12 luglio 2013

“Ecco come lo ha massacrato” Carabiniere invia una foto che ritrae Bohli Kaies riverso a terra in caserma



Un carabiniere, servendosi di un anonimo account di posta elettronica, ha inviato l’immagine a una serie di indirizzi (l’elenco è coperto dal segreto istruttorio) corredata da un commento: «Ecco come ha massacrato il tunisino», chiamando in causa uno dei due militari che avevano operato l’arresto di Bohli Kaies, morto poche ore dopo il fermo.

La vicenda della morte del tunisino Bohli Kaies sta emergendo inquietanti prove.
Il migrante nordafricano, come noto, aveva perso la vita circa due ore dopo essere stato arrestato a Riva Ligure, sorpreso in possesso di sostenze stupefacenti vicino ad un supermercato.

Un arresto concitato, una colluttazione con i Carabinieri e, infine, la morte. Sospetta. L'autopsia ha confermato la presenza di ecchimosi sul suo volto e, sul corpo, segni dell'acceso scontro con i militari. Ma, come aveva detto lo stesso procuratore Roberto Cavallone, quella di Kaies rimane "una morte inspiegabile".

Ora, però, spunta un nuovo elemento che getta nuova benzina sul fuoco.

Qualche giorno fa, da una casella mail anonima, è partito un messaggio di posta con allegata una fotografia che ritrae Kaies riverso a terra in caserma a Santo Stefano al Mare. Il testo recita: "Ecco come lo ha massacrato". Chi? Chi lo ha massacrato? E perchè? Come?

La fotografia è stata scattata da un carabiniere, evidentemente presente al momento dell'arrivo di Kaies in caserma. Nell'immagine si vede il tunisino sdraiato a terra, privo di sensi. Così lo hanno trovato anche i soccorritori del 118 intervenuti su richiesta della caserma stessa.

La denuncia del militare, quindi, sarebbe la conferma che Kaies è stato pestato prima di giungere in caserma?

Un quadro allarmante che, va ad aggiungersi ai tanti altri casi di malapolizia denunciati in questi anni, non ultimo il caso di Giuseppe Uva massacrato di botte in una caserma dei Carabinieri e morto anche lui poche ore dopo in ospedale.

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