La preparazione di Genova 2001, la protesta, il dopo G8, sono per molte ragioni il simbolo dell’emersione di punti di vista e di pratiche sociali che hanno segnato la storia di singoli cittadini, di movimenti e pure di media indipendenti. Di seguito, un articolo che ricostruisce in modo puntuale quanto accaduto negli ultimi anni, partendo dai processi. Non lo leggerete sui «grandi» media.
12 luglio 2012
Genova 2001, nomi e cognomi.... da tenere bene in mente
11 luglio 2012
«La polizia italiana è fascista»
Duro attacco del quotidiano britannico «Guardian» che commenta i pestaggi della scuola Diaz al G8 2001
Marcello Lonzi, morto di "forte infarto". Intervista alla madre
L'11 luglio del 2003 Marcello Lonzi, 29 anni, muore di "forte infarto" nella cella numero 21 del carcere "Le Sughere" di Livorno: era stato arrestato il 3 marzo per tentato furto, soffriva di tossicodipendenza, aveva solo altri 4 mesi di detenzione da scontare poi sarebbe tornato in libertà.
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Roma: rifugiato politico picchiato dai poliziotti
Ma non potete farlo!”, urla qualcuno degli abitanti. San Lorenzo, via degli Ausoni, pieno giorno: ieri alle 20.30 della sera una pattuglia di Carabinieri in borghese – si saprà solo in seguito che i quattro scesi dalla Renault Clio sono agenti delle forze dell’ordine – spintona, picchia e tenta di introdurre nell’automobile un ragazzo somalo, che si proclama rifugiato politico. (Video)
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Processo No Tav: Nina assolta, condanna a 8 mesi per Marianna
Barcellona Pozzo di Gotto: Altro suicidio all'opg
All'opg di Barcellona Pozzo di Gotto un recluso di 28 anni, Sandro Grillo si è suicidato inalato gas.
“L’ennesimo morte di un detenuto morto dopo aver inalato il gas della bomboletta, avvenuta ieri a Barcellona Pozzo di Gotto, impone a nostro avviso di rivedere la possibilità che i ristretti continuino a mantenere questi oggetti nelle celle”. È il commento di Donato Capace, segretario Generale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe, dopo il decesso di Sandro Grillo, di soli 28 anni, soggetto alla misura di sicurezza dell’assegnazione di cura e custodia presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario siciliano.
10 luglio 2012
Diaz, dalla polizia un muro di omertà
Un coro di proteste contro le parole a mezza bocca pronunciate da De Gennaro. L'accusa del pubblico ministero Zucca: «La polizia ha sempre remato contro, I vertici non ci aiutarono nemmeno a identificare un agente genovese, presente alle udienze». E ora in molti chiedono «dimissioni». Ma il Pd tace.
Carcere: detenuto si impicca a Vibo Valentia
Un detenuto di 30 anni, di origine romena, si è suicidato, questa mattina, intorno alle ore 5, nel bagno della cella del carcere di Vibo Valentia, dove si trovava ristretto. L’uomo, C. S. Nicolescu, doveva scontare 13 anni per reati contro la persona ed il patrimonio. Poco tempo fa aveva tentato l’evasione dalla Casa di Reclusione di Rossano (Cs).
Aldrovandi, condanne per i depistaggi
Omissione di atti d'ufficio per Marco Pirani, ispettore di polizia giudiziaria, e l'aggiunta di favoreggiamento per Marcello Bulgarelli.
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9 luglio 2012
Lotta agli abusi, è necessaria una seria riforma
No. Quello che è successo al G8 di Genova non fu una banale sequela di errori e di atti maldestri. Fu un preciso (ma fallito grazie alla denuncia da parte delle vittime) tentativo di sperimentare una gestione militarizzata dell'ordine pubblico.
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Reato di tortura, perché Monti fa tante storie?
Nelle carceri, nei Cie (le galere etniche per migranti), nei commissariati, nelle caserme la tortura esiste, ma nel codice penale italiano il reato di tortura ancora non c'è. La sentenza della Cassazione sulla "macelleria messicana" della Diaz è metafora di questa anomalia giuridica e morale. Avevamo accolto, nei giorni scorsi, con favore il fatto che, dopo ben 24 anni dalla ratifica del Trattato Onu, anche il Parlamento italiano si apprestasse a colmare questa grave lacuna, affinché cadessero le impunità dei poteri militari.
Sentenza Diaz: De Gennaro non si smentisce niente scuse per la "macelleria messicana"
''Per quanto mi riguarda ho sempre ispirato la mia condotta e le mie decisioni ai principi della Costituzione e dello Stato di diritto e continuerò a farlo con la stessa convinzione nell'assolvimento delle responsabilità che mi sono state affidate in questa fase''. A dichiararlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni De Gennaro, in merito alla sentenza sui fatti al G8 di Genova. "Resta comunque nel mio animo un profondo dolore - aggiunge - per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze ed un sentimento di affetto e di umana solidarieta' per quei funzionari di cui personalmente conosco il valore professionale e che tanto hanno contribuito ai successi dello Stato democratico nella lotta al terrorismo ed alla criminalita' organizzata'', conclude De Gennaro.Manganelli cerca scuse
Decapitati i vertici, l’apparato di sicurezza è nel caos. Traballano gli equilibri di potere Dopo il giudizio della Cassazione sul G8 di Genova, il capo della polizia ha chiesto scusa. Ferrero: «Troppo tardi». Pisapia: «Bene, si scusi anche lo Stato». Camusso: «Si cambi registro» per il futuro». Bersani non commenta
29 agenti violenti in servizio
Le dichiarazioni del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, le scuse undici anni dopo i fatti del capo della polizia Antonio Manganelli, il pensionamento del capo del dipartimento analisi dell’Aisi Giovanni Luperi e la sostituzione di Francesco Gratteri alla direzione centrale anti-crimine e del capo dello Sco Gilberto Caldarozzi, l’imminente rimozione degli altri dirigenti firmatari dei verbali falsi dopo l’operazione alla scuola, fra cui il capo della squadra mobile de l’Aquila Fabio Ciccimarra (almeno stando alle dichiarazioni che ha rilasciato al Tirreno), potrebbero far pensare a un’immediata applicazione delle pene previste dopo la condanna in Cassazione dei poliziotti presenti alla Diaz nel 2001.
7 luglio 2012
La sentenza Diaz e la caporetto della politica
Dunque cinque giudici di Cassazione hanno detto no. No all’arroganza di chi ha permesso ad altissimi dirigenti di polizia di arrivare all’ultimo grado di giudizio sul caso Diaz occupando ruoli operativi elevatissimi; no alla pretesa del potere politico di salvare in qualche modo quei dirigenti. La sentenza del 5 luglio è un terremoto, perché decapita la polizia italiana e condanna per via indiretta la condotta irresponsabile e vile dei poteri politici e di governo che per undici anni hanno protetto vertici di polizia protervi e abbandonato a loro stessi i cittadini, i testimoni, le vittime che hanno invocato giustizia sperando che ci fosse almeno un giudice in grado di accogliere la dura verità dei fatti.
Non sarà qualche condanna a farci dimenticare Genova
Ad 11 anni di distanza dai fatti la Cassazione ha confermato le condanne per i funzionari della polizia responsabili della macelleria messicana alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. I reati per cui sono condannati riguardano i falsi e di depistaggi messi in piedi all’indomani dei fatti per giustificare le violenze e gli abusi di quella notte, con pene intorno tra i 4 ed i 3 anni. Invece per le lesioni gravi e le torture che gli ospiti della Diaz hanno dovuto subire il reato risulta prescritto, sia per i funzionari di polizia sia per gli agenti della squadra mobile che hanno compiuto l’irruzione.
Il silenzio della Diaz
Un giorno di parole. E poi?
La sentenza della Cassazione sulla Diaz costringe tutti a riflettere, a fine corsa, su cosa è successo e il significato di ogni singolo avvenimento, depistaggio, ritardo, silenzio, complicità.
Lo dobbiamo alle vittime, ossia ai nostri sfortunati compagni di lotta. Lo dobbiamo a noi stessi, se davvero vogliamo cambiare radicalmente l'esistente, perché senza capire chi abbiamo davanti non riusciremo a cambiare mai nulla.
Maggiore della Finanza arrestato per violenza sessuale
Era uno degli ufficiali più in vista della Guardia di Finanza calabrese. Comandante del Gico di Reggio Calabria, Maggiore, con l'imminente possibilità di essere promosso al grado di Tenente Colonnello. Ha però gettato al vento la propria carriera, ricoprendo di fango il proprio ruolo. Nelle scorse ore si sono aperte le porte del carcere per Michelangelo Amendola, oggi 42enne: la Cassazione, infatti, lo ha condannato a sette anni di reclusione per violenza sessuale e falso ideologico, confermando l'impianto accusatorio già avvalorato nei precedenti gradi di giudizio.
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5 luglio 2012
Processo Diaz, confermate le condanne per i poliziotti
La Cassazione ha confermato le condanne per i vertici della polizia coinvolti nel pestaggio nella scuola Diaz. Prescritti i reati di lesione per gli agenti.
4 luglio 2012
L'adunata fascista di Milano: Un progetto europeo
La Rete antifascista protesta e chiede appoggio al sindaco Pisapia Nella città medaglia d'oro della Resistenza la due giorni di «Alleanza europea dei movimenti nazionalisti» con gli xenofobi ungheresi di Jobbik, il Front national, il British national party e Fiamma tricolore
Uccise al G8 Carlo Giuliani: Placanica a giudizio per pedofilia, violenza e abusi sessuali
Assolto dall'accusa dell'omicidio di Carlo Giuliani, durante il vertice del G8 a Genova nel 2001, per legittima difesa, l'ex carabiniere Mario Placanica è ora richiamato in giudizio per pedofilia e abusi sessuali nei confronti della figlia della sua seconda moglie, una ragazzina di 11 anni.
Poliziotto penitenziario arrestato per violenza su un bambino
Un agente di polizia penitenziaria, 44 anni di Empoli,e' stato arrestato per sequestro di persona e violenza sessuale, avendo aggredito un bambino di 12 anni in uno spogliatoio della piscina di Baccaiano, presso Montespertoli.
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“Via dalla polizia gli agenti condannati”. Un appello del Comitato Verità per Aldro
Dopo la condanna definitiva in Cassazione dei quattro poliziotti che uccisero Federico Aldrovandi, i familiari chiedono che venga loro tolta la divisa. E che l'Italia introduca il reato di tortura. E che ogni agente porti un codice sulla divisa che lo renda riconoscibile.
Detenzione senza limiti… per i migranti si può
Nei momenti di crisi è forte la tendenza a irrigidimenti istituzionali illiberali, manifesti o sommersi. Ciò avviene sia a livello legislativo che di prassi amministrative e giudiziarie. Alcuni passaggi di questa strategia sono ormai, nel nostro paese, sotto gli occhi di tutti, sia nel campo delle politiche sociali che in quelle di ordine pubblico. Come sempre il primo terreno di sperimentazione è quello dei più deboli, cioè i migranti, i nuovi barbari da cui la società contemporanea deve difendersi con ogni mezzo.
Napoli: Entra vivo in caserma carabinieri ed esce morto
Ancora un episodio che va ad aggiungersi ad un lungo e doloroso elenco. Perchè tanti ragazzi entrano vivi ed escono morti da caserme, commissariati e carceri nel nostro paese?
2 luglio 2012
L'estate dei detenuti, un inferno che nessuno vede
Il Guardian, pubblicando un lavoro di data journalism, faceva il punto sulle carceri italiane: «Come sono morti mille prigionieri in 10 anni?». iL 56% è a causa dei suicidi il 22% di malattia
Detenuto suicida nell'opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).
Un detenuto si e' suicidato questa mattina all'alba nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).
Finale Emilia: Polizia locale (di Milano) picchia i terremotati
La notizia è rimbalzata nel web dopo la denuncia di Ale Bergamini, fatta a mezzo Facebook.
La settimana nera della Polizia di Stato
Sembra che la sentenza di Cassazione del 21 giugno sull’omicidio Aldrovandi abbia creato un inarrestabile effetto domino. Le cronache dell’ultima settimana straripano di fattacci legati alle divise.
L’effetto immediatamente visibile è il progressivo sgretolarsi di quella cortina di inviolabilità che circonda i crimini compiuti da elementi delle forze dell’ordine. Si sgretola sotto il peso della denuncia incessante, delle voci e delle parole di coloro che quel timore reverenziale nei confronti dei tutori dell’ordine non lo conoscono.
Carcere: nuovo suicidio nel carcere di Teramo
Nuova tragedia a Castrogno: la donna, 55 anni, si è impiccata in cella a un giorno di distanza dal suicidio di un detenuto pescarese. Doveva scontare 18 anni.
29 giugno 2012
Napoli: attentato fascista al laboratorio occupato Insurgenzia
Durante la notte il Laboratorio Insurgencia è stato vittima di un vile attentato dal chiaro metodo fascista. Quattro molotov sono state lanciate contro il centro sociale colpendo il pian terreno ed il primo piano della struttura. Due delle quattro bottiglie incendiarie non sono esplose limitando così i danni. Una delle sale del primo piano è stata colpita dall’esplosione di due bottiglie incendiarie, causando l’incendio del motore di un climatizzatore, la rottura dei vetri di una finestra e l’annerimento delle pareti. Un attentato i cui autori restano sempre i “soliti noti”.
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La famiglia Aldrovandi rimanda al mittente le scuse degli assassini di Federico
«Chiede scusa con sette anni di ritardo e lo fa solo perché stavolta lo abbiamo stanato e di lui si occuperà una commissione disciplinare ma sono sette anni che insulta Federico». Non si commuove Patrizia Moretti di fronte ai dispacci di agenzia che registrano le scuse di Paolo Forlani, uno dei quattro agenti condannati in via definitiva per l'omicidio colposo di suo figlio diciottenne.
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Giuseppe Uva: depositate le motivazioni della sentenza
La ricostruzione dettagliata dei fatti e di tutti gli accertamenti operati per comprendere le reali cause della morte di Giuseppe Uva, si alterna alle pesanti critiche che il giudice Orazio Muscato rivolge al Pm Agostino Abate.
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