11 settembre 2013

Lettera di Davide Rosci: Organizziamo le lotte e sosteniamo la campagna per l'amnistia sociale



Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Davide Rosci dal carcere di Teramo.



Carissimi Compagne/i,

l’autunno è alle porte e i segnali che ci arrivano fanno ben sperare.
C’è nell’aria voglia di riscossa e molti movimenti italiani facenti parte all’area antagonista, ai collettivi studenteschi oltre all’area radicale dei sindacati sono in fermento; mobilitazioni sono state lanciate per l’ottobre e l’invito che voglio fare a tutti voi è di partecipare in massa e con il giusto spirito affinché l’indifferenza che ha alimentato e giovato a questa crisi sia spazzata via da un popolo consapevole e realmente stufo.

A precedere questi appuntamenti ci sarà la mobilitazione di noi incarcerati che il “Coordinamento dei detenuti” ha lanciato per chiedere che si dica la parola fine a tutti gli abusi che ogni giorno migliaia di detenuti subiscono. L’interesse alla protesta sia da dentro queste mura che fuori è più che incoraggiante.

Questo mese di settembre ci vedrà impegnati in scioperi della fame e forme di protesta autodeterminate. Noi qui dal carcere teramano risponderemo alla chiamata e supportati dai compagni di Azione Antifascista di Teramo puntiamo a sensibilizzare la popolazione carceraria e non su una realtà che vede migliaia di detenuti vivere forme di tortura legalizzata nei regimi di 41 bis, 14 bis e alta sorveglianza, oltre che trattamenti inumani di vario genere che colpiscono tanto noi detenuti quanto i nostri familiari.

Parlano tanto di “Stato Civile”, decantano i diritti inalienabili dell’uomo e vogliono farci credere che viviamo in un “isola felice”. Si, lor signor ci vivono sicuramente e sguazzano come dei maiali in una vita pagata da noi, mentre la realtà per il resto della popolazione è ben diversa e noi tutti la conosciamo benissimo.
E’ ora che la parolina magica “mi sono rotto i coglioni” rimbombi in tutta Italia e con la voglia di cambiare il futuro non solo nella nostra mente, ma al centro della nostra vita.

Purtroppo gli apparati che portarono a Genova nel 2001 migliaia di persone non ci sono più; a livello nazionale manca una regia e questo è dovuto al fatto che ormai si guarda con sospetto chiunque e le delusioni avute da chi voleva guidarci sono tante. Non ci sono dubbi, siamo disorganizzati e chi potrebbe farlo se la fa con chi è al governo. Però a livello territoriale possiamo organizzarci, eccome!!! Iniziamo a farlo convocando assemblee e spingiamo affinchè gli appuntamenti di ottobre siano manifestazioni ribelli e piene di rivendicazioni sociali.

Io, come i compagni/e condannati per i fatti di Genova 2001, sto pagando a caro prezzo la volontà di questo Stato fascista di soffocare le voci fuori dal coro, e siamo le vittime perfette da prendere come esempio quando vogliono intimorirci.

Noi non abbiamo timore di nessuno, noi crediamo nelle nostre idee e se ora possono cantare vittoria è perché ci sono leggi che permettono di condannare ad anni e anni di galare chi lotta e difende i diritti nelle piazze. Queste sono leggi fasciste!!! Presto gli chiederemo il conto di questa crisi e di tutto ciò che ci hanno fatto. Nel frattempo disarmiamoli e sosteniamo la campagna per l’amnistia sociale.

Un abbraccio a tutte/i 

Non un passo indietro. Fino alla Rivoluzione

Davide Rosci dal carcere di Teramo

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