30 marzo 2012

Carceri: detenuto 40enne si impicca in cella a Taranto

Un detenuto romeno di circa 40 anni si è ucciso impiccandosi nel bagno della sua cella nel carcere di Taranto, con una corda ricavata dalle lenzuola. L’uomo era in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio. Lo rendono noto i sindacati Osapp e Sappe della polizia penitenziaria.

Ieri nel carcere di Taranto una detenuta campana di 46 anni era morta probabilmente per un infarto. A nulla sono valsi i soccorsi portati dal personale di polizia penitenziaria e sanitario che hanno cercato, anche con la respirazione artificiale, di salvare la vita del detenuto romeno, che era solo nella cella della prima sezione.

Tortura: Lettera di Enrico Triaca al sottosegretario all’Interno Carlo De Stefano

«Lei che mi ha arrestato nel maggio 1978 dovrebbe sapere come sono finito nelle mani di quel “Nicola Ciocia-De Tormentis” che mi ha torturato»

Dott. Carlo De Stefano,

ho letto la sua risposta all’interrogazione dell’On. Bernardini, che dire?

Una risposta sobria! In linea col nuovo corso, ma un tantino carente, lacunosa. Una risposta che si potrebbe attribuire a chi, in quegli anni, era estraneo al mondo delel Forze di polizia. Ma Lei Dottore non era estraneo, giusto? Lei c’era! Lei molte cose dovrebbe saperle!

Tav: la Procura di Torino indaga sugli abusi della Polizia.... Forse

Obbligata ad indagare sugli abusi dei poliziotti contro i manifestanti la Procura di Torino mette le mani avanti: "difficili da riconoscere, avevano i caschi". Intanto i No Tav smontano la propaganda del governo e invitano alla mobilitazione nazionale il prossimo 11 di aprile.

La conferenza stampa di martedì in cui alcuni portavoce del movimento No Tav avevano documentato le violenze delle forze di occupazione in Val Susa contro i manifestanti inermi, denunciando nello stesso tempo l’immobilismo della Procura di Torino nel perseguirle sembra abbia sortito alcuni effetti, se pur molto parziali.

Nuovi arresti e angherie poliziesche a Firenze

Il 29 marzo, si è verificato a Firenze l’ennesimo, gravissimo episodio di repressione e violenza poliziesca.

Un gruppo di compagni che stavano distribuendo, nella zona di Rifredi-Careggi-Dalmazia, volantini di denuncia sugli ultimi episodi di violenza poliziesca e razzista in città, sono stati aggrediti da agenti della DIGOS. Dopo spintoni e insulti da parte degli agenti, tre ragazzi sono stati trascinati via tra lo sdegno e l’incredulità della gente.

29 marzo 2012

Consiglio d'Europa: L'Italia è responsabile della morte di 63 migranti

''L'Italia, come primo Stato ad aver ricevuto la chiamata di aiuto e sapendo che la Libia non poteva ottemperare ai propri obblighi, avrebbe dovuto assumere la responsabilità del coordinamento delle operazioni di soccorso''. Il comitato per l'immigrazione dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha chiuso il rapporto sulla morte di 63 immigrati nel Mediterraneo a marzo 2011. Fu una serie di errori commessi dalle navi della Nato e dalla guardia costiera europea a condannare decine di migranti africani lo scorso marzo, lasciati morire di fame e di sete sulle loro imbarcazioni alla deriva nel Mar Mediterraneo, dopo che le loro richieste di aiuto vennero ignorate.

Solidarietà ai compagni anarchici catanesi!

Stamattina polizia e digos hanno perquisito le case di alcuni compagni anarchici catanesi, l’ennesimo episodio di repressione che fa pensare in un contesto come quello attuale, caratterizzato da una crisi profonda di un modello di sviluppo che nella sua caduta sta trascinando intere popolazioni nel baratro della povertà.

Roma: "Spesa proletaria", tutti assolti i trentanove imputati

Il fatto è successo otto anni fa in una libreria Feltrinelli e in un supermercato della catena Panorama. ll blitz avvenne il 6 novembre 2004 in occasione di una manifestazione sul precariato. Tra gli imputati figuravano l'ex consigliere comunale romano, Nunzio D'Erme (nella foto), Guido Lutrario, Pierpaolo Leonardi e Luca Casarini

Niccolò Libero, Liberi Tutti! Solidarietà con la Valsusa bene comune!

Le vicende che hanno portato agli arresti di Niccolò e degli altri attivisti No Tav sono fatti gravi e inauditi.


Conosciamo personalmente Niccolò Garufi, la sua militanza nell’ANPI, il suo impegno pacifista, la sua dedizione sociale in difesa delle libertà e della dignità per i popoli e non possiamo che esprimergli la nostra più completa solidarietà.

Riteniamo inaccettabile l’incredibile azione giudiziaria della Procura di Torino che mantiene in stato di carcerazione preventiva giovani incriminati a distanza di mesi dai fatti loro imputati in quanto solidali con l’opposizione degli abitanti della Valsusa alla distruzione della vita della loro valle, perpetrata con la decisione della costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità (TAV).

Napoli: Sgomberato il mercato multietnico

Un'operazione arrogante, gratuita e razzista...

Per il secondo giorno a Napoli in via Bologna non ha visto aprirsi lo storico mercato multietnico dei migranti! L'unico spazio (l'unico!) concesso da oltre dieci anni all'ambulantato inter-etnico nella città di Napoli. Uno spazio non solo vitale economicamente per chi ci lavora, ma anche uno spazio di intercultura e di visibilità sociale, per il quale da dieci anni i migranti pagano l'occupazione di suolo all'amministrazione comunale...

28 marzo 2012

I No Tav a Caselli: “perché non indaga sulla brutalità della Polizia e sugli appalti?”

I No Tav mostrano le foto e i video che provano la brutalità delle forze di occupazione contro i manifestanti. E chiedono a Caselli: se la legge è uguale per tutti perchè non avete punito i poliziotti violenti? E perchè non indagate sulle infiltrazioni della malavita negli appalti della Torino Lione?

Mentre uno degli arrestati durante la retata del 26 gennaio scorso è ancora sottoposto al carcere duro e all’isolamento in nome di un 41bis che spesso lo Stato non applica neanche ai più pericolosi mafiosi, ieri il Movimento No Tav è tornato a denunciare gli abusi delle cosiddette forze dell’ordine contro i valsusini. Facendo parlare i fatti.

Tortura: la risposta evasiva del ministero dell’Interno sul “professor De Tormentis”

Il governo, per voce del sottosegretario agli Interni prefetto Carlo De Stefano, ex direttore centrale della Polizia di prevenzione (l’ex Ucigos, quella del “professor De Tormentis” per intenderci) dal 2001 al 2009 e dove ha anche presieduto il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, ha liquidato giovedì 22 marzo l’interrogazione parlamentare sulle torture presentata lo scorso dicembre dalla deputata del partito radicale Rita Bernardini, sostenendo che dei fatti in questione se ne è già discusso ampiamente durante l’ottava legislatura con «ampi e circostanziati dibattiti parlamentari nonché inchieste giudiziarie».

Inutile tornarci sopra, dunque. «Su tali fatti, pertanto, – ha affermato De Stefano – non è necessario che io indugi anche se una serie di inchieste giornalistiche e iniziative culturali ne stanno riproponendo l’attualità. Un’attualità che mantiene il collegamento con i fatti di allora, in relazione all’operato delle Forze dell’ordine, ora oggetto di uno specifico quesito degli On. interroganti».

27 marzo 2012

Studenti distribuiscono volantini No Tav e vengono sospesi da scuola

A Susa la scorsa settimana è successo qualcosa di molto particolare, presso l’Itis, istituto tecnico medio superiore, gli studenti no tav hanno distribuito dei volantini nelle classi. I medesimi volantini veniva in contemporanea distribuiti dal movimento al mercato della cittadina, in quella che è una importanete e costante opera di informazione praticata da anni. A Susa inoltre hanno sede due ditte a dir poco particolari, di cui abbiano narrato la storia a più riprese, si tratta della ditta Italcoge e della ditta Martina. Entrambe le ditte, oltre ad essere fallite e misteriosamente risorte più volte sono state scelte da LTF (Lyon Turin Ferroviare general contractor Torino Lione) per allestire le recinzioni a filo spinato e muri del cantiere di Chiomonte. Entrambe poi, e non è poco sono state coinvolte dall’inchiesta Minotauro della procura torinese sull’infiltrazione della ndrangheta al nord. Se da sempre il movimento no tav dice tav=mafia non è solo per le tesi del procuratore Fernando Imposimato o per le esperienze degli altri cantieri italiani ma per una triste esperienza diretta, fatta di queste inchieste locali ma anche di presidi bruciati, macchine bruciate, lettere minatorie con proiettili di cui però la magistratura sembra non interessarsi.

G8 Genova: per il processo Diaz gli stessi giudici di Dell’Utri e lo stesso procuratore di De Gennaro

Stesso presidente, stessa composizione del collegio, stesso procuratore generale. A pronunciare il verdetto che metterà la parola fine al processo per i fatti della scuola Diaz del luglio 2001 sarà il secondo collegio della quinta sezione della Corte di Cassazione, gli stessi giudici che qualche settimana fa hanno assolto Marcello Dell’Utri dal reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
A pre­siedere la Corte sarà il giudice Aldo Grassi, storico esponente di magistra­tura indipendente, la corrente più con­servatrice della magistratura.
Anche il procuratore generale è lo stesso del processo a carico del fondatore di Forza Italia. Si tratta di Francesco Iacoviello, che qualche mese fa ha chiesto l’assoluzione anche per l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di avere fatto pressioni su Francesco Colucci, all’epoca questore di Genova, affinché ritrattasse la sua testimonianza sull’arrivo di Roberto Sgalla (all’epoca capo ufficio stampa della Polizia) alla scuola Diaz.

No Tav: ”Giustizia a senso unico: controinchiesta su brutalità polizia"

In una conferenza stampa tenutasi oggi a Tornio, il movimento denuncia gli abusi delle forze dell’ordine durante gli scontri a Chiomonte dello scorso 3 luglio, mostrando foto di agenti che pestano manifestanti con bastoni di legno. Perino: “Fu un’aggressione premeditata per scatenare una reazione violenta”

Esce il film "Diaz" nelle sale... e la Polizia si incazzza !

Il cinema si interessa della verità storica intorno alla "macelleria messicana" alla scuola Diaz a Genova a conclusione del vertice del G8 del luglio 2001 e i vertici della Polizia si incazzano e tramite il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero degli interni, inviano una circolare in cui si chiede agli appartenenti ai corpi di Polizia di non concedere interviste e di stare in silenzio.

Roma: cariche della polizia contro operai Alcoa

Da questa mattina a Roma per difendere il proprio posto di lavoro in concomitanza con un incontro al Ministero dello Sviluppo, circa 350 operai dell'Alcoa arrivati dalla Sardegna hanno prima sfilato in corteo e poi hanno tentato di forzare i blocchi dei Carabinieri.

Sono a Roma da questa mattina alcune centinaia di lavoratori dell'Alcoa di Portovesme, da tempo ormai impegnati in un interminabile braccio di ferro con l'azienda, con l'Enel e con i diversi governi che si sono finora succeduti a Roma per difendere il loro posto di lavoro. A rischio ci sono circa 900 dipendenti del colosso dell'alluminio.

Venezia: Operazione di polizia contro attiivisti Curdi

Cinque ordinanze di custodia cautelare e otto perquisizioni domiciliari emesse dal Gip del tribunale di Venezia nell'ambito dell'indagine della polizia contro un nucleo Pkk presente in Italia. Le città interessate sono Venezia, Roma, Modena, Padova, Udine e Pesaro. Gli indagati sono accusati con una motivazione particolarmente contorta: concorso in tentativo di estorsione e lesioni gravi, commesse con l'aggravante della finalità di terrorismo.

26 marzo 2012

Roma: Non luogo a procedere per gli occupanti dell'ex scuola "8 marzo"

Tutti ricorderanno gli spettacolari arresti avvenuti nel quartiere della Magliana il 14 settembre del 2009, quando centinaia di carabinieri guidati dal generale Tomasone in persona fecero irruzione nella ex scuola "8 marzo", portando via alcuni occupanti ed attivisti.

Le accuse erano pesantissime: associazione per delinquere, estorsione, possesso di armi da guerra, furto, lesioni e così via.

Quegli arresti, avvenuti nel pieno di una campagna stampa che vedeva su alcune testate titoli cubitali circa il "Racket delle occupazioni" sono costati agli/alle arrestati/e mesi di detenzione e in alcuni casi la perdita del posto di lavoro.

Torturato in carcere, detenuto per 2 anni e poi assolto

Óscar Sánchez è tornato a Barcellona, dopo aver passato ben due anni, in carcere a Roma e Napoli, accusato di un crimine che non aveva commesso: traffico di droga. È saltato fuori che un appartenente alla mafia uruguayana aveva utilizzato i suoi documenti per effettuare “varie transazioni”, precisa El Pais: insomma, un caso di furto di identità.

25 marzo 2012

Genova: Un auto in sosta vietata apre una finestra sull'estrema destra

Notizia di oggi sul Secolo XIX ci invita a riflettere ma soprattutto a ritornare su temi che dovrebbero essere ormai ricordo storico inquietante e nefasto: il fascismo in Italia.
Gaetano Saya, ai più sconosciuto, è il capo di una formazione Neo Nazionalista che vorrebbe riformato il Fascismo in Italia attraverso un sedicente Nuovo Movimento Sociale Italiano. Ebbene perché questo personaggio compare sulle pagine del giornale di Genova? Perché da ormai troppi giorni una macchina con targhetta della Repubblica Italiana sostava in contravvenzione lungo Corso Torino a Genova.

Il business penitenziario. Processi di privatizzazione e valorizzazione capitalistica

Il recente Decreto Legge 24 gennaio 2012 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività) varato dal Governo Monti, nasconde un dispositivo di cui pochi si sono accorti. Si tratta dell’Art. 43 – Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie – con il quale si introduce in Italia la privatizzazione delle carceri prendendo a pretesto l’attuale inumano sovraffollamento che affligge il nostro circuito penitenziario. Quindi, secondo la nefasta ideologia ultraliberista che anima i nostri “tecnici”, e con la complicità dell’intero arco parlamentare, non viene ritenuto economicamente vantaggioso decrementare in modo radicale il numero abnorme di detenuti abrogando le leggi che l’hanno provocato, ma piuttosto sfruttare lo status quo trasformandolo in un’occasione di estrazione di profitto da parte delle imprese private.

Isidro Diaz, un caso che ricorda quello di Stefano Cucchi

Pestato da un carabiniere subito dopo l’arresto, Isidro Diaz ha perso la vista e subito gravi danni al timpano. Dopo tre anni la sua verità è stata riconosciuta e il militare condannato per lesioni.

Il 5 aprile 2009 Luciano Isidro Diaz, allevatore di cavalli, residente in Italia da 23 anni, viene arrestato nei pressi di Voghera in seguito a un controllo stradale. Secondo la versione dei carabinieri, Diaz avrebbe tentato la fuga rischiando di travolgere uno dei militari fino a quando non è stato fermato e a quel punto avrebbe aggredito i militari brandendo “un pugnale di 20 centimetri”. Quindi, viene arresto per resistenza a pubblico ufficiale, minacce e porto ingiustificato di oggetto atto ad offendere.

Catania: detenuto si suicida, agente scrive sul registro dei movimenti “uno di meno”

Al carcere di Bicocca: un detenuto si suicida, un agente scrive sul registro dei movimenti “pace, uno di meno”. Due suoi colleghi cercano di cancellare la scritta.

Erano stati accusati di un riprovevole episodio di “falso” e, per questo, erano finiti davanti al gup. Un ufficiale e un agente della polizia penitenziaria in servizio al carcere di Bicocca, Giuliano Cardamone e Massimiliano Cavaliere, il 15 dicembre del 2008 avevano “coperto” l’opera di un loro collega, Giuseppe Bellino, che in occasione del suicidio di un detenuto, nella casella del registro dei movimenti detenuti relativo al suicida, aveva scritto in corrispondenza del nome: “Pace, uno di meno”.

24 marzo 2012

Giudice di pace di Milano: "Rom nato in Italia resti nel Cie"

Dejan Lazic è un rom nato in Italia ma per il giudice di pace di Milano deve restare nel Cie di via Corelli.
Si tratta di una decisione opposta a quella presa ieri a Modena dove erano stati liberati due fratelli bosniaci perchè nati nel nostro paese.

Stampa ‘democratica’ o megafono di Casapound?

Opposti estremismi, rissa, guerra tra bande. Così i media locali e nazionali hanno raccontato l'aggressione neofascista di ieri a Roma.
Trasformandosi in un ufficio stampa di Casa Pound in nome di una malintesa par condicio. Oggi manifestazioni antifasciste ad Ostia e a Casalbertone.

Carcere: Detenuto 25enne si suicida in cella a Parma

Si è suicidato in cella il 25enne Stefano Rossi, detenuto per duplice omicidio a Parma. Lo conferma il suo avvocato Stefano Molinari, spiegando che è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di via Burla. L'avvocato, che più volte ha chiesto che al giovane fosse riconosciuta la seminfermità mentale, non vuole commentare: "Sarebbe inutile".

Modena: al Cie: la Polizia "scheda" le auto dei giornalisti



Televisioni e giornali erano accorsi per raccogliere la testimonianza di Andrea e Senad: dopo una prima accoglienza nel piazzale antistante il Cie, un agente ha iniziato a raccogliere i numeri di targa delle auto presenti per un verbale in caso di mancato sgombero

"S'invitano i giornalisti radio, tv e carta stampata a presenziare davanti al Cie modenese in via La Marmora fra le 12.30 e le 13 per attendere il loro rilascio". Questo il comunicato stampa inviato stamattina dal Comitato Prima Marzo agli organi di informazione nel dare notizia della sentenza emessa dal Giudice di Pace su Andrea e Senad, i due fratelli bosniaci-sassolesi rinchiusi nel Cie di Modena da una cinquantina di giorni.

Napoli. Sgomberata “Occupy San Giacomo”

La polizia smantella la tendopoli di precari e disoccupati sotto la sede del Comune di Napoli. L’accampata di protesta più ignorata dalla “sinistra”. Una contraddizione tutta da affrontare.

Mentre in molte assemblee ricorre spesso l'evocazione delle tende e delle accampate a Wall Street, a Londra o in Spagna e magari anche in Italia, l’unica accampata “Occupy” che reggeva ormai da settimane – quella dei disoccupati ex precari Bros – è stata sgomberata dalla polizia.

23 marzo 2012

Roma. Aggressione fascista a Casalbertone, feriti due compagni. Tensione alta nel quartiere

Una nuova aggressione fascista ad opera di Casapound: in pieno giorno e nonostante - o grazie - alla presenza dei Carabinieri. Aggrediti due attivisti di sinistra, tensione alta nel quartiere di Casalbertone.

Una decina di estremisti di destra provenienti dal locale Circolo Futurista - struttura assorbita alcuni anni fa all'interno del circuito di Casa Pound - intorno alle 14.30 di oggi hanno aggredito due attivisti di sinistra che erano sull'ingresso della sede dei Magazzini Popolari in via Baldassarre Orero, nel Quartiere di Casalbertone.

Stato di polizia. Il 41 bis applicato ai No Tav in carcere

Sembra incredibile ma è vero. Le autorità stanno applicando il 41 bis a Giorgio Rossetto, l'attivista arrestato a gennaio e rinchiuso nel carcere di Saluzzo. No Tav dunque pericolosi come i boss mafiosi? Che articolo applicheranno alle cosche che stanno costruendo la stessa Tav?

Lo aveva denunciato l'attivista No Tav intervenuto ieri all'affollatissima assemblea di Napoli contro la repressione e in preparazione della manifestazione nazionale del 31 marzo a Milano. Oggi Mauro Ravarino su Il Manifesto raccoglie e diffonde la denuncia su questa incredibile e vergognosa vessazione a cui viene sottoposto Giorgio Rossetto, attivista No Tav arrestato nel blitz voluto dal giudice Caselli il 26 gennaio scorso e ancora detenuto nel carcere di Saluzzo.

22 marzo 2012

Giudice di pace Modena: Niente Cie per gli stranieri nati in Italia

Sentenza storica del giudice di Pace di Modena relativa alla vicenda di due fratelli bosniaci nati in Italia ma mai regolarizzati

Chi nasce in Italia, anche se da genitori stranieri, non può essere trattenuto nei Cie (Centri identificazione ed espulsione). E' una sentenza storica quella stabilita dal giudice dei Pace di Modena che ha così dato ragione ad Andrea e Senad, fratelli di origine bosniaca ma nati in Italia.

No Tav: Un messaggio da Luca Abbà

A poco più di tre settimane dai fatti accorsi in Clarea il lunedì 27 febbraio scorso, mi sembra opportuno comunicare a tutti gli amici e compagni che mi sono vicini alcune notizie più precise sul mio stato di salute.
Come già si sa da qualche giorno sono fuori pericolo di vita, ma seppur la situazione vada migliorando le mie condizioni risultano ancora abbastanza serie.
Le ferite maggiori che mi trovo a dover guarire sono la conseguenza delle ustioni provocate dal folgoramento da corrente elettrica, i danni da caduta sono ormai in via di miglioramento definitivo.

21 marzo 2012

Per Il capo del Dipartimento Antidroga Serpelloni, niente patente per chi fa uso di cannabis

Svolta proibizionista in Italia? Il capo del dipartimento antidroga che fa riferimento alla presidenza del Consiglio, Giovani Serpelloni, è convinto che usare la cannabis danneggi in modo permanente il cervello. Per combattere questo potenziale pericolo, sarebbe opportuno ritirare la patente di guida a chi fuma o ha fumato l’erba, a prescindere dallo stato nel quale si trova al momento in cui guida. Nemmeno Giovanardi, a memoria d’uomo, era arrivato a tanto, ma purtroppo questa sarebbe l’intenzione di Serpelloni, punire con il ritiro della patente qualsiasi persone che risulti positivo all’utilizzo della cannabis, presente o passata.

Napoli: Perquisizioni al c.s.l. “louise michel”

Nella mattina di martedì 20 marzo, l’atrio di Palazzo Gianturco nel quartiere di Montesanto ha assistito all’invasione di circa 20 loschi figuri: agenti della sezione antiterrorismo della digos (tra i quali almeno 8 in passamontagna), degli artificieri, della polizia postale e scientifica, si sono dati appuntamento per perquisire il Centro Studi Libertari “Louise Michel”.

20 marzo 2012

L'Onu bacchetta Roma per gli sgomberi delle comunità rom

L'Onu richiama l'Italia in tema di sgomberi ai danni delle comunità rom. Lo ha deciso il Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale delle Nazioni unite (Cerd), con un rapporto per segnalare le "violazioni da parte delle autorità italiane nazionali e locali del diritto all'alloggio nelle procedure di sgombero che hanno coinvolto le famiglie rom".

Da Tolosa a Firenze: tutte le stragi di matrice nazista e xenofoba

La strage nella scuola ebraica di Tolosa è solo l'ultimo di una lunga serie di omicidi e attentati a sfondo razzista o xenofobo. L'ultimo era avvenuto in Italia, a Firenze, solo tre mesi fa. Ecco i precedenti:

Pioltello: la Polizia sgombera il presidio dei lavoratori Esselunga

Questa mattina è scattato a Pioltello lo sbombero del presidio che i lavoratori della Esselunga stavano realizzando da tempo, insieme a picchetti, presidi e cortei molto partecipati.

Milano: La perizia conferma che Marcelo Gomez Cortes fu ucciso da poca distanza

La perizia del tribunale conferma che Marcelo Gomez, l'immigrato cileno, ucciso il 13 febbraio fu colpito alle spalle e da poca distanza dalle pallottole del vigile-sceriffo. L'imputato ancora a piede libero fornisce una versione inverosimile ma drammaticamente simile a quella di troppi casi analoghi.

L’inchiesta sull’uccisione di un immigrato cileno - Marcelo Valentino Gomez Cortes - da parte di un vigile urbano-sceriffo ha confermato che la distanza da cui il vigile ha sparato va da un minimo di sessanta centimetri ad un massimo di due metri e 80 centimetri circa. E’ quanto emerge dalla la perizia disposta dal pm di Milano Roberto Pellicano, nell’inchiesta contro Alessandro Amiconi (nella foto) l'agente di polizia locale accusato di omicidio volontario per aver sparato e ucciso, il 13 febbraio scorso, un cileno di 28 anni nel corso di un inseguimento in zona Parco Lambro.

Viterbo: detenuto si è impiccato nel carcere Mammagialla

Roberto Patassini, di 49 anni, si è impiccato nel carcere Mammagialla di Viterbo. Il suicidio è avvenuto ieri pomeriggio, tra le 17 e le 18, ma la notizia è trapelata solo oggi. In quell’ora il compagno di cella di Patassini era fuori per la cosiddetta socialità. Lui, invece, aveva rinunciato, probabilmente perché aveva pianificato nei minimi dettagli il suicidio.
Patassini era stato arrestato nell’aprile 2006 nell’ambito dell’operazione “Fiori nel fango”, che portò allo smantellamento di un giro di prostituzione minorile e pedofilia, in cui erano coinvolti ragazzini di 12-13 anni, reclutati nei campi rom della Capitale. Con Patassini erano state arrestate altre numerose persone, alcune delle quali appartenenti alla Roma-bene.

19 marzo 2012

Processo Uva: I periti confermano Giuseppe è morto per le violenze subite in caserma

L'udienza del processo Uva celebrata oggi, tanto attesa e tanto gravida di aspettative, si è conclusa in un clima abbastanza surreale.
All'inizio, quando il collegio ha preso la parola, i toni erano abbastanza tesi.
Il professor Santo Davide Ferrara ha cominciato esponendo in sintesi i risultati del lungo e faticoso lavoro del collegio peritale.
Le verità sono emerse gradualmente, inoppugnabili, inappellabili.

18 marzo 2012

No Tav: Scarcerato Gabriele Filippi

E' stato scarcerato Gabriele Filippi, il 28enne di Santa Margherita in carcere da circa due mesi per l'inchiesta aperta dal procuratore capo Caselli sul movimento no tav.
Lo ha comunicato il consigliere regionale ligure della Federazione della Sinistra Alessandro Benzi

17 marzo 2012

Roma: La questura blinda il corteo per la libertà di movimento

L’aria che si respira nella Capitale si fa pesante. La Questura blinda il percorso del corteo. Un brutto schieramento di polizia ha circondato una riuscita manifestazione con migliaia di occupanti, inquilini, lavoratori, attivisti dei movimenti sociali. In piazza anche Paolo Di Vetta.

Il clima della Capitale oggi pomeriggio sembra corrispondere pienamente al nostro ultimo editoriale: “Passaggio obbligato”. Di fatto la Questura ha blindato tutto il percorso del corteo convocato per rispondere agli arresti avvenuti una settimana al Cipe durante una iniziativa su diritto alla casa e Tav. Poliziotti e carabinieri hanno chiuso tutte le strade laterali del percorso facendosi precedere dai funzionari che chiedevano ai negozianti di chiudere gli esercizi o abbassare le saracinesche.

Napoli: Ancora persecuzioni giudiziarie contro i precari Bros

Perquisizioni contro i precari e dentro due centri sociali che ne ospitano le riunioni. Oggi conferenza stampa di denuncia sotto il Comune.

La Procura della Repubblica di Napoli – e più specificatamente il pool di sostituti procuratori diretti dal Giudice Giovanni Melillo – ha scritto una nuova pagina nera del diritto nella nostra città. Ancora una volta la Procura ha rispolverato l’inchiesta che vede coinvolti 15 precari del Progetto Bros, accusati, addirittura, di “associazione a delinquere” ed ha disposto 4 perquisizioni contro alcuni dei 15 senza che venisse contestato nulla di specifico e di personale ai 4 precari coinvolti.

Mamma Aldro non diffamò uno dei quattro poliziotti

Patrizia Moretti non diffamò uno dei quattro poliziotti condannati in secondo grado per l’omicidio colposo di suo figlio. “Una decisione scontata e doverosa” commenta a caldo l’avvocato difensore Fabio Anselmo. La decisione è quella del gup Piera Tassoni, che ieri ha sciolto la riserva in merito all’opposizione alla richiesta di archiviazione della querela intentata dall’agente Paolo Forlani nei confronti della madre di Federico Aldrovandi.

Nel carcere di San Vittore condizioni disumane di detenzione... è tortura!

Celle infestate dagli scarafaggi. Niente acqua calda, un’unica finestra ostruita dai letti, nessuna doccia ma solo una sola, minuscola, latrina. Niente carta igienica. Stanze talmente piccole che restare in piedi è impossibile. E l’intera giornata viene trascorsa sdraiati sulle brandine in un ambiente che non conosce mezze misure: freddo glaciale d’inverno e caldo infernale d’estate. Condizioni, in una parola, “disumane”. E dunque illegali.

Carcere Saluzzo: un regime anomalo di isolamento


La sezione “ISOL” del carcere di Saluzzo non è considerata dalla direzione un luogo di punizione. È il luogo dove sono condotti tutti coloro che non hanno una pena definitiva e sono, anzi, semplicemente indagati o in attesa di giudizio. Eppure questa sezione presenta tutti i caratteri dell’isolamento: non esiste un cortile per l’ora d’aria collettiva, e per ogni cella c’è un cortile di 8 m. per 2 m. circondato da alte mura, che lo separano da quelli delle celle limitrofe: nelle rare occasioni in cui l’aria è concessa (circa una volta al mese) i prigionieri sono separati e obbligati a sostare immobili in spazi senza luce, senza poter vedere gli altri detenuti. L’unica occasione, per loro, di vedere qualcuno è la Messa della domenica. Nella sezione “ISOL”, inoltre, avvengono intimidazioni continue. Perquisizioni delle celle, battiture delle guardie sulle porte, pestaggi di detenuti.

16 marzo 2012

Storia di Abdou ucciso dal Cie

Dentro i cie si muore, a volte si muore anche dopo esserne usciti, per le cicatrici indelebili lasciate da un luogo in cui regna la violenza

Ha aperto la finestra dal terzo piano della casa in cui era ospitato, si era tagliato le vene con una lametta pochi minuti prima, si è gettato nel vuoto e dopo poco più di un ora la vita lo ha abbandonato. «Era già un morto che camminava – racconta un ragazzo che lo ha conosciuto – ma un tempo non era così, aveva 28 anni». Abdou Said era arrivato in Italia a luglio, egiziano, aveva attraversato la Libia e poi era sbarcato a Lampedusa a cercare fortuna, insieme a suo fratello. Ad agosto era già recluso nel Cie di Ponte Galeria, nei pressi di Roma. Allora aveva tutta la forza della sua giovane età, l’aggressività di chi non accetta di stare in gabbia senza ragione, insieme ad altri aveva tentato la fuga ma era stato ripreso.

“Vogliono spaventare chi può catalizzare il disagio sociale” Intervista a Paolo Di Vetta

Intervista a Paolo Di Vetta. Revocati gli arresti domiciliari, resta l’obbligo di firma. Sabato manifestazione cittadina contro la "nuova fase di escalation repressiva".

La notizia e’ arrivata in tarda mattinata e ha parzialmente sollevato gli animi dei tanti che da venerdi’ scorso chiedevano la liberazione di Paolo Di Vetta, arrestato venerdi’ 9 marzo, dopo essere stato prelevato dall’ospedale Santo Spirito in seguito alle ferite riportate dopo le cariche di fronte al CIPE. Quella giornata, iniziata in Via della Mercede, a Roma, per chiedere che i soldi per la TAV venissero destinati all’emergenza abitativa e al reddito, si era conclusa con il fallito sgombero dell’occupazione di Casal Boccone e, il giorno dopo a Piazzale Clodio, con l’ordinanza degli arresti domiciliari nel processo per direttissima.

Piacenza: La polizia sfonda il picchetto alla Gls Executive

Dopo una notte di picchetto initerrotto con blocco completo del magazzino della Gls Executive di Piacenza, nel quadro di uno sciopero contro le condizioni salariali e di lavoro, la polizia ha "sbloccato" la situazione con cariche per far spostare i lavoratori presenti davanti ai camion provocando un ricovero al pronto soccorso per probabili punti di sutura e innumerevoli contusioni alle braccia in particolare ad un compagno legnato a terra mentre si proteggeva .Da mercoledi sera è ricominciato lo sciopero alla GLS di PIacenza contro i furti delle ore sulle buste paga e l'arroganza dei capò interni alla cooperativa "Forza4" che gestisce l'appalto di questo altro colosso della logistica (il capitale della GLS è inglese, ndR)

15 marzo 2012

Claudio D’Orazi, ennesimo stupratore in divisa

Premettiamo: non c’importa che giudici e giornali la chiamino “concussione sessuale”. Per noi si chiama stupro e punto!
Dopo i poliziotti che rapinavano gli immigrati, adesso la questura di Bologna deve gestirsi il caso di questo assistente capo dell’ufficio immigrazione, che per tre anni (così dicono i giornali, ma chissà per quanto tempo realmente) ha preteso rapporti sessuali in cambio del permesso di soggiorno.
Cosa dovremmo aggiungere a ciò che da tempo andiamo dicendo sugli stupratori in divisa?
Proprio lo scorso 8 marzo era stato distribuito un volantino con la lista dei casi più recenti di cui si era a conoscenza.

E qualcuno/a si stupisce ancora?

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