6 giugno 2013

Torino, cariche e lacrimogeni contro il corteo per l'ex-Diatto

Non si è fatta attendere la risposta del quartiere San Paolo e del resto della città contro lo sgombero dell'ex-Diatto avvenuto mercoledi mattina e la conseguente demolizione dell'edificio, durante la quale l'ansia di speculazione sulla zona ha fatto sì che nelle modalità usate non vi fosse alcun riguardo né scrupolo per la sicurezza degli abitanti del quartiere e di chi si trovava a passare nei paraggi e non si è fermata nemmeno di fronte ad un acquedotto romano che si trovava nell'area ex-Snia.

Intorno alle 21 centinaia di persone hanno risposto all'appello lanciato già da questa mattina a radunarsi nella rotonda di via Frejus per dare una risposta forte all'operazione di sgombero: un corteo di circa 200 persone è partito poco dopo attraversando le vie del quartiere San Paolo, raccogliendo la solidarietà degli abitanti e denunciando le mire speculative che incombono sull'area e la situazione di emergenza abitativa che, come in altri quartieri popolari di Torino, è sempre più forte.

Il corteo serale si è poi diretto verso la zona dell'ex-Diatto, rimasta completamente blindata e presidiata dalle forze dell'ordine dalle prime ore del mattino; qui il corteo ha tentato di avvicinarsi ad uno degli ingressi alla via che ospitava l'ex fabbrica e dopo un breve fronteggiamento è partita la risposta violenta della polizia, nervosa e non più in forze come questa mattina.

Le forze dell'ordine hanno attaccato il corteo con una carica e con un lancio di lacrimogeni, molti dei quali sparati ad altezza uomo, mentre alcuni hanno anche raggiunto i balconi di alcune abitazioni del quartiere, scatenando la comprensibile rabbia e indignazione degli inquilini raggiunti in casa propria dal gas dei candelotti. Il corteo ha resistito alle cariche e si è difeso spostando alcuni cassonetti in mezzo alla strada per poi ricompattarsi e terminare poco lontano dalla zona dello sgombero di questa mattina.

Al grido di 'San Paolo resiste!' la serata di mobilitazione in difesa del quartiere si è chiusa rilanciando sulla giornata del 15 giugno, convocata a livello cittadino come data di lotta contro gli sfratti e per il diritto all'abitare.




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