2 gennaio 2014

Val Susa: La repressione non si ferma neache a Capodanno

Né lanci di pietre né avvicinamento al cantiere (al contrario di come riportano le cronache de "La Stampa" e di "La Repubblica). Il nervosismo nelle Forze dell’ordine carica a freddo il capodanno No Tav. Il brindisi in Clarea per il Capodanno si è rivelato l’ennesima occasione per dimostrare come le truppe di occupazione si ritengano proprietari del territorio e con l’ausilio della forza, intendono dimostrarlo ogni qualvolta ne hanno l’occasione.


Questa è stata data dal brindisi organizzato in Clarea: una cinquantina di notav in marca da Giaglione per ricordare proprio alle truppe, che magari avevano organizzato un brindisi tra commilitoni, che nonostante l’ennesimo cronoprogramma dato ai giornali da Virano, qui bisogna fare i conti con i notav, sempre, anche a capodanno.

Virano dice che l’opera è irreversibile, eppure per 50 notav tocca mobilitare l’apparato di sicurezza del cantiere a pieno regime, che vista l’occasione non stenta a farsi riconoscere manganellando i notav.
Oggi la ricostruzione di parte sui giornali segue la solita linea editoriale, le cose sono andate diversamente e quello di stanotte è il solito sopruso arrogante di chi sa di essere malvisto nel territorio che occupa militarmente, che ha prociurato un ferito e tre denunciati per un brindisi sulla propria terra.

Di seguito il racconto di Nicoletta e due testimonianze che rendono l’idea:

(Nicoletta) Appuntamento in Clarea per salutare l’anno di lotta che viene. A Giaglione c’ è la digos ad attenderci: qualcuno viene fermato ed identificato. La notte è gelida, il cielo terso; il bosco amico tace, sotto le stelle lontanissime, fredde. Abbiamo lasciato le cene consolatrici per venire qui, al luogo della nostra rabbia, della memoria che non si arrende. Ricordi, che sembrano di un secolo fa, ma sono di ieri.
Il primo brindisi alla baita appena ultimata; arrivammo dalla Maddalena, per la strada che ancora esisteva, tra la neve alta, accompagnati dalle costellazioni che ci indicavano il cammino. Così ebbe inizio il 2011; in quel brindisi prevedemmo il futuro, ma la realtà fu superiore all’immaginazione. Capodanno 2012. Ancora alla baita, Ma la Maddalena è ormai in mani nemiche; il nostro brindisi  non immagina  la caduta di Luca dal traliccio: ancora vivono gli antichi castagni, respira il bosco di betulle e le casette sugli alberi ci proteggono dall’alto. Capodanno 2013: brindiamo alla lotta, al di là di reti, muri e cancelli. La piccola baita , ormai irraggiungibile, apre su di noi occhi vuoti;  animali, alberi , prati , tutto è cancellato da un inferno di ferro e cemento, in cui si aggirano macchine e figure armate, la notte è neutralizzata dai fari perennemente accesi.
Ma oggi non arriviamo neppure in prossimità delle reti, perchè gli uomini in armi ci attendono ben prima del ponte di Clarea, le torri faro puntate sul sentiero, scudi, bagliore di caschi, manganelli branditi. Il numero è impari: noi un centinaio loro almeno trecento, schierati davanti a noi, lungo il torrente, in alto al margine dl bosco.  Arroganza e indignazione si fronteggiano: alle nostre buone ragioni oppongono battute irritanti o silenzio minaccioso. A mezzanotte qualcuno stappa lo spumante ( vino amaro, gelido come il vento che spira dal cantiere) si accende qualche fuoco d’artificio, si alzano  slogan. Quando ormai ce ne stiamo andando, in modo del tutto immotivato parte la carica: un fermo (con immediato rilascio) e manganellate,  compagne buttate a terra, una testa rotta, occhiali spaccati…la storia di sempre, ma sempre più intollerabile.
Il sentiero del ritorno  sembra più buio dopo le luci accecanti del cantiere; ognuno tace assorto nei propri pensieri. Ecco le prime case di Giaglione, immerse nel sonno,  la piazza da cui si parte e si torna insieme.
L’alba sembra ancora lontana,  ma i volti cari e le voci amiche dei nostri compagni di vita e di lotta ci dicono che presto sorgerà ad accarezzare il mondo con le sue dita di rosa. a far rifiorire la terra.
Nicoletta


(Renata) Il Capodanno che non dimentico – Riflessioni del 1° gennaio
Che uno non possa fare il brindisi di capodanno dove gli pare e piace bè.. ha dell’incredibile!! soprattutto se ad impedirtelo sono un centinaio di sbirri in tenuta antisommossa.. dove? Ma in Valle di Susa, naturalmente!!
Al ritrovo a Giaglione si era una cinquantina, belli, allegri, spensierati.. è l’ultimo dell’anno ed abbiamo voglia di festeggiare. Un brindisi, due botti, qualche effetto speciale, niente di che.. un capodanno normale, insomma.
Ma cosa c’è di normale da queste parti? Proprio niente..
Giù al cantiere si fanno trovare già belli schierati sul ponte.. per altro la “zona rossa” è DOPO il ponte, ma si sa, “loro” fanno quello che gli pare. Comunque la cosa non ci spaventa assolutamente anzi.. (vabbè qualche parolaccia, qualche insulto me lo sono lasciato sfuggire ma ero veramente incazzata..e che c.. sono a casa mia!!).
Mezzanotte arriva si brinda e tutto il resto.. Tutto tranquillo? Niente affatto!! Gli sgherri non hanno apprezzato la festa e sono sempre più nervosi e tesi: mi dicono che un pezzo di merda ha già pronto il fucile con il cs.. si, vabbè..
E parte una prima carica.. una leggera botta in testa, arretro e finisco a terra.. bè.. ero proprio lì davanti.. forse me la sono cercata?? mah!!
Non passa nenche mezz’ora e ne parte un’altra.. volano e fischiano i manganelli.. un bel concerto di capodanno!.. Cosimo viene ferito, vedo il sangue che esce da sopra l’occhio (infatti oggi è di una bella sfumatura tra il blu ed il violetto!) mi racconta come si sono svolti i fatti….xchè tra la prima e la seconda carica la renna era svenuta!!
Per farla breve, si è rimasti lì ancora un’oretta circa, poi augurandogli “buonanotte #pezzidimerda” ce ne siamo andati. A Venaus, al calduccio e con un bel caffè!!
Che dire? Isolare i violenti? Ci abbiamo provato, ma loro hanno gli scudi, i manganelli.. ecc.. ecc.. Sicuramente non ci lasciamo intimorire dalle loro prove di forza e la determinazione è ancora più forte. Torneremo. Torneremo sempre. E se quest’opera totalmente inutile la vogliono fare.. NON AVRANNO VITA FACILE! Questa è la nostra terra e la difenderemo finchè sarà necessario.. GIU’-LE MANI-DALLA VALSUSA!!

(Cesare) Alcune, foto degli incappucciati in Clarea a Capodanno. Nonostante i telegiornali continuino a falsare la realtà e sicuramente non ascolteranno PAPA Francesco, dovranno schierare sempre centinaia di poliziotti fuori dalle recinzioni e addirittura ben oltre il ponte del torr. Clarea, già sul territorio di Giaglione; bloccando il passaggio anche ai proprietari “frontisti ” e sui sentieri attigui alla zona rossa. Se non è provocazione tale comportamento non saprei come interpretarlo diversamente.
Noi eravamo comunque armati di spumante e panettone che deposti su di un grande sasso che fungeva da tavolo ci si apprestava al banchetto, bruscamente interrotto e poi il tutto calpestato durante la loro carica insensata. Fine della festa, buona notte e buon anno. Sono messi male .. ” A LE’ DURA ANCHE PER LUR”.

da: notav.info

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