29 agosto 2013

Non si ferma la repressione in Val Susa

Dopo le perquisizioni avvenute in valle il 27 agosto, ieri ulteriori perquisizioni si sono aggiunte alla lunga serie di intimidazioni che la procura torinese capitanata da Caselli sta perpetuando a danni degli attivisti del movimento No tav, alla ricerca ossessiva e compulsiva di qualche presunto reato da sbattere in prima pagina, per continuare la campagna mediatica sostenuta dalla lobby del Tav.

L' operazione è stata eseguita con inaudita aggressività, con la digos che arrivando in casa ha svegliato volutamente tutto il palazzo, non ha subito rivelato i motivi della perquisizione (sono in realtà tenuti a mostrare l’atto prima della perquisizione) ed ha impedito a Giuliano di avvisare l’avvocato e lasciare i verbali alla sua compagna, portandolo via per l’identificazione in Questura, con l’obiettivo di non far trapelare informazioni immediate a parenti, amici e il movimento tutto.

Come riportato da alcuni giornali si tratterebbe di un’indagine rispetto la giornata della marcia no tav degli over 50, in cui la magistratura torinese accusa Giuliano di “intimidazione” ai danni di una persona di cui viene celata l’identità. Non sorprende nessuno che, anche in questo caso, Giuliano sia un attivista del movimento con la passione della fotografia, infatti dalla sua casa, oltre pochi indumenti, sono state sequestrate tutte le sue macchine fotografiche professionali, pc, hard disk e telefoni cellulari.

Semplicemente ridicoli, il movimento resta unito e respinge al mittende tutte le accuse.

Solidarietà a Giuliano!

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...... ma ci sono anche notizie buone: GIOBBE E' LIBERO!!!


Dopo la ridicola (se non fosse per la limitazione delle libertà per molti notav) e fantasiosa operazione di stamattina che dà riprova dell’ assurdità del procedimento che vede sei Notav inquisiti è l’inattendibilità delle dichiarazioni fatte dall’autista, arriva una buona notizia: Giobbe è libero!
giobbe1Uscito qualche ora fa dal carcere delle vallette, Giobbe ha l’obbligo di dimora nel comune di residenza e rientro notturno (domiciliari serali). Ancora una volta il castello di carta cade dopo il primo riesame, ancora una volta le indagini fantasiose dei pm Padalino e Rinaudo, diretti da Caselli, finiscono per non avere nessuna credibilità di fronte a un gip al di sopra delle parti.
L’accanimento giudiziario, la criminalizzazione continua del movimento notav da parte della magistratura diventano notizia per i quotidiani della lobby sitav e per i pennivendoli di turno (che in mancanza di notizie scrivono su piccioni e riti satanici…) nella speranza di screditare davanti l’opinione pubblica il movimento notav e la sua resistenza contro un opera inutile che quella stessa opinione pubblica, tanto cara a magistrati, “giornalisti” e politicanti, paga già oggi con l’aumento delle tasse, con i tagli ai servizi pubblici importanti (scuole, ospedali, assistenza domiciliare ecc), con ‘impoverimento generale della popolazione.

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