22 dicembre 2013

Contro i No Tav applicate norme anti Al Qaeda

C'è anche una norma che era stata preparata per combattere Al Qaida fra quelle contestate dalla procura di Torino agli attivisti No Tav arrestati per terrorismo. Il capo d'accusa cita infatti un passo del codice penale introdotto nel 2005 da un decreto del governo all'indomani degli attentati di Londra e Sharm el Sheikh "per adeguare - come spiegò alla Camera dei deputati il ministro dell'interno Beppe Pisanu - il sistema giuridico alle caratteristiche insidiose e sfuggenti del terrorismo islamista".


I No Tav rispondono di "atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi". L'episodio contestato è un attacco
al cantiere di Chiomonte che però, secondo gli inquirenti, va inquadrato in un contesto più ampio: l'obiettivo, infatti, sono le "finalità di cui all'articolo 270 sexies del codice penale" (quello introdotto dal decreto), vale a dire "arrecare un grave danno al Paese" e "costringere i poteri pubblici ad astenersi dal compiere un qualsiasi atto". In questo caso, a non
proseguire i lavori per la ferrovia ad alta velocità Torino-Lione.

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