16 luglio 2007

A proposito di Genova 2001. Lettera aperta al Ministro Amato

Signor ministro Amato, ho letto che, secondo Lei, il prossimo capo della polizia dovrebbe essere una donna. Apprezzo sinceramente, e non per un omaggio alla pratica che giudico offensiva delle quote rosa, ma come risultato di una vera sconfitta delle logiche discriminatorie nei confronti delle donne. Vorrei al contempo pregarLa di individuare con certezza quella ignobile poliziotta che si divertiva con i risultati calcistici la sera del 21 luglio 2001, e sono certo che Le fornirà una decisiva collaborazione in questa delicata inchiesta il capo del Suo gabinetto di recente nomina. Lei mi capisce, non vorrei che, di carriera in carriera, toccasse a quella cosiddetta donna la promozione auspicata. Abbiamo anche saputo che, per la quarta volta, un tribunale civile ha riconosciuto un risarcimento a persone malmenate e ferite da qualche delinquente in divisa durante le giornate genovesi del luglio 2001, risarcimento che sarà pagato dal ministero da Lei diretto. Potrà comprendere che sono notizie che non possono non essere accolte con soddisfazione. Sembra persino, ogni tanto, di vivere in un paese nel quale si rispettano i diritti. E tuttavia non posso fare a meno di farLe notare che il risarcimento non sarà a carico del ministero da Lei diretto ma di noi cittadini, e in particolare (mi permetto di ricordarLe soltanto i nomi di due pacifici cittadini che sono stati massacrati dai delinquenti in divisa che hanno fatto la macelleria messicana alla Diaz) diArnaldo Cestaro e Lorenzo Guadagnucci. Ora, mi domando e Le domando, non sarebbe più giusto che l'onere del risarcimento fosse a carico di chi ha praticato la macelleria, di chi li comandava, di chi li ha sollecitati in quel compito efferato e delinquenziale, di chi, tacendo, ne ha condiviso la responsabilità, di chi ha ordinato quello scempio della democrazia del paese? Si potrebbe fare ricorso al Tfr o alla trattenuta del quinto dello stipendio, Lei se ne intende per i Suoi trascorsi sindacali. Le sarei davvero grato se volesse rispondermi e gratificarmi del Suo parere.
Giuliano Giuliani

Respinto l'assalto fascista all'occupazione abitativa di Casal Bertone a Roma


La notte tra l'11 e il 12 luglio è avvenuta l'ennesima aggressione fascista a Roma, nel quartiere di Casal Bertone. Un gruppo proveniente dal Circolo Futurista, sede del gruppo ultrasPadroni di Casa, appartenenti a Fiamma Tricolore, al termine dell'attacchinaggiodi manifesti, ha tentato di assaltare l'occupazione abitativa di Via De Dominicis, dove vivono da anni decine di famiglie dei movimenti di lotta per la casa. La prontezza degli occupanti e la risposta degli abitanti del quartiere ha respinto l'attacco e messo in fuga la squadraccia, che si è dileguata sotto gli occhi indifferenti delle forze dell'ordine,> sopraggiunte nel frattempo. L'attacco è stato premeditato e vigliacco. Armato di mazze, catene, coltelli il gruppo, guidato da Gianluca Iannone, dirigente di Fiamma Tricolore, non ha avuto remore a colpire donne e uomini, ferendo gravemente 6 persone, di cui una accoltellata all'inguine. In pochi minuti centinaia di persone sono scese in strada per difendere l'occupazione e reagire all'aggressione, praticando il legittimo diritto di resistenza. L'aggressione è avvenuta nel quartiere di Casal Bertone, dove da mesi i cittadini, le associazioni, i movimenti sociali denunciano e contrastano l'apertura del sedicente circolo Futurista, in via degli Orti di Malabarba 15, covo fascista sito all'interno di un palazzo di proprietà dell'Inps, che inneggia all'odio e al razzismo, attraverso, scritte, manifesti e intimidazioni. Nei mesi è cresciuta la protesta del quartiere, abitato da molti studenti fuori sede e con una lunga tradizione di lotte sociali, di associazionismo, e di iniziative culturali. Questa è la campagna per il mutuo sociale di Fiamma Tricolore: da una parte inneggiano alla "casa agli italiani" e "più case meno calabresi", dall'altra provano a colpire chi nei fatti conquista il diritto alla casa per tutti. Tutto ciò avviene a due settimane esatte dall'assalto squadrista a Villa Ada e dopo centinaia di aggressioni avvenute negli ultimi due anni nei> confronti di chi lotta per i diritti sociali e di cittadinanza, chi libera spazi di socialità e cultura, o chi semplicemente frequenta concerti e iniziative culturali. Come hanno denunciato con forza le migliaia di persone scese in piazza sabato scorso nel quartiere Trieste-Salario non è più possibile accettare> la presenza e la diffusione di ideologie e pratiche fasciste, coperte dalla destra istituzionale e favorite dalla colpevole "equidistanza" del sindaco Veltroni, del governo e delle amministrazioni locali, che hanno concesso sedi e agibilità politica, tollerando e lasciando impunite nella "democratica" città di Roma le scorribande dell'estrema destra.




Le antifasciste e gli antifascisti di Roma

Speriamo che muoiano tutti, 1-0 per noi

C´è la poliziotta che scherza sulla tragedia di Carlo Giuliani («speriamo che muoiano tutti... tanto uno già...1 a 0 per noi..»), il funzionario che impreca per i ritardi, l´agente che non sa che accade, l´altro che racconta di teste spaccate, il capoufficio stampa di Gianni De Gennaro "dimenticato" per strada, il capo della celere distrutto dalla nottata, quello della Digos che cerca di disfarsi delle due molotov. Sono le 26 telefonate che gli avvocati delle parti offese del processo per il blitz alla Diaz nel luglio 2001 - 29 tra funzionari e agenti imputati per lesioni, falso e calunnia - depositeranno nell´udienza di oggi, l´ultima prima della pausa estiva. Le comunicazioni sono quelle che intercorrono tra i poliziotti sul campo e la centrale operativa del 113 in questura.Ore 21.35 l´irruzione deve ancora essere decisa ma vengono inviate pattuglie per verificare la situazione attorno alla scuola che ospita la sede del Genoa Social Forum.Una funzionaria della centrale operativa (Co) parla prima con una pattuglia della Digos: «In piazza Merani ci hanno segnalato questi dieci zecconi (i manifestanti ma anche i giovani di sinistra, ndr) maledetti che mettevano i bidoni della spazzatura in mezzo alla strada...». Alle 21.57 la stessa poliziotta parla via radio con un collega (R) il tono è rilassato e scherzoso.R: «Ma guarda che io dalle 7 di ieri e di oggi sono stato in servizio fino alle 11, quindi... ho visto tutti `sti balordi queste zecche del cazzo... comunque...». Co: «...speriamo che muoiano tutti...». R: «Eh sei simpatica». Co: «Tanto uno già va beh e gli altri... 1-0 per noi...tanto siamo solo sul 113 e registrano tutto».A cavallo della mezzanotte, al 113, arrivano le telefonate allarmate di residenti della zona. Ore 23.58: «... via Cesare Battisti... guardi che è un macello... »; ore 23.59: «Lo sapete che hanno attaccato i ragazzi qui della scuola Diaz».I primi feriti. Ore 00.17, l´agente al posto di polizia dell´ospedale San Martino chiama il 113: «Ascolta ha chiamato il 118 che sta arrivando una valanga di feriti, è possibile?». 113: «Sì no, guarda io non te lo so dire...».Non hanno idea della situazione neanche gli agenti del reparto prevenzione mandati a piantonare i feriti all´ospedale. Alle 2.36 uno di loro chiama la Centrale operativa. «Sono 25 persone, uno ha problemi al torace... l´altro lo metti in chirurgia, l´altro in neurologia..», 113: «Sono in stato d´arresto?». Il poliziotto: «No devono essere accompagnati... si vede che questi sono i protagonisti degli scontri di oggi... però chi ha proceduto io non lo so». Co: «Guarda non lo so neanche io... ».Alla stessa ora il poliziotto al San Martino spiega al 113, che chiede se ci sono ferite da taglio: «No, no teste aperte a manganellate».Uno degli imputati il commissario Alfredo Fabbrocini parla al telefono con il 113 che chiede informazioni su quanto accaduto alla Diaz. Co: «Allora scusami esatto...quante persone avete accompagnato voi a Bolzaneto?».F: «Guarda ti direi una bugia, non lo so... c´era un tale caos, guarda, anche perché noi non accompagnavamo, noi facevamo la scorta... comunque c´era il funzionario della Digos, il funzionario della mobile». Co: «E lì ti fermi... perché non c´era altro». F: «Non lo so se non c´era altro, c´era qualche funzionario addetto della Digos, ce n´erano almeno tre o quattro.. c´era il dottor Sgalla, c´era anche Ciccimarra che li conosco, quella là più alta in grado non so chi era, comunque ce n´erano altri... ah c´era Gratteri, c´era il dottor Gratteri... loro hanno disposto il servizio, noi abbiamo fatto manovalanza...».All1 1.23 Lorenzo Murgolo alto funzionario della questura di Bologna, indagato e poi prosciolto, si infuria con il 113 perché non arriva un pullman per il trasferimento dei "prigionieri" arrestati: «Sono il dottor Murgolo porca... perché non rispondete porca.. è tutt´oggi che non rispondete a sto ca... di 113.. ».Cinque minuti dopo è ancora lui, in sottofondo si sente la gente che urla "assassini assassini". L´operatrice del 113 è in difficoltà di fronte alla rabbia di Murgolo e chiama un funzionario ma la musica non cambia: «Ma porca... ma mi volete dire dov´è `sto pullman..». 113: «La navetta è sul posto...». M: «Mah.. io non la vedo».Alle 2.07 Mario Viola funzionario collaboratore di Roberto Sgalla capo ufficio stampa del capo della polizia chiama ripetutamente il 113 per avere una volante che li riporti indietro perché tutti i mezzi sono partiti "scordando" i due dirigenti. Alle 2.44 richiama e dice che è stato accompagnato dal capo della mobile «perché se aspettavamo una volante stavamo ancora lì».Mentre attendono di essere collegati dal centralino Viola parla con dei colleghi: «Che ha detto?... ha detto che non è stata proprio una bella cosa quella che abbiamo fatto» e un altro ribatte «che se ne andasse a fan... ».Alle 3.05 Vincenzo Canterini («...sai che non connetto più io.. dissociato.. davvero so dissociato...») capo della celere romana parla con un suo attuale coimputato, Spartaco Mortola, ex dirigente Digos di Genova che agli agenti nel suo ufficio dice: «Oh ragazzi le molotov non lasciatemele qui...». Sono le due bottiglie che, scoprirà la procura, furono introdotte nella Diaz dagli stessi poliziotti.
Fonte: La Repubblica 06.07.97

Lettera aperta al ex capo della Polizia Gianni De Gennaro

Signor capo di gabinetto del ministro degli interni Giuliano Amato, vedo che una qualche rete di protezione si è subito aperta sotto il suo culo - perdoni il linguaggio familiare - e ha ammorbi-dito assai la sua caduta dal vertice della polizia di Stato. I giornali che annunciavano, martedì scorso, che lei era sì stato sostituito dal suo vice [e socio e amico, par di capire] Antonio Manganelli, ma allo stesso tempo destinato all'incarico più alto del ministero, hanno tralasciato di ricordare che sul suo capo pende un'accusa di «istigazione alla falsa testimonianza». Da quel che si è saputo, lei ha indotto l'ex questore di Genova all'epoca del G8, e chissà quanti altri dirigenti della polizia, a mentire ai giudici che stanno processando gli imputati per la «macelleria messicana» della scuola Diaz. Almeno, i magistrati genovesi pensano che lei lo abbia fatto, e pare abbiano una conversazione telefonica tra l'ex questore e un suo collega, a dimostrarlo. [Già, noi che in quei giorni, a Genova, eravamo dall'altra parte dei vostri manganelli «tonfa», non decidiamo a prescindere che qualcuno è colpevole e ne inventiamo poi le prove, come avete fatto voi].Lei mi permetterà di scusarmi intanto con i lettori, ai quali parrà che siamo un po' ossessionati da Gianni De Gennaro, la cui faccia era sulla nostra ultima copertina e del quale abbiamo spesso e a fondo scritto negli ultimi sei anni. E confesso che sì, in un certo senso ne abbiamo fatto una questione personale. Perché eravamo di persona nelle strade di Genova e molti come noi erano di persona dentro la Diaz e nelle celle di Bolzaneto e una persona come noi era Carlo Giuliani. Lei era personalmente il capo della polizia, in quei momenti. Ma, per quel che mi riguarda, il fatto personale consiste anche nella circostanza - di cui ho già scritto una volta - che sono figlio di un poliziotto. Mio padre, Vincenzo, era quando morì «per causa di servizio» [si dice così] maresciallo della polizia stradale. Quel che è rimasto nella mia memoria, di quell'uomo in divisa grigioverde [all'epoca], è la sensazione di un limite. Mio padre era a suo modo influente, nei posti dove abbiamo abitato, e qualche piccolo vantaggio ne ricavava, e il comandare altre persone gli aveva lasciato addosso l'odore della caserma. Ma c'era un limite che non avrebbe mai valicato, quello della - non so come dire - obbedienza alla legge. Portava sempre la divisa, e non l'ho mai visto in borghese, perché ne aveva rispetto, e pretendeva il rispetto altrui.Ora, io non so in cosa consiste la rete che le si è aperta sotto per impedirle di farsi male cadendo, se la massoneria, gli americani di cui lei è tanto amico, una lobby potente dentro la polizia, delle carte che lei conserva in qualche buco segreto e che molti politici non vorrebbero mai fossero rese pubbliche, o semplicemente la corporazione che si crea tra politici e funzionali in cerca di riconferma e di cui il ministro Amato è un terminale, o la complicità dei giornalisti cui lei passa sottobanco informazioni. Certo deve essere una rete robusta, per fare arrabbiare i prefetti, i quali sostengono che un poliziotto non era mai arrivato all'incarico di capo di gabinetto del Viminale per la semplice ragione che è meglio evitare accumuli di potere, in una democrazia. Forse tra vent'anni History Channel le dedicherà una monografia intitolata «Tutti gli amici di Gianni De Gennaro», e allora sapremo, se saremo ancora vivi, per quale miracolo della fisica lei rimane sempre a galla.Ma quel che è certo fin da ora è che lei quella divisa diventata nel frattempo blu non l'ha rispettata. E non ci vogliono i giudici, a deciderlo: anche se non guasta che qualche verità venga a galla, contro ogni abitudine di un paese in cui nessun poliziotto è stato mai condannato per aver ucciso a colpi d'arma da fuoco un manifestante: tutti che inciampano e gli scappa un colpo. Genova è una ferita aperta: i media possono anche dimenticarsene, come lamentava giorni fa Marco Imarisio, redattore di un giornale, il Corriere della Sera, più smemorato di altri. Genova è una domanda sospesa sulla democrazia del nostro paese, e lo resterà anche se il centrosinistra promette e non istituisce la commissione parlamentare di inchiesta, e la sinistra radicale si spaventa di aver ottenuto la sua rimozione, accetta il suo vice come nuovo capo della polizia, e non protesta se lei resta in sella. E Genova è una macchia nella biografia delle forze dell'ordine, che lei e la sua lobby ai piani alti del Viminale continuerete a nascondere, invece di lavarla via.Guardi, capo di gabinetto, come per sei anni abbiamo inseguito la sua coda, continueremo a farlo per i prossimi sei, e se occorre per altri sei. Noi non valiamo gran che, siamo un piccolo giornale, però siamo tenaci. Fastidiosi come zanzare.


Pierluigi Sullo - direttore CARTA




Indecenza

La nomina di De Gennaro capo di gabinetto del ministro Amato è un atto davvero indecente. La si vive come un'umiliazione personale per tutti quelli che a Genova hanno subito ciò che sappiamo: abusi d'ogni tipo, la Costituzione calpestata, violenze fisiche. Romano Prodi ci ha presi in giro, non ha il controllo delle forze di polizia e cerca di salvarsi chiamando al governo il capo del gruppo di potere più forte, che non riesce a intaccare. Lo dice anche l'associzione dei prefetti, che parla di ministero di polizia (quello che esisteva prima del ritorno della democrazia).Vorrebbero anche farci credere che è una scelta ottima per la democrazia, lineare e giusta, perché non si possono fare questioni personali. Infatti non facciamo questioni personali, poniamo questioni che hanno a che fare col rispetto dei diritti delle persone e con lo spirito e la lettera della Costituzione. Se la risposta alle rivelazione di Forunier (macelleria messicana) e all'indagine su De Gennaro (istigazione alla falsa testimonianza) è la nomina di De Gennaro a braccio destro del ministro degli Interni (!!!!) e del suo vice a capo della polizia, che cosa dobbiamo pensare? Che possibilità ci lasciano?

Omicidio Aldrovandi. Rinviati a giudizio quattro poliziotti per omicidio colposo.

Ci sono voluti quasi due anni, ma per i poliziotti di Ferrara coinvolti nella morte di Federico Aldrovandi comincia il processo. Ieri il giudice per le indagini preliminari Silvia Migliori ha deciso che ci sono tutti gli elementi perché Enzo Pontani, Monica Segat-to, Fabio Forlani e Luca Pollastri vengano processati: la prima udienza è stata fissata al 19 ottobre. Gli agenti non si sono presentati in aula e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La richiesta degli avvocati della difesa (che non hanno chiesto il rito abbreviato) di non luogo a procedere è stata respinta.Per la famiglia di Federico, morto una mattina di settembre del 2005 mentre tornava a casa dopo una serata passata con gli amici, è il primo spiraglio di luce. Per tutto questo tempo hanno dovuto sopportare il sospetto che loro figlio se la fosse cercata quella scazzottata coi poliziotti, e che ad ucciderlo fosse stato «un malore» dovuto alle droghe che aveva assunto. Prima versione avanzata - e difesa -dalla questura, ma sostenuta an-che dal procuratore capo Severino Messina.Cosa abbia ucciso Federico si potrà ora stabilire in tribunale, in un processo pubblico e trasparente. Niente di più di quello che ha sempre chièsto la famiglia di Federico. Ieri in aula c'erano la madre, Patrizia Moretti, il padre lino e anche il fratello di Federico, Stefano. Fuori, oltre ai giornalisti, non c'erano i parenti degli imputati, ma diversi poliziotti tra cui il capo della polizia giudiziaria di Stato presso la procura, fidanzato della poliziotta imputata.Emozione forte per la famiglia Aldrovandi: «Questo è il vero inizio», ha detto Patrizia Moretti. Lino Aldrovandi, solitamente defilato, ha detto chiaro e tondo davanti alle telecamere: «Per me la scelta dei poliziotti di restare in silenzio è la condanna più pesante». E' d'altrondestato un muro quello contro cui hanno dovuto lottare loro e gli amici di Federico. Un clima inquietante, con una iniziale tran-che delle indagini, prima che alla prima pm subentrasse l'attuale sostituto Nicola Proto, piena di stranezze: in questi giorni alla procura di Ferrara è stata aperta una inchiesta «bis» che mira a ricercare le responsabilità di chi ha condotto le indagini. Sono saltati fuori i brogliacci delle trascrizioni delle chiamate effettuate quella notte al 113. Erano stati manomessi, gli orari cambiati e posticipati ad arte. E in una cassaforte sono stati trovati campioni di sangue di Federico mai consegnati al magistrato. Ma c'è anche una terza indagine, scaturita da una delle querele piovute sulla testa dei giornalisti che si sono occupati del caso, e che invece sta producendo una serie di interrogatori per verificare se quanto denunciato - testimoni avvicinati da uomini della polizia prima di incontrare il magistrato - sia effettivamente accaduto. Queste le premesse. Ieri gli avvocati della difesa hanno sottolineato le incongruenze delle indagini, ma non ne hanno chieste di nuove esprimendo, almeno, la volontà anche da parte degli imputati di accertare la verità. Nessuna dichiara-zione all'uscita, ma solo un comunicato stampa congiunto dei quattro legali: «Non c'erano le condizioni per giungere a una simile conclusione». Sia le indagini che le perizie, spiegano, «hanno evidenziato la mancanza di un nesso causale tra l'azione di contenimento degli agenti e la morte del giovane», mentre le «svariate sostanze» assunte da Federico hanno avuto «sicura incidenza sul decesso». Federico, sostengono è morto per una excited delirium syndrome, evento «improvviso, imprevedibile e inevitabile». «Doverosa, obbligata e legittima» fu invece la condotta dei quattro agenti, che chiamarono il 118. Per questo, conclude la nota, gli imputati non sono preoccupati e «attendono con serenità il giudizio». Per gli avvocati delle parti civili, invece, il rinvio a giudizio è un risultato atteso. «E' un passaggio molto importante - osserva il legale Alessandro Gamberini - sia per la famiglia, che ha lottato affinchè Sulla morte di loro figlio non scendesse il silenzio, che per le attese sociali che si sono create. Se ci sono responsabilità, verranno accertate».Intanto, i brogliacci scoperti dalla procura hanno aperto nuovi scenari. Anche il pm Proto ha detto in aula che ci sono delle «ombre in-quietanti» sulla fase iniziale dell'intervento dei poliziotti. Convinto sostenitore che le urla di Federico, avvertite quella notte da diversi abitanti di via Ippodromo - da cui sarebbe scaturito l'intervento delle volanti - potrebbero invece essere state conseguenza di un precedente «incontro-scontro» tra Federico e i poliziotti è un altro degli avvocati della famiglia, Fabio Anselmo. Su questo ha incentrato il suo intervento in aula. All'uscita, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa: «Ci hanno chiamato sciacalli perché ci opponevamo alle dichiarazioni del questore Graziano e del procuratore Messina, che assolvevano l'operato della polizia. Alcuni di noi hanno ancora un procedimento disciplinare aperto all'ordine degli avvocati». L'ipotesi di un contatto precedente tra Federico e gli agenti andrà sostanziata. Il dibattimento è tutto da fare, e la partita ancora aperta. Come sottolineato dagli avvocati della difesa, il nesso di casualità non è stato ancora chiaramente dimostrato, e quello sarà uno degli elementi centrali del processo. Ma la cosa più importante per far sì che nuovi testimoni si facciano avanti: ci sono tante persone che quella notte hanno visto e che ancora non hanno parlato.


Fonte: il manifesto del 21/06/07

G8 Genova 2001. Fournier: "Sembrava una macelleria. Non dissi nulla per spirito di appartenenza"


La testimonianza del vicequestore, uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz

"Sembrava una macelleria messicana": è con queste parole che Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 del 2001 a Genova vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, descrive quello che vide al momento dell'irruzione nella scuola Diaz. Una descrizione ben diversa da quella che Fournier, uno dei 28 poliziotti imputati per la vicenda, fornì inizialmente. "Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza", ha confessato oggi in aula a Genova, rispondendo alle domande del pm Francesco Cardona Albini. Nelle dichiarazioni rese inizialmente da Fournier ai pubblici ministeri Zucca e Cardona Albini, il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. "Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana". "Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: 'basta basta' e cacciai via i poliziotti che picchiavano", ha raccontato ancora Fournier. Sollecitato dalle domande del Pm Cardona Albini, ha aggiunto: "Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze".
Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. "Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo". Fournier però ha anche cercato di ridimensionare in parte le responsabilità dei poliziotti: "Sicuramente nella scuola c'erano persone che hanno fatto resistenza, issato barricate, per cui non mi sento di dare la patente di santità a tutti gli occupanti dell'istituto". "Non posso escludere in modo assoluto che qualche agente del mio reparto abbia picchiato", ha detto ancora. In merito poi all'episodio del vice questore Troiani, il poliziotto che avrebbe portato le due bottiglie molotov nella scuola, come prova a carico dei 93 no global, poi arrestati, Fournier ha raccontato di aver visto il collega vicino alla camionetta con addosso il casco del Reparto Mobile di Roma. "Casco e cinturone del nostro reparto - ha spiegato - erano stati distribuiti in occasione del G8 anche ad altri reparti mobili".


Fonte: la Repubblica, 13 giugno 2007

Il sonno della ragione genera......sudditi.

Il 15 giugno inizia il processo d'appello dei condannati per “concorso morale in devastazione e saccheggio”per i fatti dell'11 marzo 2006 a Milano. I ragazzi di Reggio Emilia sono soggetti ancora a firma settimanale(!?). E' passato più di un anno e loro vanno ancora a firmare....Vita bloccata. Oggi, sul giornale, leggo che a Genova si è ripetuta la manifestazione di Forza Nuova in una città blindata per permetterla. Quando i nostri giovani andarono a Milano per contrastare lo stesso tipo di manifestazione si disse che erano puerili, avevano sbagliato, che l'antifascismo non si combatte così. Tutte affermazioni di “tromboni “che se ne stanno comodamente a casa o in piccoli gruppi elitari a criticare chi ha avuto e ha il coraggio di ostacolare un evidente ritorno di fascisti, mettendoci la faccia , la libertà...
Ora come la mettiamo che questi neri figuri ritornano impuniti nelle piazze come se il “fascismo in giacca e cravatta”fosse legale? Ora che, da ogni parte, si invocano misure repressive contro tutti e tutto ,dove sono le vestali dell'antifascismo? Dove sono gli “antifascisti storici? Possibile che siano ancora una volta solo i nostri giovani a capire cosa sta succedendo? Dove sono i sessantottini,i settantasettini che si riempivano la bocca di “rivoluzione”? Sono troppo occupati a gestire quel potere che avversavano, a parlare di operai, lavoratori, sfruttati da posizioni di privilegio, a incensire se stessi con convegni,libri,paginoni di quotidiani? E i giovani,quei giovani?Sono stati lasciati soli e tra qualche giorno ritorneranno davanti ai giudici che decideranno della loro vita, della loro libertà.
Nessun giornalista o politico(salve qualche raro caso) ha sentito il bisogno di sapere cosa è successo di questi ragazzi, di altri che sono nelle stesse condizioni e rischiano pene severe,gogna mediatica e processi sommari.Non fanno più notizia? Non fa notizia la vita delle persone?Non fa notizia che 5 giovani siano ancora sottoposti alla firma come nel ventennio?Non fa notizia che cittadini italiani siano stati condannati in massa per “concorso morale”?
Non fa notizia parlare di fascismo!
Quale cultura è quella che permette la costruzione di cippi in onore ai repubblichini,la commemorazione di eroi del ventennio in cui i presenti alzano il braccio in fascistissimo saluto alla faccia della Resistenza? Vi sembra normale!? Certo ci sono molti altri problemi ma tutti riconducibili ad uno solo:la cultura fascista che pervade questa società che ricerca ordine e disciplina.Cultura che si affaccia nella mente anche di coloro che se ne sentono indenni, militando a sinistra..In un'orgia di repressione(parola ormai desueta)si va verso una società perfetta in cui, chiunque contrasti l'imperatore di turno ,è condannato,emarginato,espulso.I nostri giovani hanno capito che l'imperatore è nudo mentre noi adulti..... siamo occupati a fare politica
Daniela Montanari
Comitato Antifascista 11 marzo di Reggio Emilia

Morti assurde e strumentalizzazioni

Claudio Monetti, Vanessa Russo, Karolina, tre morti assurde che richiederebbero il silenzio e la riflessione alla ricerca di un senso, anche blando, per questi avvenimenti terribili. Dei tre, solo Karolina e caduta in un silenzio, quello mediatico: una bimba polacca di sei anni uccisa "accidentalmente" da un italiano non fa notizia, ne si può utilizzare politicamente. Molto peggio è accaduto a Claudio Monetti e Vanessa Russo, oggetto di un´attenzione mediatica che non si è fermata neanche di fronte al dolore ed alla disperazione delle famiglie delle vittime, dolore e disperazione. Sbattuti nel "prime pagine" per aumentare ascolti e tiratura; strumentalizzati da una destra forcaiola che cerca di utilizzare la rabbia generata da morti ingiuste per guadagnare consensi. Il problema sicurezza esiste per il solo fatto che viene sentito come tale dalla maggioranza della popolazione; ma ci preoccupa la semplificazione dei problemi che vede nella richiesta di più polizia, più telecamere, più spie, più "ronde", l´unica soluzione al problema della sicurezza, come se vivere in una specie di galera a cielo aperto sia l'unico modo per vincere la paura. Pensiamo sia semplicemente folle pensare che la spirale di violenza si interrompa con la repressione indiscriminata, perché la causa ultima non è la mancanza di disciplina, ma l'aumento della disperazione, della povertà e dell'ignoranza, in tutte le popolazioni, culture e persone. Il vero problema sta nei tempi e nelle procedure del sistema giudiziario e legislativo, forte con i deboli e debole con i forti, che non consente quella "certezza della pena", garanzia fondamentale dello stato di diritto, ma consente l´impunità a chi si può permettere di sguazzare tra cavilli e perdite di tempo e pene "esemplari" a chi non può. Il vero problema sta nella solitudine in cui restano i nostri anziani, deboli, abbandonati ed alla mercé del primo malvivente di turno. Il vero problema sta nell'indifferenza, nella non conoscenza del vicino, nel "non" intervenire, nel farsi i fatti propri: un tessuto sociale sano e coeso non da spazio alla violenza ed alla sopraffazione che invece prospera nelle solitudini. Questo "esserci" non può essere delegato a nessuna ronda o forza di polizia. La vera soluzione è ricostruire un tessuto sociale nei quartieri: una risposta molto più interessante delle ronde e della caccia allo straniero: una risposta positiva, intelligente, ma soprattutto umana. La vera risoluzione sta nel dare possibilità e futuro alle persone.
14.05.07

9 luglio 2007

NoG8. La diretta del 9 luglio

Continua il vertice del G8 a l'Aquila, continuano le proteste diffuse sul territorio.
20,15 Napoli appello dei docenti universitari per la liberazione dei studenti arrestati
Alcuni docenti dell'Universita' L'orientale di Napoli hanno lanciato un appello pubblico per ''l'immediata liberazione degli studenti arrestati'' lo scorso 6 luglio. Lo fa sapere, in una nota, l'Onda napoletana. Tra gli arrestati anche uno studente dell'Orienatale, Egidio Giordano, uno dei ragazzi dell' ''Insurgencia'' napoletana. ''In una societa' democratica, quello di manifestare e' un diritto inalienabile - si legge nella nota - il clima di questi mesi ha visto ripetuti esempi ed episodi di intolleranza''. ''Non e' un caso se e' stato colpito il movimento studentesco - sottolineano - che quest'anno e' in prima linea, soggetto attivo di una forte mobilitazione''. L'appello e' rivolto ''a tutte le componenti sociali, politiche e accademiche per esprimere con fermezza l'assoluta inaccettabilita' di quanto e' successo nei giorni scorsi''.
20,00 Ancona partito il corteo
E' partito da piazza Roma, nel centro di Ancona, il corteo dei centri sociali delle Marche anti-G8 e contro i respingimenti dei migranti. In tutto sono circa 300 persone, fra cui quasi tutte le sigle del movimento oltre ad alcuni anarchici. Il corteo e' aperto da uno striscione con la scritta ''No deportation''. I manifestanti tengono in mano dei palloncini che libereranno in aria con appese delle sagome di cartone che rappresentano figure umane. Il riferimento e' ai clandestini morti nel tentativo di raggiungere i paesi europei. Imponente anche lo spiegamento delle forze di polizia: circa 200 fra agenti e carabinieri (ci sono anche il Reparto mobile di Padova e un reparto dei carabinieri di Bologna). Alcune scritte inneggiano alla liberta' per i due attivisti del centro sociale Csa Oltrefrontiera di Pesaro tra i 21 arrestati per gli scontri avvenuti lo scorso 21 maggio a Torino in occasione del G8 dell'Universita'. I manifestanti hanno ribadito la volonta' di entrare nella zona 'rossa' del porto, dove poco fa una delegazione ha potuto tenere una conferenza stampa sulla rampa della motonave Superfast in partenza per la Grecia. L'intenzione sarebbe quella di gettare in mare una corona di fiori. La zona e' sorvolata da un elicottero.
19,35 Ancona partito traghetto bloccato dai manifestanti
Il traghetto greco della Superfast bloccato dai manifestanti della ''Giornata senza frontiere'' anti G8 nel porto di Ancona e' salpato dallo scalo con una quarantina di minuti di ritardo sull'orario previsto. In una conferenza stampa improvvisata sulla rampa di imbarco, dove erano saliti i no global - alcuni giunti via mare con due gommoni -, impedendo cosi' la partenza della nave, Paolo Cognini, uno dei leader del movimento (l'iniziativa e' stata indetta da Comunita' resistenti delle Marche, Ambasciata dei Diritti, Ya basta e l'Onda) ha spiegato che l'atto di disobbedienza ha riguardato il traghetto, ''un mostro di ferro'', perche' ''dalle navi sbarcano i rifugiati che vengono respinti, anche se fuggono dalla paura e chiedono asilo''. Cognini, avvocato, ha citato una sentenza della Corte Europea per i diritti dell'Uomo ''che ha chiesto all'Italia di non rimandare i migranti in Grecia, paese che non garantisce i loro diritti. Queste persone - ha aggiunto - sono vittime delle scelte dei Paesi del G8, che stanno discutendo di regole che srvono solo a loro''. I migranti ''dovrebbero essere informati sui diritti per la richiesta d'asilo''. Critiche anche al pacchetto sicurezza, ''un'incivilta' giuridica'' e agli arresti di Torino, ''illegali perche' preventivi, fatti per intimorire in vista del G8''. In serata e' in programma un corteo fino al porto, dove i manifestanti cercheranno di lanciare in acqua una corona di fiori.
19,30 Napoli professori orientale solidali con gli studenti
Nella tarda mattinata di oggi no global e movimento onda hanno occupato il rettorato dell'Università orientale di Napoli. Gli studenti chiedevano al rettore Antonietta Vigagnoni di "prendere una posizione pubblica in solidarietà con gli studenti arrestati in questi giorni tra cui due studenti della Orientale nelle proteste contro il G8". In una nota del movimento è detto che l'incontro "si è concluso con la disponibilità della Vigagnoni a dare visibilità sul sito dell'Orientale alla situazione dei due studenti". Il corpo docente dell'Orientale invece si è prodotto in un appello "in difesa degli studenti arrestati e in generale del diritto al dissenso". L'appello è già stato firmato da una quindicina di docenti della Orientale
19,15 Roma detenuti di ponte galeria invocano aiuto
"Aiuto". E' tutto quello che sono riuscite a far giungere le detenute del Cie di Ponte Galeria ai manifestanti che dalle 17 di oggi presidiano il Centro di identificazione ed espulsione alle porte di Roma. I manifestanti, con l'ausilio di potenti amplificatori, inviano messaggi nelle lingue dei paesi del Maghreb e in romeno,intervallati da musica di tutti i generi. Ad intervalli piu' omeno regolari, al di la' del muro, si levano delle grida di incoraggiamento e delle richieste di aiuto alle quali i manifestanti rispondono, a loro volta, con applausi, fischi e col suono incessante di una grancassa. Non mancano poi slogan come "stop deportation"
18,35 Ancona manifestanti bloccano traghetto
Attimi di tensione nel porto di Ancona, dove in serata e' in programma una ''Giornata senza frontiere'' anti G8 indetta da Comunita' resistenti delle Marche, Ambasciata dei diritti, Ya Basta, l'Onda: una quindicina di manifestanti (alcuni arrivati via mare a bordo di due gommoni intercettati dalla polizia) sono saliti sugli scivoli per l'imbarco degli automezzi sul traghetto Superfast, mentre le rampe venivano sollevate, bloccando cosi' la partenza della nave.
18,13 Roma continua il presidio a ponte galeria
Sono circa 500 i manifestanti che si sono radunati di fronte al Cie di Ponte Galeria per dare vita adun presidio contro i provvedimenti contenuti nel ddl sicurezza, che prevedono la possibilita' di prolungare fino a 6 mesi il tempo di permanenza dei detenuti nei Centri di identificazione ed espulsione. La manifestazione, organizzata da una rete di comitati Antirazzisti, vede anche la confluenza di gruppi di manifestanti della Rete No G8 che contestano il summit in corso a L'Aquila. Un volantino distribuito dai manifestanti chiede la "chiusura dei Cie e la liberta' di movimento per tutti". Le condizioni di vita all'interno dei Cie e' un'altra delle argomentazioni che scandiscono le voci della protesta. "Qui a Ponte Galeria non ci sono mediatori culturali, l'assistenza medica e' deficitaria e ci sono molte persone che dovrebbero essere classificate come rifugiati politici, altro che clandestini" dicono alcuni manifestanti. Giornalisti poco graditi al presidio, alcuni manifestanti hanno dato vita ad un siparietto con finte telecamere e macchine fotografiche, scimmiottando quella che definiscono "l'invadenza" dei media durante le manifestazioni e domandando ai cronisti se si ritengano "liberi". Qualcuno tra i manifestanti ha anche apostrofato i cronisti presenti definendoli "il vomito dell'informazione". Il presidio proseguira' con un 'assedio sonoro' al Cie e con alcuno interventi dei manifestanti.
18,10 Ancona manifestanti arrivano in porto con il gommone
Una quindicina di manifestanti sono entrati nelle acque del porto di Ancona (dove in serata si svolgera' un corteo anti G8, organizzato dai centri sociali) a bordo di due gommoni, che sono stati intercettati e scortati fino alla banchina da una motovedetta della polizia. I ragazzi (molti a torso nudo per il caldo) hanno inalberato uno striscione con la scritta ''Aprite il porto alla liberta' e ai diritti. No borders'', lanciando slogan all'indirizzo dei passeggeri della nave Supefast, che dovrebbe salpare a breve. I due gommoni dovrebbero essere partiti dal vicino Mandracchio, il porto peschereccio del capoluogo marchigiano
17,50 Roma iniziato presidio a ponte galeria
Sono circa 500 i manifestanti che partecipano ad un sit-in organizzato dalla rete romana 'No G8'davanti al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Ponte Galeria a Roma. Momenti di tensione sono stati registrati perche' una parte dei manifestanti vuole i rappresentanti della stampa lontani dal luogo della manifestazione ritenendoli responsabili della mancata informazione su giornali e televisioni delle problematiche legate all'immigrazione.
17,39 Ancona striscione al porto
In base ad un accordo raggiunto con la Questura, i no global della ''Giornata senza frontiere'' indetta ad Ancona in concomitanza con il G8 sono entrati nell'area del porto, oltrepassando le barriere della zona di sicurezza, e hanno appeso uno striscione contro i respingimenti, tema della manifestazione, vicino ad un traghetto che sta imbarcando automezzi. E' previsto anche un volantinaggio prima del corteo (inizio alle 19) che dovrebbe sfilare dal centro fino allo scalo. Scalo dove al momento e' presente, in modo discreto, la polizia con due cellulari, insieme ai vigili urbani. Le forze dell'ordine hanno invece gia' blindato il centro, circondando piazza Roma, da dovre partire il corteo. Molti i negozi chiusi in corso Garibaldi, via principale del capoluogo marchigiano, e nell'adiacente corso Mazzini, dove invece sono tranquillamente a passeggio molte persone. Tutta l'area e' sorvolata da elicotteri.
17,30 Roma vernice contro agenzia interinale e unicredit
Continuano i blitz della Rete No G8 a Roma. Un gruppo di studenti nel quartiere San Paolo ha tirato vernice contro le porte dell'agenzia per il lavoro interinale Adecco e una filiale Unicredit. A proposito degli arresti per la manifestazione organizzata dagli studenti di Roma Tre martedi' scorso, i manifestanti oggi avevano proiettato un proprio video di quei momenti di tensione all'interno dell'ex cinema Volturno. ''Le forze dell'ordine ci hanno minacciato di sgomberare il centro sociale 'Acrobax' - hanno detto dopo la proiezione - non c'erano i black block in quel corteo ma gente che opera e lotta sul territorio da anni''.
17,12 Roma presidio ponte galeria, manifestanti danno vademecum ai giornalisti
Stare lontani dai manifestanti che svolgeranno il loro presidio ed evitare i primi piani o le riprese che possano favorire il riconoscimento dei partecipanti. Questi i 'consigli' impartiti dai primi manifestanti giunti sul posto alle diverse decine di giornalisti che gia' attendono l'inizio del presidio organizzato dai Comitati Antirazzisti edalla Rete No G8 di fronte al Cie di Ponte Galeria. Ai cronisti e' stato distribuito anche un volantino dal titolo esplicativo"Non riprendere, riprenditi la vita". Massiccio lo schieramento di uomini e mezzi delle forze dell'ordine attorno al Cie e a presidio della stazione ferroviaria Nuova Fiera di Roma e delle vie limitrofe. La Polizia Municipale inoltre impedisce di posteggiare le automobili nello parcheggio antistante al Cie, alcune vetture sono state rimosse con dei carri attrezzi, per tenere libera la zona dove si svolgera' il presidio dei manifestanti.
17,11 Civitavecchia conclusa manifestazione di Greenpeace
Si e' conclusa poco dopo mezzogiorno la manifestazione di protesta per lo scarso impegno dei governi del G8 contro l'effetto serra attuata dai cinque esponenti di Greenpeace, che nella prima mattinata di oggi erano saliti su uno dei carbonili della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia. I cinque sono stati identificati dalla polizia insieme ad altri attivisti dell'associazione ambientalista, alcuni muniti di telecamere e macchine fotografiche, che si trovavano all'esterno della centrale e non avevano partecipato direttamente alla protesta.Dopo la contestazione anti-Greenpeace di un gruppo di dipendenti della centrale (200 secondo l'ufficio stampa dell'Enel) che a loro volta avevano esposto striscioni contro gli ambientalisti, sulla questione si registra una presa di posizione dei sindacati di categoria degli elettrici Uilcem e Flaei-Cisl. In una nota si sostiene che manifestazioni come quella di questa mattina servono soltanto a mettere i cittadini contro i lavoratori e che l'effetto serra ed i cambiamenti climatici si combattono con centrali tecnologicamente all'avanguardia come quella di Civitavecchia, in grado di abbattere le emissioni di Co2. Intanto, la protesta di Greenpeace non ha impedito che alla centrale di Torrevaldaliga Nord si svolgesse la prevista esercitazione antincendio alla quale hanno preso parte capitaneria di porto, Vigili del Fuoco, forze dell'ordine e addetti alla sicurezza dell'Enel.
16,50 L'Aquila Sit-in dei comitati
Sono appena arrivati alla villa comunale i giovani appartenenti ai comitati aquilani, partiti dallo spazio3.32, in via Strinella. Dietro uno striscione sorretto dalle"last ladies", le donne della citta' dell"Aquila, alcune centinaia di manifestanti hanno dato cosi' inizio a un sit-in che aspettera' il passaggio di Carla Bruni in visita alle rovine del centro storico.I piu' arditi, meno di una decina, si sono presentati in slip. A dire: "questo terremoto ci ha lasciato in mutande". Altri hanno portato dalle tendopoli i vassoi sui quali vengono serviti i pasti. Non mancano le solite tende a ricordare la condizione di difficolta' in cui vivono gli oltre 20 mila residenti nelle tendopoli cittadine. Il sit-in delle "last ladies" andra' avanti fino a quando le forze dell'ordine non intimeranno ai manifestanti di ritirarsi.
16,42 Napoli presidio davanti la Questura
Aderenti alla Rete Campana e ai No Global hanno manifestato oggi dinanzi all'ingresso della Questura a Napoli, in via Medina, per sollecitare la scarcerazione di Egidio Giordano e delle altre persone arrestate sia nell'inchiesta sul G8 dell'Universita' di Torino che per le manifestazioni di protesta a Roma. ''Siamo qui per chiedere la loro scarcerazione - hanno spiegato - ma soprattutto per ribadire che non ci puo' essere alcuna limitazione al diritto di protestare, di manifestare apertamente il dissenso''. I manifestanti hanno annunciato che anche nei prossimi giorni scenderanno in piazza e pensano ad una giornata di mobilitazione. ''La riposta finora data - hanno detto - non puo' essere sottovalutata''.
ore 16,40 Ferrero domani il Prc sarà a L'Aquila contro il G8 e per la ricostruzione
La manifestazione di domani contro il G8 all’Aquila è in primo luogo una straordinaria occasione per esprimere la solidarietà del movimento contro la globalizzazione neoliberista alle popolazioni colpite dal terremoto. Vogliamo che diventi un corale abbraccio tra chi lotta per un mondo più giusto e la dignità di chi chiede risposte concrete e una ricostruzione trasparente e partecipata.In questi giorni si sta usando i terremotati e il loro dramma per giustificare il summit di un organismo anacronistico, ademocratico e fondato sulle categorie di potenza e di ricchezza.Come e più che a Genova nel 2001 i responsabili di una catastrofe economica, sociale e ambientale senza precedenti cercano di arrogarsi il diritto di dettare ordini per il resto dell’umanità, come se la causa del male potesse essere la suasoluzione.Agli aquilani che hanno fatto diventare il loro slogan “Yes we camp” una parola d’ordine di speranza a livello globale, diciamo di non aver paura dei manifestanti e di fare propria nelle parole d’ordine e nelle modalità di svolgimento, la manifestazione stessa. Ci metteremo in marcia dalla stazione di Paganica a l’Aquila come sempre abbiamo fatto: a volto scoperto, con le mani nude e con la volontà di costruire una alternativa alla crisi del capitalismo globale. Ognuno con le proprie bandiere e i propri colori, rompendo i muri della paura, costruendo ponti con chi, in ogni angolo del pianeta, lotta per un mondo migliore.Al servizio pubblico RAI, alle altre emittenti radiofoniche e televisive, alla carta stampata rivolgiamo un appello a dare voce alla gente dell’Aquila e alle ragioni di chi contesta il G8.
14,30 Onda domani manifestazioni in tutta Italia
Dietro gli arresti di lunedì c'è un partito trasversale della repressione che tenta di indebolire l'onda anomala per paura di quello che succederà il prossimo autunno quando di fronte alla si apriranno fronti sociali molto forti". Così i rappresentanti dell'onda anomala giunti nel capoluogo piemontese da numerose università italiane per chiedere l'immediata liberazione degli studenti arrestati lunedì scorso perchè ritenuti responsabili dei disordini e delle violenze verificatisi il 19 maggio scorso durante il G8 dell'università. Annunciando per domani iniziative di mobilitazione in molte università italiane, oltre a Torino, dove è in programma un corteo notturno che partirà alle 21 da palazzo Nuovo altre manifestazioni sono in programma a Palermo, Bologna, Milano, Napoli, Genova, Pisa, Venezia e Roma, i rappresentanti degli studenti dell'onda anomala che per la conferenza stampa si sono appropriati dell'ufficio del rettore del Politecnico, Francesco Profumo hanno ribadito: "i fatti accaduti lunedì sono gravi perchè dietro c'è una matrice politica che tenta di delegittimare gli studenti del movimento, un movimento invece che è unito e che rivendica tutto quello che è accaduto durante il G8 dell'università". "Le mobilitazioni straordinarie che si sono verificate in questi giorni -hanno aggiunto gli studenti- sono la dimostrazione che l'onda non è contenibile in schemi del passato e che quanto è accaduto nel maggio scorso non può essere ricondotto a meccanismi di perimetrazione tra buoni e cattivi poichè la decisione di violare la zona rossa è stata presa dall'intero movimento".
13,30 Firenze Il Prc denuncia comportamento repressivo forze dell'ordine
Episodio inquietante:cinque giovani in partenza per Roma, per partecipare alle manifestazioni contro il G8 ieri sono stati fatti scendere dal treno alla stazione di Rifredi, condotti in Questura e trattenuti fino alle 21. Il Partito della Rifondazione Comunista di Firenze esprime preoccupazione per la repressione messa in atto dal governo in questi giorni nei confronti di giovani che intendono protestare ed essere presenti alle manifestazioni contro il G8 di questi giorni. Quest’azione mostra il vero volto di un sistema di potere violento ed antidemocratico. Il governo sta cercando di trasformare un problema politico in un problema di ordine pubblico, colpendo una parte del movimento anti-G8 e cercando di intimidirlo. Il PRC è impegnato anche a Firenze a contrastare un clima repressivo di criminalizzazione del dissenso, denunciando ogni atto intimidatorio – come i provvedimenti assunti ieri contro i manifestanti il Rettorato dell’Università fiorentina, o quanto accaduto presso la stazione di Rifredi - , perché sia salvaguardato il diritto di manifestare, che fa parte delle regole democratiche
13,20 Arci: un deserto L’Aquila del G8
«La vita nelle tendopoli, già piena di disagi, con il G8 è diventata impossibile. In questi giorni l’Aquila è diventata un deserto, chi ha potuto se ne è andato – dicono i presidenti di dell’Arci nazionale e regionale Abruzzo – Gli esercizi pubblici, su suggerimento delle forze dell’ordine, hanno quasi tutti chiuso e ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono state imposte le ferie forzate. L’aiuto umanitario non è neutrale. Può essere orientato alla valorizzazione delle energie locali e alla partecipazione, ma può anche essere usato come strumento per favorire passività e dipendenza. Dei piani per la ricostruzione, se esistono, gli aquilani sono all’oscuro. Gli amministratori locali hanno già espresso la propria contrarietà a quel poco di cui hanno avuto notizia. Gli interventi sono tutti impostati alla relazione fra privati, accentuando la solitudine di chi non può permettersi di intervenire direttamente sulla propria casa, per la gravità dei danni o perché il reddito non lo consente». La gente aquilana che lascia la città, dice l’Arci, è la più forte manifestazione di dissenso che si potesse immaginare, con il segno tragico che porta con sé.
13,19 L'Aquila consiglieri comunali si incatenano per protesta
Quattro consiglieri comunali dell'Aquila si sono incatenati ad una ringhiera di un palazzo nei pressi di Piazza d'Armi per protestare contro il decreto legge sul terremoto. Si tratta di Enrico Perilli (Prc), di Francesco Valentini (Pd), Luigi D'Eramo (La Destra) e di Luigi Faccia (L'Aquila Citta' Unita - lista civica). I consiglieri comunali hanno esposto dei cartelli per contestare i contenuti del decreto sul terremoto: in particolare in uno striscione si chiede la maggiore partecipazione alle scelte da parte degli enti locali.
13,10 L'Aquila Epicentro solidale parteciperà alla manifestazione prevista per domani
Epicentro solidale e' l'unico tra i numerosi comitati cittadini sorti spontaneamente dopo il terremoto che partecipera' domani alla manifestazione no global contro il G8. La conferma arriva direttamente dall'esponente del movimento, Stefano Frezza. ''Il nostro comitato pur essendo sorto dopo il terremoto coinvolge realta' e persone che prima del sisma avevano un percorso e una storia politica ben precisa - spiega Frezza -. Saremmo andati a contestare il G8 anche alla Maddalena''. Frezza rispetta la scelta degli altri comitati sottolineando che le formazioni sorte spontaneamente dopo il terremoto sono concentrate sull'obiettivo della ricostruzione ed hanno aggregazioni molto varie. Per cui, ''quando si deve decidere su un tema altamente politico come quello della contestazione contro il G8, si preferisce non prendere posizione''. Epicentro solidale e' sorto l'8 aprile, due giorni dopo il sisma, su iniziativa delle quattro realta', Spazio libero 51, Acrobacs, Forte Prenestino e Radio Onda Rossa. ''Piano piano ci sono state altre aggregazioni, tra cui Sinistra critica, Radio out Brescia e il centro sociale Auro di Catania. Abbiamo organizzato solidarieta' e aiuti - ha continuato Frezza - distribuendo viveri, vestiario e altro materiale da due magazzini che abbiamo a Fossa, attivita' che stiamo ancora facendo. Ci siamo inseriti nella conferenza dei comitati cittadini perche' anche noi perseguiamo l'obiettivo della partecipazione dei cittadini alla ricostruzione sulle scelte e sul futuro dell'Aquila''
13,00 Vicenza presidio No dal Molin Obama risponda oppure presidio a Washington
Un accampamento a oltranza davanti alla Casa Bianca, a Washington, se il presidente statunitense Barack Obama non interverra' in questi giorni sulla vicenda della nuova base Usa a Vicenza: e' quanto ha annunciato il presidio permanente ''No dal Molin'' che si oppone all'allargamento dell'insediamento militare statunitense nella citta' berica. ''Se il presidente Obama non rispondera' ai cittadini vicentini durante la sua permanenza in Italia a settembre - e' detto in una nota - organizzeremo un volo charter per gli Stati Uniti e ci accamperemo a oltranza alla Casa Bianca per pretendere risposte''.
12,41 Ancona citta blindata per il corteo noglobal
Viabilita' rivoluzionata e presidi di sicurezza rafforzati in vista del corteo anti G8 organizzato ad Ancona nella zona del porto dai centri sociali, che hanno voluto articolare la protesta contro il vertice calandola nel territorio e contestando la politica dei respingimenti, di cui lo scalo - dove approdano costantemente immigrati e richiedenti asilo - e' a loro avviso il simbolo. Il corteo - e' previsto un migliaio di persone, ma i numeri sono approssimativi - partira' alle 19 da Piazza Roma, per poi raggiungere la zona 'verde' del porto, quella, in sostanza, solo parzialmente interessata dalle misure di sicurezza adottate non solo in vista del summit dell'Aquila, come la sospensione del trattato di Schengen. Non sono previsti disordini - gli organizzatori, Comunita' resistenti delle Marche, Ambasciata dei diritti, Associazione Ja Basta, l'Onda, hanno assicurato che sara' un corteo 'pacifico e colorato' - ma si potrebbero verificare se qualcuno dei manifestanti tentasse di entrare nella zona 'rossa', interdetta al transito da barriere. Diversi gruppi dovrebbero arrivare da fuori regione. Disagi limitati per i passeggeri, dato che a quell'ora il traffico e' minimo
12,34 Teramo fermato giovane inglese
Era vestito completamente di nero e percorreva a piedi l'autostrada facendo l'autostop nell'area della Val Vomano, nel teramano. L'atteggiamento di un giovane inglese ha insospettito i poliziotti in questi giorni in servizio di vigilanza per il G8, che hanno deciso di fermarlo per accertamenti. Non è ancora chiaro se l'uomo fosse diretto all'Aquila per prendere parte alle manifestazioni in programma in questi giorni nel capoluogo abruzzese.
11,58 L'Aquila comitati occupano palizzina sfitta agibile
Al grido 'Le case agli aquilani', una cinquantina di rappresentanti dei Comitati cittadini dell'Aquila ha occupato oggi un edificio nei pressi della Regione (foto). Tra i manifestanti, diverse ragazze con striscioni e magliette con la scritta 'The last ladies', in riferimento alla presenza nel capoluogo abruzzese delle moglie dei leader mondiali. ''In questo palazzo - spiega Federica, del Comitato Epicentro solidale - ci sono appartamenti in vendita non abitati, ma qui all'Aquila c'e' l'emergenza case e noi chiediamo che quelle agibili siano destinate alle famiglie e soprattutto agli anziani e ai bambini. Chiediamo di fare una verifica in tutta la citta' per valutare quante sono le case sfitte agibili e permettere legalmente che siano destinate agli sfollati che da mesi stanno nelle tende''. Prima del terremoto, ha aggiunto Claudia del Comitato 3.32, ''risultava che le case sfitte all'Aquila erano 3 mila, ma dopo il sisma sono diventate 350: bisogna fare in modo che siano assegnate ai tanti che ne hanno bisogno''.
11,57 L'Aquila la protesta dei cittadini "case subito ai terremotati"
Dopo 'Yes we camp' di ieri oggi è la giornata di 'the last ladies'. 'Case subito, si requisiscano e si diano agli sfollatì. È la protesta dei cittadini aquilani, sfollati che denunciano i loro disagi e la mancanza di interventi dopo il terremoto. Un centinaio di manifestanti della Rete di Comitati cittadini, dell'Associazione 3.32 e di Epicentro solidale hanno occupato simbolicamente un complesso residenziale in viale Carducci, nella zona di Pettino, all'Aquila. Diversi gli striscioni esposti mentre molte ragazze indossano al collo la scritta 'the last ladies'. Alcune di loro hanno tatuato anche sul corpo 'Più case meno chiacchierè. "Prima del terremoto -dice Claudia Pajewski- c'erano all'Aquila tremila case sfitte, dopo il 6 aprile ne sono rimaste ufficialmente solo 250. Noi chiediamo che vengano requisiti gli alloggi per i cittadini". Gli fa eco Marco, che grida: "Un inverno in tenda non potremo sopportarlo, nè vogliamo che siano costruiti mostri di cemento nelle campagne. La nostra lotta è per una casa prima di ottobre". La protesta, colorata è scandita dagli spettacoli di due improvvisati fachiri, che suonano la tromba e il flauto, lanciando un messaggio ai potenti della Terra riuniti a Coppito per il G8. Altri ragazzi, invece, indossano magliette gialle con la scritta: 'Forti e gentili sì, fessi nò.
ore 11,41 Studenti occupano università orientale
I rappresentanti del movimento degli studenti hanno reso noto di aver occupato la sede dell'Universita' degli studi L'Orientale di via Chiatamone, a Napoli. I manifestanti hanno srotolato uno striscione invocando la liberazione degli studenti arrestati in seguito agli scontri di maggio in occasione del G8 dell'Universita' a Torino.
11,19 L'Aquila proteste donne terremotate
Un gruppo di una decina di donne che vivono nelle tendopoli si e' radunato davanti a Palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo, esponendo cartelli con su scritto ''the last lady'' (video). L'iniziativa, e' stato spiegato, e' in relazione alla visita che le first lady compiranno oggi in Abruzzo. Le donne aquilane vogliono cosi' sottolineare la loro condizione, che le vede costrette a vivere ancora nelle tende fra numerosissimi disagi e - hanno detto - senza prospettive reali di sistemazione immediata. Al gruppo si sono aggiunti anche alcuni uomini. Il piccolo corteo si sta ora spostando verso Coppito, controllato a distanza con discrezione dalle forze dell'ordine. Intanto, e' stata per il momento annullata la marcia di protesta che avrebbe dovuto svolgersi questa mattina da via Strinella alla villa comunale e che i manifestanti, per sottolineare la condizione di disperazione, avrebbero condotto in mutande. Gli organizzatori non hanno spiegato se la manifestazione si terra' nel pomeriggio.
10,53 Roma azione dimostrativa con "spaghettata leader"
Attivisti travestiti da leader del mondo, impegnati a mangiare enormi piatti di spaghetti. Questal'azione dimostrativa "Cibo e agricoltura: i G8 agiscano ora per sfamare e salvare migliaia di vite", andata in scena questa mattina a San Giovanni. A organizzarla Oxfam International, gruppo di ong che combattono la povertà, e la ong di cooperazione allo sviluppo Ucodep.
10,39 Salerno presidio presso la sede dell'Unione Industriali
Ragazzi aderenti alla rete salernitana No-G8 stanno protestando con un presidio davanti alla sede dell'Unione industriale di Salerno, dove e' atteso il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia per l'assemblea coincidente con i 90 anni della nascita. I manifestanti hanno anche tentato un blocco stradale sul lungomare Colombo, accendendo un fumogeno, ma il tentativo di fermare la circolazione stradale e' stato reso vano dall'intervento della polizia. I ragazzi hanno srotolato striscioni, con la scritta "Noi la crisi non la paghiamo" e accolgono con fischi, trombette e urla di "assassini" e "ladri" le autorita' che si recano all'assemblea degli imprenditori. Presidio anche del personale legato al mondo della scuola e aderente ai Cobas per protestare contro i tagli al settore; a Salerno, infatti, era atteso anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che invece si colleghera' invideo-conferenza. Nel pomeriggio a Napoli si annunciano altre proteste della rete No-G8, "per non pagare la crisi dei padroni". All'assemblea di Confindustria Campania, partecipera' infatti anche Emma Marcegaglia.
10,31 L'Aquila fermato cameramen dell'Adnkronos
Piccolo contrattempo per un cameraman dell'Adnkronos accreditato al media village di Coppito, sede del G8. Al punto di imbarco delle navette che portano i giornalisti e i tecnici alla cittadella del vertice, il cronista viene fatto scendere dal bus e gli vengono chiesti i documenti. «Sei italiano? C'è una forte somiglianza con un no global francese», spiega il poliziotto al varco con una foto segnaletica in mano. Equivoco chiarito in pochi secondi, con tante scuse al giornalista controllato.
10,06 5 centrali occupate da greenpeace
Passano da quattro a cinque, da questa mattina, le centrali italiane occupate da Greenpeace. All'alba, infatti, gli attivisti sono saliti su uno dei carbonili della nuova centrale a carbone Enel di Torre Valdaliga Nord, presso Civitavecchia ''per per fare pressione sul G8 - affermano in una nota - dopo il deludente documento sul clima di ieri''. ''Riferendosi a un generico accordo sul clima per contenere l'aumento della temperatura entro i 2 gradi senza un piano, investimenti e obiettivi - commenta da L'Aquila il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio - il G8 non aiutera' a uscire dal vicolo cieco nel quale sono arenati i negoziati sul clima delle Nazioni Unite''. Dalla cima del carbonile di Civitavecchia gli attivisti si sono calati con le corde e hanno scritto sulla superficie lo slogan ''G8: ferma questo!'', riferendosi al carbone. La polizia ha fermato e identificato i membri dello staff di Greenpeace e foto e video operatori che non partecipavano direttamente all'azione e che erano all'esterno della centrale. Nel frattempo, procedono le azioni di protesta nelle altre centrali occupate (Brindisi, Fusina/Marghera, Porto Tolle e Vado Ligure). La notte e' stata sostanzialmente calma. Tutti gli attivisti e i giornalisti fermati a Porto Tolle sono stati rilasciati. A Marghera, gli attivisti saliti sulla gru sono scesi per il rischio di fulmini, mentre altri una trentina di persone restano all'interno della centrale. Infine, a Vado Ligure, l'occupazione della centrale continua con l'appoggio della popolazione.
8,22 Civitavecchia protesta Greenpeace sotto la centrale
Sei attivisti di Greenpeace stanno attuando una manifestazione di protesta contro l'effetto serra sotto la centrale Enel riconvertita a carbone di Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia. Gli attivisti ambientalisti hanno raggiunto la zona da terra muniti di striscioni e cartelli. La situazione e' tenuta sotto controllo sia dalle motovedette della capitaneria di porto, che da due giorni pattugliano il tratto di mare di fronte alla centrale, che da terra da polizia e carabinieri. Due sere fa una ventina di attivisti di Greenpeace a bordo di 4 gommoni, avevano gia' tentato di raggiungere la centrale, ma avevano dovuto rinunciare a causa del mare mosso.
8,19 Palermo corteo notturno contro il G8 e la liberazione immediata degli studenti arrestati
Si è concluso nella notte il corteo notturno con circa 200 studenti dell'Onda Anomala per le vie del centro storico di Palermo, dopo le occupazioni delle facoltà e del rettorato per protestare contro l'arresto di 21 studenti del movimento universitario a Torino. Al grido di "Liberi tutti, liberi subito", i giovani hanno annunciato che proseguiranno le iniziative di protesta fino a quando non verranno liberati gli studenti detenuti". Il corteo è stato preceduto da un'assemblea nell'ambito dell'iniziativa "Ponte sullo stretto, crisi e G8", presso il Centro sociale ExKarcere di Palermo.

8 luglio 2007

NoG8. La diretta

Si apre oggi all'Aquila il vertice degli Otto grandi. Il premier Berlusconi deve fare i conti con le critiche di tutti. In tutta Italia blitz e azioni della Rete NoG8.
20,10 Greenpaece denuncia fermo di 4 attivisti
Greenpeace protesta per lo stato di fermo che si protrae da diverse ore per alcuni attivisti e giornalisti presenti all'azione alla centrale di Porto Tolle, in Provincia di Rovigo. Fin da questa mattina, infatti, sono stati portati in commissariato per essere identificati 4 attivisti di Greenpeace che avevano partecipato all'azione presso la locale centrale Enel, in via di riconversione a carbone". Lo rende noto Greenpeace in un comunicato stampa.
20,07 L'Aquila perquisiti dalla polizia 2 giovani al 3e32
Un controllo e' stato effettuato dalla Polizia nel Parco Unicef di via Strinella dov'e' il punto di riferimento dei comitati cittadini sorti spontaneamente dopo il terremoto, tra cui 3 e 32. L'azione e' stata effettuata proprio mentre un folto gruppo dei rappresentanti dei comitati stava inscenando una manifestazione dimostrativa nei pressi di Piazza d'Armi con la scoperta di un grosso cartello con la scritta ''Yes we camp''. In particolare gli agenti hanno perquisito due giovani di Torino giunti per il G8 all'Aquila e aggregatisi ai comitati cittadini, che secondo quanto riferito dai responsabili del Parco Unicef durante la giornata erano gia' stati identificati e perquisiti altre volte.
20,06 Trieste studenti dell'onda occupano rettorato
Una decina di rappresentanti delmovimento studentesco Onda Anomala di Trieste ha occupato nel pomeriggio di oggi per circa un'ora la sede del rettorato dell'Universita' del capoluogo giuliano, in segno di protesta contro gli arresti decisi dalla Procura di Torino per gli scontri del G8 tematico svoltosi in maggio. I manifestanti hanno occupato pacificamente la sede del rettorato, esibendo uno striscione, sul quale e' scritto "Liberi tutti". Gli stessi occupanti hanno anche inviato un fax al Procuratore Giancarlo Caselli contro l'inchiesta 'Rewind'.
19,05 L'Aquila Forti e gentili si... fessi no!
Con le loro magliette con la scritta "Fortie gentili si', fessi no" e un lungo striscione di 10 metri conla scritta rossa "Yes, we camp!" i comitati cittadini aquilanihanno aspettato all"inizio di Via Corrado IV, proprio sotto latendopoli di Piazza D'Armi, il passaggio dei grandi, Obama inprimis. . Per domani mattina dalle 9:00 e' prevista unamarcia verso dallo Spazio 3.32 in via Strinella in direzione centro storico "fin dove ci faranno arrivare. In occasione della visita delle first lady al centro storico della citta' terremotata, infatti, vogliamo ribadire che ' noi non ce ne andiamo': ha affermato Sara Vegni, una delle portavoci del comitato cittadino 3:32, che prende il nome dall'ora in cui lascossa del 6 aprile ha distrutto la citta'. Per il pomeriggio di domani, in accordo con le forze dell'ordine, i comitati saranno impegnati in un sit-in alla Villa comunale, punto di accesso al centro storico: "Quello che vogliamo - afferma la Vegni - e' che la citta' torni in mano ai suoi cittadini, che ci venga permesso di entrare in centro, che sia creato un sistema di sicurezza che renda di nuovo vivibile il centro e non solo. Chiediamo a tutti,e sfrutteremo ogni occasione in questi giorni del G8 per farlo,di far uscire gli aquilani dalle tende il piu' presto possibile"."Le nostre azioni - spiega ancora - sono tutte assolutamente pacifiche. Il nostro primo ed unico interesse e' il futuro della citta': e' per questo motivo che abbiamo rinunciato a partecipare alla manifestazione del 10 contro il G8. Non la riteniamo illegittima, ma non entra nel nostro percorso di cittadini che vogliono partecipare alla ricostruzione dell'Aquila.".
19,00 L'Aquila. Allarme rientrato al 3e32
Allarme rientrato al 3e32. Quella che sembrava una perquisizione della polizia era in realtà solo un controllo di documenti a due persone.
18,55 Roma Pm chiede convalida arresti
Il pm di Roma Giuseppe De Falco ha chiesto al gip la convalida degli fermi e il mantenimento della custodia cautelare in carcere per le otto persone bloccate ieri dalla polizia in occasione dei disordini scoppiati nella capitale in concomitanza con le iniziative del movimento antagonista contro il G8. Le persone fermate sono accusate, a seconda delle singole posizioni, di danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale nonche' di porto e detenzione di oggetti contundenti. Gli otto fermati fanno parte del gruppo di 36 che erano finiti in Questura in seguito all'intervento delle forze dell'ordine. Il gip dovra' ora fissare l'udienza di convalida e valutare se sussistano i presupposti sollecitati dal pubblico ministero
18.54 Milano manifestanti in piazza
Circa 200 persone si sono radunate inLargo Carrobbio a Milano in attesa del corteo che si snodera'per le vie del centro. La manifestazione organizzata dall'assemblea 'no G8' ha l'obiettivo di protestare contro le politiche sociali "dei Grandi della Terra" e eprimere solidarieta' alle popolazioni colpita dal terremoto in Abruzzo. In testa uno striscione che recita: 'No G8, speculazione,militarizzazione. 100% ricostruzione, partecipazione,
18,30 L'Aquila, polizia al presidio del comitato 3e32
Secondo notizie ancora da confermare del tutto, sarebbe in corso una perquisizione della polizia al parco dell’Unicef, in via Strinella, all’Aquila, dove c’è la sede della Rete cittadina 3e32
18,22 L'Aquila centro blindato per visita Berlusconi Obama
Centro dell'Aquila blindato, dove tra pochi minuti arriveranno il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il premier Silvio Berlusconi, che assieme visiteranno i luoghi simbolo del terremoto che il 6 aprile scorso ha scosso il capoluogo abruzzese. I due leader arriveranno in Piazza Duomo e poi si sposteranno, tra le macerie, ad osservare il Palazzo della Prefettura, di cui ben poco rimane ancora in piedi. Blindato anche il tragitto che dalla caserma della Guardia di Finanza di Coppito (dove si sta svolgendo il summit degli otto Grandi) Obama e Berlusconi percorreranno per raggiungere il centro. Centinaia di poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco ed agenti dei servizi veglieranno sulla sicurezza dei due leader. Non e' possibile per i cittadini avvicinarsi alla Piazza del Duomo ed al percorso previsto per il presidente Usa e per il premier in centro citta'.
18,19 L'Aquila manifestazione spontanea di protesta
Una manifestazione di protestac ontro il G8 e' stata attuata nel tardo pomeriggio di oggi in prossimita' del campo degli sfollati di piazza d'Armi, a L'Aquila. E' stata organizzata dai comitati cittadini che gia'questa mattina avevano attuato una clamorosa forma di protesta realizzando la scritta 'Yes we camp' sulla collina di Roio. Anche nella manifestazione di questo pomeriggio gli esponenti dei comitati cittadini hanno esposto uno striscione della lunghezza di dieci metri con la stessa scritta, mentre in un altro striscione viene rigettata l'ipotesi della costruzione di una nuova citta', sollecitando, invece, la ricostruzione "dalbasso". I cinquanta esponenti dei comitati sono stati affiancati anche da cittadini comuni che non condividono la politica di ricostruzione attuata fino a questo punto. Piazza d'Armi si trova all'imbocco di via XX Settembre su cui dovrebbe transitare fra qualche istante il Presidente degli Usa, Obama,che visitera' Piazza Duomo.
18,10 Roma sit-in di fronte carcere regina coeli
Alcune centinaia di persone della Retedei movimenti No G8 stanno dando vita ad un sit-in di fronte alcarcere di Regina Coeli, dove sono detenute le persone arrestateieri mattina nel corso di una manifestazione che si stavasvolgendo tra Testaccio e Lulngotevere per contestare il summitin corso a L'Aquila. "Tutte libere! Tutti liberi! Le lottesociali non si arrestano" questo lo slogan contenuto in unvolantino di solidarietà con gli attivisti No G8 arrestatidistribuito dai manifestanti. Dai megafoni partono anche appellia recarsi in massa a L'Aquila venerdì prossimo per lamanifestazione più grande di contestazione del summit attesa nelcapoluogo abbruzzese.
17,58 L'Aquila foglio di via per giovane lucano
È stato denunciato a piede libero e sottoposto al provvedimento del foglio di via obbligatorio un 25enne di Policoro (Matera), identificato dalla polizia ferroviaria su un treno in arrivo a Sulmona e trovato in possesso di una mazza ferrata lunga 50 centimetri, sassi avvolti in panni e una batteria da 12 volt. Il giovane ha confermato ai poliziotti che si stava recando a L'Aquila per contestare il G8
17,49 L'Aquila foglio di via per due giovani
Due fogli di via obbligatori sono stati emessi nei confronti di altrettanti giovani dell'hinterland milanese che si stavano presumibilmente recando all'Aquila per contestare il G8. I due sono stati controllati dalla polizia stradale di Avezzano: entrambi avevano precedenti penali per porto di armi e oggetti atti ad offendere e per lesioni personali
17,47 Genova presidio degli studenti dell'onda
Presidio di alcune decine di militanti dell'Onda oggi pomeriggio, nella centralissima piazza De Ferrari, a Genova, contro gli arresti dei giorni scorsi a Torino e a Roma. Nel corso dell'iniziativa i militanti che reggevano uno striscione con la scritta ''L'onda non si arresta'' hanno distribuito volantini invitando ad un nuovo presidio che si terra' venerdi' sotto la Prefettura del capoluogo ligure alle 17.30, contro il pacchetto sicurezza e lo ''stato di polizia''. ''Il governo sta conducendo una feroce repressione dell'Onda, dell'unico movimento che ha saputo riempire le piazze negli ultimi mesi, dell'unica reale opposizione sociale in un Paese assopito'', si afferma in un passaggio del documento letto oggi in piazza. ''E' chiaro che il governo sta provando a fare terra bruciata intorno ai movimenti in vista di un autunno che si preannuncia molto caldo - si aggiunge - con la crisi finanziaria che avanza e si manifestera' con la fine delle casse integrazioni, la scadenza dei contratti, i tagli allo stato sociale e l'aumento delle tasse universitarie''.
17,29 L'Aquila rilasciati i 4 olandesi fermati
Sono stati rilasciati i quattro olandesi fermati oggi sull'A24 (Roma-L'Aquila), dalla polizia stradale, mentre si dirigevano nel capoluogo abruzzese. I quattro hanno dimostrato di essere giornalisti di un'agenzia di stampa. Per quanto riguarda la presenza di caschi e di una maschera antigas nell'auto sulla quale viaggiavano, si sono giustificati dicendo di essersi premuniti nell'eventualita' di incidenti in occasione della manifestazione di venerdi' prossimo a L'Aquila, contro il G8.
17,23 Torino studenti in rettorato
Una trentina di studenti dell'Onda anomala torinese sono tornati poco fa nel cortile del Rettorato dell'Università, in via Verdi. I manifestanti, che chiedono di parlare con il Rettore, Ezio Pelizzetti, hanno annunciato di aver occupato la struttura. Da qualche giorno, nel capoluogo piemontese si susseguono iniziative dell'Onda. Gli studenti, già impegnati in una serie di iniziative contro l'aumento delle tasse universitarie, da lunedì sta manifestando in diverse sedi contro gli arresti compiuti nei giorni scorsi a carico di presunti responsabili dei disordini verificatesi lo scorso maggio in occasione del G8 dell'Università.
16,02 Roma Anna Pizzo, consigliere regionale, visita gli arrestati dei bliz antiG8
''Gli agenti penitenziari di Regina Coeli, dove sono detenuti cinque dei ragazzi arrestati ieri in occasione delle manifestazioni a Roma per il G8, questo pomeriggio esultavano: 'Abbiamo fatto fuori l'Onda'. L'ho sentito con le mie orecchie e lo reputo estremamente grave''. Lo ha riferito la consigliera del Lazio Anna Evelina Pizzo che questo pomeriggio si e' recata in visita al carcere. ''Ho fatto visita ai 5 ragazzi detenuti qui - ha raccontato Pizzo - uno spagnolo, uno scozzese e tre italiani. Sono imprigionati in una sezione del carcere (la VII) che, a quanto ci riferisce il comandante, e' stata completamente svuotata per far posto ai futuri arresti del G8. Sono in semi-isolamento - ha proseguito - e mi hanno detto di essere stati chiusi in celle blindate fino a poco prima che arrivassi. Non sanno cosa li aspetta e non sanno nemmeno il motivo per cui sono stati arrestati: il ragazzo spagnolo, di circa vent'anni, dice di essere venuto in Italia per vacanze e di essere stato arrestato a Termini''. La consigliera, che ha parlato ''attraverso le sbarre con i detenuti'', ha aggiunto che ''i ragazzi non hanno problemi di salute, fatta eccezione per uno che non riesce a sentire''
ore 14,48 Roma striscione fuori il carcere di Rebibbia
Un gruppo di anarchici ha effettuato un blitz fuori dal carcere di Rebibbia a Roma. I manifestanti hanno esposto uno striscione con su scritto ''Stop al G8, burn the state''. Sul luogo sono intervenute alcune volanti della polizia di stato
14,37 Roma vernice contro negozio Benetton
Blitz anti G8 in via Magna Grecia intorno alle 14. Tre manifestanti a volto coperto hanno tirato vernice contro la vetrina di un negozio della catena Benetton. I manifestanti sarebbero riusciti a scappare. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato che avrebbero fermato due fotoreporter perché alcuni testimoni hanno raccontato che i due avrebbero favorito la fuga dei manifestanti.
14,11 L'Aquila " Yes we camp" grande scritta su collina Roio
Yes we camp": e' la grande scritta che questa mattina e' comparsa sulla collina di Roio dell'Aquila, che sovrasta l'intera citta' ma anche la caserma della Guardia di Finanza di Coppito, dove oggi e' cominciato il vertice G8. Una scritta che 50 attivisti dei comitati cittadini- nati all'Aquila, per partecipare attivamente alla progettazione della ricostruzione e per vigilare che tutto avvenga nella maniera piu' trasparente possibile - hanno realizzato con grandi lettere in plastica. E che e' visibile per tutti coloro che arrivano dall'autostrada A24(Roma-L'Aquila), ma anche per chi giunge in elicottero o in aereo all'aeroporto dei Parchi, ossia i Grandi della terra che oggi sono nel capoluogo abruzzese devastato dal terremoto del 6aprile scorso. Un'anticipazione della protesta c'era stata stamane nel centro commerciale l'Aquilone, dove 5 attivisti dei comitati cittadini avevano provato ad esporre uno striscione con la stessa scritta. C'e' stato qualche tentativo delle forze dell'ordine di farli desistere, ma i manifestanti non hanno mollato e lo striscione e' stato esposto alla vista dei giornalisti che proprio qui si imbarcano sulle navette per raggiungere la caserma del G8."E' una protesta vera e propria - spiega Alessandro Tettamanti, portavoce del Comitato 3e32, che e' l'ora della grande scossa del 6 aprile - e' una protesta contro chi ha voluto il G8 in una citta' distrutta aumentando in modo incredibile i disagi alle persone esasperate da tre mesi di tenda e di privazioni di ogni tipo; e' una protesta - aggiunge- contro l'aumento di una militarizzazione della citta' che non si e' mai arrestata, anzi e' sempre aumentata. E' una protesta, infine, contro una rappresentazione di quello che sta avvenendo nella nostra citta' che non e' reale. E' un modo anche per ribadire - conclude Tettamanti - che noi siamo siamo vigili, presenti e verificheremo che tutto quello che sara' promesso venga realizzato anche in questo G8".
ore 13,54 L'Aquila anche sui muri cartelli "yes we camp"
Anche su molti muri dell'Aquila stamani sono stati affissi grandi manifesti con la scritta ''Yes we camp, but we don't go away'', la stessa esposta con un lungo striscione sul colle di Roio. I manifesti sono stati affissi probabilmente nella notte dai rappresentanti dei comitati cittadini sorti spontaneamente dopo il terremoto che hanno coniato questo slogan come titolo della loro campagna di informazione. Gli stessi rappresentanti del comitato stamani hanno consegnato una copia in inglese del loro volantino sulla campagna di informazione parallela al G8 alla stampa estera presso il centro commerciale L'Aquilone.
ore 13,50 L'Aquila fermato giovane toscano, invitava su facebook alla mobilitazione
I carabinieri stanno svolgendo degli accertamenti nei confronti di un giovane di Grosseto (le cui generalita' non sono state fornite) che sulla sua pagine diFacebook invitava a recarsi all'Aquila per protestare duramente contro i lavori del G8. Il ragazzo era stato fermato sulla strada statale 17 mentre passeggiava con una telecamera. Dal controllo effettuato dalle forze dell'ordine e' stato trovato in possesso di due grammi di cocaina e quattro di hashish. Il controllo invece sul contenuto della telecamera non ha fatto emergere nulla di interessante ai fini investigativi. Gli accertamenti sul giovane sono proseguiti con una perquisizione domiciliare che ha interessato la sua pagine di Facebook. Il ragazzo e' stato denunciato in stato di liberta' con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di droga ed e' stato anche raggiunto dal foglio di via obbligatorio.
ore 13,42 Carsoli (Aq) Fermati 4 olandesi
Quattro cittadini olandesi sono stati fermati in mattinata dalla polizia stradale nei dintorni di Carsoli (L'Aquila) dopo essere stati trovati in possesso di maschere antigas. Non è ancora chiaro se si tratti di manifestanti diretti a L'Aquila per prendere parte ai cortei della rete che si oppone al G8 o che invece si tratti di giornalisti in auto verso il capoluogo abruzzese
ore 13:42 Bologna. Il 10 corteo per la scarcerazione degli studenti
Ieri un blitz in rettorato e il blocco della circolazione sui viali per protestare contro l’arresto di quattro universitari bolognesi per i disordini del G8 di Torino. Per i prossimi giorni l’Onda di Bologna ha in programma il corteo di venerdì sera tra le vie del centro e studia altre iniziative da realizzare a livello nazionale. «Adesso definiamo bene il programma delle iniziative che stiamo realizzando nelle singole regioni – spiega Andrea, uno dei leader dell’Onda di Bologna – poi ci confronteremo domani a Torino con gli altri referenti per capire meglio quale potrebbe essere lo sviluppo della nostra protesta».Intanto gli universitari si dicono soddisfatti per gli appuntamenti dei giorni scorsi: «Ieri – spiega – abbiamo avuto due blocchi della circolazione molto lunghi e l’occupazione del rettorato. La gente ha partecipato ed è interessata; la risposta è molto significativa. Venerdì ci sarà il corteo alle 19 da piazza Verdi per chiedere la liberazione immediata degli studenti».Da due giorni il centro è pattugliato, in alcuni punti strategici, dalle camionette della Polizia. «Fanno il proprio lavoro – aggiunge Andrea – ma in questa vicenda il dato allucinante è quello degli arresti: di questi reati sono piene le Procure italiane; sono reati che appartengono a forme classiche della dialettica di piazza».
ore 13, 29 Roma Rilasciati gli attivisti di Avaaz fermati a piazza di Spagna
Sono stati rilasciati dai carabinieri gli attivisti della rete Avaaz fermati questa mattina a Roma dopo lo strip-tease messo in scena a piazza di Spagna per chiedere ai leader del G8 interventi contro i cambiamenti climatici. Lo rendono noto alcuni membri dell’organizzazione. Si tratta di tre persone – un greco, un francese ed una americana – presi dai militari dopo aver srotolato uno striscione. Gli attivisti erano stati portati nella caserma di piazza San Lorenzo in Lucina.
ore 13, 26 Roma. Studenti occupano gli uffici della Sapienza/innovazione
Una cinquantina di persone, tra studenti e precari, hanno occupato questa mattina gli uffici di Sapienza/Innovazione, organizzazione di interfaccia tra Università e aziende private. L’occupazione, che è durata alcuni minuti, era accompagnata da slogan contro la privatizzazione dell’università e soprattutto ha portato solidarietà agli studenti arrestati ieri durante le manifestazioni nella zona dell’Ostiense e ai 21 arrestati per gli scontri di Torino al G8 dell’Università del maggio scorso.
ore 13,20 Roma concluso corteo da via XX settembre a Piazza Fiume
E' terminata in piazza Fiume lamanifestazione di una trentina di militanti della Rete No G8che avevano protestato nei pressi del ministero dell'Economiacontro il G8. La polizia ha consentito ai manifestanti di fareun breve corteo da via XX Settembre per via Piave fino a piazzaFiume, dove poi la manifestazione si e' sciolta. In via Piave,proprio davanti agli uffici della Regione Abruzzo, un momentodi protesta rumoroso contro i costruttori responsabili degliedifici crollati a causa del terremoto
ore 12,29 Firenze Studenti occupano uffici Ateneo
Stamane un gruppo di venti persone,attraverso un ingresso posteriore, si e' introdotto all'internodella sede del consiglio di amministrazione dell'Universita' diFirenze nella quale era in corso una riunione del senatoaccademico occupandola ed interrompendo la riunione. Altriventi studenti, intenzionati ad entrare non sono inveceriusciti nel loro intento per il tempestivo intervento delleForze dell'Ordine. E' in corso l'attivita' di identificazionedi tutte le persone coinvolte. Gli autori dell'occupazionesaranno denunciati all'Autorita' Giudiziaria per interruzionedi pubblico servizio. Per gli studenti bloccati all'esternoscattera' invece la denuncia per manifestazione nonautorizzata.
ore 11:42 NoG8. 100 attivisti di Greenpeace occupano centrali elettriche
Oltre cento attivisti di Greenpeace da tutto il mondo hanno occupato quattro centrali elettriche a carbone sparse sul territorio italiano, chiedendo ai capi di Stato del G8 di assumere un ruolo di leadership contro i cambiamenti climatici.Nelle prime ore del giorno, gli attivisti – provenienti da quindici differenti nazioni – hanno occupato i nastri di trasporto e scalato le ciminiere e le gru delle centrali a carbone di Brindisi, di Fusina a Marghera [Venezia], Vado Ligure [Savona] e dell’impianto che il governo italiano vuole riconvertire a carbone, a Porto Tolle, nel Parco regionale del Delta del Po. Il carbone è in assoluto il combustibile con le maggiori emissioni di gas serra.Alcuni problemi, finora, solo nella centrale di Brindisi, dove i responsabili della centrale Enel hanno più volte riacceso il nastro, nonostante la presenza degli attivisti di Greenpeace, mettendo a rischio la loro sicurezza. La centrale di Brindisi, recentemente al centro di una sporca storia di traffici di rifiuti tossici, è la maggiore singola fonte di emissioni di CO2 in Italia e Greenpeace intende ridurre queste emissioni.
ore 11:32«Yes we camp» scrivono i comitati aquilani sulla strada del G8
Sono all’ultima lettera della scritta «Yes we camp», alta 10 metri sulla collina di Roio, vicono l’Aquila, ben visibile sia dall’autostrada che dalla via che porta alla caserma di Coppito, sede del G8. La stanno facendo i comitati cittadini de L’Aquila, per richiamare l’attenzione sulle migliaia di persone che vivono nelle tendopoli.
ore 11:20NoG8. Blitz alla sede dell’Unione industriale di Torino
Sei persone sono state fermate per il blitz di stanotte davanti alla sede dell’Unione industriale di Torino, dove sono stati buttati sacchi di monete e banconote immerse in una pozza di sangue finto, ed è stato appeso uno striscione della Fai, la Federazione anarchica torinese. I militari poco dopo sono intervenuti e li hanno fermati e portati in caserma. Ai sei è contestato il reato di danneggiamento.
ore 11:1975 mila bambini moriranno nei giorni del G8
All’apertura del vertice del G8 a L’Aquila, Save the children diffonde il dossier «L’agenda del G8 per i bambini del mondo» e denuncia: più di 75 mila ragazzini perderanno la vita durante il summit del G8 per cause facilmente prevenibili e affrontabili. La crisi economica globale sta peggiorando le condizioni di oltre nove milioni di bambini nei paesi poveri e degli oltre 40 milioni costretti ad abbandonare la scuola a causa dei conflitti, mentre i leader del G8 riuniti L’Aquila fanno ben poco.

30 giugno 2007

Acquista la maglia dell'osservatorio, contro il pacchetto sicurezza


Costo 10 euro più 2 euro per le spese di spedizione.
Specificando indirizzo da inviare la maglia e la taglia.
Per ordinazioni superiori a 10 il costo è di 8 euro
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La maglietta è stata un idea dei giovani comunisti che l'hanno proposta nel giugno 2008. Non eravamo a conoscenza che i compagni del sito http://ghostwritersondemand.splinder.com/ avevano ideato il logo. Ci rammarica e ci scusiamo di non aver fornito la fonte.


22 giugno 2007

APPELLO PER LA LIBERTÀ DI MOVIMENTO


Il 5 giugno prossimo, la IV sezione del tribunale di Napoli giudicherà inprimo grado 9 attivisti dei “Comitati per la quarta settimana”, per unainiziativa contro la precarietà e il carovita tenutasi nell'ottobre 2004. Un presidio di circa 200 precari presso l'Ipercoop di Afragola si conclusecon la distribuzione a scopo simbolico, ai clienti dell'ipermercato, dipoche scatole di pomodoro e di pasta date volontariamente ai manifestantidalla direzione della stessa azienda. Per questa iniziativa, l'incredibile accusa ipotizzata dal PubblicoMinistero è di “estorsione aggravata dal numero di persone”, con larichiesta di 6 anni di carcere per 3 attivisti e di 3 anni e sei mesi pergli altri!! Così come nel Processo per un'altra protesta contro il carovita, attuata il 6 novembre 2004 a Roma, sconcerta l’assoluta sproporzione e la gratuità delreato ipotizzato e delle pene previste rispetto alle caratteristiche concrete delle azioni messe in campo. Ma soprattutto, nell’esprimere la nostra solidarietà verso gli imputati,vogliamo rimarcare che i temi della precarietà del lavoro e del carovitacostituiscono a tutt’oggi gravi questioni che interrogano in manierapressante l’agire delle forze sociali e l’agenda delle forze politiche. Per questo l’agire dei movimenti che ne hanno sottolineato l’urgenza nonpuò essere compresso dentro uno schema giudiziario e penale,indipendentemente dalla condivisione o meno delle forme di protesta di unamanifestazione che mantenne comunque un carattere esclusivamente simbolicoe rivendicativo. Un'iniziativa pubblica, pacifica e priva di lucro che nonpuò essere associata a una tipologia di reato propria invece dellacriminalità economica. Migliaia di procedimenti giudiziari gravano sulle lotte sociali di questianni, dal mondo del lavoro alla scuola, ai movimenti ecologisti e contro laguerra, minacciando il protagonismo sociale di un’intera generazione el’emergere di nuovi movimenti. Anche per questo è necessario porre mano ad un procedimento di amnistia cherestituisca queste istanze alla loro esclusiva dimensione di ordine socialee politico. Si tratta di riconoscere ai movimenti di aver prodotto unanuova stagione della partecipazione e di aver animato la vita democraticadel paese, contribuendo a promuovere valori di solidarietà e di giustiziasociale e forme di rinnovamento nella rappresentanza della società civile.


22.05.07

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