10 marzo 2012

“Tutti liberi!”. Manifestazione a Piazzale Clodio per Di Vetta e gli altri processati

Processo per direttissima questa mattina per i 4 attivisti arrestati ieri a Roma dopo il tentativo di occupazione simbolica del Cipe per dire no alla Tav e si a welfare, casa e lavoro. Manifestazione di solidarietà a Piazzale Clodio.
Quattro attivisti arrestati, trentasette denunciati, una occupazione sgomberata - quella di via Boglione - ed un'altra che invece ha resistito, quella di via di Casal Boccone. E’ questo il bilancio della giornata di ieri a Roma dove, in concomitanza con la manifestazione della Fiom, le autorità di “pubblica sicurezza” della Capitale hanno deciso di adottare la mano dura, durissima nei confronti dei movimenti per il diritto all’abitare.

Comunicato del movimento No Tav sui gravi fatti di Roma

Tutta l’Italia e’ la Valle di Susa, la Valle di Susa e’ tutta lItalia: lo testimoniano la determinazione e la composizione stessa delle lotte sociali che nascono e crescono su tutto il territorio nazionale ed oltre; lo dimostra anche la repressione con cui il potere del capitale cerca di fermare queste lotte.

Il Movimento No Tav è antifascista!!

Apprendiamo con disappunto dal sito de LaRepubblica di Milano di un’iniziativa fatta da una decina di militanti di Forza Nuova (organizzazione neofascista) di fronte alla sede del Giornale e rivendicata come azione No Tav.

Stamane quindi, mentre sfilava per le strade della città un corteo di studenti No Tav che in tarda mattinata ha poi occupato i binari della stazione Milano-Rogoredo, un manipolo di nostalgici fascisti ha deciso di farsi un po’ di pubblicità con la bandiera No Tav in mano.

9 marzo 2012

Roma: Paolo Di Vetta e altri 4 compagni arrestati dopo il presidio No Tav al Cipe

Paolo Di Vetta, dirigente dell’Unione Sindacale di Base, è stato di fermo insieme ad altri 4 attivisti dei movimenti sociali dopo essere stato malmenato e poi prelevato dalla Polizia dal pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito di Roma, dove aveva ricevuto una prognosi di tre giorni per i colpi subìti. Di Vetta è attualmente trattenuto insieme agli altri attivisti presso il Commissariato Trevi, in attesa di processo per direttissima che potrebbe svolgersi domani.

Roma: cariche al presidio presso il Cipe in solidarietà con i No Tav

Circa 100 manifestanti dei movimenti per il diritto all’abitare sono statati caricati a Roma dalle forze di polizia e, dopo essere stati identificati, rimangono circondati in via della Mercede. 4 persone sarebbero state fermate; uno dei manifestanti è ferito, un altro ha accusato un malore, ma ancora non ricevono soccorso.
L’iniziativa ha avuto luogo di fronte agli uffici del CIPE, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, che proprio oggi doveva stanziare i 20 milioni per le “compensazioni” per la TAV richieste dal Presidente della Regione Piemonte Cota.

Roma: aggressione fascista davanti al liceo Righi, tre feriti

«È stata un'aggressione fascista». Così il Coordinamento degli Studenti Autorganizzati descrive quello che è successo stamattina davanti al Liceo Righi di Roma. «Gli studenti che si stavano organizzando all'ingresso dell'istituto per raggiungere il corteo della Fiom hanno subito un'aggressione fascista da parte di alcune decine di militanti, fra i 20 e i 30 anni, legati all'organizzazione 'Controtempo'- raccontano gli Autorganizzati-

L'8 marzo al carcere femminile di Rebibbia

Ma questa volta non la solita mimosa, non le solite conferenze commemorative o dibattiti retorici sulla condizione delle donne di ieri e di oggi. Non i semplici auguri da parte di una società ipocrita che finge di riconoscere la dignità dell’essere donna e il suo valore nella società.
Oggi la mia festa delle donne si è consumata in mezzo ad altre donne che vivono la loro vita private della libertà, ristrette dentro a delle mura di un carcere, quello di Rebibbia.

8 marzo 2012

No Tav: una mimosa di lacrimogeni contro repressione e bugie

Rimangono in carcere due attivisti arrestati il 26 gennaio, mentre una scritta No Tav su un muro di Milano scatena la morbosa fantasia dei media, mentre il governo trucca i numeri sui comuni contrari alla Torino Lione. Le donne No Tav regalano al sindaco di Susa un mazzo di 'mimose' particolare.

15 ottobre: Il tribunale di Roma emette un'altra sentenza di condanna

Nuova condanna in tribunale per i fatti del 15 ottobre scorso a Roma.  Due anni e 4 mesi di reclusione è la pena (sospesa) che i giudici della decima sezione hanno inflitto a Ilaria Ciancamerla, 20enne accusata di resistenza aggravata a pubblico ufficiale. La giovane, cui sono stati revocati gli arresti domiciliari, è stata condannata anche al pagamento di 500 euro ciascuna alle parti civili Comune di Roma, Atac e Ama.

Nati in Italia, ma rinchiusi in un cie

Dal 10 febbraio sono “ospiti” del Cie: pur essendo nati e cresciuti a Sassuolo, pur avendo studiato lì e pur tifando neroverde, per lo Stato sono due clandestini di vaghe origini balcaniche. Sono meno di due apolidi: non hanno una patria, non sono registrati su nessun passaporto e quindi le autorità italiane, anche se volessero espellerli, non avrebbero un Paese estero al quale consegnarli. È come se non esistessero.
E il loro assurdo status giuridico che li priva di qualsiasi elementare diritto civile .- che non si nega neppure all’ultimo dei reietti - è dovuto al mancato riconoscimento del cosiddetto “ius soli”. Una discriminazione per gli immigrati di seconda generazione contro la quale è in corso una campagna nazionale che solo a Modena ha totalizzato più di seimila firme.

Roma: aggressione fascista contro studenti che volantinano per lo sciopero Fiom

Nel pomeriggio di ieri due studenti del nostro collettivo sono stato aggrediti mentre distribuivano volantini per il corteo della Fiom di venerdì 9 marzo. L’aggressione è avvenuta in Via Cesare Lombroso, all’uscita di diverse scuole superiori (Cartesio, Luxembourg, Tacito) ad opera di alcuni individui di chiara matrice fascista muniti di caschi e chiavi inglesi. Mentre i nostri compagni si trovavano all’ingresso delle scuole questi individui si sono avvicinati dicendo di “andarsene da Roma nord” e poi è partita l’aggressione.

7 marzo 2012

Roma: il 14 marzo processo per i fatti del 15 ottobre. Presidio di solidarietà

Il 14 marzo si terrà il processo contro Valerio, uno dei/delle compagn* arrestat* il 15 ottobre con l'accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
Sappiamo bene qual'è l'effettiva natura di questo processo, perchè i precedenti contro gli/le altr* manifestant* di quel giorno ce l'hanno confermato: persa completamente la dimensione giuridica, sono gli strumenti palesemente politici con i quali si vuole perseguitare, spaventare e condannare il dissenso.

Bologna: manifestazione per ricordare Francesco Lorusso

“…LA FORZA DEI SOGNI” - 11 marzo 1977 – 11 marzo 2012 - Ricordare Resistere


Carissime compagne e compagni, tra pochissimi giorni è il 35 anniversario dell’assassinio del compagno Francesco Lorusso , lo scorso anno, in tanti siamo riusciti a sfidare e a far cadere una ordinanza, che impediva di percorrere le vie centrali di Bologna.
Di fronte alla nostra determinazione e alla nostra rabbia, per un compagno vigliaccamente ammazzato, come dice la bellissima canzone che in molti abbiamo ascoltato al VAG, a lui dedicata, in quella circostanza ha vinto “… la forza dei sogni”.

Per il pestaggio a Stefano Gugliotta rinviati a giudizio 9 poliziotti

Il gup Valerio Savio, accogliendo le richieste del pm Francesco Polino, ha, infatti, disposto il rinvio a giudizio dei poliziotti. Secondo l'accusa, gli imputati, "agendo con abuso di potere e violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione", hanno causato a Stefano Gugliotta "lesioni volontarie gravi alla mandibola" e "lesioni gravissime al viso per uno sfregio permanente". Il processo prenderà il via il prossimo 5 giugno davanti ai giudici della decima sezione penale.

No Tav: Sosteniamo Luca !!

Da più di 12 anni in una frazione del comune di Exilles, Luca Abbà, 37 anni, contadino e No TAV, unisce le sue convinzioni con l’attività che lo sostenta: la difesa e la cura della terra, inseparabili, lo portano sia in prima fila contro il devastante treno ad alta velocità, sia a coltivare i terreni che gli ha lasciato suo nonno.

Un agricoltura molto particolare: non si capisce se entra più gasolio nel trattorino o esce più sudore dalla fronte, primavera ed estate di fatica, tanti giorni dal mattino presto fino alla sera, che gli amici ancora non hanno capito dove prenda tanta forza! Poi arriva l’autunno, insieme alle castagne, che cadono dai castagni che ha ereditato, iniziano i mercati; fortunato è chi può beneficiare dei frutti del lavoro di Luca, una clientela davvero affezionata: alle patate che solo la dura terra della montagna rende così buone, alle zucche che raccolgono consensi entusiasti, alle caldarroste.

6 marzo 2012

No Tav: Denunciati anche i giornalisti di "Servizio Pubblico"

I giornalisti di "Servizio Pubblico" che si stanno occupando della protesta No Tav e che curano le inchieste di sul progetto della Torino-Lione sono stati denunciati. (Video la valle è mia)

Il quotidiano La Repubblica, ormai organo ufficiale della repressione,  scrive, che tutti i Notav che lunedì scorso (giorno della brutta caduta di Luca Abbà dal traliccio dell'alta tensione) erano arrivati fino Baita Clarea sono stati accusati di violazione di sigilli e tra questi c'erano anche alcuni giornalisti di "Servizio Pubblico" intenti a girare riprese per la trasmissione.

No Tav: Turi Vaccaro fermato e notificato foglio di via

Turi Vaccaro è stato fermato dalla Digos mentre si trovava al Centro Studi Sereno Regis di Torino, in via Garibaldi, dove ieri sera si è tenuta la riunione organizzativa per uno sciopero della fame collettivo contro il TAV.

Numerosi agenti e dirigenti della Digos lo hanno portato via dal Centro Studi in direzione questura di Torino per notificargli il foglio di via da Chiomonte. Probabilmnete anche perchè il centro studi si trova molto vicino alla zona dove si tiene la visita del presidente Napolitano (paura eh!)

No Tav: 20 denunce contro attivisti

Dopo gli arresti del 26 gennaio in tutta Italia, dopo l'arresto di un giovane manifestante mercoledì sera a Chianocco, dopo le 39 denunce a Brescia e Rovato contro i manifestanti che avevano bloccato la locale stazione, ora altri venti attivisti No Tav sono stati denunciati dai Carabinieri in stato di libertà alla Procura di Torino per le proteste attuate lunedì scorso in Val di Susa poche ore dopo l'occupazione da parte delle forze di occupazione dei terreni in Val Clarea e lo sgombero della baita, formalmente per ampliare un cantiere di Chiomonte (Torino) della Tav che non ha mai iniziato i lavori. I reati ipotizzati nei confronti dei 20 attivisti denunciati sono violazione di sigilli (quelli posti dalla magistratura alla baita Clarea, luogo simbolo della protesta No tav) e violazione dell'ordinanza del Cipe che istituisce l'area di interesse strategico nazionale al cantiere di Chiomonte. Di fatto due 'reati' inventati a tavolino dagli ultimi governi per poter criminalizzare e punire gli attivisti No Tav impegnati nella resistenza contro la devastante grande opera.

fonte: Contropiano

Caso Uva: "C'era molto sangue sui jeans di Beppe "

Il sangue trovato sul cavallo dei pantaloni che indossava Giuseppe Uva appartiene a lui stesso e ha un’origine anale. Tuttavia, non si registrano tracce di liquido seminale sugli indumenti, né della vittima, e nemmeno di eventuali persone terze. Lo ha dichiarato, oggi, in aula, il perito Adriano Tagliabracci, incaricato dal tribunale di Varese di chiarire che origine avessero le macchie rinvenute sugli indumenti che indossava il 43enne, la notte in cui fu portato nella caserma dei carabinieri, e il mattino successivo, quando fu ricoverato dopo un tso all’ospedale di Varese, dove morì in giornata.

Processo Bianzino: una pietra tombale sulla verità e la giustizia

“Temo che possa essere una pietra tombale su una sete di verità che giustamente hanno i famigliari di Bianzino e che potrebbe rimanere inevasa”.

Lo dice Fabio Anselmo, uno degli avvocati della famiglia Bianzino all’indomani della sentenza con cui il poliziotto penitenziario Gianluca Cantoro è stato condannato a un anno e mezzo di reclusione per omissione di soccorso: non soccorse Aldo Bianzino nella cella del carcere perugino di Capanne il 14 ottobre del 2007, e il falegname finì per morire per una emorragia cerebrale.

5 marzo 2012

Milano: Militanti di forza nuova massacrano di botte uno studente

Uno studente del liceo Brecht è stato picchiato per un tatuaggio: la stella di David tatuata su un braccio. Lui è un giovane studente che non aveva gradito i volantini con gli slogan contro l'immigrazione e loro, nove militanti di Forza Nuova, non erano certo intenzionati a interrompere la loro campagna propagandistica fuori dai licei milanesi.

No Tav: Un ex operaio della ThyssenKrupp risponde alla lettera del poliziotto

Mirko Pusceddu  ex operaio dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino risponde a Maurizio Cudicio, Sindacalista di Polizia e fondatore del Movimento Poliziotti sui fatti della Val di Susa, che dalle pagine di facebook ha scritto " Lettera di un poliziotto ai manifestanti No Tav"

Maurizio,
chi scrive è un ex operaio della ThyssenKrupp di Torino, dove nel 2007 sono morti 7 ragazzi, ARSI VIVI in nome del profitto. Apprezzo il tuo tentativo di aprire una sorta di dialogo con il Mov. NO TAV ma credo che la verità di cui parli è molto diversa dalla quella che va delineandosi nella pratica. Capisco che non fa piacere lasciare casa e famiglia per andare a presidiare un posto che nemmeno conosci e per giunta per “4 soldi”, come affermi (e non stento a crederlo): per queste motivazioni, visto che vi definite difensori dell’ordine e della Costituzione, dovreste prendere posizione CONTRO la Tav, perché è espressione degli interessi di uno Stato retto dagli emissari delle banche (Monti in Italia, Papademos in Grecia, ecc. che questa crisi l'hanno creata!) che lede TUTTI, ANCHE VOI (e le Vostre famiglie).

No Tav: Alberto Perino denuncia: “Minacciato dalla ‘ndrangheta”

Mentre infiamma la protesta in Valle di Susa, Alberto Perino, leader dei No Tav è stato raggiunto da una lettera di minacce «che sa di intimidazione mafiosa», un'ombra lunga che più volte si è allungata sul progetto Tav e che rappresenta un problema reale, come lo sono le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle grandi opere e nei grandi eventi. La lettera anonima avverte inoltre che la protesta della Val Susa sta «scassando la minchia», insieme a tutti gli altri «sucaminchia dei No-Tav».

4 marzo 2012

No Tav: 39 denunce per il blocco della stazione a Brescia

Non è passata indenne la manifestazione No Tav svoltasi giovedì sera in piazza Loggia a Brescia. Perché, sebbene il presidio nella piazza centrale si sia svolto in maniera tranquilla e senza incidenti, non è andata così nei pressi della stazione ferroviaria cittadina. Qui, intorno alle 20, alcuni manifestanti hanno occupato per diversi minuti i binari 1, 2 e 3. Altri, invece, hanno invaso il casello dell’autostrada A4 di Rovato.

2 marzo 2012

No Tav: Il sindacato di Polizia Coisp querela Perino e Ferrero

Il sindacato di Polizia Coisp, con il suo segretario generale Franco Maccari, ha sporto querela presso la Procura della Repubblica di Torino per il reato di diffamazione contro il segretario del Partito di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero e contro il leader No-Tav Alberto Perino, ''per le dichiarazioni rilasciate in seguito all'incidente accaduto in Val di Susa al manifestante Luca Abba', caduto da un traliccio dell'alta tensione sul quale si era arrampicato''. Il Coisp giudica infatti il contenuto delle dichiarazioni di Ferrero e Perino, ''oltre che falso e privo di fondamento -si legge in una nota- gravemente offensivo e lesivo dell'onore della Polizia di Stato e dei suoi operatori''.

Napoli: Caricato il presidio sotto la Regione

Cariche della polizia questa mattina a Napoli. Mentre si celebrato il “funerale dei diritti sociali in Campania” e lavoratori, disoccupati, utenti erano tornati in piazza sotto la Regione. L'avevano promesso e lo hanno fatto, ma la Regione e la Questura non sembrano aver gradito.

Le pecorelle del pensiero unico

Un mostro si aggira in Val di Susa. È un operaio di 28 anni ed ha il vizio di partecipare alle lotte in difesa del territorio. Non va in giro con il viso coperto e fa richieste provocatorie alle forze dell'ordine. Già saturi della demonizzazione di Capitan Schettino, gli italiani hanno un nuovo personaggio su cui sfogare la propria indignazione. È bastato dare della "pecorella" a un poliziotto e Marco Bruno, 28 anni di Giaverno, è diventato protagonista di un caso nazionale montato ad arte da tv e giornali. Si vuole mostrare un paese diviso a metá. Da una parte il fannullone disobbediente di professione, dall'altro l'eroe semplice. Proprio come nella vicenda del Costa Concordia, l'uomo di legge ha conquistato la prima pagina e gli onori dei massimi vertici istituzionali per il semplice fatto di essere rimasto fermo.

No Tav: La valle non è sola, manifestazioni e blocchi in tutta Italia

Dopo le cariche e gli scontri, durante lo sgombero del presidio No Tav allo svincolo di Chianocco sull'autostrada A32 Torino-Bardonecchia,  tutta Italia si è mobilitata a sostegno e in solidarietò con le popolazione della valle e il movimento No Tav, raccogliendo l'invitito  "Blocchiamo tutto!".
Da Milano a Catania, passando per Lecce, Bari, Ancona, Napoli,Genova,  Roma, Campobasso, Ferrara, Firenze Brescia, Bergamo, Savona, fino a Trento e Trieste e tante altre.

1 marzo 2012

Italia, un paese alla rovescia

L'Italia è decisamente un paese alla rovescia. In Val di Susa i fatti vengono trasformati nel loro contrario.

Un manifestante disarmato, a volto scoperto, declina il proprio nome e cognome ed affronta a parole un uomo armato di casco, scudo, manganello, pistola, travisato dall'equipaggiamento. Il primo parla, magari sfotte dandogli della “pecorella”, ma chiede all'altro se valga la pena di fare quello che è chiamato a fare. Il secondo tace. Lo fa per ottemperare agli ordini ma forse – e nessuno se l'è chiesto – è combattuto tra il replicare o l'interrogarsi se quanto gli dice l'altro abbia un fondo di verità.

Teramo: il racconto dei ragazzi accoltellati dai fascisti

La notte tra sabato e domenica scorsa mentre ci apprestavamo a tornare alla nostra macchina parcheggiata in Piazza Dante, siamo passati dinanzi al Bar Boromei.
Una volta che ci siamo trovati li di fronte, alcuni soggetti che conosciamo con il nome di naziskin ci hanno “richiamati” per il modo con il quale li guardavamo. Tutto avevamo in mente tranne quello di giudicarli o altro.

Valsusa: devastazione e saccheggio

Le pecorelle sono diventate lupi. Ore di cariche, lacrimogeni e idranti contro i No Tav, e poi una caccia all'uomo nei vicoli e nei bar. Vetrine spaccate e auto devastate. Corriere e Repubblica preparano e sostengono l'escalation. Una valle occupata, devastata e saccheggiata.

“È trascorsa senza incidenti la notte in Valsusa” dicono stamattina le agenzie di stampa. Ma ieri sulla Torino-Bardonecchia per ore è stata battaglia. L’ordine alle forze di occupazione era di rimuovere le barricate a Chianocco a ogni costo. Un assalto ripetuto da parte di centinaia di Poliziotti e Carabinieri bardati di tutto punto che però ha faticato parecchio a vincere la resistenza di alcune centinaia di No Tav rimasti fino a tarda sera a prendersi le botte, i calci, le manganellate e a respirare i gas lacrimogeni (il cui uso la Questura di Torino continua contro ogni evidenza a negare).

Processo Bianzino: Una condanna, senza giustizia...

«Rispettiamo la sentenza ma mastichiamo amaro. Non volevamo contentini: sappiamo che nostro padre poteva essere salvato. Sappiamo anche che i consulenti del Pm si sono brutalmente smentiti sulle cause di morte di nostro padre. Il tribunale non ha potuto disporre la perizia perché il pm ha ostinatamente negato la modifica del capo di imputazione. Ha vinto lui, ma secondo noi non dovrebbe esserne fiero. Ci dispiace per nostro papà».

No Tav: In solidarietà con la valle oggi blocchi in tutta Italia

Un’intera giornata di lotta ha caratterizzato questo giorno bisesto. Dopo l’incontro in Prefettura dove i sindaci della Valle hanno chiesto lo stop al cantiere e la riapertura dei tavoli di dialogo, ecco che è il braccio militare di questa vicenda a prendere in mano la situazione. In gran numero, le forze dell’ordine si presentano in autoistrada allo svincolo di Chianocco decise a sgomberare il presidio.

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