23 settembre 2013

Strategia della tensione (anche dal basso) a Susa.

Susa_Ieri_OggiQualche giorno fa a Susa sostenitori delle forze dell’ordine (c’è chi dice fossero tre donne, chi addirittura dieci) hanno pensato di apporre questo striscione di fronte alla caserma dei Carabinieri di Susa, come chiaro segnale di apprezzamento della militarizzazione aumentata proprio in questi giorni, dopo roboanti annunci del Ministro Alfano, perché “Lo Stato deve fare lo Stato”, certamente una delle più acute argomentazioni al sostegno dell’opera tanto contestatata, una chiara risposta ai NO TAV che hanno raccolto firme contro la militarizzazione del territorio.

L’immagine dello striscione fa il giro dei social network, fino a quando non compare con una piccola modifica, esprimendo a nome della città di Susa un ringraziamento ai NO TAV.


E’ una tensione “dal basso”, evidente specchio di quella strategia che da mesi stanno portando avanti con grande sintonia magistratura, media, polizia e che con un crescendo wagneriano giunge alla ripetizione sempre più intensa della definizione di “terroristi” associata ad attivisti che in oltre 22 anni hanno marciato, dato vita ad assemblee informative, hanno spiegato ed approfondito le loro ragioni con il supporto di docenti, medici, scienziati, hanno creato iniziative pacifiche, festose, colorate, determinate, hanno portato avanti lunghi digiuni, ma sfortunatamente tutto questo raramente è arrivato ad occupare le prime pagine dei giornali come invece sembrano fare incendi a mezzi di sfortunate aziende coinvolte nell’affaire TAV, oggi presentate al pubblico italiano come vittime dei “cattivi no tav”.  Mafiosi, cosi’ ci etichetta il Senatore Esposito, Terroristi, grida Alfano seguito a ruota da Lupi. Ed i giornali che fanno di Lazzaro, Martina e Benente dei martiri dimenticano di dare un’occhiata nei loro stessi archivi, dove potrebbero trovare qualche macchia ad intaccare l’angelica versione dei moderni imprenditori vittime di ostinati montagnini.
E qualcuno pare credergli. Al punto che, sempre dal basso, ecco un altro segnale da non sottovalutare di quella strategia della tensione che sicuramente a qualcuno fa comodo, sarà per questo che le auto di attivisti danneggiate, sabotate o incendiate, non impegnano cosi’ tanto quegli agenti della digos sempre molto zelanti quando compaiono strane buste con proiettili nelle aziende coinvolte negli appalti.

Sempre a Susa è comparso questo volantino, dal quale riportiamo qualche frammento:
disoccupati val di susa

“Adesso basta! Siamo stufi ed incazzati come bestie per le continue proteste contro il cantiere TAV ed i continui attentati alle forze dell’ordine. Ci siamo rotto i COGLIONI!! che voi sindaci nulla fate per evitare che questi terroristi distruggano la nostra valle, impediscono l’occupazione di centinaia e centinaia di disoccupati in tutta la valle. Vi state assumendo una grossa responsabilità, noi vi riteniamo complici di questi delinquenti! Ormai è guerra tra noi disoccupati e questi terroristi NO TAV.
(…) Negozi ed alberghi sono in enorme difficoltà, in molti hanno chiuso per colpa Vostra!
(…) Noi operai disoccupati insieme al 90% della popolazione la invitiamo [la lettera è diretta ai sindaci valsusini ndr]  in VAL DI SUSA DI PERSONA a vedere come la pensiamo…
(…) Vi diciamo ad alta voce che la valle vuole la militarizzazione per combattere delinquenti come voi che stanno mettendo in ginocchio la nostra economia e la nostra libertà. La nostra organizzazione è operativa! VIVA IL TAV, SI AI CANTIERI TAV. Noi appoggeremo con forza e determinazione le forze dell’ordine e con questa lettera facciamo un appello ai nostri eroi, comune di Susa e Chiomonte, il popolo della Val di Susa è con voi e siamo pronti anche a combattere questi delinquenti al vostro fianco. Agiremo anche nella stessa maniera in cui agite voi: da vigliacchi, vi daremo filo da torcere! COLPIREMO le menti di questa organizzazione terrorista. Adesso più che mai siamo decisi a tutto perché la valle non può morire per mano di pazzi e gente senza scrupoli. I chiodi lanciati sull’asfalto da voi delinquenti ci hanno fatto  arrabbiare molto ed abbiamo capito che bisogna agire subito con decisione perché questi sono atti di vero terrorismo, tutto questo è inaudito, agiremo con forza. State vietando la nostra libertà, noi amiamo la nostra famiglia, i nostri figli, si amiamo i nostri figli, al contrario di voi che li mettete in prima linea quando attaccate le forze dell’ordine, siete dei vigliacchi! Faremo di tutto per difendere la nostra libertà, la nostra famiglia, la nostra valle, il nostro lavoro, si perché il lavoro è vita e ben vengano le piccole e grandi opere. Per questo noi vi diciamo di tirare fuori le palle senza paura e di gridare insieme a noi: W IL LAVORO, W IL TAV, W LA VALSUSA!

Avessero concluso con un “Viva l’Italia” ci sarebbe venuto il dubbio che dietro un messaggio così delirante potesse nascondersi il pregiudicato più noto d’Italia…

Sui quotidiani locali non c’è traccia di questo delirio firmato “Disoccupati Val di Susa”, mentre si fa già un gran parlare dello striscione “imbrattato”.  Non avevamo dubbi.


Simonetta Zandiri  – TGMaddalena

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