16 aprile 2013

Milano: cariche della polizia contro il lavoratori del San Raffaele

Cariche della polizia contro i lavoratori del San Raffaele. Due feriti. I lavoratori salgono sul tetto

C’è un vero e proprio accanimento contro i lavoratori del San Raffaele di Milano, l’ospedale al centro di inchieste per malaffare, tangenti, sprechi e finanziamenti ai partiti, le cui conseguenze vengono fatte ricadere su operatori incolpevoli.

Stamattina la polizia ha caricato il presidio che le lavoratrici e i lavoratori avevano messo in campo davanti all’accettazione dell’ospedale, già dalla giornata di ieri, per denunciare l’arrivo delle prime lettere di licenziamento sui 240 annunciati.

Una carica di almeno quindici minuti, che ha provocato due contusi, attualmente trattenuti al Pronto Soccorso, uno dei quali per problemi cardiaci.

La protesta intanto prosegue sul tetto dell’ospedale, dove sono saliti 13 lavoratori, fra cui i delegati dell’USB.

L’Unione Sindacale di Base esprime piena solidarietà ai lavoratori, colpiti prima da licenziamenti con effetto immediato ed ora dalle botte. Fra i primi ad essere licenziati ci sono coloro che hanno dato vita alle lotte.

È necessario ricordare che nei mesi scorsi, in un referendum partecipatissimo, la grande maggioranza dei dipendenti dell’ospedale aveva respinto l’ipotesi, sposata da gran parte delle organizzazioni sindacali, ma non dalla USB e dalle RSU, di scambiare i licenziamenti con riduzioni di salario e diritti.

L’USB chiede alla neo eletta Regione Lombardia di entrare in campo, per impedire che le colpe degli amministratori ricadano sui lavoratori e sull’utenza, ed invita tutte le forze sindacali e sociali a manifestare accanto a chi sta difendendo il proprio posto di lavoro e la salute dei cittadini.

Ieri una partecipatissima assemblea dei lavoratori e le lavoratrici del San Raffaele, i quali hanno con forza ribadito di non voler accettare il ricatto dei licenziamenti o la proposta di quei sindacati - CGIL in testa, il cui delegato regionale è stato cacciato dall'assemblea - che richiedono la cassa integrazione per regalare ancora soldi ad un'amministrazione che continua a fare profitti mentre toglie i soldi dalle buste paga dei lavoratori ed ha inviato le prime lettere di licenziamento.

Questo è un atto provocatorio, illegittimo e gravissimo che nulla ha a che vedere con il risanamento dei conti di un'azienda che continua a nascondere il proprio bilancio e che ha in realtà uno scopo chiaramente intimidatorio nei confronti di quei lavoratori che hanno scelto di non cedere al ricatto.

Non è per caso che una delle prime lettere di licenziamento abbia colpito una lavoratrice impegnata da mesi nella lotta con l'USB, sindacato che fin dall'inizio si batte contro lo scellerato piano di ristrutturazione dell'azienda basato su licenziamenti e attacco ai diritti e ai salari.

A questo piano di ristrutturazione e alle lettere di licenziamento i lavoratori e le lavoratrici stanno dando un'immediata risposta con il blocco dell'Ospedale, a partire dall'accettazione e dalle casse ticket, e si opporranno con ogni forma di lotta sindacale a cominciare dalla proclamazione di uno sciopero generale della Sanità in Lombardia. I legali di USB stanno inoltre impugnando la procedura e i provvedimenti di licenziamento.

Le iniziative continueranno nei prossimi giorni per far capire forte e chiaro che nessuno si piegherà a questo ricatto.

I lavoratori, riuniti in assemblea spontanea, si sono poi recati a bloccare la statale sia in risposta ai licenziamenti, che coinvolgono anche personale con limitazioni, sia alle ignobili dichiarazioni dei sindacati confederali che, invece di scendere al fianco dei lavoratori in lotta, polemizzano con quelle organizzazioni come la USB che da sempre si sono battute contro i licenziamenti.

fonte: Contropiano



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