16 giugno 2013

Roma: detenuto 35enne di origine bulgara muore suicida a Rebibbia

Si è tolto la vita impiccandosi, con un lenzuolo, all’interno del bagno della sua cella della sezione G11 del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso.

È morto in questo modo, ieri pomeriggio, un detenuto 35enne di origine bulgara, Vasile Vasil Venetov. Lo rende noto il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. L’uomo - a quanto appreso dal Garante - era un detenuto lavorante e si trovava a Rebibbia N.C. dal 2010.

Era stato estradato dall’Olanda per reati connessi al traffico di stupefacenti. Aveva un fine pena fissato a marzo 2014. Venetov è stato trovato agonizzante dai suoi compagni di cella ieri pomeriggio, intorno alle 16.00. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo.

Ai collaboratori del Garante aveva confidato di sentirsi frustrato e depresso perché non era stata ancora depositata la sentenza definitiva di condanna emessa a suo carico dal Tribunale di Napoli lo scorso dicembre, sentenza che gli avrebbe consentito di uscire dal carcere. “Spetta alla magistratura - ha detto il Garante Angiolo Marroni - fare piena luce sulle circostanze che hanno portato alla morte di quest’uomo. Come Garante non posso non far rilevare che la macchina della giustizia si muove con una lentezza esasperante. Da sette mesi, infatti, quest’uomo aspettava la pubblicazione di una sentenza che avrebbe potuto rimetterlo in libertà”.

Quello di Vasile è il terzo suicidio accertato nelle carceri del Lazio dall’inizio dell’anno. Da gennaio ad oggi i decessi registrati nelle 14 carceri della regione sono stati 11: tre suicidi, tre per malattia e quattro per cause ancora da accertare. In base alle statistiche, otto degli undici decessi del 2013 sono stati registrati a Rebibbia Nuovo Complesso.

Una circostanza, questa, che deve essere valutata insieme ad un altro dato di fatto: da oltre nove mesi le due più importanti carceri di Roma e del Lazio - Regina Coeli e Rebibbia N. C., che insieme contano 2.800 detenuti, il 40% dei reclusi dell’intera regione - hanno un solo direttore. “Da quando - ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni - il responsabile di Rebibbia N.C. Carmelo Cantone è stato nominato Provveditore Regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Toscana, la gestione delle due carceri romane è affidata al solo direttore di Regina Coeli Mauro Mariani, costretto a fare di necessità virtù per gestire queste due complesse realtà”.

Il problema dell’assenza di un Direttore per una struttura di rilievo nazionale come Rebibbia N.C., è stato sollevato dal Garante del Lazio nel corso di un incontro, che si è svolto nei giorni scorsi, tra il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) Giovanni Tamburino ed i Garanti Regionali dei diritti dei detenuti. “La mancanza di un direttore a tempo pieno - ha detto Marroni - pregiudica la gestione quotidiana di una struttura come Rebibbia N.C., dove sono ospitati 1782 detenuti, nonché quella di Regina Coeli dove sono ristretti circa 1100 detenuti, entrambe le strutture ben oltre la rispettiva capienza regolamentare.

A questo si deve aggiungere la circostanza, che negli ultimi 10 giorni a Rebibbia sono morti per cause naturali 3 detenuti ed una infermiera ed un detenuto si è tolto la vita, e se consideriamo il dato dall’inizio dell’anno, i decessi riferiti a Rebibbia salgono a 8. Dati, questi, che considerati insieme al sovraffollamento, alle carenze di personale ed ai tagli dei budget indicano chiaramente come sia assolutamente indispensabile e non più rinviabile la nomina di un direttore a tempo pieno per colmare l’attuale vuoto di direzione”.

fonte: Ristretti Orizonti



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