Rinvio a giudizio per tre medici della struttura sanitaria del carcere di Regina Coeli accusati di omicidio colposo in seguito alla morte, per anoressia, del detenuto Simone La Penna avvenuta il 26 novembre del 2009. Il giudice dell'udienza preliminare Nicola Di Grazia ha concluso oggi l'inchiesta e accogliendo le richieste del pubblico ministero Eugenio Albamonte ha rinviato a giudizio il dirigente sanitario del carcere Andrea Franceschini ed i medici Giuseppe Tizzano e Andrea Silvano che ebbero in cura La Penna. Il processo contro i tre medici che si svolgerà l'11 luglio prossimo davanti al giudice monocratico Raffaele Gargiulo, vedrà in aula come parti civili i famigliari di La Penna che si sono costituiti nel giudizio con l'assistenza degli avvocati Roberto Randazzo e Sergio Maglio.
18 febbraio 2012
Per la morte di Simone La Penna rinviati a giudizio tre medici
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L’Italia tortura
Quando nell’aprile 2005 le Nazioni unite decisero di istituire uno speciale Rapporteur con il compito di proteggere i diritti umani nella lotta contro il terrorismo internazionale, gli stati europei salutarono positivamente un elemento ulteriore di analisi che si affiancava agli strumenti di controllo già da tempo in vigore, in particolare attraverso l’azione del Comitato per la prevenzione della tortura. Si riaffermò così il principio che nessuna situazione d’eccezione può far derogare dal divieto assoluto di ricorrere alla tortura: inaccettabile sul piano della comune percezione di civiltà giuridica, inammissibile nella simmetria che stabiliscono tra azione dello stato di diritto e pratiche delle organizzazioni criminali, foriera di gravi distorsioni dell’azione di giustizia, tale è la forza verso l’adesione a qualsiasi ipotesi dell’accusa che la sofferenza determina.
17 febbraio 2012
Detenuto di 58 anni si impicca nel carcere di Milano Opera
E' 700esimo suicidio nelle carceri italiane in 12 anni. Nello stesso periodo sono stati oltre 2.000 i "morti di carcere", tra detenuti e operatori penitenziari.
Da inizio anno sono 8 i detenuti che si sono tolti la vita e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 ad oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totale dei "morti di carcere". Cifra che supera le 2mila unità, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per "incidenti sul lavoro". Da ricordare anche il suicidio del Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria, Paolo Quattrone, e della direttrice del carcere di Sulmona, Armida Miserere.
Internato trovato morto all’OPG di Reggio Emilia
”Un internato ristretto nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia è stato trovato morto nel suo letto, questa mattina, dagli agenti della polizia penitenziaria che erano entrati per il controllo numerico delle presenza che viene fatto in tutte le strutture penitenziarie”. E’ quanto riferisce Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria.
Processo Cucchi: Per l'infermiere imputato, Stefano sembrava che dormiva invece era morto
Verso le 6 di mattina del 22 ottobre 2009 “andai nella cella di Cucchi, lo trovai disteso su un fianco con la mano sotto la testa. Sembrava dormire; lo chiamai più volte per fargli il prelievo, ma non rispose”. Stefano Cucchi era morto in quella cella del reparto detenuti dell’ospedale Pertini di Roma dove si trovava da qualche giorno. A raccontare quei momenti è stato l’infermiere Giuseppe Flauto, uno di dodici imputati (sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari) del processo per la morte del giovane romano, fermato il 15 ottobre 2009 per droga e trovato senza vita una settimana dopo in ospedale.
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16 febbraio 2012
L’uso della tortura negli anni di piombo
Dopo il Corriere della sera anche sulle pagine di Repubblica, il quotidiano di tutte le emergenze e fermezze nazionali, del più feroce rigor mortis, sostenitore imperterrito di polizia e magistratura, grazie ad Adriano Sofri si parla delle torture impiegate per contrastare la lotta armata degli anni 70 e inizio 80, ma non solo. Il muro del silenzio comincia lentamente a mostrare le sue crepe. (da insorgenze)
Napoli, aria di regime... la questura vieta e la polizia sgombera
In tarda serata la polizia ha sgomberato con forza il presidio rimasto sotto la Regione Campania. Oggi però di nuovo in piazza. Sabato manifestazione. L'assedio prosegue
Ieri sera, intorno alle ore 21, mentre era in corso la parte terminale dello spettacolo musicale nello spazio del Presidio a ridosso la sede della Regione Campania, approfittando che il numero dei compagni e degli attivisti presenti era diminuito, la polizia ha liberato, con una carica, l'occupazione della sede stradale di Via S. Lucia. Intanto continua il fermo del compagno del compagno della zona vesuviana preso dalla polizia durante il parapiglia avvenuto nel pomeriggio. I compagni rimasti al Presidio CONFERMANO l'appuntamento per oggi 16 febbraio, alle ore 9.30, di nuovo sotto la sede della Regione ed annunciano una MANIFESTAZIONE, per SABATO 18, alle ore 9.3o con concentramento nello spazio antistante la Metropolitana di Montesanto (Piazzetta Olivella). Invitiamo tutti ad assicurare una presenza fin dall'inizio del Presidio di oggi
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Pisa: La Polizia sgombera e carica violentente Occupy Pisa
Un giornata complessa e tesa quella che si è svolta ieri a Pisa. Iniziata poco prima delle 7 con lo sgombero dell'edificio di via la Pergola, dove i giovani del movimento Occupy Pisa avevano dato vita a un'occupazione lo scorso 17 novembre, al termine di un corteo contro la crisi. Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa, si sono presentati al cancello, hanno spaccato il lucchetto, sono entrati e hanno notificato la denuncia ai tre giovani che si trovavano in quel momento dentro: due ragazze, rispettivamente di 21 e 23 anni, e un ragazzo di 19 anni.
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Per l'on. Daniela Santanchè: "Gli uomini delle forze dell'ordine anche se sbagliano non sono mai assassini"
L'ex sottosegretaria on. Daniela Santanché sulle pagine di facebook scrive: "Gli uomini delle forze dell'ordine anche se sbagliano non sono mai assassini". Un commento che appare a poche ore dalla morte del giovane cileno Marcelo Valentino Gomez Cortes, ucciso da un vigile urbano e dalla decisione della Corte di Cassazione di condannare a nove anni di reclusione Luigi Spaccarotella, l'agente delle forze dell'ordine incolpato per l'omicidio di Gabriele Sandri.
15 febbraio 2012
Riaperte le inchieste per l'omicidio di Peppino Impastato e la strage di Alcamo
"Il depistaggio sull'uccisione di Peppino Impastato e quello sulla strage alla casermetta di Alcamo dove furono uccisi due carabinieri ed arrestati quattro innocenti (tra questi Giuseppe Gulotta che dopo 21 anni di carcere ieri è stato assolto ndr) sono oggetto di valutazione della Procura di Palermo e di quella di Trapani".
Lo dice senza se e senza ma il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia che insieme ai colleghi della Procura di Trapani, ha riaperto le due inchieste, quella sull'uccisione dei due carabinieri, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, avvenuta il 27 gennaio del 1976 e quella sul militante di Democrazia Proletaria, Peppino Impastato ucciso il 9 maggio 1978.
Febbraio, mese di processi contro il movimento
Il giorno 9 febbraio si è tenuto il processo contro Robert, giovane compagno di Varese arrestato il 15 ottobre, per il quale l'allora ministro Maroni chiese l'espulsione immediata. Robert è stato condanato a due anni, da scontare ai domiciliari,... per resistenza pluriaggravata e lesioni a tre agenti di polizia. E' stato condannato a pagare le spese processuali e il risarcimento danni contro Atac, Ama e Roma Capitale, che si sono costituiti parte civile. Una sentenza scandalosa, una sentenza tutta politica che mira a spaventare Robert, la sua famiglia, i suoi amici e amiche. Che vuole essere un deterrente per chiunque voglia continuare a ribellarsi.
Milano: Ha sparato per uccidere il vigile urbano che ha ammazzato Marcelo Gomez
Si chiama Alessandro Amigoni il vigile che ha sparato e ucciso Marcelo Valentino Gomez Cortes. Dopo le prime ricostruzioni, e le soliti menzogne dei media al servizio delle veline della questura si è accertato che Mercelo era disarmato e non c’era nessuna pistola in quella corsa che di certo nessuno pensava mortale.
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Il Tar di Roma revoca l'ordinanza anti-cortei di Alemanno
“Nuova batosta per Alemanno dopo il no ai Giochi 2020: il Tar del Lazio ha annullato le ordinanze con le quali il sindaco di Roma ha vietato lo svolgimento di cortei nel centro storico della capitale, compresa quella che ne limitava lo svolgimento al sabato. Accolti i ricorsi proposti da Cgil Roma-Lazio e da esponenti della Fds e Rifondazione Comunista. ANNULLAMENTO - La I sezione del Tar, presieduta da Giorgio Giovannini, ha annullato l'ordinanza con la quale il sindaco Alemanno il 17 ottobre 2011, per trenta giorni, dispose che il «territorio ricadente nel I Municipio della capitale fosse da considerare compatibile solo con lo svolgimento di manifestazioni pubbliche senza formazione di corteo in alcune aree specifiche».
Appello al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’Interno sulla condizione delle madri in carcere e dei loro figli
Le donne e gli uomini che il 14 gennaio 2012 hanno partecipato presso il Museo storico della Liberazione di via Tasso a Roma all’incontro su questo tema si rivolgono a lei perché consideri con particolare attenzione e sensibilità quanto segue.
Le donne rinchiuse in carcere attualmente in Italia sono circa 2600, il 4% dei detenuti. Di queste poco più di 60 sono internate insieme ai loro figli che ad oggi risultano essere 70 , di età inferiore ai 3 anni . Le detenute in stato di gravidanza oscillano intorno alle 20-30 unità. In Italia sei sono le carceri interamente femminili e sedici gli asili nido funzionanti.
Carceri: torturatori in cella…
Cosa sarà accaduto nel frattempo, ci chiedevamo qualche giorno fa su queste stesse colonne? I due poli della distanza temporale erano quello in cui un giudice di Asti fissava udienze una dopo l’altra con l’evidente scopo di evitare una prescrizione e quello in cui lo stesso giudice mandava assolti tutti gli imputati. Il processo vedeva sotto accusa cinque agenti di polizia penitenziaria per violenze nei confronti di due detenuti avvenute nel carcere astigiano.
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Campobasso: sei indagati per morte detenuto dopo ricovero in ospedale
Sei persone sono state iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del detenuto del carcere di Campobasso deceduto la settimana scorsa dopo essere stato ricoverato in ospedale: per la procura si tratta di un atto dovuto, mentre si attende di conoscere l’esito dell’autopsia disposta subito dopo la morte.
14 febbraio 2012
Processo Sandri: per l'agente di Polizia condanna definitiva
La Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi per l'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, dichiarato colpevole dell' omicidio volontario del tifoso della Lazio Gabriele Sandri, avvenuto l'11 novembre 2007 sull'A1 nei pressi di Arezzo. Spaccarotella potrebbe finire in carcere già nelle prossime ore per scontare la pena.
Aria di regime, a Napoli divieto assoluto di manifestare sotto la sede della Regione
Dopo giorni di cortine fumogene, alimentate ad arte dalla Questura che lasciavano alludere ad una intenzione della Regione Campania di ricevere una delegazione dei movimenti sociali e sindacali che, da settimane, stanno manifestando affinché si apra una interlocuzione sociale con i Palazzi istituzionali, è stato notificato ad alcuni attivisti del Coordinamento Regionale dell’Opposizione Sociale il divieto assoluto di manifestare (anche nella riduttiva forma del Presidio) sotto la sede della Regione.
No Tav: Scarcerati sei attivisti
Si è tenuta a Torino l'udienza del tribunale del riesame per molti degli attivisti no tav arrestati nella maxiretata del 26 gennaio scorso ordinata contro il movimento dal giudice Caselli. In queste settimane proteste e mobilitazioni di solidarietà del movimento no tav si sono tenute in tutta Italia, e anche alcuni degli attivisti arrestati hanno protestato nel carcere di Torino contro le intollerabili condizioni di carcerazione. Per tutta risposta sono stati puniti, separati e dispersi in varie carceri del Piemonte. Al termine dell'udienza di ieri - fuori dal tribunale c'era un ennesimo presidio di solidarietà all'insegna dello slogan "siamo partiti insieme e continuiamo insieme" - i giudici hanno deciso di scarcerare buona parte dei detenuti e di metterli agli arresti domiciliari come era già successo con altri nei giorni scorsi. Sei i militanti scarcerati: Giuseppe, Gariela, Jacopo, Samuele, Tobia (Torino), Lorenzo (Milano). Per altri cinque confermata la detenzione in carcere.
Condannato all'ergastolo, assolto dopo 21 anni. Fu torturato per confessare fatti da lui non commessi.
Assolto. Per sentirsi restituire l'innocenza soffocata dalle torture Giuseppe Gulotta ha aspettato 36 anni. Ne aveva 18 quando fu arrestato e accusato di avere partecipato alla strage di due carabinieri nella caserma di Alcamo Marina (Trapani). Fu l'inizio di un incubo che finalmente si scioglie, nell'aula della Corte d'assise di appello di Reggio Calabria, quando al termine del processo di revisione viene letta la sentenza. Anche se l'esito è annunciato da una richiesta di assoluzione da parte dell'accusa, Gulotta non trattiene le lacrime. Abbraccia la moglie Michela, il figlio William di 24 anni e si accascia su una sedia. "Ora posso dire - riesce a sussurrare - che giustizia è stata fatta. La mia vita era stata bruciata. Ora è come portare indietro l'orologio di 36 anni. Chi potrà mai restituirmi quello che mi é stato tolto?". Da uomo libero, che ha passato in carcere 21 anni, cerca di riannodare almeno gli affetti familiari. La prima persona a cui telefona, per annunciare l'esito del processo, è la sorella Maria che vive ad Alcamo mentre lui da tempo ormai si è stabilito a Certaldo, in provincia di Firenze.
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13 febbraio 2012
Milano: Vigile urbano spara e uccide un giovane
Si chiamava Valentino Gomez. Di lui per ora sappiamo solo che era cileno, aveva 29 anni, viveva a Milano ed era pregiudicato. Sappiamo le ricostruzioni fatte da chi lo ha ammazzato dopo un lungo inseguimento, come nei migliori film d’azione. Sappiamo,( ma siamo certi sia la verità?) che stava partecipando ad una rissa, che era scappato prima in automobile e poi a piedi, con un suo connazionale, inseguito da due vigili urbani.
Nelle carceri-killer d’Italia 1 morto ogni 2 giorni e mancano anche i termosifoni
Sono già 18 i morti dall’inizio dell’anno nelle prigioni del nostro paese. Sono stati 186 nel 2011, 184 nel 2010. Sono diciotto, adesso, le croci piantate nei penitenziari italiani nei primi quaranta giorni del 2012. Significa che abbiamo un sistema carcerario che chiude una tomba ogni due giorni: quindici morti al mese.
E troppo spesso mantiene al di sotto della soglia di dignità umana le condizioni di vita degli altri. La spiegazione è logora: non ci sono soldi. Ma è vero anche che i pochi che ci sono, chissà dove finiscono.
11 febbraio 2012
Roma: Attentato incendiario alla sede di Sel a Villa Gordiani
La sede di Sinistra Ecologia Libertà Villa Gordiani è stata distrutta questa notte da un incendio di origine dolosa, è stata devastata ma rimangono in piedi però le battaglie che abbiamo condotto, le iniziative portate avanti, dentro e fuori il circolo, la passione con cui abbiamo cercato di proporre le nostre istanze per il nostro municipio e per la città. Con questa stessa passione vogliamo ribadire che non ci lasceremo intimidire, e che non sarà l’inciviltà di qualche represso a fermarci.
Carceri: Tre detenuti morti in poche ore
Un vero e proprio bollettino di guerra quello che ci arriva dalle carceri italiane. Diverse le morti registrate nelle ultime ore nei penitenziari di Regina Coeli a Roma, al Dozza di Bologna e a Campobasso, denunciate da garanti dei detenuti e sindacati.
Bergamo: Cariche della polizia al presidio antifascista
La mobilitazione antifascista a Bergamo finisce in scontri con la polizia. La giornata sulle foibe come prestesto dei fascisti per sfilare nelle piazze. A Milano incursione fascista contro una mostra sulle foibe dissonante dalla versione di regime.
Pestaggi al carcere di Bolzano
Guai per gli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Bolzano, che sono stati segnalati nell'ambito di un'inchiesta sui presunti pestaggi avvenuti dopo una rivolta di fine gennaio. Tra gli agenti 'schedatì ci sarebbe anche Carolina Kostner. La pattinatrice gardenese e la Procura però negano. Carolina fa parte del gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre e da anni non opera nel carcere.
10 febbraio 2012
Nicola Ciocia, il "prof. De Tormentis": «Sono io l’uomo delle torture ai brigatisti»
Per chi lavorava in polizia non c’era niente da scherzare negli anni a cavallo tra la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta, quando le Brigate Rosse sparavano e lo Stato combatteva contro i gruppi della lotta armata la sua battaglia più difficile. E non scherzava certo l’allora vicequestore Umberto Improta — che del nucleo speciale di investigatori formato dal Viminale per indagare sulle Br fu il capo operativo — quando affibbiò a un suo collega specializzato nel condurre gli interrogatori, il soprannome di professor De Tormentis. Sapeva quello che diceva, Improta, e stando alle denunce (tutte archiviate) presentate in quegli anni da alcuni brigatisti interrogati dal professore, il soprannome sintetizzava bene i suoi metodi di lavoro.
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Asti: Detenuti vittime di tortura… ma in Italia il reato di “tortura” non c’è
“I fatti potrebbero essere agevolmente qualificati come tortura”: non ci sono giri di parole nelle motivazioni depositate ieri dal giudice Riccardo Crucioli per spiegare la sentenza pronunciata il 30 gennaio scorso al termine del processo contro cinque agenti penitenziari per le violenze commesse contro detenuti nel carcere di Asti (la “Abu Ghraib italiana”, secondo un’espressione emersa nel corso del dibattimento).
9 febbraio 2012
No Tav: Luca e Giorgio restano in carcere, Federico e Zeno ai domiciliari
Questa mattina, lo riferisce l'avvocato Lamacchia, il tribunale del riesame si è pronunciato sulle richieste di scarcerazione dei quattro No Tav per i quali c'è stata l'udienza il 6 febbraio. Luca Cientanni e Giorgio Rossetto restano in carcere, a Federico Guido e Zeno Rocca sono stati concessi i domiciliari.
"Chi l'ha visto?" parla della tortura e del "Prof. De Tormentis"
"Professor De Tormentis", era chiamato così Nicola Ciocia il funzionario dell’Ucigos (l’attuale Polizia di prevenzione) che a capo di una speciale squadretta addetta alle sevizie, in particolare alla tecnica del waterboarding (soffocamento con acqua e sale), tra la fine degli anni ‘70 e i primissimi anni ’80 si muoveva tra questure e caserme d’Italia per estorcere informazioni ai militanti, o supposti tali, delle Brigate rosse.
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8 febbraio 2012
Carceri, Strasburgo condanna l'Italia per trattamento "inumano"
L'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani per aver sottoposto un detenuto a trattamento "inumano e degradante". Il caso riguarda la reclusione nel carcere di Parma di Nicola Cara-Damiani, detenuto nonostante non potesse ricevere cure adeguate al suo caso nè, data la paralisi delle gambe, muoversi agevolmente in sedia a rotelle a causa della presenza di barriere architettoniche.
Processo Uva: La psichiatra afferma che Beppe aveva lividi in faccia e che voleva denunciare i carabinieri
La psichiatra Enrica Finazzi parlò per un'ora con il paziente, prima che morisse. E' indagata per omicidio colposo, ma ha depositato una memoria difensiva in vista dell'udienza preliminare. Afferma che Beppe aveva lividi in faccia e che voleva denunciare i carabinieri
Aggressione fascista a Foggia, gli squadristi escono allo scoperto!!
Nella notte del 5\02\12, a Piazza Puglia, tre membri del Collettivo Politico Studentesco sono stati aggrediti da sei fascisti, appartenenti a CasaPound, Forza Nuova e Apulia Skinheads.
Tutto ciò è accaduto verso la mezzanotte, quando la piazza era ormai deserta. Tipico atteggiamento fascista teso a nascondere le proprie azioni cercando di rimanere nell’ombra e colpendo da squadristi, solo quando le piazze sono vuote e i compagni soli.
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