Circa dodicimila persone hanno sfilato oggi a Verona per ricordare Nicola Tommasoli, il giovane ucciso nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio da cinque simpatizzanti dei gruppi neofascisti. Per Nicola la manifestazione si è fermata davanti alla chiesa di San Fermo, per un minuto di silenzio e un lungo applauso, per portare fiori e ricordi sul luogo della sua morte, lì a pochi metri, a Porta Leoni. ( continua )19 maggio 2008
10.000 in corteo a Verona per ricordare Nicola
Circa dodicimila persone hanno sfilato oggi a Verona per ricordare Nicola Tommasoli, il giovane ucciso nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio da cinque simpatizzanti dei gruppi neofascisti. Per Nicola la manifestazione si è fermata davanti alla chiesa di San Fermo, per un minuto di silenzio e un lungo applauso, per portare fiori e ricordi sul luogo della sua morte, lì a pochi metri, a Porta Leoni. ( continua )15 maggio 2008
Forza Nuova ci denuncia!
E' stata notifica questa mattina a Italo Di Sabato responsabile dell'Osservatorio sulla Repressione del Prc/Se, una denuncia da parte di Forza Nuova. Secondo l'organizzazione di Roberto Fiore, l'osservatorio avrebbe diffamato il partito di estrema destra accusandola che propri militanti sarebbero tra i responsabili dell'aggressione avvenuta a Villa Ada a Roma dopo il concerto della Banda Bassotti.Aggressioni ed espulsioni: l'emergenza anti-rom
9 regioni e 15 province. 383 persone arrestate. 115 italiani. 268 immigrati. 118 espulsioni. 53 persone accompagnate alla frontiera, 65 chiuse nei Cpt. 50 marocchini, 32 romeni, 25 tunisini, 18 nigeriani, 16 egiziani, 16 serbi, 14 albanesi e 97 persone di altre nazionalità. Maxi blitz condotto in collaborazione con la polizia romena, riuscito con successo. E, visto che la polizia romena funziona, si è pensato bene di farne venire altra: una task force di 15 investigatori. Certo, poco importa che i metodi della polizia romena non siano dei migliori, l’importante è conoscere la criminalità. Per sconfiggerla. Ormai è guerra. Gli sgomberi nei campi non si fermano. I sindaci invocano commissari straordinari per l’emergenza rom [come a dire, in fondo, se i cittadini bruciano le baracche, hanno ragione]; Letizia Moratti giustifica, quasi imbarazzata, il ritardo del suo, affrettandosi a spiegare «Non si tratta di un rinvio ma di un problema di procedure tecniche: il ministro ha firmato la proposta che, perché sia valida, deve passare dal Consiglio dei ministri con la dichiarazione di emergenza». Alemanno la segue, non può certo lasciarsi sfuggire un’occasione tanto ghiotta. «Il commissario straordinario per i rom sarà rapidamente esteso anche a Roma», dice. Nel frattempo, a Bruxelles, Giusto Catania, Roberto Musacchio e Vittorio Agnoletto, europarlamentari del Prc rivolgono un’interrogazione all’Ue proprio sui commissari straordinari «L’istituzione del commissario straordinario per i rom si profila come un tentativo di criminalizzare cittadini stranieri, spesso comunitari, a causa della loro etnia. Tale scelta è in contrasto con la direttiva europea [N43/2000] sulla parità di trattamento indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica», spiegano. Secondo la commisione europea ha il dovere di bloccare l’azione del nuovo governo che, con la nomina del commissario straordinario, disattende le indicazioni del parlamento europeo contrario alle discriminazioni nei confronti dei rom. Questa notte è scattato il blitz nel campo regolare di via Salone a Roma. Non importa se lì vivano 700 persone, il 50 per cento bambini, molti nati in Italia. Agiscono di notte, le «forze dell’ordine», entrano nel campo e colpiscono, rumorosamente, mettendo a soqquadro ogni cosa; fermano i migranti senza documenti, li portano via, in questura. «Un’operazione di routine – dicono gli agenti – ce ne saranno molte altre». Quando lo sgombero diventa routine la frase suona più come una minaccia, ma è questo quello che vuole Alemanno. Tolleranza zero. «Per alcuni reati il carcere è una misura troppo dura e costosa – ha detto ieri il sindaco a Matrix – vanno bene i Cpt». Intanto nella periferia est di Napoli è caos, l’esodo è cominciato. Da via Malibran, via Argine e via Virginia Woolf i rom fuggono verso zone più sicure. Circa cinquecento persone, donne con in braccio i bambini e uomini stanchi, scappano. Camminano veloci, evitano di voltarsi, di guardare le case di legno e lamiera avvolte dal fuoco. I campi di Ponticelli ardono e i residenti guardano. I ragazzi italiani ridono davanti al fuoco, fischiano i pompieri venuti a spegnere gli incendi. Il fuoco distrugge ogni cosa. I pochi rom rimasti sono disperati, hanno paura. Le donne italiane attaccano, si scaraventano contro le rudimentali barriere messe su dagli abitanti delle baraccopoli. I rom fuggono veloci nei capanni, gli occhi terrorizzati, lo sguardo perso. Le italiane colpiscono, urlano, inveeiscono. Con mani decise distruggono le recinsioni, intervengono i finanzieri, bloccano la massa impazzita. I rom aspettano. Le donne del quartiere bloccano il traffico, non vogliono saperne di fermarsi. Tutti gli accampamenti devono essere rasi al suolo, bruciati. Non importa che dentro ci sia qualcuno, forse un bambino. Gli zingari devono scomparire.
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Alemanno all'attacco su rom e centri sociali
Il concetto è molto chiaro: nel pieno della bufera contro i campi rom, coi pogrom napoletani e una pesantissima campagna stampa sulla sicurezza il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha costruito un eloquente parallellismo tra campi rom e centri sociali. «Non è che penso che tutti i centri sociali a Roma, che sono credo 35 o 40, debbano essere chiusi–ha detto Alemanno, ospite della rubrica «Viva Voce» di Radio24–Penso che tutti i centri sociali debbano essere messi di fronte ad una scelta chiara: stare nella legalità e rispettare anche le altre opinioni politiche. In questo modo possono continuare tranquillamente a esistere. Quelli che invece violano la legge, devono essere chiusi: è là il punto». Non è dato sapere in cosa consista la violazione della legge, trattandosi di posti che sono nati e hanno potuto sviluppare le proprie attività forzando publicamente i limiti consentiti, occupando posti abbandonati e organizzando attività senza le autorizzazioni necessarie. Altro Alemanno ha poi voluto tracciare una sorta di «par condicio», un parallelismo molto preoccupante tra le decine di spazi sorti da venti anni a questa parte che lottano contro razzismo e speculazioni edilizie e le poche sedi dell’estrema destra. «Perché sono nati anche a Roma i cosiddetti ‘centri sociali di destra’?–ha aggiunto il sindaco di Roma–Perché è chiaro che l’amministrazione di sinistra, tollerando 40 centri sociali di sinistra, spesso violenti e aggressivi, poi non poteva impedire a uno o due centri sociali di destra di nascere nella città. Bisogna essere rigidi e chiari con tutti. Dirò a tutti quanti, giovani di destra e giovani di sinistra, dovete rispettare la legge. Da questo punto di vista, il sindaco Alemanno, non farà nessuno sconto nei confronti di nessuno». «Posizioni così importanti come quelle da assumere nei confronti dei centri sociali di Roma non andrebbero definite e annunciate esclusivamente attraverso i media–afferma invece la consigliera regionale Anna Pizzo, indipendente del Prc–Se la questione è tale da essere inserita tra le priorità della nuova amministrazione comunale il sindaco Alemanno abbia la forza di istituire un tavolo intorno al quale convocare le istituzioni ma anche le rappresentanze dei centri sociali, per avviare una discussione seria e partecipata circa il ruolo politico e sociale di questi ultimi e le eventuali forme di illegalità che vanno superate». Visto che c’era, oggi Alemanno ha parlato anche dei rom, annnunciando la proposta di un commissario straordinario per gestire l’«emergenza nomadi» a Roma. Il provvedimento deciso a Milano sarà quindi esteso a Roma. Alemanno ha fatto sapere di avere già parlato con il ministro dell’interno Roberto Maroni, precisando che «è ancora da definire la figura prescelta, se il prefetto o un altro funzionario; in ogni caso bisogna evitare nuove authority ma dare poteri più incisivi a strutture esistenti». «Il commissario straordinario per i rom dovrà avere–ha aggiunto Alemanno–poteri integrati sul versante della pubblica sicurezza, sugli aspetti territoriali per decidere dove situare i campi, e sul fronte della solidarietà, in particolare per interventi a favore dei minori e persone disabilitate. E’ importante che il commissario abbia risorse economiche». Silvio Berlusconi oggi ha ribadito che alcune richieste sempre in tema di sicurezza, avanzate dal governo di centrosinistra saranno mantenute dal governo del Pdl: «Nel pacchetto sicurezza che il governo si appresta a varare e che stiamo ultimando per il prossimo Consiglio dei ministri, ci saranno alcune misure analoghe definite dal ministro Amato e richieste espressamente dall’allora sindaco di Roma Veltroni», ha spiegato il presidente del consiglio.
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Campi rom incendiati a Ponticelli. Proteste contro i rom
Assalti ai campi rom, lanci di molotov, insulti, così ieri i cittadini di Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, hanno reagito al presunto tentato rapimento di una bambina di sei mesi da parte di una giovane rom. Ed era solo l’inizio. Nel primo pomeriggio di oggi, alcune baracche del campo di via Malibran, abbandonate nella notte dai rom, sono state incendiate dai cittadini di Ponticelli. L’intero campo è andato in fumo. Poco dopo seguito da quello in via Argine, poche decine di metri più in là e da quello di via Ville romane, nel quartiere Ponticelli. E non si placa la protesta a Ponticelli: la gente è scesa di nuovo in strada e tra le urla e le minacce: «Voi spegnete questi incendi ma noi li riaccenderemo». Per rispondere alle derive razziste e al rischio di aggressioni, dopo che un rom è stato accoltellato sabato sera e diversi altri minacciati o che ieri mattina due donne sono state aggredite e allontanate in malo modo mentre facevano la spesa in un supermercato di via Argine a Ponticelli, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ha convocato questa mattina un tavolo di concertazione, al quale hanno partecipato regione, provincia, comune, forze dell’ordine e diverse associazioni tra cui la Caritas, l’Opera nomadi e la cooperativa Dedalus, il Comitato pro rom e l’Associazione chi rom chi no.Il prefetto Pansa ha esordito dicendo che l’intolleranza scatenata dal presunto rapimento – sul quale le indagini sono in corso – non può essere lasciata gestire alla criminalità organizzata come è accaduto altre volte. Intanto tra i rom si è diffusa la paura, dei sei campi di Ponticelli, solo due resistono, gli altri si sono svuotati e i loro abitanti se ne sono andati verso Casoria, Giuliano o in altri territori. Gli ultimi due campi ancora abitati da circa centocinquanta persone, protette dalle forze dell’ordine, sono stati abbandonati per paura della vera e propria caccia alle streghe. Alloggiano momentaneamente nel campo di via Santa Maria del Pianto.
La riunione in prefettura mirava proprio a trovare una sistemazione provvisoria per queste persone, già da questa sera, per evitare altri attacchi. Ma l’assenza del rappresentante del comune, arrivato alla riunione con forte ritardo, ha reso necessario la convocazione di un secondo tavolo, questa volta prettamente istituzionale, per individuare un’area. Le associazioni hanno anche interpellato prefetto e istituzioni su come gestire la situazione nel medio periodo. «Spesso i tavoli di concertazione vengono proprio bloccati dalle istituzioni locali che temono di perdere consensi elettorali – spiega Andrea Morniroli della cooperativa sociale Dedalus – Abbiamo chiesto che il confronto continui con le istituzioni per individuare microaree, sparse nel territorio napoletano, dove sia possibile avviare un reinserimento abitativo e professionale dei rom. Che i campi non siano una soluzione lo sappiamo tutti, ora si tratta di riprendere un percorso».
Sulla vicenda di Ponticelli, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato: «Il lassismo può generare la cultura della giustizia fai da te, non l’allarmismo». Poi ha aggiunto di esser contrario alla giustizia «fai da te» ma insistendo sul fatto che «la cultura della legalità deve essere senza condizioni». Se lo stato, secondo Alemanno, non garantisce la sicurezza, il cittadino «è costretto a difendersi da solo». «Prima la legalità–ha concluso Alemanno–poi la solidarietà». Parole che saranno sicuramente riprese domani dal «Movimento società civile–Chiaia per Napoli», vicino al Pdl, che ha organizzato una conferenza stampa su «Sicurezza ed emergenza Rom: più Stato sul territorio». Lo stesso giorno, le Reti antirazziste napoletane promuovono una manifestazione di solidarietà con il popolo rom e contro « chi specula sulle paure sociali per sostenere i propri interessi [come gli interventi di edilizia privata previsti nelle aree dei campi rom di Ponticelli, i cui cantieri devono aprire in agosto…]», per chiedere politiche di accoglienza abitativa nei confronti del popolo rom.
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12 maggio 2008
Firenze: aggressione a colpi di mazze contro immigrati
«Stranieri di m… non ci dovete guardare. Voi non potete stare in Italia». L´unica colpa di due kossovari che martedì sera si stavano bevendo una birra in un locale di piazza Serristori a Figline Valdarno è stata quella di essere immigrati. E´ bastato incrociare gli sguardi con alcuni componenti di un gruppetto di giovani abitanti del paese, tra cui un minorenne, per far partire l´aggressione: in cinque si sono lanciati contro i due immigrati. Li hanno colpiti con una mazza da baseball e con pugni e calci. Quelle parole, pronunciate al momento di attaccar briga, rivelano lo stampo razzista dell´aggressione, ma i carabinieri fanno notare che quei giovani italiani li conoscono bene, si tratta di balordi con diversi precedenti di polizia alle spalle malgrado l´età. (continua)
Venezia, detenuta incinta muore in carcere
Nuovo dramma delle carceri. Una detenuta di 33 anni al sesto mese di gravidanza muore mentre dal carcere viene portata all’ospedale di Venezia. Una storia drammatica, avvenuta la settimana scorsa e denunciata i questi giorni dai volontari dell’associazione Antigone. Flor Castello aveva 33 anni ed era al sesto mese di gravidanza, è morta la settimana scorsa dopo una corsa contro il tempo della squadra del 118 verso l’ospedale di Venezia. (continua)I Cpt diventano carceri a tempo. Definiti i contenuti del decreto legge che il governo approverà nel Cdm
Il governo: sarà arrestato chi entra in Italia senza permesso. Piano Maroni per frenare i nomadi romeniL'arresto obbligatorio degli immigrati clandestini rischia di far scoppiare le carceri. Il governo ha così deciso di trasformare i Cpt in centri di detenzione temporanea. In attesa del processo che dovrà essere celebrato con rito direttissimo, gli stranieri arrivati senza permesso saranno rinchiusi nelle strutture finora utilizzate per la prima accoglienza. E lì aspetteranno anche l'esecuzione del provvedimento di espulsione che scatterà in maniera automatica e prevederà l'accompagnamento alla frontiera. La novità è contenuta nel decreto legge che l'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi approverà durante la riunione del Consiglio dei ministri prevista a Napoli per la prossima settimana. Ora gli uffici tecnici del Viminale, della Giustizia, della Farnesina e della Difesa sono al lavoro per mettere a punto la norma ed evitare possibili contestazioni in sede europea. (continua)
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Primo maggio, cariche in stazione a Bologna
Alla stazione di Bologna celere contro chi voleva andare al concerto di Roma. Riportiamo da Baz la notizia ottenuta attraverso varie testimonianze, sperando di rompere che il silenzio che ha avvolto il fatto.Solo a diversi giorni di distanza veniamo a conoscenza, attraverso diverse testimonianze, di un episodio di notevole gravità avvenuto la notte tra il 30 aprile e il primo maggio alla stazione FS di Bologna e passato nel totale silenzio degli altri media. (continua)
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Padova: pestaggio nazista fuori dal centro sociale
Ennesima aggressione alle 3 di notte: quattro ragazzi italiani sui 25 anni hanno accerchiato un operaio 31enne, spintonandolo e prendendolo a pugni. Controlli a tappeto negli ambienti dell'estrema destra. Ennesima aggressione a opera del 'branco'. È accaduto a Padova ieri notte. Un operaio di 31 anni, padovano, è stato aggredito da quattro giovani sui 25 anni, due con la testa rasata, all'uscita da un concerto al centro sociale Pedro. Lo riferisce oggi un ampio servizio de 'Il Gazzettino', quotidiano del Nordest. Erano da poco passate le 3 di notte quando M.C., operaio residente a Cadoneghe (Padova), usciva dal centro sociale Pedro dove aveva assistito a un concerto rap. Il giovane è stato accerchiato da quattro sconosciuti. Da quanto riferisce la vittima, i quattro ragazzi sarebbero italiani sui 25 anni e due di loro avevano la testa rasata. L'operaio ha riferito di essere stato offeso ripetutamente con improperi irripetibili. Spintonato e preso a pugni. Una volta caduto a terra i quattro si sono dileguati a piedi. M.C. ha riportato numerose contusioni ed escoriazioni al volto, al costato e alle gambe. Sul posto sono immediatamente intervenute una volante della Polizia e un'ambulanza del 118 e il 31enne è stato ricoverato all'ospedale di Padova e tenuto in osservazione per una notte. La Polizia, grazie anche alla ricostruzione dettagliata fatta dal giovane, sta effettuando controlli a tappeto in ambienti riconducibili all'estrema destra presenti in città.fonte: Resto del Carlino del 12/05/08
Omicidio Aldrovandi, teste chiave ritratta tutto
Dodicesima udienza del processo contro gli agenti di Polizia. Dopo il testimone intervenuto a Chi l'ha visto, anche una novantacinquenne ci ripensa: "Non ho visto poliziotti colpirlo".Marta Taddia, novantacinquenne residente di Via dell'Ippodromo, ha negato tutto quello che aveva dichiarato ai carabinieri lo scorso 15 aprile. Secondo il primo racconto della donna (sentita dalla corte al proprio domicilio data l'età avanzata), ella, affacciatasi sulla strada dopo aver sentito delle grida, avrebbe visto "quattro 0 cinque poliziotti trattenere un ragazzo molto agitato cercando di bloccargli gambe e braccia. Il ragazzo urlava e dava calci e pugni e gli agenti lo trattenevano"."Non ho visto poliziotti colpirlo -aveva proseguito la donna- e poi mi sono riaffacciata e ho visto il ragazzo steso a terra" E' la seconda strana marcia indietro di questo processo, dopo quella di Ivo Silvestri, l'ex-superteste che telefonò il 25 giugno 2007 a Chi l'ha visto dicendo di aver assistito al pestaggio salvo poi affermare in aula di essersi inventato ogni cosa. Mancano otto udienze alla conclusione, la prossimaè il 19 maggio.
Vai alla feature su Federico Aldrovandi con le cronache di tutte le precedenti udienze
fonte: http://www.zic.it/
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Bologna: In libertà tutti gli anarchici arrestati da ottobre, tranne uno
Sono stati progressivamente revocati nelle ultime settimane gli arresti domiciliari per Andrea T. ("Texino"), Emanuela B., Maddalena C., Federico R., Christian F. ("Faco"), Miroslav B. ("Bogu"), Sara C., Sirio M., Salvatore S. Le misure cautelari erano state chieste e ottenute dal pm Walter Giovannini in relazione ai fatti di Piazza Verdi del 13 ottobre scorso (quando ci furono disordini con le forze di polizia per impedire il ricovero coatto di una giovane ubriaca) e alle scritte in solidarietà di due giorni dopo. Per tutti, tranne che per Salvatore S., riconosciuto come estraneo ai fatti, resta l'obbligo di firma settimanale negli uffici di polizia. E' prossimo l'inizio del processo (che non coinvolge Miroslav B., implicato solo nei danneggiamenti del 15 ottobre e già condannato in primo grado) per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, istigazione a delinquere, e persino rapina e tentata rapina, ipotizzate in relazione alla presunta sparizione di un paio di manette e di una ricetrasmittente degli agenti di polizia. Gli otto imputati, di età compresa tra i 19 e i 29 anni, rischiano diversi anni di reclusione. E' ancora detenuto a Poggioreale lo spagnolo Juan Sorroche, dal 14 aprile in sciopero della fame in solidarietà con un detenuto (accusato di aver commesso attentati incendiari) sottoposto al regime di Elevato Indice di Vigilanza (E.I.V.) Razzismo a Bolzano, “nazi” accoltellano due giovani cosentini
Il tremendo gesto durante un’ennesima violenta lite. I ragazzi costretti a rivolgersi al pronto soccorso per farsi curare le ferite. I responsabili sarebbero naziskin I componenti di un gruppo musicale, in Trentino per partecipare a una rassegna, sono stati aggrediti da alcuni giovani del posto L’accento calabrese è facilmente riconoscibile un po’ come quello partenopeo, che fa molto made in Italy ad ogni latitudine. Proprio a causa delle vocali troppo aperte e delle dentali troppo marcate, due ragazzi cosentini, componenti di un’emergente band locale, sono incappati in una brutta avventura laddove la frontiera è ad uno schioppo di dita. Mentre si trovavano a Bolzano per un concerto, sono stati aggrediti da un gruppetto di naziskin che, in nome di chissà quali valori, ad un certo punto è ricorso anche all’utilizzo di coltelli. Le motivazioni andrebbero ricercate in cause per così dire “territoriali”, dato che i giovani dalla testa rasata non avrebbero affatto gradito la dizione di chi, dal profondo sud, era alle porte delle Dolomiti solo per amore di una chitarra elettrica e di un basso. La colluttazione, avvenuta sotto gli occhi allibiti dei presenti, è durata fino all’intervento delle forze dell’ordine.fonte: LaProvinciaCosentina
8 maggio 2008
Bruxelles: Manifestazione contro "la direttiva vergogna"
Si è svolta oggi a Bruxelles la manifestazione europea contro la "direttiva vergogna" che pretende indurire ancora di più le condizioni per i migranti nell'Unione Europea, tra le altre cose aumentando fino a 18 mesi i tempi di detenzione nei CPT, imponendo il ritorno forzoso e un tempo di cinque anni prima di poter richiedere l'ingresso nella UE.Oltre 200 persone si sono ritrovate nella place du Luxembourg, di fronte al Parlamento Europeo, con un gran numero di collettivi e organizzazioni di migranti e di appoggio, della società civile belga ed europea, sindacati, difensori dei diritti civili e partiti politici come il GUE/NGL - gruppo della Sinistra Europea al Parlamento Europeo, con la delegazione di Rifondazione Comunista in primissima linea, che ha anche presentato la pubblicazione "Per una Europa meticcia - Le nostre proposte e le ipocrisie dell'UE sull'immigrazione". Presenti anche var* compagn* del Circolo di Rifondazione di Bruxelles.DA FIRMARE:
Petizione "NO FORTRESS EUROPE": http://www.no-fortress-europe.eu/
Petizione"NO ALLA DIRETTIVA DELLA VERGOGNA":
PUBBLICAZIONE GUE/NGL:
Per una Europa meticcia - Le nostre proposte e le ipocrisie dell'UE sull'immigrazione:
IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 7 MAGGIO A BRUXELLES:
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7 maggio 2008
Le aggressioni verso giovani dei centri sociali, immigrati, gay e rom
La gravissima aggressione di Verona rappresenta solo l'ultimo episodio che ha visto protagoniste bande neofasciste. Secondo il monitoraggio condotto dal sito www.ecn.org/antifa (promosso nell'ambito dell'associazione Isole nella Rete ), sulla base della semplice consultazione dei media locali e nazionali, oltre che delle sempre più numerose segnalazioni, tra il gennaio 2005 e l'aprile 2008 si sono verificati in Italia almeno 262 episodi di violenza fascista e più di un centinaio di atti vandalici ai danni di sedi di partito, centri sociali, lapidi e monumenti partigiani. Le aggressioni hanno riguardato in particolare militanti di sinistra e giovani dei centri sociali, a seguire immigrati extracomunitari, omosessuali e rom. Dati parziali in cui non compaiono i fatti di minor entità, decisamente in numero superiore.Solo nel 2005 sono stati almeno cinque i tentati omicidi, ovvero i pestaggi in cui gli aggressori hanno cercato di colpire organi vitali e i feriti sono stati ricoverati in gravi condizioni. Nel corso di una di queste circostanze, il 27 agosto 2006, rimaneva ucciso a Focene, nei pressi di Roma, Renato Biagetti di 26 anni, raggiunto da più coltellate all'uscita da una festa reggae.
Già nel "Rapporto sulla criminalità 2006" del Ministero dell'Interno, come nella successiva "Relazione sulla politica informativa e della sicurezza" del secondo semestre 2006, approntata dalla Segreteria generale del Cesis (l'ex comitato di coordinamento dei servizi segreti), si erano dedicate diverse pagine alle organizzazioni neofasciste, denunciando, da un lato, "lo spiccato profilo aggressivo con il compimento di atti di intimidazione violenta" e di "deriva oltranzista", dall'altro, "atteggiamenti razzisti sfociati in episodi ed atti di vandalismo d'impronta antislamica", nonché "rinnovate pulsioni antisemite".
Nell'ultima "Relazione sulla politica informativa e della sicurezza", presentata il 29 febbraio scorso, si era, infine, portata l'attenzione sulle "saldature" in corso tra estremisti di destra e ultras delle curve, all'origine, a loro volta, di gravissimi fatti di violenza.
Il 17 aprile scorso la polizia di Bolzano ha arrestato 16 naziskin meranesi di lingua tedesca per incitamento all'odio razziale, etnico e religioso. Altre 62 persone, tra cui 17 minorenni, sono state indagate. Il gruppo, di ispirazione irredentista, faceva riferimento al nome di una precedente formazione terroristica sudtirolese, "Ein Tirol", in italiano "Un solo Tirolo", operante negli anni Ottanta. Almeno venti gli episodi di violenza contestati ai suoi membri, tutti ai danni di italiani e di migranti. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti drappi inneggianti al Reich tedesco. Un fenomeno, quest'ultimo, che è ormai comune anche al neofascismo italiano.
Dalle numerose indagini giudiziarie in corso riguardanti l'estrema destra è infatti possibile ricavare alcune tendenze. In primo luogo l'adesione in modo trasversale da parte dei militanti delle organizzazioni della destra radicale italiana a posizioni esplicitamente razziste e antisemite, ma anche l'acquisizione di miti e modelli non più solo provenienti dalla storia della Rsi, ma direttamente dal nazismo, con l'utilizzo sempre più marcato di effigi e simboli tratti dalle Ss e dal Terzo Reich. Ricorrente nei documenti acquisiti dagli inquirenti l'esaltazione della violenza nei confronti degli avversari politici, degli immigrati e degli omosessuali, ma soprattutto la circolazione all'interno dell'area neofascista di oggetti atti a offendere, coltelli, asce e mazze, e con maggior frequenza di armi da fuoco e di materiali esplodenti. Evidente anche l'accentuarsi dei rapporti con il sottobosco della criminalità comune. Dati su cui riflettere. Citiamo solo alcuni episodi recenti che non hanno avuto l'attenzione dovuta.
A Rimini, il 10 dicembre scorso, sono stati rinviati a giudizio dieci esponenti di Forza Nuova, tra loro il segretario provinciale, arrestati la notte del 25 settembre mentre si accingevano a compiere un attentato al centro sociale "Paz", progettando il sequestro del custode e l'incendio dei locali con nitro-diluente. Nel corso delle perquisizioni sono saltate fuori tre pistole a gas, baionette, pugnali e tirapugni. Prima ancora, il 12 ottobre, era stato sequestrato a Imola, nell'abitazione di un naziskin, un arsenale con armi ed esplosivi. Ad Ancona, il 23 ottobre, erano invece state ritrovate, nel corso di altrettante perquisizioni a sette teste rasate, armi da sparo e da taglio, pure una mannaia. Ritrovati anche giubbotti con il logo di alcune divisioni delle Waffen-Ss e t-shirt con scritte antisemite sovrastate dalla foto dell'ingresso del campo di Auschwitz.
Il 16 febbraio del 2008 a Sesto Calende, in provincia di Varese, sono finiti in manette due naziskin per duplice tentato omicidio e spaccio di stupefacenti.
A Salerno, il 18 marzo scorso, sono stati invece condannati alcuni esponenti di Forza nuova per detenzione di ordigni incendiari, per altro occultati nella stessa sede dell'organizzazione. Il segretario provinciale di Forza nuova e un suo collaboratore avevano dal canto loro già provveduto a patteggiare la pena.
Quasi sconosciuto il caso di Siracusa, dove il 18 febbraio, la Corte di appello di Catania ha condannato a quattro anni e sei mesi Andrea Acquaviva, autore di una serie di attentati dinamitardi compiuti nel 2005, tra l'altro alla sede della Cgil, alla redazione di alcune televisioni locali e all'ospedale Umberto I. La Corte ha riconosciuto all'imputato l'aggravante di aver agito a scopi terroristici. Acquaviva era stato candidato a sindaco di Siracusa per Forza nuova. Le azioni, per depistare, erano state rivendicate dai "Nuclei comunisti combattenti", ma le indagini avevano accertato le sue responsabilità.
Episodi gravi che si aggiungono agli arresti nel settembre 2007 per associazione a delinquere e lesioni gravi di undici appartenenti al gruppo dei Bulldog di Lucca, alcuni poi condannati, il cui simbolo era costituito da un fascio littorio, e alla cattura il 26 febbraio di quest'anno di venti estremisti a Roma, accusati anche dell'irruzione con coltelli e bastoni al concerto rock di Villa Ada il 9 ottobre.
L'UE alza i muri contro i deboli
Il 7 maggio sarà un giorno di mobilitazione europea per gridare un secco no all’Europa del filo spinato e dei corpi reclusi nei centri di detenzione per cittadini extra Ue. Il Consiglio, la Commissione e il Parlamento dell'Unione hanno raggiunto un accordo per l’adozione di una direttiva sulla detenzione amministrativa e l’espulsione dei cittadini stranieri, la cosiddetta «direttiva rimpatri», che fornirà regole omogenee in tutti gli Stati membri. Il testo legislativo approderà all’Europarlamento per il voto finale il 4 giugno prossimo.La nuova direttiva nasce da una proposta approvata il 12 settembre 2007 dalla Commissione Libertà Civili, Giustizia ed Affari Interni (LIBE) del Parlamento Ue con il voto favorevole di tutti i gruppi politici ad esclusione della Sinistra unitaria. (continua)
C'è un collegamento tra i gruppi neonazisti e politica istituzionale
Un’analisi dal regista del documentario “Nazirock” C’è un collegamento tra questi gruppi e politica istituzionaleIn qualche modo Nazirock, il film che ha raccontato i riti e le violenze della destra radicale, nasce proprio a Verona. Stavo viaggiando in terra di Padania per realizzare Camicie Verdi, un documentario sulla Lega Nord, quando mi sono imbattuto nel Veneto Fronte Skinheads. Il leader era Piero Puschiavo, leader di una band di rock. Un tipo di rock che ha molti nomi, identitario, nazional socialista, non conforme, ma che in Europa e negli stati Uniti viene sbrigativamente chiamato nazirock. I testi di solito hanno a che fare con l’odio per gli immigrati, con la difesa delle radici e dell’identità nazionale. Abbondano le istigazioni alla violenza, non mancano le nostalgie della Repubblica di Salò. Piero Puschiavo adesso non fa più la rockstar identitaria, ma è il coordinatore per il Veneto del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. E nel film vediamo che il leader della Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli, viene accolto sul palco degli oratori da Silvio Berlusconi, alla manifestazione del 2 dicembre 2006, quella dei due milioni. I due si stringono la mano, Berlusconi accarezza la bandiera della Fiamma. (continua)
G8 Genova: De Gennaro a processo il 16 giugno
Resa dei conti in aula per le bugie sull´assalto alla Diaz raccontate d´intesa tra i 3 grandi accusati.L´udienza preliminare è in programma lunedì 16 giugno davanti al gup Silvia Carpanini, che ha accolto la richiesta di rinvio presentata dalla procura genovese. Sul banco degli imputati sono in tre. Il primo si chiama Gianni De Gennaro, nel luglio 2001 era il capo della polizia italiana e da allora ha proseguito un´inarrestabile carriera: oggi è commissario prefettizio per l´emergenza-rifiuti in Campania. Dicono che potrebbe fare il ministro nel prossimo governo Berlusconi (continua)5 maggio 2008
L'arena di Verona
L’opinione pubblica è ossessionata da un’«emergenza criminalità» inesistente. Lo ha ammesso, finalmente, il sindaco leghista di Verona di fronte alle telecamere che gli chiedevano lumi sulla tragedia tutta padana che ha colpito la sua città. Verona è diventata un’arena che col sempre efficace metodo retorico della metonimia ci permette di guardare ad una parte per vedere il tutto. Non significa che tutti siano diventati razzisti [anzi, bisogna stare molto attenti a non cadere nella trappola opposta all’indifferenza: la «sindrome da accerchiamento»] ma di sicuro ci troviamo di fronte a una situazione nuova e complessa, di fronte alla quale chi fornisce semplificazioni si trova avvantaggiato. L’orrore dei pestaggi è la drammatica conseguenza di questa tendenza a ridurre lo sconosciuto ad «anomalia», e a votare partiti che promuovono campagne contro l’immigrazione pur di non combattere la pigrizia mentale che ci impedisce di comprendere l’altro da sè. Per lo stesso motivo si parla di reati [statisticamente bassissimi] dei migranti piuttosto che sulle centinaia di aggressioni neofasciste degli ultimi mesi. La subcultura ultraminoritaria dei «naziskin» è riemersa nel mare magnum dell’odio generalizzato e dell’insicurezza sociale trasformata in paranoia. Bisogna partire dalla microfisica del razzismo per capire gli sguardi di sufficienza, quando non di accondiscendenza, che da anni accompagnano le manifestazioni dell’estrema destra e che hanno portato tanti a considerare come «pittoresche» le braccia tese del saluto romano verso il neo-sindaco Gianni Alemanno. E’ accaduto a Roma, nella città che nell’agosto 2006 ha visto un altro ragazzo giovanissimo, con una croce celtica tatuata sul petto, ammazzare uno come lui, solo proveniente da un altro quartiere. Si chiamava Renato Biagetti.E' morto Nicola
Il giovane massacrato di botte da un gruppo di estremisti di destra non ce l’ha fatta. Dopo la confessione di Raffaele Dalle Donne fermati altri 2 giovani di Verona. I genitori autorizzano l’espianto degli organi. Ricercati altri due membri del gruppo. Il testimone: “Stavano zitti e picchiavano. Sembravano delle bestie”
Aggressione neo-nazista a Verona: La destra raccoglie i suoi frutti
Per il sindaco di Verona, Flavio Tosi, i giovani che hanno ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli «sono solo dei deficienti, la politica non c’entra niente». Anche per il suo collega di Roma, Gianni Alemanno, si tratta «più di emarginazione urbana che di vera politica». Insomma, quello che sta avvenendo nel nostro paese, dove le aggressioni neonaziste contro i diversi sono in aumento, non è una questione politica, ma una sorta di bravate frutto del disagio. Noi pensiamo che le frasi del sindaco Tosi siano ipocrite. Ne è prova il fatto che il capogruppo in Comune della Lista Tosi sia un ex skin, cantante del gruppo “gesta bellica”, condannato l’anno scorso per istigazione all’odio razziale, al quale il sindaco voleva consegnare addirittura la delega per l’istituto della memoria . Mentre scriviamo queste righe, le agenzie ci dicono che hanno confessato altri due giovani, mentre mancherebbero altri due all’appello che si sono resi irreperibili. Intanto Nicola, il ragazzo aggredito, lotta tra la vita e la morte. Per oggi è previsto un presidio delle forze democratiche della città.Verona oggi è una città insicura per i diversi, per chi manifesta liberamente le proprie idee e per chi non ha uno stile di vita non conforme alla norma. Questa volta il criminale, chi gratuitamente ti ammazza di botte perché sei un “compagno” o presunto tale, nasce dentro il ventre molle di una società sempre più razzista ed insicura, una società avvelenata dagli imprenditori politici della paura e dai giornali strillati.
Verona: arrestati altri due aggressori neonazisti ·
Sono stati catturati nella notte altri due giovani veronesi che risultano essere i complici di Raffaele Delle Donne, l’aggressore che ha ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli. I due hanno confessato pienamente. E’ in corso una conferenza stampa in Questura. (continua)
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Figli di buona famiglia di Ilvo Diamanti
4 maggio 2008
Verona: l'aggressore del giovane in fin di vita è un neofascista.
Un giovane si è presentato questa mattina in questura e ha confessato di essere stato uno degli autori dell'aggressione di Nicola Tommasoli, 29 anni, picchiato e ridotto in fin di vita la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si è rifiutato di offrire una sigaretta. Il ragazzo di venti anni interrogato dal magistrato Francesco Rombaldoni, titolare dell'inchiesta, ha reso "piena confessione". Si tratta di un ultrà neofascista già responsabile di aggressioni a sfondo razzista e violenze negli stadi. (continua)3 maggio 2008
Bologna: Occuparono la stazione contro le bombe sull'Iraq, a giudizio in Tribunale
Il 15 maggio inizia il dibattimento contro 47 attivisti no-war accusati di aver occupato i binari della stazione di Bologna il 20 marzo 2003, il giorno in cui gli Stati Uniti iniziarono i bombardamenti sull'Iraq. Le reti di movimento bolognese, per organizzare momenti di mobilitazione in vista del processo, hanno indetto una assemblea cittadina per martedì 6 maggio 2008, alle ore 20.45, presso la Sala del Baraccano (via Santo Stefano 119). All'incontro interverranno compagni del Presidio permanente No Dal Molin e del Comitato Free Palestine. (continua)1 maggio 2008
Todi: schedati compagni ad un presidio autorizzato
Il Comitato Antifascista di Todi (pg) non aderisce alla celebrazione istituzionale del 25 Aprile, durante la quale il sindaco Antonino Ruggiano (AN) vieta alla banda musicale di suonare Bella Ciao. Mentre i compagni del comitato stavano allestendo la tradizionale celebrazione alternativa sotto i portici comunali, autorizzata dal comune, sono arrivati i carabinieri che hanno schedato i presenti. Di per se il fatto non ha assolutamente preoccupato i compagni, però rappresenta un atto di aperta ostilità nei nostri confronti in quanto era dagli anni ‘70 che non succedeva una cosa simile.
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30 aprile 2008
Roma: Sabato 3 Maggio Million Marijuana March
La million marijuana march è un'iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal sito statunitense http://www.cures-not-wars.org/.Sbarcò nel nostro paese il 5 maggio 2001 con la campagna di autodenuncia di massa "Signor giudice ho piantato un seme" (http://www.ilmanifesto.it/piantailseme/campagna2001.htm) che raccolse circa 1100 autodenunce tra Palermo, Milano e Roma dove il 05-05-01 furono consegnate 645 autodenunce assieme ad alcune piantine di cannabis alla caserma dei carabinieri di piazza Venezia da una delegazione di nove persone al termine di una street antiprò partita da piazza della Repubblica e aperta da una delegazione di indiani Lakota. Il giudice per le indagini preliminari prosciolse i nove in istruttoria preliminare stabilendo che non vi era reato e la vicenda si concluse quindi senza conseguenze penali oltre che per la delegazione anche per tutti gli autodenunciati nei confronti dei quali non fù mai iniziata nessuna azione legale. Da allora ogni anno il primo fine settimana di maggio l'Italia partecipa con Roma all'iniziativa mondiale che partita dalle poche decine di città del 1999, coinvolge ormai più di 220 città su tre punti rivendicativi da sempre uguali in tutto il mondo: 1) fine delle persecuzioni per i consumatori. 2) diritto all'uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti 3) diritto a coltivare liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del Pianeta. La ultime edizioni, sabato 6 Maggio 2006 e sabato 5 Maggio 2007 hanno attraversato Roma da Piazza della Repubblica a Piazza Bocca della Verità con una partecipazione di alcune decine di migliaia di consumatori e consumatrici danzanti dietro ai camion sound. Per la prossima edizione, sabato 3 Maggio 2008 (la ottava italiana a Roma e la decima per il resto del mondo) dedicata ad Aldo Bianziono (http://veritaperaldo.noblogs.org/) ci aspettiamo una partecipazione ancora maggiore dato il carattere esponenziale dell'iniziativa mondiale.
In questa ottava edizione la Million avrà inizio alle ore 16.00 a P.zza della Repubblica e terminerà improrogabilmente entro le ore 23,30 a P.zza Bocca della Verità.
Per quanti volessero partecipare con carri sound è necessario leggere e accettare il codice d'autoregolamentazione 2008 e inviare una mail a: giornatamondiale@millionmarijuanamarch.info
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29 aprile 2008
Ostia: distrutta targa delle Fosse Ardeatine ·
La targa commemorativa delle vittime delle Fosse Ardeatine, collocata in piazza della Stazione Vecchia ad Ostia, quartiere del litorale di Roma, e’ stata frantumata, probabilmente con un grosso martello, e sopra e’ stato scritto, con la vernice, ‘’Il popolo di Ostia inneggia al Duce’’. Lo rende noto il presidente del XIII municipio Paolo Orneli spiegando che la targa si trova in prossimita’ dei locali del Municipio Roma XIII.‘’Si tratta di un gesto di inaudita barbarie – ha commentato Orneli – uno scempio gratuito e ingiustificato alla memoria dei nostri concittadini che hanno trovato la morte in uno degli episodi piu’ cupi della storia contemporanea di Roma. Sono fiducioso che le forze dell’ordine sappiamo quanto prima individuare gli autori di questo gesto barbarico. Non appena saranno concluse le indagini provvederemo a ripristinare la targa e alla pulizia del muro’’.fonte: Ansa
25 aprile 2008
Liberi Tutti !
Trovare parole appropriate per commentare l’intera vicenda, non è cosa facile. Perché sono tanti gli aspetti farseschi e tali le assurdità delle accuse, che rischieremmo sicuramente di dimenticare qualcuna delle illuminanti considerazioni formulate dal PM Fiordalisi.Chi in questi anni si è trovato a dover costruire solidarietà rispetto alla vicenda, ha dovuto soprattutto difendersi da quella parte di città che, parliamoci chiaro, ci avrebbe voluto vedere in galera. Probabilmente, parte degli stessi che hanno contribuito a montare questo teorema. Ebbene, possiamo finalmente dire che costoro rimangono in un angolo a rosicare. L’assoluzione di oggi è una pesante sconfitta per gli organi inquirenti che hanno confezionato questa inchiesta. Gli stessi che hanno sperperato oltre tre milioni di euro, sbandierando all’intero paese, una formidabile operazione antiterrorismo, curata nei minimi dettagli e pronta a smantellare la pericolosa nascente cellula sovversiva. Tutto questo, mentre in città si consumavano ben altri misfatti.
Ma ora, sentenza in mano, abbiamo il diritto di sapere: perché questa inchiesta, sebbene scartata da svariate procure, è stata accettata proprio a Cosenza? Quali oscure trame hanno tessuto questo canovaccio? Quali loschi interessi da coprire? Ma soprattutto, abbiamo ragione di pretendere le dimissioni dei vertici inquirenti che hanno guidato questa inchiesta?
Che questo “castello” non stava in piedi, la città lo aveva capito da subito e lo aveva ampiamente affermato con calorosa partecipazione alle diverse mobilitazioni costruite nel corso di questi lunghi sette anni, assolvendo di fatto tutti gli imputati e bocciando l’operato della Fiordalisi&Co.
Agli interrogativi sulle reali motivazioni che hanno portato all’apertura di questa inchiesta, ognuno si sarà dato delle risposte, rimane sicuramente il tentativo di criminalizzare un intero movimento con accuse infondate e infamanti, volte a coprire le vere vergogne di Genova: la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi e le torture delle forze dell’ordine comandate dai vertici militari e politici. E ancora, di deviare l’attenzione generale dai veri allarmi sociali di cui questa città soffre.
Questa assoluzione giunge a riprova del fatto che la storia di chi rifiuta le logiche neoliberiste e produce conflitto sociale non può essere scritta dentro un’aula di tribunale. E se ce ne fosse ancora bisogno, ribadisce che la libertà di espressione e di opinione devono essere garantite in nome di quelle libertà conquistate il 25 aprile del 1945 e che ancora dobbiamo difendere.
Coordinamento Liberitutti
Rassegna stampa:
IL MANIFESTO - «Sud ribelle», non sovversivo - Un granello di sabbia nella ruota securitaria - A Napolitano gli atti delle torture a Bolzaneto - «Perde chi voleva cancellare i movimenti»
LIBERAZIONE - Cosenza, assoluzione per il Sud Ribelle
LA REPUBBLICA - G8, tutti assolti i leader no global - L'accusa fa ricorso sui no global
IL GIORNALE - Scontri al G8 di Genova assolti tutti i no global
24 aprile 2008
Cosenza: Tutti assolti !
Assolti. E' caduta l'accusa contro Francesco Caruso, Luca Casarini e altri 11 no global, di associazione sovversiva per avere organizzato gli incidenti del 2001 durante il G8 di Genova ed il Global Forum di Napoli. Lo ha stabilito la Corte d'assise doi Cosenza. La sentenza è arrivata dopo un'ora e mezza di camera di consiglio, ed è stata letta dal presidente Maria Antonietta Onorati. Urla di gioia da parte degli imputati e di una cinquantina di supporter dei no global che hanno seguito il processo davanti al tribunale. "E' la dimostrazione che si è trattato di un teorema accusatorio costruito ad arte per aggredire e zittire i movimenti", è stato il commento del deputato uscente di Rifondazione comunista. (continua)
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Cannabis: Per la cassazione è reato la coltivazione per uso personale
Resta un reato penale coltivare qualche pianta di cannabis per uso personale. Lo hanno deciso le sezioni unite della Cassazione. Nonostante il parere favorevole del Procuratore Generale Vitaliano Esposito alla depenalizzazione , che nella sua requisitoria aveva chiesto di dare il via libera alla coltivazione domestica per uso personale, e’ invece passata la linea ‘dura’ nel perseguire chi pianta qualche piantina di marijuana sul balcone o nel giardino di casa. La Suprema corte, bocciando la richiesta della pubblica accusa, ha chiarito una materia finora piuttosto controversa. Diverse pronunce avevano avuto infatti avuto esiti opposti. Il collegio ha sposato la linea proibizionista: "Costituisce condotta penalmente rilevante - si legge nella nota diffusa dal presidente Vincenzo Carbone - qualsiasi attività di coltivazione non autorizzata di piante dalle quali siano estraibili sostanze stupefacenti, anche nel caso che il prodotto ricavato sia destinato a uso personale". E' stato così rigettato il ricorso presentato da un giovane di Vigevano (Pavia), Vincenzo D. S., contro una sentenza del dicembre 2003, che lo aveva condannato a quattro mesi e mille euro di multa per la coltivazione di cannabis in casa. A questa decisione si e’ arrivati dopo alcuni pronunciamenti discordati in materia da parte delle singole sezioni della Cassazione.
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Palermo: Aggressione fascista
La scorsa notte, intorno alle ore 01:00, un giovane compagno, militante antifascista palermitano, è stato aggredito e brutalmente picchiato da otto neofascisti dell'aria di Fiamma Tricolore.L'agguato si è verificato nei pressi della sede del liceo Cannizzaro, durante l'affissione dei manifesti relativi alle iniziative promosse dal cartello antifascista cittadino per il prossimo 25 Aprile. L'aggressione, premeditata e organizzata, ha riproposto il solito modello delle violenze squadriste: otto persone, alcune delle quali a volto coperto, che ne aggrediscono e picchiano una sola. Questo ennesimo attacco squadrista e fascista, che si aggiunge ad altri fatti analoghi avvenuti negli ultimi mesi e colpevolmente ignorati dalla quasi totalità dell'informazione, è l'ulteriore dimostrazione della recrudescenza dell'estrema destra nel paese, oltre che la traduzione pratica e concreta degli attacchi rivolti al 25 Aprile e alla resistenza partigiana da parte della neo maggioranza. Non possono di certo essere dimenticate, del resto, le continue delegittimazioni condotte ai danni della resistenza e della lotta di liberazione da una cosiddetta sinistra revisionista, pronta a osannare e lodare i Pansa e i suoi epigoni. In prossimità dell'anniversario della liberazione dal nazifascismo ribadiamo il nostro impegno e la nostra militanza antifascisti e di giustizia sociale contro un blocco storico che non ammette voci e prassi di dissenso, di conflitto e di mobilitazione sociale, che possano in qualche modo intaccare la cappa di reazione e di sfruttamento che attanaglia la nostra società.
Rivendichiamo con forza la memoria e la tradizione antifasciste della resistenza e del movimento operaio italiani, e risponderemo con fermezza a queste provocazioni fasciste.
Domani 25 Aprile saremo in piazza, alle 17:00 con un corteo e alle 21:00 con una piazza tematica,
per ricordare la resistenza e la liberazione dal nazifascismo e per ribadire che la lotta continua, che l'impegno e lo sforzo contro le forze reazionarie non sono conclusi, che non saranno certo questi atti squadristi ad intimorire chi lotta e vive la propria militanza in questa città.
Coll. 20 Luglio, Coll. Malefimmine, Centro sociale ASK 191,Factory, S.P.A.R.O., Com. di lotta per la casa 12 luglio, Conf. COBAS, Centro sociale Lab. ZETA, Radio Aut, Circolo Malaussene, Rete sociale per i diritti negati, Ass. Mondo nuovo
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23 aprile 2008
Sicurezza : penalisti , no alle ronde , si rispetti lo Stato di diritto
L’Unione Camere Penali Italiane si oppone alle ronde per la sicurezza.Con una nota di ieri a firma del presidente, prof. Oreste Dominioni, l'UCPI rileva che "torna ad essere riproposto in termini emotivi e di polemica politica l’importante tema della sicurezza dei cittadini, suscitando serie perplessità".
I penalisti italiani, in attesa di esaminare proposte concrete e meno vaghe, ribadiscono che "la sicurezza pubblica va tutelata con grande rigore ma nel rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà costituzionali, avendo di mira i reali connotati del fenomeno senza deformazioni e proponendo soluzioni efficaci e non di facciata".
"In particolare - continua l'UCPI - deve essere ribadito che i fenomeni delinquenziali si combattono con una presenza forte ed efficace delle istituzioni, degli organi di polizia investigativa e di prevenzione, con l’uso intelligente delle strutture del potere esecutivo sul territorio senza cedere a scorciatoie semplificanti e limitative dei diritti dei cittadini".
"In tal senso profonda preoccupazione discende dalle ipotesi di questi giorni di consegnare il controllo dell’ordine pubblico a formazioni private, il che comporterebbe la rinunzia agli strumenti pubblici di tutela nell’interesse di tutti i cittadini - conclude l'associazione dei penalisti - . La difesa dei cittadini dalla microcriminalità deve essere intransigente ma senza far velo ai principi dello stato di diritto".
fonte: osservatorio sulla legalità
22 aprile 2008
Immigrati e stupri : i dati contraddicono le strumentalizzazioni
Colpito dalle facili equazioni politiche e dalle strumentalizzazioni elettorali dei drammatici fatti di questi giorni, che hanno visto vittime di violenze sessuali donne italiane ed extracomunitarie, l'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus ricorda che secondo i dati ISTAT la violenza sulle donne e' commessa per la maggior parte da uomini italiani, spesso gli stessi familiari delle malcapitate.I dati STAT 2006 indicano che in Italia il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner; se si considerano solo le donne con un ex partner la percentuale arriva al 17,3%. Solo il 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo.
Gli stupri e i tentati stupri sono commessi piu' frequentemente da amici (23,8%), conoscenti (12,3%), fidanzati o ex fidanzati (17,4%), mariti o ex mariti (20,2%), e solo in minima parte da estranei (3,5%). Solo il 21% delle violenze sessuali avviene per strada e il 14% in auto; per il resto, a casa propria o di amici e parenti. E' evidente dai dati che gli stupri da comunitari ex extracomunitari costituiscono una esigua minoranza.
Considerando anche la distribuzione territoriale, altri dati (Consiglio Regione Lombardia) evidenziano che valori piu' elevati si hanno per le residenti nel Nord-est, nel Nord-ovest e nel Centro: Nord-ovest 34,5%, Nord-est 35,5%, Centro 35,9%, Sud 26,8%, Isole 24,3%.
Non potendo espellere i nostri connazionali che commettono violenze ai danni delle donne, ci chiediamo quale ricaduta positiva avranno i provvedimenti paventati in queste ore riguardo agli immigrati e quali provvedimenti si intenda invece prendere per tutelare tutte le altre donne (la maggioranza) che subiscono violenze da Italiani.
Sempre che lo scopo di chi in queste ore promette interventi duri e immediati sia davvero quello di proteggere le donne e non di cacciare gli immigrati.
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