29 ottobre 2013

Milano: Al via il processo per la manifestazione del 14 Novembre 2012

Il 30 Ottobre si terrà presso il Tribunale di Milano l’udienza preliminare per gli studenti maggiorenni coinvolti nell’indagine relativa al corteo dello sciopero europeo contro l’austerity del 14 Novembre 2012.

 


Quella sui fatti del 14N è un’indagine insolitamente rapida rispetto ai tempi della giustizia italiana.
Quel giorno un corteo di migliaia e migliaia di persone attraversò la città dividendosi in vari spezzoni. Uno di questi tentò di raggiungere la sede della UE a Milano venendo caricato dalla Polizia in Corso Magenta. Un nuovo fronteggiamento avvenne poi alla stazione di Porta Genova.

Un mese dopo i fatti 7 studenti (4 maggiorenni e 3 minorenni) vennero perquisiti nelle loro case dalla Digos che notificò loro denunce per svariati reati relativi all’ordine pubblico.

A Marzo si sono invece svolti presso la Questura di Milano gli interrogatori dei tre studenti minorenni indagati.

Gli indagati, accompagnati dai loro difensori, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Il processo per il 14 Novembre va ad aggiungersi alle decine di procedimenti ancora in corso per episodi relativi alle mobilitazioni del movimento universitario dell’Onda del’Autunno 2008 (emblematiche le condanne per il corteo che raggiunse la Stazione di Cadorna il 21 Ottobre di quell’anno).

Un caso altrettanto emblematico è il procedimento relativo all’irruzione del Reparto Mobile alla Statale di Milano nel Maggio di quest’anno a seguito dello sgombero dell’ex-Cuem. Un’indagine rapidissima con decine di denunciati ed alcuni studenti privati della libertà personale con accuse mirabolanti e fantascientifiche.

Sempre di quest’anno sono le convocazioni in commissariato di alcuni giovanissimi studenti dell’Hajech.
Convocazioni relative ad alcuni danni (minimi) legati all’occupazione della scuola dell’Autunno scorso.
Resta l’amaro in bocca nel constatare come episodi di lotta sociale che hanno coinvolto dalle centinaia alle migliaia di persone vengano semplificati e banalizzati riducendoli a semplici episodi “criminali” i cui responsabili sarebbero poche decine di persone.

Ma il sistema giudiziario, del resto, serve anche a questo.




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