di non prendersi sul serio), infastidito dalle contestazioni che lo seguono in ogni parte d’Italia (perfino oltre, l’hanno contestato anche in Svizzera) in occasioni delle sue pubbliche uscite.

23 febbraio 2012

Da Torino a Roma, arresti, condanne e repressione

Alla vigilia della straordinaria manifestazione popolare , che sta mobilitando da tutta Italia migliaia di persone convergenti in Val Susa il 25/2 nella marcia NO TAV “ la Valle non si arresta, liberi tutti “ da Bussoleno a Susa , l’azione vendicativo-repressiva dello Stato si esprime furiosa.

Italia condannata dalla Corte Ue per i respingimenti in Libia.

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, non è stato in particolare rispettato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura.
Si tratta della più importante sentenza della Corte di Strasburgo riguardante i respingimenti attuati dall'Italia verso la Libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal precedente Governo Berlusconi. «Sarà una sentenza storica», aveva spiegato prima del verdetto Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati . «Potrebbe vietare in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali. La pronuncia della Corte marcherà un principio fondamentale di cui anche l'attuale Governo non potrà non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il Governo di Transizione Libico».

Il 27 febbraio presidio in occasione dell'udienza del caso Aldo Bianzino.

Da anni stiamo seguendo l'iter processuale del caso "Bianzino", abbiamo assistito all'archiviazione del primo processo per omicidio colposo a carico d'ignoti, e oggi stiamo seguendo quello per omissione di soccorso
che vede imputata una guardia carceraria.
Nel corso di questi anni abbiamo sempre ripetuto che non ci basta che il sistema carcerario ci consegni un capro espiatorio, una mela marcia.

Detenuto di 36 anni si impicca nel carcere di Foggia

Da inizio anno sono 11 i detenuti che si sono tolti la vita negli Istituti penitenziari e 1 nella cella di sicurezza della Questura di Firenze.

Un uomo di 36 anni di Polignano, in provincia di Bari, Ottavio Mastrochirico, si è ucciso nel carcere di Foggia dove era detenuto dal 2010 per una condanna a 16 anni per un omicidio. Il 36enne da qualche giorno si trovava da solo in cella, dopo aver avuto dei problemi con gli altri detenuti. L’altra sera si è impiccato con il cordoncino della sua tuta. Un agente di polizia penitenziaria è intervenuto cercando di salvarlo ma per il detenuto non c’è stato nulla da fare.

Messina: appello contro la repressione

La recente condanna di 49 operai e sindacalisti Atm per presunta interruzione di pubblico servizio, riferitesi ad un episodio di alcuni anni fa, rappresenta un salto di qualità negativo del clima repressivo più o meno strisciante che ha sempre circondato le lotte nella nostra città. Ogni momento di mobilitazione di studenti, precari, disoccupati, operai, no pontisti ecc. è stato sempre accompagnato da uno stillicidio "preventivo" di pressioni, consigli, richiesta assillante di informazioni , trattative defatiganti sui percorsi dei cortei, esternazioni, più o meno "amichevoli, di rischi di denunce. I sit-in, i cortei, le stesse assemblee hanno sempre visto una presenza, spesso,sovrabbondante di forze dell'ordine in divisa e in borghese.

22 febbraio 2012

15 Ottobre: Pesanti condanne a carico di due giovani

Contro di loro non ci sarebbero prove ma si sono visti appioppare le condanne più pesanti tra quelle inflitte, finora, per gli scontri del 15 ottobre. Quel giorno Giuseppe e Lorenzo, diciannovenni, avevano deciso di unirsi ai trecentomila indignati che manifestavano contro le politiche di austerità della Bce. La prima manifestazione della loro vita.

 

Genova: Cariche della polizia contro i NoTav che contestano Caselli

I No Tav hanno di nuovo rovinato la festa a Giancarlo Caselli. Mentre il magistrato raccontava ad alcune decine di persone la sua ultima fatica editoriale un corteo percorreva la strade di Genova, dietro lo striscione 'Caselli: Tav? Baciamo le mani. Liberi subito tutti'.

Ieri il procuratore capo di Torino è stato duramente contestato nel capoluogo ligure da circa duecento attivisti del movimento no Tav. Frequentatori del centro sociale Aut Aut e studenti. «Se uno si limita a protestare, fa quello che la democrazia gli consente, ma dare del boia a un magistrato o a un poliziotto non è simpatico e non mi pare un granché democratico» ha commentato il magistrato, preso di mira per aver ordinato la maxiretata del 26 gennaio che ha portato all’arresto di decine di attivisti No Tav.

La democrazia secondo il procuratore Caselli

Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il procuratore Caselli ha definito, dietro il paravento del "sembra", non democratico il fatto che gli si dia del boia contestandolo. Come capita nei media, il procuratore dovrebbe saperlo, il "sembra" nei titoli è scomparso. Ma conta l'effetto: chi gli dà del boia appare, nel Caselli pensiero, non democratico.
Il procuratore, nelle sue affermazioni, è confortato dal consenso della totalità dei media italiani. Tutta questa totalità ha molto poco di democratico ma a questo Caselli sembra non badare.

Torino: pestaggio di polizia su un tifoso

Riceviamo e pubblichiamo un incredibile (ma neanche troppo) video  che immortala almeno quattro aitanti agenti del reparto digos torinese che riempiono di calci e pugni un tifoso ormai a terra trascinandolo fuori dallo stadio. Il fatto è avventuto il 20 febbraio in occasione della partita Torino Sampdoria presso lo stadio comunale (anche “olimpico”) del capoluogo piemontese.

Roma: Pestarono due diciottenni, indagati due agenti di polizia

In pieno inverno era sceso in ciabatte, canottiera e pantaloncini per manganellare con lo sfollagente di servizio due ragazzini che esplodevano petardi per in un prato, sotto casa sua, in zona Casal Lumbroso. E visto che c’era aveva chiesto il rinforzo di un vicino, come lui agente di polizia penitenziaria, che per l’evenienza aveva portato la pistola. «Siamo della polizia, zitti e muti». E giù manganellate. Era il novembre 2011. Poco più di un anno dopo, il pm Emanuele Di Salvo ha formalizzato l’iscrizione al registro degli indagati dei due agenti - Salvatore C., 34 anni, e Domenico U., 45 anni, in forza a Roma - per «minacce e lesioni».

20 febbraio 2012

Detenuto di 21 anni si impicca nel carcere di San Vittore: aveva più volte denunciato di aver subito violenze

Da inizio anno sono 10 i detenuti che si sono tolti la vita e 24 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 10 per cause ancora da accertare).
Alessandro Gallelli era accusato di violenza sessuale. Da quattro mesi era in carcere in attesa di giudizio. Aveva più volte denunciato di aver subito violenze. Dal carcere garantiscono comunque che il giovane era in isolamento e che quindi non poteva essere vittima di pestaggi o percosse. Aveva compiuto 21 anni da poche settimane.

18 febbraio 2012

Carceri: Detenuto suicida a Cremona

Un detenuto di 45 anni si è impiccato ieri nel carcere di Cà del Ferro a Cremona. Stessa sorte è toccata giovedì scorso a un detenuto di 58 anni nel carcere di Milano Opera e a un agente di polizia penitenziaria del carcere Rebibbia di Roma. Da inizio anno sono 9 i detenuti che si sono tolti la vita e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 ad oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totale dei “morti di carcere”. Cifra che supera le 2mila unita’, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per “incidenti sul lavoro”.

Nicola Ciocia il "Prof. De Tormentis" non fu il solo a usare torture contro i brigatisti

Anni di Piombo: oggi l’ex ispettore vive al Vomero, tra un busto di Mussolini e pile di libri. Ma tra il 1978 e il 1982 avrebbe usato tecniche come il water boarding per far confessare gli indiziati.
Un ex funzionario di polizia accusa Nicola Ciocia: era lui il torturatore dei brigatisti che Nicola Ciocia non sia stato un ispettore qualsiasi è abbastanza chiaro, altrimenti il Viminale non l’avrebbe inserito, tra il 1978 e il 1982, dopo il sequestro Moro, nelle squadre speciali addette agli interrogatori che dovevano schiacciare e azzerare le Br. Forse un missionario, nel senso di un uomo con una missione da compiere. E oggi un suo collega, “Rino” Genova, lo accusa di avere avuto la caparbietà di portarla a termine ad ogni costo.

Monti. riapre il Cie di Santa Maria Capua Vetere

Il governo Monti riapre il Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Santa Maria Capua Vetere. L'ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio scorso, prevede la riattivazione del Centro nella ex caserma "Andolfato" fino al 31 dicembre 2012 con una capienza di 200 posti.
La struttura, che nello scorso anno trattenne gli immigrati provenienti dalla Tunisia e dalla Libia, fu aperta il 4 aprile e realizzata dalla protezione civile in soli tre giorni. Cento tende da sei e otto posti su un'area di quindicimila metri quadrati. Il campo venne trasformato in Cie il 21 aprile 2011, ma fu costretto a chiudere perché reso inagibile nella notte tra il 7 e 8 giugno 2011 in seguito ad una rivolta scoppiata all'interno della struttura.

Per la morte di Simone La Penna rinviati a giudizio tre medici

Rinvio a giudizio per tre medici della struttura sanitaria del carcere di Regina Coeli accusati di omicidio colposo in seguito alla morte, per anoressia, del detenuto Simone La Penna avvenuta il 26 novembre del 2009. Il giudice dell'udienza preliminare Nicola Di Grazia ha concluso oggi l'inchiesta e accogliendo le richieste del pubblico ministero Eugenio Albamonte ha rinviato a giudizio il dirigente sanitario del carcere Andrea Franceschini ed i medici Giuseppe Tizzano e Andrea Silvano che ebbero in cura La Penna. Il processo contro i tre medici che si svolgerà l'11 luglio prossimo davanti al giudice monocratico Raffaele Gargiulo, vedrà in aula come parti civili i famigliari di La Penna che si sono costituiti nel giudizio con l'assistenza degli avvocati Roberto Randazzo e Sergio Maglio.

L’Italia tortura

Quando nell’aprile 2005 le Nazioni unite decisero di istituire uno speciale Rapporteur con il compito di proteggere i diritti umani nella lotta contro il terrorismo internazionale, gli stati europei salutarono positivamente un elemento ulteriore di analisi che si affiancava agli strumenti di controllo già da tempo in vigore, in particolare attraverso l’azione del Comitato per la prevenzione della tortura. Si riaffermò così il principio che nessuna situazione d’eccezione può far derogare dal divieto assoluto di ricorrere alla tortura: inaccettabile sul piano della comune percezione di civiltà giuridica, inammissibile nella simmetria che stabiliscono tra azione dello stato di diritto e pratiche delle organizzazioni criminali, foriera di gravi distorsioni dell’azione di giustizia, tale è la forza verso l’adesione a qualsiasi ipotesi dell’accusa che la sofferenza determina.

17 febbraio 2012

Detenuto di 58 anni si impicca nel carcere di Milano Opera

E' 700esimo suicidio nelle carceri italiane in 12 anni. Nello stesso periodo sono stati oltre 2.000 i "morti di carcere", tra detenuti e operatori penitenziari.
Da inizio anno sono 8 i detenuti che si sono tolti la vita e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 ad oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totale dei "morti di carcere". Cifra che supera le 2mila unità, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per "incidenti sul lavoro". Da ricordare anche il suicidio del Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria, Paolo Quattrone, e della direttrice del carcere di Sulmona, Armida Miserere.

Internato trovato morto all’OPG di Reggio Emilia

”Un internato ristretto nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia è stato trovato morto nel suo letto, questa mattina, dagli agenti della polizia penitenziaria che erano entrati per il controllo numerico delle presenza che viene fatto in tutte le strutture penitenziarie”. E’ quanto riferisce Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria.

Processo Cucchi: Per l'infermiere imputato, Stefano sembrava che dormiva invece era morto

Verso le 6 di mattina del 22 ottobre 2009 “andai nella cella di Cucchi, lo trovai disteso su un fianco con la mano sotto la testa. Sembrava dormire; lo chiamai più volte per fargli il prelievo, ma non rispose”. Stefano Cucchi era morto in quella cella del reparto detenuti dell’ospedale Pertini di Roma dove si trovava da qualche giorno. A raccontare quei momenti è stato l’infermiere Giuseppe Flauto, uno di dodici imputati (sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari) del processo per la morte del giovane romano, fermato il 15 ottobre 2009 per droga e trovato senza vita una settimana dopo in ospedale.

16 febbraio 2012

L’uso della tortura negli anni di piombo

Dopo il Corriere della sera anche sulle pagine di Repubblica, il quotidiano di tutte le emergenze e fermezze nazionali, del più feroce rigor mortis, sostenitore imperterrito di polizia e magistratura, grazie ad Adriano Sofri si parla delle torture impiegate per contrastare la lotta armata degli anni 70 e inizio 80, ma non solo. Il muro del silenzio comincia lentamente a mostrare le sue crepe. (da insorgenze)

Napoli, aria di regime... la questura vieta e la polizia sgombera

In tarda serata la polizia ha sgomberato con forza il presidio rimasto sotto la Regione Campania. Oggi però di nuovo in piazza. Sabato manifestazione. L'assedio prosegue
Ieri sera, intorno alle ore 21, mentre era in corso la parte terminale dello spettacolo musicale nello spazio del Presidio a ridosso la sede della Regione Campania, approfittando che il numero dei compagni e degli attivisti presenti era diminuito, la polizia ha liberato, con una carica, l'occupazione della sede stradale di Via S. Lucia. Intanto continua il fermo del compagno del compagno della zona vesuviana preso dalla polizia durante il parapiglia avvenuto nel pomeriggio. I compagni rimasti al Presidio CONFERMANO l'appuntamento per oggi 16 febbraio, alle ore 9.30, di nuovo sotto la sede della Regione ed annunciano una MANIFESTAZIONE, per SABATO 18, alle ore 9.3o con concentramento nello spazio antistante la Metropolitana di Montesanto (Piazzetta Olivella). Invitiamo tutti ad assicurare una presenza fin dall'inizio del Presidio di oggi

Pisa: La Polizia sgombera e carica violentente Occupy Pisa

Un giornata complessa e tesa quella che si è svolta ieri a Pisa. Iniziata poco prima delle 7 con lo sgombero dell'edificio di via la Pergola, dove i giovani del movimento Occupy Pisa avevano dato vita a un'occupazione lo scorso 17 novembre, al termine di un corteo contro la crisi. Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa, si sono presentati al cancello, hanno spaccato il lucchetto, sono entrati e hanno notificato la denuncia ai tre giovani che si trovavano in quel momento dentro: due ragazze, rispettivamente di 21 e 23 anni, e un ragazzo di 19 anni.

Per l'on. Daniela Santanchè: "Gli uomini delle forze dell'ordine anche se sbagliano non sono mai assassini"

L'ex sottosegretaria on. Daniela Santanché sulle pagine di facebook scrive:  "Gli uomini delle forze dell'ordine anche se sbagliano non sono mai assassini". Un commento che appare a poche ore dalla morte del giovane cileno Marcelo Valentino Gomez Cortes, ucciso da un vigile urbano e dalla decisione della Corte di Cassazione di condannare a nove anni di reclusione Luigi Spaccarotella, l'agente delle forze dell'ordine incolpato per l'omicidio di Gabriele Sandri.

15 febbraio 2012

Riaperte le inchieste per l'omicidio di Peppino Impastato e la strage di Alcamo

"Il depistaggio sull'uccisione di Peppino Impastato e quello sulla strage alla casermetta di Alcamo dove furono uccisi due carabinieri ed arrestati quattro innocenti (tra questi Giuseppe Gulotta che dopo 21 anni di carcere ieri è stato assolto ndr) sono oggetto di valutazione della Procura di Palermo e di quella di Trapani".
Lo dice senza se e senza ma il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia che insieme ai colleghi della Procura di Trapani, ha riaperto le due inchieste, quella sull'uccisione dei due carabinieri, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, avvenuta il 27 gennaio del 1976 e quella sul militante di Democrazia Proletaria, Peppino Impastato ucciso il 9 maggio 1978.

Febbraio, mese di processi contro il movimento

Il giorno 9 febbraio si è tenuto il processo contro Robert, giovane compagno di Varese arrestato il 15 ottobre, per il quale l'allora ministro Maroni chiese l'espulsione immediata. Robert è stato condanato a due anni, da scontare ai domiciliari,... per resistenza pluriaggravata e lesioni a tre agenti di polizia. E' stato condannato a pagare le spese processuali e il risarcimento danni contro Atac, Ama e Roma Capitale, che si sono costituiti parte civile. Una sentenza scandalosa, una sentenza tutta politica che mira a spaventare Robert, la sua famiglia, i suoi amici e amiche. Che vuole essere un deterrente per chiunque voglia continuare a ribellarsi.

Milano: Ha sparato per uccidere il vigile urbano che ha ammazzato Marcelo Gomez

Si chiama Alessandro Amigoni il vigile che ha sparato e ucciso Marcelo Valentino Gomez Cortes. Dopo le prime ricostruzioni, e le soliti menzogne dei media al servizio delle veline della questura si è accertato che Mercelo era disarmato e non c’era nessuna pistola in quella corsa che di certo nessuno pensava mortale.

Il Tar di Roma revoca l'ordinanza anti-cortei di Alemanno

“Nuova batosta per Alemanno dopo il no ai Giochi 2020: il Tar del Lazio ha annullato le ordinanze con le quali il sindaco di Roma ha vietato lo svolgimento di cortei nel centro storico della capitale, compresa quella che ne limitava lo svolgimento al sabato. Accolti i ricorsi proposti da Cgil Roma-Lazio e da esponenti della Fds e Rifondazione Comunista. ANNULLAMENTO - La I sezione del Tar, presieduta da Giorgio Giovannini, ha annullato l'ordinanza con la quale il sindaco Alemanno il 17 ottobre 2011, per trenta giorni, dispose che il «territorio ricadente nel I Municipio della capitale fosse da considerare compatibile solo con lo svolgimento di manifestazioni pubbliche senza formazione di corteo in alcune aree specifiche».

Appello al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’Interno sulla condizione delle madri in carcere e dei loro figli

Le donne e gli uomini che il 14 gennaio 2012 hanno partecipato presso il Museo storico della Liberazione di via Tasso a Roma all’incontro su questo tema si rivolgono a lei perché consideri con particolare attenzione e sensibilità quanto segue.
Le donne rinchiuse in carcere attualmente in Italia sono circa 2600, il 4% dei detenuti. Di queste poco più di 60 sono internate insieme ai loro figli che ad oggi risultano essere 70 , di età inferiore ai 3 anni . Le detenute in stato di gravidanza oscillano intorno alle 20-30 unità. In Italia sei sono le carceri interamente femminili e sedici gli asili nido funzionanti.

Carceri: torturatori in cella…

Cosa sarà accaduto nel frattempo, ci chiedevamo qualche giorno fa su queste stesse colonne? I due poli della distanza temporale erano quello in cui un giudice di Asti fissava udienze una dopo l’altra con l’evidente scopo di evitare una prescrizione e quello in cui lo stesso giudice mandava assolti tutti gli imputati. Il processo vedeva sotto accusa cinque agenti di polizia penitenziaria per violenze nei confronti di due detenuti avvenute nel carcere astigiano.

Campobasso: sei indagati per morte detenuto dopo ricovero in ospedale

Sei persone sono state iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del detenuto del carcere di Campobasso deceduto la settimana scorsa dopo essere stato ricoverato in ospedale: per la procura si tratta di un atto dovuto, mentre si attende di conoscere l’esito dell’autopsia disposta subito dopo la morte.

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