Sono stati arrestati i tre giovani naziskin che hanno festeggiato la Pasquetta a modo loro, accoltellando un marocchino e un nigeriano che avevano reagito davanti all’insulto «negro di m...». Hanno fra i 23 e i 26 anni, sono di estrema destra e appartengono a una frangia della tifoseria della Vis Pesaro, la squadra della città dove vivono (video). Non è la prima volta che il 26enne, a quanto pare il capo della banda, se la prende con le persone di colore: lo dimostrano i precedenti a suo carico per violazione della legge sulla discriminazione e incitamento all’odio razziale, oggetto di una sentenza di condanna quattro anni fa, e un’aggressione ai danni di uno straniero avvenuta lo scorso luglio davanti a un pub di Rimini.
11 aprile 2012
Aggressione razzista e xenofoba a Cattolica
La repressione del dissenso al tempo del governo tecnico: obbligo di firma per cinque attivisti romani
Ieri mattina la questura di Roma ha notificato sette provvedimenti restrittivi - che prevedono l'obbligo quotidiano di firma - nei confronti di studenti, precari e attivsti che il 14 settembre del 2011 protestavano davanti al Parlamento contro la manovra economica del governo Berlusconi. Quel giorno, centinaia di persone si ritrovarono davanti Montecitorio per esprimere l'indignazione di tutti coloro che stanno pagando il prezzo della crisi economica e delle politiche nazionali dettate dalla Banca centrale europea. Una piazza pacifica e determinata che fu attaccata in modo indiscriminato dalle forze di polizia, con l'obiettivo didistogliere la scena politico-mediatica dalle ragioni di chi si batte contro l'austerità, i tagli al welfare, la distruzione dei diritti del lavoro.
Detenuto semiparalizzato in cella, aspetta solo di morire
L'incredibile condizione di Vito Marciaracina, un recluso di 76 anni condannato all'ergastolo che sta scontando a Bari, le cui condizioni di salute - stando ad una perizia del Tribunale - risultano gravissime. Pur tuttavia, una neurologa, pur elencando le diverse patologie, sostiene che l'uomo non è in pericolo di vita, dunque deve restare in carcere. Presentata un'interrogazione parlamentare
La morte di Carmine Spina, una storia di Malapolizia
Il 26 giugno del 2005 Carmine Spina, un giovane avellinese promettente, di belle speranze e nel pieno della sua gioventù, perde la vita in un incidente motociclistico. Da allora il suo papà, Carmine Spina, non ha smesso un solo giorno di lottare per ottenere giustizia sulla morte di suo figlio. Sì perché, ancora una volta, a causa di procedure e condotte poco trasparenti da parte di personale in divisa, ci troviamo costretti a raccontare una storia di malapolizia.
10 aprile 2012
Viaggio dentro i Cie tra pestaggi, psicofarmaci e strani suicidi
Pestaggi non denunciati per paura, armadietti delle infermerie pieni di psicofarmaci, ‘terapie’ a base di sedativi. E' questa la realtà che emerge dai Cie: teoricamente centri di identificazione e di espulsione, nei fatti funzionano come carceri per sans papiers, in cui si finisce senza avere commesso reati ma solo per un illecito amministrativo.
Pasqua in carcere... psicofarmaci e morte
Settimana di passione per il carcere. Negli ultimi due giorni, tre detenuti morti “per cause naturali” a Bergamo, a Genova Marassi e a Perugia, e un agente penitenziario suicida a Rossano. Continua così lo stillicidio di morte nelle celle italiane.
Deliri e censure: Il ministro Fornero chiude il sito della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena
Il Ministro Fornero fa chiudere un sito della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena, colpevole, secondo lei, di non essere omogeneo con la sua visione del mondo http://www.dplmodena.it/
questa non è un ministro è una minaccia per le istituzioni democratiche e per i cittadini
Bologna: Incriminati otto attivisti e sindacalisti Usb
“Due giorni sono stati notificati otto “avvisi di inizio e conclusione delle indagini preliminari” ad attivisti del sindacato USB e del movimento, accusati di fatti relativi alla manifestazione dell’11 dicembre del 2010 contro i tagli al welfare del Comune di Bologna” denuncia Luigi Marinelli della USB di Bologna.
7 aprile 2012
Genova. Settantuno denunce ai No Tav che contestarono Caselli
Continua la repressione contro i No Tav. Chi contesta Caselli non la deve passare liscia. Contestate accuse risibili, il vero problema è la “lesa maestà”. l'11 aprile nuova giornata di mobilitazione nazionale al fianco della Val di Susa.
Settantuno attivisti No Tav genovesi che nel febbraio scorso, a Genova, avevano contestato la presentazione del libro “Assalto alla giustizia” del procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, sono stati denunciati dalla Digos. I settantuno attivisti solidali con il movimento No Tav avevano protestato contro gli arresti di alcuni attivisti del movimento in Val di Susa disposti dalla magistratura torinese. Caselli era stato invitato a presentare il suo libro a Genova dal sindaco Marta Vincenzi. Durante la presentazione del libro, avvenuta a palazzo Tursi, sede del Comune, i manifestanti erano sfilati in corteo, si erano avuti alcuni tafferugli con la polizia e scritte sui muri. I denunciati dovranno rispondere di imbrattamenti, danneggiamenti, resistenza, manifestazione non preavvisata, insomma reati “gravissimi”. Ma il più grave è quello non scritto nelle denunce: “lesa maestà”.
6 aprile 2012
Torture di Stato: i nomi di chi diede l’ordine ed eseguì le torture
Sevizie ai brigatisti. Le denunciò “l’Espresso” trent’anni fa. Fu smentito e il cronista arrestato. Oggi uno dei presenti conferma e dice chi le ordinò. Colloquio con Salvatore Genova di Pier Vittorio Buffa. (L’Espresso 6 aprile 2012)
«Sì, sono anche io responsabile di quelle torture. Ho usato le maniere forti con i detenuti, ho usato violenza a persone affidate alla mia custodia. E, inoltre, non ho fatto quello che sarebbe stato giusto fare. Arrestare i miei colleghi che le compivano. Dovevamo arrestarci l’un con l’altro, questo dovevamo fare».
Carabiniere condannato a 4 anni per spaccio e corruzione
Un Carabiniere, condannato a 4 anni di reclusione per spaccio in concorso e corruzione. Si è concluso così il processo celebrato con il rito abbreviato davanti al gup Alessandro Chionna di Busto Arsizio contro un militare già in servizio al Nucleo operativo radiomobile della compagnia dei carabinieri di Busto.
L'uomo era accusato di aver intascato mazzette da diversi spacciatori nordafricani reclutati dalla andrangheta, in cambio di informazioni su blitz ed indagini in corso da parte dell'Arma sul mercato dello stupefacente.
4 aprile 2012
No Tav: Scarcerato Niccolò. Ora libertà per Giorgio, libertà per tutti!
Niccolò è stato scarcerato oggi, due mesi e nove giorni dopo il suo arresto avvenuto il 26 gennaio.
Niccolò non è libero: col provvedimento preso dal giudice per le indagini preliminari questa mattina lo stato di Niccolò passa dalla detenzione in carcere agli arresti domiciliari.
Finisce così finalmente l’assurda (da ogni punto di vita) carcerazione preventiva che Niccolò ha subito in tutto questo tempo, permettendogli finalmente di riabbracciare almeno i suoi genitori.
Studenti sospesi per un volantino No tav
E’ accaduto a Susa in un istituto superiore. Clima di caccia alle streghe. Non potevano mancare i presidi zelanti e i deputati del Pd, pro-Tav e ossessionati.
Sospesi per un volantino No Tav. Atmosfera da anni '50 in un istituto tecnico di Susa dove il preside ha voluto dare una punizione esemplare a due alunni.
3 aprile 2012
Bloccare il traffico «è come un sequestro» Carcere per i No Tav
Contro «la violenza cieca del blocco stradale» che altro non è che «una particolare forma di sequestro di persona» ecco spuntare una anzi due proposte di legge alla camera. Puntano a introdurre pene pesanti per chi arresta il traffico sulle strade «ordinarie».
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Milano: Sgomberato con la forza il Laboratorio dei Beni Comuni di via Padova
Questa mattina, alle 10 e 30 la DIGOS entra nel Laboratorio per i Beni Comuni intimando ai presenti di andarsene, previa identificazione, altrimenti sarebbero intervenuti i reparti antisommossa. Detto fatto, in 10 minuti la via è militarizzata: 20 digossini, 3 volanti, 3 blindati e un pullman di celerini (una cinquantina). Si presenta anche un sedicente “commissario dell’ALER” e afferma che l’ALER ha deciso (ieri?) di aprire lì dei suoi uffici territoriali, dopo che i locali sono rimasti chiusi e inagibili per quasi 20 anni.
No Tav scrivono dal carcere: "Siamo solo indagati ma il trattamento è simile al 41 bis"
Siamo i detenuti della sezione “isolamento” del carcere di Saluzzo e vorremmo portarvi a conoscenza della situazione in cui siamo costretti a vivere.
Siamo tutti imputati in attesa di giudizio (quindi solamente indagati) e nonostante questo siamo rinchiusi in una sezione di isolamento.
La direzione del carcere sostiene che noi (siamo 12 detenuti) non siamo in regime di isolamento dal momento che in cella siamo in due (alcune volte anche tre). La stessa direzione si dimentica tuttavia di dire che questa situazione è dovuta solo al sovraffollamento.
Un ergastolano scrive ai suoi giudici
Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile.
E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile. ( S. Francesco d’Assisi)
Condannato alla “Pena di Morte Viva”, dopo venti anni di carcere, lo scorso anno mi era stato concesso un permesso di necessità di undici ore, per andare a laurearmi da uomo libero. Di questa esperienza ho scritto un libro dal titolo: “Undici ore d’amore di un uomo ombra” (Gabrielli editore, 2012).
30 marzo 2012
Carceri: detenuto 40enne si impicca in cella a Taranto
Un detenuto romeno di circa 40 anni si è ucciso impiccandosi nel bagno della sua cella nel carcere di Taranto, con una corda ricavata dalle lenzuola. L’uomo era in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio. Lo rendono noto i sindacati Osapp e Sappe della polizia penitenziaria.
Ieri nel carcere di Taranto una detenuta campana di 46 anni era morta probabilmente per un infarto. A nulla sono valsi i soccorsi portati dal personale di polizia penitenziaria e sanitario che hanno cercato, anche con la respirazione artificiale, di salvare la vita del detenuto romeno, che era solo nella cella della prima sezione.
Tortura: Lettera di Enrico Triaca al sottosegretario all’Interno Carlo De Stefano
«Lei che mi ha arrestato nel maggio 1978 dovrebbe sapere come sono finito nelle mani di quel “Nicola Ciocia-De Tormentis” che mi ha torturato»
Dott. Carlo De Stefano,
Una risposta sobria! In linea col nuovo corso, ma un tantino carente, lacunosa. Una risposta che si potrebbe attribuire a chi, in quegli anni, era estraneo al mondo delel Forze di polizia. Ma Lei Dottore non era estraneo, giusto? Lei c’era! Lei molte cose dovrebbe saperle!
Tav: la Procura di Torino indaga sugli abusi della Polizia.... Forse
Obbligata ad indagare sugli abusi dei poliziotti contro i manifestanti la Procura di Torino mette le mani avanti: "difficili da riconoscere, avevano i caschi". Intanto i No Tav smontano la propaganda del governo e invitano alla mobilitazione nazionale il prossimo 11 di aprile.
La conferenza stampa di martedì in cui alcuni portavoce del movimento No Tav avevano documentato le violenze delle forze di occupazione in Val Susa contro i manifestanti inermi, denunciando nello stesso tempo l’immobilismo della Procura di Torino nel perseguirle sembra abbia sortito alcuni effetti, se pur molto parziali.
Nuovi arresti e angherie poliziesche a Firenze
Il 29 marzo, si è verificato a Firenze l’ennesimo, gravissimo episodio di repressione e violenza poliziesca.
Un gruppo di compagni che stavano distribuendo, nella zona di Rifredi-Careggi-Dalmazia, volantini di denuncia sugli ultimi episodi di violenza poliziesca e razzista in città, sono stati aggrediti da agenti della DIGOS. Dopo spintoni e insulti da parte degli agenti, tre ragazzi sono stati trascinati via tra lo sdegno e l’incredulità della gente.
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29 marzo 2012
Solidarietà ai compagni anarchici catanesi!
Stamattina polizia e digos hanno perquisito le case di alcuni compagni anarchici catanesi, l’ennesimo episodio di repressione che fa pensare in un contesto come quello attuale, caratterizzato da una crisi profonda di un modello di sviluppo che nella sua caduta sta trascinando intere popolazioni nel baratro della povertà.
Roma: "Spesa proletaria", tutti assolti i trentanove imputati
Il fatto è successo otto anni fa in una libreria Feltrinelli e in un supermercato della catena Panorama. ll blitz avvenne il 6 novembre 2004 in occasione di una manifestazione sul precariato. Tra gli imputati figuravano l'ex consigliere comunale romano, Nunzio D'Erme (nella foto), Guido Lutrario, Pierpaolo Leonardi e Luca Casarini
Niccolò Libero, Liberi Tutti! Solidarietà con la Valsusa bene comune!
Le vicende che hanno portato agli arresti di Niccolò e degli altri attivisti No Tav sono fatti gravi e inauditi.
Conosciamo personalmente Niccolò Garufi, la sua militanza nell’ANPI, il suo impegno pacifista, la sua dedizione sociale in difesa delle libertà e della dignità per i popoli e non possiamo che esprimergli la nostra più completa solidarietà.
Riteniamo inaccettabile l’incredibile azione giudiziaria della Procura di Torino che mantiene in stato di carcerazione preventiva giovani incriminati a distanza di mesi dai fatti loro imputati in quanto solidali con l’opposizione degli abitanti della Valsusa alla distruzione della vita della loro valle, perpetrata con la decisione della costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità (TAV).
28 marzo 2012
I No Tav a Caselli: “perché non indaga sulla brutalità della Polizia e sugli appalti?”
I No Tav mostrano le foto e i video che provano la brutalità delle forze di occupazione contro i manifestanti. E chiedono a Caselli: se la legge è uguale per tutti perchè non avete punito i poliziotti violenti? E perchè non indagate sulle infiltrazioni della malavita negli appalti della Torino Lione?
Mentre uno degli arrestati durante la retata del 26 gennaio scorso è ancora sottoposto al carcere duro e all’isolamento in nome di un 41bis che spesso lo Stato non applica neanche ai più pericolosi mafiosi, ieri il Movimento No Tav è tornato a denunciare gli abusi delle cosiddette forze dell’ordine contro i valsusini. Facendo parlare i fatti.
Tortura: la risposta evasiva del ministero dell’Interno sul “professor De Tormentis”
Il governo, per voce del sottosegretario agli Interni prefetto Carlo De Stefano, ex direttore centrale della Polizia di prevenzione (l’ex Ucigos, quella del “professor De Tormentis” per intenderci) dal 2001 al 2009 e dove ha anche presieduto il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, ha liquidato giovedì 22 marzo l’interrogazione parlamentare sulle torture presentata lo scorso dicembre dalla deputata del partito radicale Rita Bernardini, sostenendo che dei fatti in questione se ne è già discusso ampiamente durante l’ottava legislatura con «ampi e circostanziati dibattiti parlamentari nonché inchieste giudiziarie».
Inutile tornarci sopra, dunque. «Su tali fatti, pertanto, – ha affermato De Stefano – non è necessario che io indugi anche se una serie di inchieste giornalistiche e iniziative culturali ne stanno riproponendo l’attualità. Un’attualità che mantiene il collegamento con i fatti di allora, in relazione all’operato delle Forze dell’ordine, ora oggetto di uno specifico quesito degli On. interroganti».
27 marzo 2012
Studenti distribuiscono volantini No Tav e vengono sospesi da scuola
A Susa la scorsa settimana è successo qualcosa di molto particolare, presso l’Itis, istituto tecnico medio superiore, gli studenti no tav hanno distribuito dei volantini nelle classi. I medesimi volantini veniva in contemporanea distribuiti dal movimento al mercato della cittadina, in quella che è una importanete e costante opera di informazione praticata da anni. A Susa inoltre hanno sede due ditte a dir poco particolari, di cui abbiano narrato la storia a più riprese, si tratta della ditta Italcoge e della ditta Martina. Entrambe le ditte, oltre ad essere fallite e misteriosamente risorte più volte sono state scelte da LTF (Lyon Turin Ferroviare general contractor Torino Lione) per allestire le recinzioni a filo spinato e muri del cantiere di Chiomonte. Entrambe poi, e non è poco sono state coinvolte dall’inchiesta Minotauro della procura torinese sull’infiltrazione della ndrangheta al nord. Se da sempre il movimento no tav dice tav=mafia non è solo per le tesi del procuratore Fernando Imposimato o per le esperienze degli altri cantieri italiani ma per una triste esperienza diretta, fatta di queste inchieste locali ma anche di presidi bruciati, macchine bruciate, lettere minatorie con proiettili di cui però la magistratura sembra non interessarsi.
G8 Genova: per il processo Diaz gli stessi giudici di Dell’Utri e lo stesso procuratore di De Gennaro
Stesso presidente, stessa composizione del collegio, stesso procuratore generale. A pronunciare il verdetto che metterà la parola fine al processo per i fatti della scuola Diaz del luglio 2001 sarà il secondo collegio della quinta sezione della Corte di Cassazione, gli stessi giudici che qualche settimana fa hanno assolto Marcello Dell’Utri dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
A presiedere la Corte sarà il giudice Aldo Grassi, storico esponente di magistratura indipendente, la corrente più conservatrice della magistratura.
Anche il procuratore generale è lo stesso del processo a carico del fondatore di Forza Italia. Si tratta di Francesco Iacoviello, che qualche mese fa ha chiesto l’assoluzione anche per l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di avere fatto pressioni su Francesco Colucci, all’epoca questore di Genova, affinché ritrattasse la sua testimonianza sull’arrivo di Roberto Sgalla (all’epoca capo ufficio stampa della Polizia) alla scuola Diaz.
No Tav: ”Giustizia a senso unico: controinchiesta su brutalità polizia"
In una conferenza stampa tenutasi oggi a Tornio, il movimento denuncia gli abusi delle forze dell’ordine durante gli scontri a Chiomonte dello scorso 3 luglio, mostrando foto di agenti che pestano manifestanti con bastoni di legno. Perino: “Fu un’aggressione premeditata per scatenare una reazione violenta”
Esce il film "Diaz" nelle sale... e la Polizia si incazzza !
Il cinema si interessa della verità storica intorno alla "macelleria messicana" alla scuola Diaz a Genova a conclusione del vertice del G8 del luglio 2001 e i vertici della Polizia si incazzano e tramite il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero degli interni, inviano una circolare in cui si chiede agli appartenenti ai corpi di Polizia di non concedere interviste e di stare in silenzio.
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Roma: cariche della polizia contro operai Alcoa
Da questa mattina a Roma per difendere il proprio posto di lavoro in concomitanza con un incontro al Ministero dello Sviluppo, circa 350 operai dell'Alcoa arrivati dalla Sardegna hanno prima sfilato in corteo e poi hanno tentato di forzare i blocchi dei Carabinieri.
Sono a Roma da questa mattina alcune centinaia di lavoratori dell'Alcoa di Portovesme, da tempo ormai impegnati in un interminabile braccio di ferro con l'azienda, con l'Enel e con i diversi governi che si sono finora succeduti a Roma per difendere il loro posto di lavoro. A rischio ci sono circa 900 dipendenti del colosso dell'alluminio.
Venezia: Operazione di polizia contro attiivisti Curdi
Cinque ordinanze di custodia cautelare e otto perquisizioni domiciliari emesse dal Gip del tribunale di Venezia nell'ambito dell'indagine della polizia contro un nucleo Pkk presente in Italia. Le città interessate sono Venezia, Roma, Modena, Padova, Udine e Pesaro. Gli indagati sono accusati con una motivazione particolarmente contorta: concorso in tentativo di estorsione e lesioni gravi, commesse con l'aggravante della finalità di terrorismo.
26 marzo 2012
Roma: Non luogo a procedere per gli occupanti dell'ex scuola "8 marzo"
Tutti ricorderanno gli spettacolari arresti avvenuti nel quartiere della Magliana il 14 settembre del 2009, quando centinaia di carabinieri guidati dal generale Tomasone in persona fecero irruzione nella ex scuola "8 marzo", portando via alcuni occupanti ed attivisti.
Le accuse erano pesantissime: associazione per delinquere, estorsione, possesso di armi da guerra, furto, lesioni e così via.
Quegli arresti, avvenuti nel pieno di una campagna stampa che vedeva su alcune testate titoli cubitali circa il "Racket delle occupazioni" sono costati agli/alle arrestati/e mesi di detenzione e in alcuni casi la perdita del posto di lavoro.
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