25 marzo 2012

Genova: Un auto in sosta vietata apre una finestra sull'estrema destra

Notizia di oggi sul Secolo XIX ci invita a riflettere ma soprattutto a ritornare su temi che dovrebbero essere ormai ricordo storico inquietante e nefasto: il fascismo in Italia.
Gaetano Saya, ai più sconosciuto, è il capo di una formazione Neo Nazionalista che vorrebbe riformato il Fascismo in Italia attraverso un sedicente Nuovo Movimento Sociale Italiano. Ebbene perché questo personaggio compare sulle pagine del giornale di Genova? Perché da ormai troppi giorni una macchina con targhetta della Repubblica Italiana sostava in contravvenzione lungo Corso Torino a Genova.

Il business penitenziario. Processi di privatizzazione e valorizzazione capitalistica

Il recente Decreto Legge 24 gennaio 2012 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività) varato dal Governo Monti, nasconde un dispositivo di cui pochi si sono accorti. Si tratta dell’Art. 43 – Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie – con il quale si introduce in Italia la privatizzazione delle carceri prendendo a pretesto l’attuale inumano sovraffollamento che affligge il nostro circuito penitenziario. Quindi, secondo la nefasta ideologia ultraliberista che anima i nostri “tecnici”, e con la complicità dell’intero arco parlamentare, non viene ritenuto economicamente vantaggioso decrementare in modo radicale il numero abnorme di detenuti abrogando le leggi che l’hanno provocato, ma piuttosto sfruttare lo status quo trasformandolo in un’occasione di estrazione di profitto da parte delle imprese private.

Isidro Diaz, un caso che ricorda quello di Stefano Cucchi

Pestato da un carabiniere subito dopo l’arresto, Isidro Diaz ha perso la vista e subito gravi danni al timpano. Dopo tre anni la sua verità è stata riconosciuta e il militare condannato per lesioni.

Il 5 aprile 2009 Luciano Isidro Diaz, allevatore di cavalli, residente in Italia da 23 anni, viene arrestato nei pressi di Voghera in seguito a un controllo stradale. Secondo la versione dei carabinieri, Diaz avrebbe tentato la fuga rischiando di travolgere uno dei militari fino a quando non è stato fermato e a quel punto avrebbe aggredito i militari brandendo “un pugnale di 20 centimetri”. Quindi, viene arresto per resistenza a pubblico ufficiale, minacce e porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere.

Catania: detenuto si suicida, agente scrive sul registro dei movimenti “uno di meno”

Al carcere di Bicocca: un detenuto si suicida, un agente scrive sul registro dei movimenti “pace, uno di meno”. Due suoi colleghi cercano di cancellare la scritta.

Erano stati accusati di un riprovevole episodio di “falso” e, per questo, erano finiti davanti al gup. Un ufficiale e un agente della polizia penitenziaria in servizio al carcere di Bicocca, Giuliano Cardamone e Massimiliano Cavaliere, il 15 dicembre del 2008 avevano “coperto” l’opera di un loro collega, Giuseppe Bellino, che in occasione del suicidio di un detenuto, nella casella del registro dei movimenti detenuti relativo al suicida, aveva scritto in corrispondenza del nome: “Pace, uno di meno”.

24 marzo 2012

Giudice di pace di Milano: "Rom nato in Italia resti nel Cie"

Dejan Lazic è un rom nato in Italia ma per il giudice di pace di Milano deve restare nel Cie di via Corelli.
Si tratta di una decisione opposta a quella presa ieri a Modena dove erano stati liberati due fratelli bosniaci perchè nati nel nostro paese.

Stampa ‘democratica’ o megafono di Casapound?

Opposti estremismi, rissa, guerra tra bande. Così i media locali e nazionali hanno raccontato l'aggressione neofascista di ieri a Roma.
Trasformandosi in un ufficio stampa di Casa Pound in nome di una malintesa par condicio. Oggi manifestazioni antifasciste ad Ostia e a Casalbertone.

Carcere: Detenuto 25enne si suicida in cella a Parma

Si è suicidato in cella il 25enne Stefano Rossi, detenuto per duplice omicidio a Parma. Lo conferma il suo avvocato Stefano Molinari, spiegando che è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di via Burla. L'avvocato, che più volte ha chiesto che al giovane fosse riconosciuta la seminfermità mentale, non vuole commentare: "Sarebbe inutile".

Modena: al Cie: la Polizia "scheda" le auto dei giornalisti



Televisioni e giornali erano accorsi per raccogliere la testimonianza di Andrea e Senad: dopo una prima accoglienza nel piazzale antistante il Cie, un agente ha iniziato a raccogliere i numeri di targa delle auto presenti per un verbale in caso di mancato sgombero

"S'invitano i giornalisti radio, tv e carta stampata a presenziare davanti al Cie modenese in via La Marmora fra le 12.30 e le 13 per attendere il loro rilascio". Questo il comunicato stampa inviato stamattina dal Comitato Prima Marzo agli organi di informazione nel dare notizia della sentenza emessa dal Giudice di Pace su Andrea e Senad, i due fratelli bosniaci-sassolesi rinchiusi nel Cie di Modena da una cinquantina di giorni.

Napoli. Sgomberata “Occupy San Giacomo”

La polizia smantella la tendopoli di precari e disoccupati sotto la sede del Comune di Napoli. L’accampata di protesta più ignorata dalla “sinistra”. Una contraddizione tutta da affrontare.

Mentre in molte assemblee ricorre spesso l'evocazione delle tende e delle accampate a Wall Street, a Londra o in Spagna e magari anche in Italia, l’unica accampata “Occupy” che reggeva ormai da settimane – quella dei disoccupati ex precari Bros – è stata sgomberata dalla polizia.

23 marzo 2012

Roma. Aggressione fascista a Casalbertone, feriti due compagni. Tensione alta nel quartiere

Una nuova aggressione fascista ad opera di Casapound: in pieno giorno e nonostante - o grazie - alla presenza dei Carabinieri. Aggrediti due attivisti di sinistra, tensione alta nel quartiere di Casalbertone.

Una decina di estremisti di destra provenienti dal locale Circolo Futurista - struttura assorbita alcuni anni fa all'interno del circuito di Casa Pound - intorno alle 14.30 di oggi hanno aggredito due attivisti di sinistra che erano sull'ingresso della sede dei Magazzini Popolari in via Baldassarre Orero, nel Quartiere di Casalbertone.

Stato di polizia. Il 41 bis applicato ai No Tav in carcere

Sembra incredibile ma è vero. Le autorità stanno applicando il 41 bis a Giorgio Rossetto, l'attivista arrestato a gennaio e rinchiuso nel carcere di Saluzzo. No Tav dunque pericolosi come i boss mafiosi? Che articolo applicheranno alle cosche che stanno costruendo la stessa Tav?

Lo aveva denunciato l'attivista No Tav intervenuto ieri all'affollatissima assemblea di Napoli contro la repressione e in preparazione della manifestazione nazionale del 31 marzo a Milano. Oggi Mauro Ravarino su Il Manifesto raccoglie e diffonde la denuncia su questa incredibile e vergognosa vessazione a cui viene sottoposto Giorgio Rossetto, attivista No Tav arrestato nel blitz voluto dal giudice Caselli il 26 gennaio scorso e ancora detenuto nel carcere di Saluzzo.

22 marzo 2012

Giudice di pace Modena: Niente Cie per gli stranieri nati in Italia

Sentenza storica del giudice di Pace di Modena relativa alla vicenda di due fratelli bosniaci nati in Italia ma mai regolarizzati

Chi nasce in Italia, anche se da genitori stranieri, non può essere trattenuto nei Cie (Centri identificazione ed espulsione). E' una sentenza storica quella stabilita dal giudice dei Pace di Modena che ha così dato ragione ad Andrea e Senad, fratelli di origine bosniaca ma nati in Italia.

No Tav: Un messaggio da Luca Abbà

A poco più di tre settimane dai fatti accorsi in Clarea il lunedì 27 febbraio scorso, mi sembra opportuno comunicare a tutti gli amici e compagni che mi sono vicini alcune notizie più precise sul mio stato di salute.
Come già si sa da qualche giorno sono fuori pericolo di vita, ma seppur la situazione vada migliorando le mie condizioni risultano ancora abbastanza serie.
Le ferite maggiori che mi trovo a dover guarire sono la conseguenza delle ustioni provocate dal folgoramento da corrente elettrica, i danni da caduta sono ormai in via di miglioramento definitivo.

21 marzo 2012

Per Il capo del Dipartimento Antidroga Serpelloni, niente patente per chi fa uso di cannabis

Svolta proibizionista in Italia? Il capo del dipartimento antidroga che fa riferimento alla presidenza del Consiglio, Giovani Serpelloni, è convinto che usare la cannabis danneggi in modo permanente il cervello. Per combattere questo potenziale pericolo, sarebbe opportuno ritirare la patente di guida a chi fuma o ha fumato l’erba, a prescindere dallo stato nel quale si trova al momento in cui guida. Nemmeno Giovanardi, a memoria d’uomo, era arrivato a tanto, ma purtroppo questa sarebbe l’intenzione di Serpelloni, punire con il ritiro della patente qualsiasi persone che risulti positivo all’utilizzo della cannabis, presente o passata.

Napoli: Perquisizioni al c.s.l. “louise michel”

Nella mattina di martedì 20 marzo, l’atrio di Palazzo Gianturco nel quartiere di Montesanto ha assistito all’invasione di circa 20 loschi figuri: agenti della sezione antiterrorismo della digos (tra i quali almeno 8 in passamontagna), degli artificieri, della polizia postale e scientifica, si sono dati appuntamento per perquisire il Centro Studi Libertari “Louise Michel”.

20 marzo 2012

L'Onu bacchetta Roma per gli sgomberi delle comunità rom

L'Onu richiama l'Italia in tema di sgomberi ai danni delle comunità rom. Lo ha deciso il Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale delle Nazioni unite (Cerd), con un rapporto per segnalare le "violazioni da parte delle autorità italiane nazionali e locali del diritto all'alloggio nelle procedure di sgombero che hanno coinvolto le famiglie rom".

Da Tolosa a Firenze: tutte le stragi di matrice nazista e xenofoba

La strage nella scuola ebraica di Tolosa è solo l'ultimo di una lunga serie di omicidi e attentati a sfondo razzista o xenofobo. L'ultimo era avvenuto in Italia, a Firenze, solo tre mesi fa. Ecco i precedenti:

Pioltello: la Polizia sgombera il presidio dei lavoratori Esselunga

Questa mattina è scattato a Pioltello lo sbombero del presidio che i lavoratori della Esselunga stavano realizzando da tempo, insieme a picchetti, presidi e cortei molto partecipati.

Milano: La perizia conferma che Marcelo Gomez Cortes fu ucciso da poca distanza

La perizia del tribunale conferma che Marcelo Gomez, l'immigrato cileno, ucciso il 13 febbraio fu colpito alle spalle e da poca distanza dalle pallottole del vigile-sceriffo. L'imputato ancora a piede libero fornisce una versione inverosimile ma drammaticamente simile a quella di troppi casi analoghi.

L’inchiesta sull’uccisione di un immigrato cileno - Marcelo Valentino Gomez Cortes - da parte di un vigile urbano-sceriffo ha confermato che la distanza da cui il vigile ha sparato va da un minimo di sessanta centimetri ad un massimo di due metri e 80 centimetri circa. E’ quanto emerge dalla la perizia disposta dal pm di Milano Roberto Pellicano, nell’inchiesta contro Alessandro Amiconi (nella foto) l'agente di polizia locale accusato di omicidio volontario per aver sparato e ucciso, il 13 febbraio scorso, un cileno di 28 anni nel corso di un inseguimento in zona Parco Lambro.

Viterbo: detenuto si è impiccato nel carcere Mammagialla

Roberto Patassini, di 49 anni, si è impiccato nel carcere Mammagialla di Viterbo. Il suicidio è avvenuto ieri pomeriggio, tra le 17 e le 18, ma la notizia è trapelata solo oggi. In quell’ora il compagno di cella di Patassini era fuori per la cosiddetta socialità. Lui, invece, aveva rinunciato, probabilmente perché aveva pianificato nei minimi dettagli il suicidio.
Patassini era stato arrestato nell’aprile 2006 nell’ambito dell’operazione “Fiori nel fango”, che portò allo smantellamento di un giro di prostituzione minorile e pedofilia, in cui erano coinvolti ragazzini di 12-13 anni, reclutati nei campi rom della Capitale. Con Patassini erano state arrestate altre numerose persone, alcune delle quali appartenenti alla Roma-bene.

19 marzo 2012

Processo Uva: I periti confermano Giuseppe è morto per le violenze subite in caserma

L'udienza del processo Uva celebrata oggi, tanto attesa e tanto gravida di aspettative, si è conclusa in un clima abbastanza surreale.
All'inizio, quando il collegio ha preso la parola, i toni erano abbastanza tesi.
Il professor Santo Davide Ferrara ha cominciato esponendo in sintesi i risultati del lungo e faticoso lavoro del collegio peritale.
Le verità sono emerse gradualmente, inoppugnabili, inappellabili.

18 marzo 2012

No Tav: Scarcerato Gabriele Filippi

E' stato scarcerato Gabriele Filippi, il 28enne di Santa Margherita in carcere da circa due mesi per l'inchiesta aperta dal procuratore capo Caselli sul movimento no tav.
Lo ha comunicato il consigliere regionale ligure della Federazione della Sinistra Alessandro Benzi

17 marzo 2012

Roma: La questura blinda il corteo per la libertà di movimento

L’aria che si respira nella Capitale si fa pesante. La Questura blinda il percorso del corteo. Un brutto schieramento di polizia ha circondato una riuscita manifestazione con migliaia di occupanti, inquilini, lavoratori, attivisti dei movimenti sociali. In piazza anche Paolo Di Vetta.

Il clima della Capitale oggi pomeriggio sembra corrispondere pienamente al nostro ultimo editoriale: “Passaggio obbligato”. Di fatto la Questura ha blindato tutto il percorso del corteo convocato per rispondere agli arresti avvenuti una settimana al Cipe durante una iniziativa su diritto alla casa e Tav. Poliziotti e carabinieri hanno chiuso tutte le strade laterali del percorso facendosi precedere dai funzionari che chiedevano ai negozianti di chiudere gli esercizi o abbassare le saracinesche.

Napoli: Ancora persecuzioni giudiziarie contro i precari Bros

Perquisizioni contro i precari e dentro due centri sociali che ne ospitano le riunioni. Oggi conferenza stampa di denuncia sotto il Comune.

La Procura della Repubblica di Napoli – e più specificatamente il pool di sostituti procuratori diretti dal Giudice Giovanni Melillo – ha scritto una nuova pagina nera del diritto nella nostra città. Ancora una volta la Procura ha rispolverato l’inchiesta che vede coinvolti 15 precari del Progetto Bros, accusati, addirittura, di “associazione a delinquere” ed ha disposto 4 perquisizioni contro alcuni dei 15 senza che venisse contestato nulla di specifico e di personale ai 4 precari coinvolti.

Mamma Aldro non diffamò uno dei quattro poliziotti

Patrizia Moretti non diffamò uno dei quattro poliziotti condannati in secondo grado per l’omicidio colposo di suo figlio. “Una decisione scontata e doverosa” commenta a caldo l’avvocato difensore Fabio Anselmo. La decisione è quella del gup Piera Tassoni, che ieri ha sciolto la riserva in merito all’opposizione alla richiesta di archiviazione della querela intentata dall’agente Paolo Forlani nei confronti della madre di Federico Aldrovandi.

Nel carcere di San Vittore condizioni disumane di detenzione... è tortura!

Celle infestate dagli scarafaggi. Niente acqua calda, un’unica finestra ostruita dai letti, nessuna doccia ma solo una sola, minuscola, latrina. Niente carta igienica. Stanze talmente piccole che restare in piedi è impossibile. E l’intera giornata viene trascorsa sdraiati sulle brandine in un ambiente che non conosce mezze misure: freddo glaciale d’inverno e caldo infernale d’estate. Condizioni, in una parola, “disumane”. E dunque illegali.

Carcere Saluzzo: un regime anomalo di isolamento


La sezione “ISOL” del carcere di Saluzzo non è considerata dalla direzione un luogo di punizione. È il luogo dove sono condotti tutti coloro che non hanno una pena definitiva e sono, anzi, semplicemente indagati o in attesa di giudizio. Eppure questa sezione presenta tutti i caratteri dell’isolamento: non esiste un cortile per l’ora d’aria collettiva, e per ogni cella c’è un cortile di 8 m. per 2 m. circondato da alte mura, che lo separano da quelli delle celle limitrofe: nelle rare occasioni in cui l’aria è concessa (circa una volta al mese) i prigionieri sono separati e obbligati a sostare immobili in spazi senza luce, senza poter vedere gli altri detenuti. L’unica occasione, per loro, di vedere qualcuno è la Messa della domenica. Nella sezione “ISOL”, inoltre, avvengono intimidazioni continue. Perquisizioni delle celle, battiture delle guardie sulle porte, pestaggi di detenuti.

16 marzo 2012

Storia di Abdou ucciso dal Cie

Dentro i cie si muore, a volte si muore anche dopo esserne usciti, per le cicatrici indelebili lasciate da un luogo in cui regna la violenza

Ha aperto la finestra dal terzo piano della casa in cui era ospitato, si era tagliato le vene con una lametta pochi minuti prima, si è gettato nel vuoto e dopo poco più di un ora la vita lo ha abbandonato. «Era già un morto che camminava – racconta un ragazzo che lo ha conosciuto – ma un tempo non era così, aveva 28 anni». Abdou Said era arrivato in Italia a luglio, egiziano, aveva attraversato la Libia e poi era sbarcato a Lampedusa a cercare fortuna, insieme a suo fratello. Ad agosto era già recluso nel Cie di Ponte Galeria, nei pressi di Roma. Allora aveva tutta la forza della sua giovane età, l’aggressività di chi non accetta di stare in gabbia senza ragione, insieme ad altri aveva tentato la fuga ma era stato ripreso.

“Vogliono spaventare chi può catalizzare il disagio sociale” Intervista a Paolo Di Vetta

Intervista a Paolo Di Vetta. Revocati gli arresti domiciliari, resta l’obbligo di firma. Sabato manifestazione cittadina contro la "nuova fase di escalation repressiva".

La notizia e’ arrivata in tarda mattinata e ha parzialmente sollevato gli animi dei tanti che da venerdi’ scorso chiedevano la liberazione di Paolo Di Vetta, arrestato venerdi’ 9 marzo, dopo essere stato prelevato dall’ospedale Santo Spirito in seguito alle ferite riportate dopo le cariche di fronte al CIPE. Quella giornata, iniziata in Via della Mercede, a Roma, per chiedere che i soldi per la TAV venissero destinati all’emergenza abitativa e al reddito, si era conclusa con il fallito sgombero dell’occupazione di Casal Boccone e, il giorno dopo a Piazzale Clodio, con l’ordinanza degli arresti domiciliari nel processo per direttissima.

Piacenza: La polizia sfonda il picchetto alla Gls Executive

Dopo una notte di picchetto initerrotto con blocco completo del magazzino della Gls Executive di Piacenza, nel quadro di uno sciopero contro le condizioni salariali e di lavoro, la polizia ha "sbloccato" la situazione con cariche per far spostare i lavoratori presenti davanti ai camion provocando un ricovero al pronto soccorso per probabili punti di sutura e innumerevoli contusioni alle braccia in particolare ad un compagno legnato a terra mentre si proteggeva .Da mercoledi sera è ricominciato lo sciopero alla GLS di PIacenza contro i furti delle ore sulle buste paga e l'arroganza dei capò interni alla cooperativa "Forza4" che gestisce l'appalto di questo altro colosso della logistica (il capitale della GLS è inglese, ndR)

15 marzo 2012

Claudio D’Orazi, ennesimo stupratore in divisa

Premettiamo: non c’importa che giudici e giornali la chiamino “concussione sessuale”. Per noi si chiama stupro e punto!
Dopo i poliziotti che rapinavano gli immigrati, adesso la questura di Bologna deve gestirsi il caso di questo assistente capo dell’ufficio immigrazione, che per tre anni (così dicono i giornali, ma chissà per quanto tempo realmente) ha preteso rapporti sessuali in cambio del permesso di soggiorno.
Cosa dovremmo aggiungere a ciò che da tempo andiamo dicendo sugli stupratori in divisa?
Proprio lo scorso 8 marzo era stato distribuito un volantino con la lista dei casi più recenti di cui si era a conoscenza.

E qualcuno/a si stupisce ancora?

Roma: Tolti gli arresti domiciliari a Paolo Di Vetta

Finalmente liberato Paolo Di Vetta, arrestato venerdì nel corso di una protesta pacifica al Cipe di Roma. Rimane l'obbligo di firma. Oggi assemblea cittadina, sabato manifestazione contro la Tav e la repressione delle lotte sociali.

Finalmente una buona notizia per tutti coloro che, fin da venerdì scorso, si sono mobilitati in tutta Italia per esprimere la loro solidarietà con i 4 attivisti arrestati venerdì scorso durante una protesta No Tav al Cipe. Questa mattina infatti il dirigente dell'Unione Sindacale di Base e portavoce dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta, che era stato dapprima arrestato e poi da sabato sera messo agli arresti domiciliari, è potuto tornare in libertà, seppure con l'obbligo di firma giornaliera.

Perugia: 25 denunce per la manifestazione No Tav

Venticinque attivisti “No Tav” sono state denunciati dalla Digos di Perugia per aver bloccato i binari ferroviari a Fontivegge il 3 marzo scorso. Le accuse: interruzione di pubblico servizio e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Tra di loro anche due minori. La manifestazione si era svolta pacificamente nel giorno della mobilitazione nazionale contro la Tav in Val di Susa.

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