20 marzo 2012

Viterbo: detenuto si è impiccato nel carcere Mammagialla

Roberto Patassini, di 49 anni, si è impiccato nel carcere Mammagialla di Viterbo. Il suicidio è avvenuto ieri pomeriggio, tra le 17 e le 18, ma la notizia è trapelata solo oggi. In quell’ora il compagno di cella di Patassini era fuori per la cosiddetta socialità. Lui, invece, aveva rinunciato, probabilmente perché aveva pianificato nei minimi dettagli il suicidio.
Patassini era stato arrestato nell’aprile 2006 nell’ambito dell’operazione “Fiori nel fango”, che portò allo smantellamento di un giro di prostituzione minorile e pedofilia, in cui erano coinvolti ragazzini di 12-13 anni, reclutati nei campi rom della Capitale. Con Patassini erano state arrestate altre numerose persone, alcune delle quali appartenenti alla Roma-bene.

19 marzo 2012

Processo Uva: I periti confermano Giuseppe è morto per le violenze subite in caserma

L'udienza del processo Uva celebrata oggi, tanto attesa e tanto gravida di aspettative, si è conclusa in un clima abbastanza surreale.
All'inizio, quando il collegio ha preso la parola, i toni erano abbastanza tesi.
Il professor Santo Davide Ferrara ha cominciato esponendo in sintesi i risultati del lungo e faticoso lavoro del collegio peritale.
Le verità sono emerse gradualmente, inoppugnabili, inappellabili.

18 marzo 2012

No Tav: Scarcerato Gabriele Filippi

E' stato scarcerato Gabriele Filippi, il 28enne di Santa Margherita in carcere da circa due mesi per l'inchiesta aperta dal procuratore capo Caselli sul movimento no tav.
Lo ha comunicato il consigliere regionale ligure della Federazione della Sinistra Alessandro Benzi

17 marzo 2012

Roma: La questura blinda il corteo per la libertà di movimento

L’aria che si respira nella Capitale si fa pesante. La Questura blinda il percorso del corteo. Un brutto schieramento di polizia ha circondato una riuscita manifestazione con migliaia di occupanti, inquilini, lavoratori, attivisti dei movimenti sociali. In piazza anche Paolo Di Vetta.

Il clima della Capitale oggi pomeriggio sembra corrispondere pienamente al nostro ultimo editoriale: “Passaggio obbligato”. Di fatto la Questura ha blindato tutto il percorso del corteo convocato per rispondere agli arresti avvenuti una settimana al Cipe durante una iniziativa su diritto alla casa e Tav. Poliziotti e carabinieri hanno chiuso tutte le strade laterali del percorso facendosi precedere dai funzionari che chiedevano ai negozianti di chiudere gli esercizi o abbassare le saracinesche.

Napoli: Ancora persecuzioni giudiziarie contro i precari Bros

Perquisizioni contro i precari e dentro due centri sociali che ne ospitano le riunioni. Oggi conferenza stampa di denuncia sotto il Comune.

La Procura della Repubblica di Napoli – e più specificatamente il pool di sostituti procuratori diretti dal Giudice Giovanni Melillo – ha scritto una nuova pagina nera del diritto nella nostra città. Ancora una volta la Procura ha rispolverato l’inchiesta che vede coinvolti 15 precari del Progetto Bros, accusati, addirittura, di “associazione a delinquere” ed ha disposto 4 perquisizioni contro alcuni dei 15 senza che venisse contestato nulla di specifico e di personale ai 4 precari coinvolti.

Mamma Aldro non diffamò uno dei quattro poliziotti

Patrizia Moretti non diffamò uno dei quattro poliziotti condannati in secondo grado per l’omicidio colposo di suo figlio. “Una decisione scontata e doverosa” commenta a caldo l’avvocato difensore Fabio Anselmo. La decisione è quella del gup Piera Tassoni, che ieri ha sciolto la riserva in merito all’opposizione alla richiesta di archiviazione della querela intentata dall’agente Paolo Forlani nei confronti della madre di Federico Aldrovandi.

Nel carcere di San Vittore condizioni disumane di detenzione... è tortura!

Celle infestate dagli scarafaggi. Niente acqua calda, un’unica finestra ostruita dai letti, nessuna doccia ma solo una sola, minuscola, latrina. Niente carta igienica. Stanze talmente piccole che restare in piedi è impossibile. E l’intera giornata viene trascorsa sdraiati sulle brandine in un ambiente che non conosce mezze misure: freddo glaciale d’inverno e caldo infernale d’estate. Condizioni, in una parola, “disumane”. E dunque illegali.

Carcere Saluzzo: un regime anomalo di isolamento


La sezione “ISOL” del carcere di Saluzzo non è considerata dalla direzione un luogo di punizione. È il luogo dove sono condotti tutti coloro che non hanno una pena definitiva e sono, anzi, semplicemente indagati o in attesa di giudizio. Eppure questa sezione presenta tutti i caratteri dell’isolamento: non esiste un cortile per l’ora d’aria collettiva, e per ogni cella c’è un cortile di 8 m. per 2 m. circondato da alte mura, che lo separano da quelli delle celle limitrofe: nelle rare occasioni in cui l’aria è concessa (circa una volta al mese) i prigionieri sono separati e obbligati a sostare immobili in spazi senza luce, senza poter vedere gli altri detenuti. L’unica occasione, per loro, di vedere qualcuno è la Messa della domenica. Nella sezione “ISOL”, inoltre, avvengono intimidazioni continue. Perquisizioni delle celle, battiture delle guardie sulle porte, pestaggi di detenuti.

16 marzo 2012

Storia di Abdou ucciso dal Cie

Dentro i cie si muore, a volte si muore anche dopo esserne usciti, per le cicatrici indelebili lasciate da un luogo in cui regna la violenza

Ha aperto la finestra dal terzo piano della casa in cui era ospitato, si era tagliato le vene con una lametta pochi minuti prima, si è gettato nel vuoto e dopo poco più di un ora la vita lo ha abbandonato. «Era già un morto che camminava – racconta un ragazzo che lo ha conosciuto – ma un tempo non era così, aveva 28 anni». Abdou Said era arrivato in Italia a luglio, egiziano, aveva attraversato la Libia e poi era sbarcato a Lampedusa a cercare fortuna, insieme a suo fratello. Ad agosto era già recluso nel Cie di Ponte Galeria, nei pressi di Roma. Allora aveva tutta la forza della sua giovane età, l’aggressività di chi non accetta di stare in gabbia senza ragione, insieme ad altri aveva tentato la fuga ma era stato ripreso.

“Vogliono spaventare chi può catalizzare il disagio sociale” Intervista a Paolo Di Vetta

Intervista a Paolo Di Vetta. Revocati gli arresti domiciliari, resta l’obbligo di firma. Sabato manifestazione cittadina contro la "nuova fase di escalation repressiva".

La notizia e’ arrivata in tarda mattinata e ha parzialmente sollevato gli animi dei tanti che da venerdi’ scorso chiedevano la liberazione di Paolo Di Vetta, arrestato venerdi’ 9 marzo, dopo essere stato prelevato dall’ospedale Santo Spirito in seguito alle ferite riportate dopo le cariche di fronte al CIPE. Quella giornata, iniziata in Via della Mercede, a Roma, per chiedere che i soldi per la TAV venissero destinati all’emergenza abitativa e al reddito, si era conclusa con il fallito sgombero dell’occupazione di Casal Boccone e, il giorno dopo a Piazzale Clodio, con l’ordinanza degli arresti domiciliari nel processo per direttissima.

Piacenza: La polizia sfonda il picchetto alla Gls Executive

Dopo una notte di picchetto initerrotto con blocco completo del magazzino della Gls Executive di Piacenza, nel quadro di uno sciopero contro le condizioni salariali e di lavoro, la polizia ha "sbloccato" la situazione con cariche per far spostare i lavoratori presenti davanti ai camion provocando un ricovero al pronto soccorso per probabili punti di sutura e innumerevoli contusioni alle braccia in particolare ad un compagno legnato a terra mentre si proteggeva .Da mercoledi sera è ricominciato lo sciopero alla GLS di PIacenza contro i furti delle ore sulle buste paga e l'arroganza dei capò interni alla cooperativa "Forza4" che gestisce l'appalto di questo altro colosso della logistica (il capitale della GLS è inglese, ndR)

15 marzo 2012

Claudio D’Orazi, ennesimo stupratore in divisa

Premettiamo: non c’importa che giudici e giornali la chiamino “concussione sessuale”. Per noi si chiama stupro e punto!
Dopo i poliziotti che rapinavano gli immigrati, adesso la questura di Bologna deve gestirsi il caso di questo assistente capo dell’ufficio immigrazione, che per tre anni (così dicono i giornali, ma chissà per quanto tempo realmente) ha preteso rapporti sessuali in cambio del permesso di soggiorno.
Cosa dovremmo aggiungere a ciò che da tempo andiamo dicendo sugli stupratori in divisa?
Proprio lo scorso 8 marzo era stato distribuito un volantino con la lista dei casi più recenti di cui si era a conoscenza.

E qualcuno/a si stupisce ancora?

Roma: Tolti gli arresti domiciliari a Paolo Di Vetta

Finalmente liberato Paolo Di Vetta, arrestato venerdì nel corso di una protesta pacifica al Cipe di Roma. Rimane l'obbligo di firma. Oggi assemblea cittadina, sabato manifestazione contro la Tav e la repressione delle lotte sociali.

Finalmente una buona notizia per tutti coloro che, fin da venerdì scorso, si sono mobilitati in tutta Italia per esprimere la loro solidarietà con i 4 attivisti arrestati venerdì scorso durante una protesta No Tav al Cipe. Questa mattina infatti il dirigente dell'Unione Sindacale di Base e portavoce dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta, che era stato dapprima arrestato e poi da sabato sera messo agli arresti domiciliari, è potuto tornare in libertà, seppure con l'obbligo di firma giornaliera.

Perugia: 25 denunce per la manifestazione No Tav

Venticinque attivisti “No Tav” sono state denunciati dalla Digos di Perugia per aver bloccato i binari ferroviari a Fontivegge il 3 marzo scorso. Le accuse: interruzione di pubblico servizio e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Tra di loro anche due minori. La manifestazione si era svolta pacificamente nel giorno della mobilitazione nazionale contro la Tav in Val di Susa.

Processo Uva: Un’ombra pesantissima sull’operato del Pm

Il 19 marzo si terrà l’interrogatorio in aula dei tre periti che, su incarico del tribunale, hanno scritto la perizia sul corpo riesumato di Giuseppe Uva. Il processo a carico di un medico, nel 2008 in servizio all’ospedale di Varese, Carlo Fraticelli, entra nella sua fase decisiva. La perizia chiesta dal giudice Orazio Muscato afferma che le dosi di sedativi somministrate non sono compatibili con la morte.
Il medico si avvia a essere scagionato? Il pubblico ministero Agostino Abate non è tenuto ad accogliere come definitive le conclusioni dei periti. La pubblica accusa inoltre ha chiesto la ricusazione del collegio peritale formato da Angelo Demori, Santo Davide Ferrara e Gaetano Thiene perché quest’ultimo ha realizzato una consulenza di parte per Fabio Anselmo al processo Aldrovandi di Ferarra, e dunque non sarebbe super partes.

14 marzo 2012

Rimini: Fogli di via e avvisi orali contro il movimento

Fogli di via e avvisi orali; sono questi i provvedimenti restrittivi e repressivi adottati dalla Questura di Rimini contro i promotori dell’azione del 4 gennaio 2012. Quando e’ stato presentato alla città’ un progetto ambizioso, nato dentro il percorso di OccupyRimini e che ha visto il coinvolgimento di tantissime soggettività cittadine e regionali nelle settimane precedenti e successive. Abbiamo pensato ad un nuovo percorso per la rivendicazione di spazi e luoghi da sottrarre alla rendita e speculazione edilizia che mettano al centro i bisogni delle persone in un'epoca in cui la crisi e le conseguenti misure attuate dal governo si muovono sulla scia dell'iniquità e dei diktat della dittatura finanziaria. Un nuovo laboratorio sociale cittadino, dopo l'esperienza del Laboratorio sociale Paz, che a partire proprio dalle suggestioni delle nuove forme di costruzione di un’alternativa che i movimenti contro la dittatura finanziaria in tutto il pianeta e anche in Italia – come non dimenticare quanto sta avvenendo in Val di Susa o in Fiat con la cacciata della Fiom - stanno mettendo in campo.

15 Ottobre: Altra pesante condanna. Continua la criminalizzazione dei movimenti

Ancora una condanna per i fatti di Roma del 15 ottobre scorso. Ancora una punizione esemplare per uno tra i tanti che scesero in piazza quel giorno in una giornata di mobilitazione globale del 99% contro le politiche e i diktat della finanza internazionale.
Il gup del tribunale romano Anna Maria Fattori ha infatti accolto le richieste del pm Roberto Felici, comminando 4 anni di reclusione (da scontare nella forma degli arresti domiciliari) a carico di Valerio Pascali, studente di Giurisprudenza dell'Alma Mater di Bologna, di poco più di vent'anni, da sempre attivo prima a Lecce e poi a Bologna nelle lotte sociali.

Genova: Sette denunce per le manifestazioni No Tav

Sette manifestanti No Tav sono stati denunciati dagli agenti della Digos e dai carabinieri per il corteo organizzato lo scorso 12 febbraio a Genova che chiedeva la scarcerazione di Gabriele Filippi, il giovane genovese arrestato per gli scontri in Valsusa della scorsa estate. La Procura di Genova ha aperto un fascicolo a carico dei manifestanti con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, imbrattamenti di muri, lancio e scoppio di materiale pericoloso.

Alla Valle che resiste… Lettera di Haidi Giuliani al movimento No Tav


Ho negli occhi Luca che viene giù dal traliccio. Non riesco a togliermi la sua immagine dalla mente, neppure ora che è fuori pericolo. Perché è la parte migliore del nostro paese che cade con lui. E si fa male, molto male. Avrà a lungo bisogno di cure per rimettersi in piedi, questo paese assaltato dal proprio Stato, prima di poter dire che è fuori pericolo.

 Non sto parlando di economia, naturalmente, di spread, di banche, di borse, di tutte quelle diavolerie che Lorsignori usano per assoggettare intere popolazioni. Penso alla coscienza civile, alla morale; a quel sentimento di solidarietà, di condivisione, di rispetto per la vita e la storia del territorio che voi dimostrate e che ha portato Luca sul suo traliccio. Un tesoro prezioso per la convivenza umana che viene quotidianamente misconosciuto, aggredito, messo in pericolo da uno Stato che avrebbe il compito di preservarlo.

Un ordinanza molto ideologica

L'ordinanza che ha convalidato gli arresti di Paolo Di Vetta e degli altri attivisti, assume i contorni di un teorema molto pericoloso per i movimenti sociali e i sindacati. Una chiave di lettura che “viene dall'alto”. Un appello di attivisti immigrati chiarisce: “A noi non ci strumentalizza nessuno perchè lottiamo fianco a fianco”

Ha colpito molto - e negativamente – la motivazione con cui il giudice Di Maio dopo dieci ore di udienza ha convalidato l'arresto di Paolo Di Vetta e di altri tre attivisti che venerdi scorso avevano manifestato davanti al Cipe chiedendo che i soldi pubblici venissero stanziati per l'emergenza abitativa piuttosto che per la Tav.

Bologna. Sgomberata l'occupazione di via San Donato

Questa mattina la polizia ha proceduto allo sgombero delle famiglie che avevano occupato undici giorni fa un palazzo in via San Donato. Gli occupanti si attendano davanti allo stabile. Domani incontro in Comune

Dalle case alla strada, dalle case occupate alle tende. Lo sgombero del palazzo occupato in via San Donato, ha visto nascere una tendopoli davanti all'edificio per le famiglie occupanti che dopo aver subito lo sfratto dalle loro abitazioni hanno dovuto subire anche lo sgombero dall'edificio che avevano occupato. Sul posto stanno arrivando attivisti dal resto della città tra cui anche i collettivi universitari.

13 marzo 2012

Nadia e gli altri, nati in Italia e portati nei Cie a 18 anni

Nadia ha 19 anni. Il padre non le ha rinnovato il permesso di soggiorno. La ragazza è stata rinchiusa per due mesi nel Cie romano di Ponte Galeria. Ha rischiato di finire in un paese dove non conosce nessuno. Sono ancora dentro a Modena Andrea e Sebat, due ragazzi figli di bosniaci che nessun ufficio ha mai registrato. Dovrebbero essere riportati in un paese che non c’è. In estate è stato espulso Karim, tunisino, dall’89 in Italia e pure lui senza contratto di lavoro. Paradossi della legge italiana sull’immigrazione.

Bologna: Sesso in cambio del permesso di soggiorno. Arrestato poliziotto

Un poliziotto in forze all'ufficio immigrazione della questura di Bologna é stato arrestato dai suoi colleghi oggi con l'accusa di concussione sessuale. L'accusa é che l'assistente capo dell'ufficio abbia utilizzato le informazioni e il controllo nei confronti di due donne nordafricane che avevano in atto pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno, per obbligarle ad avere rapporti sessuali con lui. Dalle indagini è emerso che l'agente conosceva l'indirizzo delle donne e le tampinava, ricattandole.

fonte: Contropiano

No Tav: Ultima lettera di Tobia dal carcere di Cuneo prima che Caselli gli tappasse la bocca

Chi vince contro lo Stato?

Chi vince contro lo Stato? Questo mi ha chiesto un secondino, saputo che ero un arrestato NO TAV, mentre frugava tra i miei effetti personali, cercando nella pasta portatami da casa un’improbabile lima.

Chi vince contro lo Stato?

Non gli ho risposto. Non spreco tempo a convertire gli sbirri.

12 marzo 2012

Lettera aperta al segretario del Pd Bersani

Chi scrive è un ex operaio della ThyssenKrupp, l'acciaieria torinese dove nel dicembre 2007 sono morti 7 Amici e colleghi, sacrificati in nome del profitto.

Il motivo che mi ha mosso a scrivere questa lettera è conseguente alle sue dichiarazioni rivolte al segretario del Pdl Alfano: "Scopre l'occupazione per non parlare di tv e corruzione". Il punto, a mio avviso, non è questionare su cosa farebbero Pdl e Lega a riguardo (questo già lo sappiamo e lo abbiamo sperimentato in anni di governo di centro-destra: assolutamente nulla di positivo per i cittadini!). Credo che la questione sia un'altra: cosa il Partito Democratico ha fatto e intende fare per la questione lavoro, ma non solo!

“Liberate Paolo, le lotte sociali non si arrestano!”

Conferenza stampa di massa questa mattina davanti al Cipe. Per chiedere la liberazione di Paolo Di Vetta, il ritorno dell'agibilità democratica nella capitale, lo stop alle grandi opere inutili e dannose. Sabato manifestazione cittadina.

Più che una conferenza stampa quella che si è tenuta in tarda mattinata davanti alla sede del Cipe in via della Mercede a Roma è stata una vera e propria manifestazione. Incuranti della forte presenza di agenti della Digos in borghese almeno un centinaio di occupanti di case, sindacalisti, esponenti dei movimenti sociali e politici della capitale per quasi due ore hanno occupato la strada davanti alla sede di quell’organismo governativo il cui tentativo di occupazione simbolica e pacifica venerdì è costato ben 37 denunce ad altrettanti attivisti, oltre che il carcere e poi gli arresti domiciliari a Paolo Di Vetta.

G8 Genova: la ministra Cancellieri non si è accorta di niente

Il Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri fa sapere che andrà a vedere il film "Diaz" per documentarsi. Ha bisogno di una fiction per sapere ciò che è già consegnato alla storia grazie alle testimonianze, alle inchieste, a centinaia di udienze e due sentenze di tribunale? Una lettera aperta di Enrica Bartesaghi, presidente del Comitato Verità e Giustizia per Genova

Enrica Bartesaghi, presidente del Comitato Verità e Giustizia per Genova ha scritto questa interessante lettera aperta a Repubblica, dopo una dichiarazione della ministra Cancellieri dei giorni scorsi. Pare che per la signora Cancellieri undici anni, con centinaia di udienze in tribunale e due gradi di giudizio, siano passati invano.

La dignità della donna dietro alle sbarre

Al di fuori del carcere di Rebibbia una donna romena aspetta il marito che uscirà dal carcere dopo 6 mesi di detenzione. È giovane, ha 21 anni e aspetta un bambino: i nostri vent’anni non sono paragonabili ai suoi, lei ha già visto tanto nella vita e si può ben leggere nei suoi occhi che ha già abbandonato la speranza nel futuro. Questo è stato il primo impatto con il carcere.

L'8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, si è svolta, presso il Teatro del carcere di Rebibbia Feminile, l’iniziativa, promossa dalla Federazione della Sinistra e dal Collettivo StregheperSempre, “Libere Dentro”. Il breve concerto di musica popolare di Enrico Capuano è stato preceduto dalle pregevoli performance teatrali delle attrici Betta Cianchini e Francesca Tomassoni, intervallati dai brani, rielaborati dall’associazione “Il Ponte Magico”, tratti da testi scritti da detenuti.

11 marzo 2012

Governo 'tecnico'... o governo di polizia?

Ancora non ci siamo dimenticati l'atteggiamento della politica e le cariche delle forze dell'ordine contro la popolazione della valsusa la scorsa settimana che il governo in carica sente gia la necessità di ricordarci quale sia la "tecnica" in cui intende eccellere: quella poliziesca, della chiusura di ogni spazio di dissenso, della normalizzazione costi quel che costi.

Appello contro arresti di Roma davanti al Cipe

Quando alle parole è necessario far seguire i fatti: non serve tensione ma attenzione sociale

La tensione sociale che si sta generando intorno all'emergenza abitativa e all'indebolimento di meccanismi di welfare, di tutela dei diritti primari, di sostegno al reddito, rischia di produrre momenti difficili come quello registrato di fronte al CIPE lo scorso venerdì. Le necessità dei movimenti sociali, delle associazioni territoriali, dei comitati di quartiere, delle realtà sindacali e studentesche sempre più spesso non trovano riscontri adeguati nelle risposte che arrivano dal governo e di conseguenza dalle amministrazioni locali.

Il paradigma di un nuovo attivismo squadristico, nel silenzio degli inquirenti

Dei ragazzi di sinistra del Liceo scientifico Righi, nei pressi di Piazza Fiume, che facevano capo a varie sensibilità politiche stavano preparandosi per la manifestazione romana della FIOM di lì a due ore. Una squadraccia fascista, riconducibile a Controtempo, ha aggredito i ragazzi ma anche dei professori, causando vari contusi e tre traumatizzati cranici, tra cui uno con il setto nasale distrutto. Abbiamo appreso che le condizioni di salute di uno dei tre non sembrano essere delle migliori

Blitz al Cipe: domiciliari per Di Vetta, liberi i tre migranti

Dopo dieci ore di udienza la Gip Di Maio ha deciso di mettere Paolo Di Vetta agli arresti domiciliari e di rilasciare i tre migranti arrestati ieri. Lunedì conferenza stampa davanti al Cipe, nei prossimi giorni altre mobilitazioni.

Arresti domiciliari per Paolo Di Vetta, ritorno in libertà per Omar, Edwin e Balan, gli altri tre arrestati. In attesa della prima udienza vera e propria a carico dei 4 che si terrà il 14 aprile. Una decisione comunque pesante, quella del Tribunale di Roma, che censura esplicitamente il ruolo di coordinamento delle lotte sociali nella capitale - di cerniera tra il sindacalismo di base, gli occupanti di case, il precariato e i migranti in lotta per i loro diritti - svolto in questi ultimi anni dai Blocchi Precari Metropolitani e da Di Vetta in particolare, accusato addirittura dal giudice di ‘strumentalizzare’ gli immigrati. Una decisione pronunciata dal giudice monocratico alle 21 di questa sera, dopo ben dieci ore di udienza e poi di camera di consiglio.

10 marzo 2012

Caso Uva, La perizia accusa: i carabinieri lo hanno pestato e causato la morte

Giuseppe Uva non è morto per colpa dei medici, dei farmaci o della casualità. Giuseppe Uva è morto dopo le botte in caserma. Dopo quelle tre ore passate con i carabinieri, quando, il verbale recita, era vittima di una “tempesta emotiva” che ricorda tanto il “male attivo” di Giuseppe Pinelli. E’ una perizia a certificare l’innocenza dei sanitari. E a rilevare tracce di violenza sul corpo.

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