29 febbraio 2012

No Tav: Cariche, idranti e lacrimogeni, la polizia sgombera il blocco sull'autostrda

Calato il buio, allontanate le telecamere entra in scena le solite storie di ordinaria follia delle “pecorelle”: feriti, vandalismi, nessun rispetto per cose e persone
Intorno alle ore 21,30 con violente cariche ed uso massiccio di idranti urticanti e lacrimogeni cs le forze dell'ordine hanno sgomberato lo svincolo autostradale dove era in atto il blocco/presidio degli attivisti No Tav.

Carceri: detenuto in isolamento si impicca a Palermo

E' un uomo di 44 anni l'ennesimo detenuto che si e' tolto la vita in un carcere. E' accaduto nella notte nel carcere palermitano "Pagliarelli", dove si e' impiccato alle sbarre della sua cella nel Reparto Isolamento Sud. E' l'undicesimo caso dall'inizio del 2012, "l'ennesima triste notizia che ci troviamo a commentare", dice Donato Capece, segretario generale del Sappe, per il quale "se la gia' critica situazione penitenziaria del Paese non si aggrava ulteriormente e' proprio grazie alle donne e agli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria".

No Tav: Giornalisti dotati di sirena blu?

Troppo facile rincorrere un giorno il morto, quello successivo la tragedia, quello dopo ancora cercare il mostro. Noi proviamo a raccontare i fatti. Da lunedì la valle di Susa è in mobilitazione. Dopo l’aggressione a freddo in cui luca è caduto folgorato da un traliccio e ancora oggi lotta tra la vita e la morte la valle è stata bloccata. All’altezza di Chianocco, presso gli svincoli autostradali della A32 autostrada Torino Bardonecchia migliaia di no tav da giorni provano a impedire i cambi turno delle forze di polizia e l’approvvigionamento dei materiali diretti al cantiere tav di Chiomonte.

Lettera di Emanuela, la compagna di Luca Abbà

La giornata di ieri credo sia stata quella che ha visto oltrepassare il limite di quella che continuiamo a voler chiamare democrazia e rispetto della legalità. Una giornata in cui tutto è cambiato.
I fatti gravissimi accaduti in Clarea e alla baita, il tentativo di omicidio perchè solo in questo modo si può chiamare, nei confronti di Luca da parte delle forze del disordine, ha fatto sì che si sia veramente passato ogni limite, che lor signori ci abbiano ormai palesemente dichiarato guerra guidati dalla mano assassina di un governo che anzichè ascoltare le richieste dei suoi cittadini e delle popolazioni tutte, usa la forza della violenza per imporre i suoi loschi e sporchi affari ed è disposta a tutto per raggiungere i suoi sporchi fini.

No Tav: A proposito di mele marce.........

Questa mattina ai microfoni di Radio Blackout un attivista No Tav ha raccontato che ieri, nel pomeriggio, i manifestanti che presidiavano il blocco sulla A32 hanno notato un camioncino di "alimentari" che da parecchio tempo stazionava vicino alla barricata. Dopo un po' di tempo, incuriositi e insospettiti, alcuni no tav sono andati a chiedere spiegazioni all'autista, che ha risposto di essere in attesa di portare frutta e altri alimenti a Oulx. Mentre alcuni attivisti parlavano con l'autista, altri manifestanti hanno aperto il portellone e come per magia al posto delle mele, dei formaggi e dei salumi hanno trovato due poliziotti nascosti dotati di cuffie e microfoni direzionali per ascoltare di nascosto quanto si stavano dicendo gli attivisti impegnati nel blocco. Quando si dice le mele marce...

Contropiano

G8 Genova: Processo Diaz a rischio prescrizione

Si svolgerà  dall'11 al 15 giugno a Roma l’ultimo capitolo del processo del G8 del 2001 relativo alle violenze all’interno della scuola Diaz, avvenute nella notte tra il 21 e il 22 luglio di dieci anni fa. Il processo di appello si è chiuso nel maggio 2010 con 25 condanne di colpevolezza che hanno colpito anche alcuni altissimi funzionari della polizia di Stato.

Carceri: detenuto suicida a Catanzaro

Ennesimo suicidio in carcere. Ieri sera, verso le ore 23.15, un detenuto di origine romeno si e' suicidato nel carcere di Catanzaro impiccandosi all'interno della cella, dove si trovava da solo. Aveva circa 25 anni. Sono 12 i suicidi dall'inizio dell'anno nei penitenziari italiani ai quali vanno aggiunte le morti per cause naturali

Comunicato Sapienza in mobilitazione sui 19 studenti indagati per i fatti del Senato

Durante l’autunno del 2010 in Italia abbiamo assistito a quanto di peggio un governo può mostrare: politiche di tagli allo stato sociale, al lavoro e all’istruzione pubblica; continui scandali e processi che hanno coinvolto l’intero establishment governativo; compra-vendita di parlamentari da uno schieramento all’altro.
In questo quadro reso ancor più drammatico da una profonda crisi economica, gli studenti hanno deciso di alzare la testa, di scendere in piazza per difendere scuola, università e ricerca e di denunciare le nefandezze del governo.

Provocazioni contro i No Tav, ma la resistenza e i blocchi proseguono

Sono proseguiti anche questa notte i blocchi in diverse zone della Valsusa. Provocazione contro i No Tav: tre automobili di attivisti sono andate a fuoco nella notte. Sotto gli occhi delle forze di occupazione... Nessun contatto o scontro durante la seconda notte di protesta ai blocchi realizzati dal movimento sull'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, all'altezza dello svincolo di Chianocco e sulla strada statale 25 del Moncenisio. I manifestanti che hanno trascorso la notte ai blocchi sono stati alcune centinaia, vicino aì falò per riscaldarsi. Dalle barricate si è più volte levato il grido «Luca! Luca!» a sostegno di Luca Abbà, ancora in prognosi riservata al Cto di Torino e ieri sottoposto a dialisi.

Teramo. I fascisti hanno accoltellato un giovane di sinistra

Un ragazzo di diciannove anni è stato ferito al torace da una coltellata. L'episodio, reso noto oggi, si è verificato nella notte tra sabato e domenica scorsi Secondo quanto ricostruito il giovane ferito, classe 1993, che verso le due di domenica mattina si trovava in compagnia di due amici nei pressi di piazza Dante, a Teramo, sarebbe stato avvicinato da due fascisti.

Processo Cucchi: Stefano voleva denunciare le botte subite

Prosegue il processo sulla morte in carcere del giovane romano: dall'ospedale Stefano voleva scrivere un telegramma al suo avvocato

Non voleva morire, voleva parlare. Voleva denunciare. L'ennesima seduta del processo Cucchi, che ha visto nell'aula bunker di Rebibbia alcuni dei medici imputati, restituisce i segnali che Stefano Cucchi provava a lanciare dal reparto penitenziario dell'ospedale Pertini di Roma.

28 febbraio 2012

Il fascino discreto del qualunquismo....

Ovvero la scelta politica di Libero, Il Giornale, La Repubblica e La Stampa.

Antefatto. In Val di Susa c’è un popolo ‘resistente’. Uomini e donne di varie età, esperienze di vita, formazione e culture differenti, impostazioni politiche variegate e ruoli diversi nella società, si stanno impegnando da anni affinché la loro terra non venga violata da un’opera inutile e dannosa.

No Tav: La polizia carica, la valle resiste!!!

In val susa la resistenza continua nonostante le continue provocazioni e cariche delle forze dell'ordine.
Stamattina a Chianocco i poliziotti hanno utilizzato gli idranti contro i manifestanti ed hanno rimosso la barricata utilizzando una ruspa. I No Tav hanno provato a resistere urlando 'Luca, Luca' e 'Assassini,assassini' a mani alzate ma a causa della sproporzione delle forze e della violenza degli agenti. Gli attivisti ora stanno bloccando parzialmente lo svincolo per l'A32, facendo resistenza passiva e gridano ai celerini che sono a pochi centimetri dalle loro facce "oggi straordinari non pagati, oggi mangiate fumo con noi".

No Tav: Ancora un attacco della polizia nella notte

Utilizzando lacrimogeni e idranti, la polizia ha rimosso il blocco che i manifestanti No Tav avevano realizzato ieri sera tardi sull'autostrada A32 Torino-Bardonecchia all' altezza della barriera di Salbertrand. Non vi sono stati feriti.
L'autostrada è presidiata dai militari, mentre alcuni No Tav sono ancora attivi sulle statali 24 e 25, nella parte basse della Val di Susa. È tuttora in corso anche il presidio del movimento davanti all'ospedale Cto di Torino, dove è ricoverato Luca Abbà. Il secondo bollettino medico della Direzione sanitaria del Cto è atteso per stamani alle ore 12.

Luca Abbà: le immagini esclusive


L'intervista a Luca Abbà a Radio Blackout prima di cadere




Ecco le immagini esclusive  raccolte dalle telecamere di Servizio Pubblico, pochi minuti dopo, che Luca Abbà è rimasto folgorato da una scarica elettrica.

Il caso di Giuseppe Uva arriva all’Assemblea parlamentare dell'Ocse

Il giorno 23 febbraio, alle ore 10.30, Lucia Uva ha presentato la vicenda di suo fratello Giuseppe Uva davanti alla Commissione democrazia e diritti umani dell’assemblea parlamentare dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).
“Mi chiamo Lucia Uva e sono qui oggi per raccontare la vicenda di mio fratello, Giuseppe Uva, morto il 14 giugno 2008 dopo essere stato trattenuto per oltre tre ore nella Caserma dei carabinieri della nostra città, Varese.

Come è morto Bianzino? In aula i primi dubbi

Aneurisma o altro? A 5 anni dalla scomparsa dell'ebanista trovato senza vita in cella il processo entra nel vivo: incertezza sulle vere cause.

«L'ordinanza del tribunale di Perugia è clamorosa e ci restituisce fiducia nella giustizia. Il Tribunale ha indicato chiaramente al pm cosa avrebbe dovuto essere fatto. Il caso Bianzino è tutt'altro che chiuso». Rudra ed Elia, due dei tre figli del pacifico ebanista ucciso dal carcere e dal proibizionismo nell'ottobre del 2007, ricominciano a sperare che non sia troppo tardi. Forse. Stamattina il pm di Perugia, lo stesso che fece arrestare Bianzino e sua moglie Roberta Radici per il possesso di alcune piante di marijuana, ha detto no a una superperizia e all'integrazione dei capi d'accusa: «nulla è cambiato da quelle che erano le iniziali contestazioni: se avessi ritenuto di cambiare l'imputazione, lo avrei fatto».

27 febbraio 2012

Solidarietà ai No Tav: Cariche della polizia a Roma e Bologna

Tutta Italia questo pomeriggio è scesa in piazza per solidarizzare con il movimento No Tav ed essere al fianco di Luca Abbà rimasto gravemente ferito questa mattina durante il brutale bliz presso la baita in Val Clarea, delle forze dell'ordine e per dire No alla vergognosa campagna repressiva messa in atto dal Procuratore Caselli, dal Capo della Polizia Manganelli e dal Questore (il massacratore della Diaz a Genova) Spartaco Mortola. Momenti di tensione, con cariche delle forze dell'ordine, si sono avuti a Bologna e Roma.

Io sul treno, pestato dalla polizia non dai manifestanti

Una videotestimonianza di un passeggero che partiva da Torino e che si è trovato tra la polizia e i ragazzi che tornavano dalla manifestazione No Tav

No Tav: E' iniziato l'assalto delle forze della repressione alla valle. Un ferito grave

Alle 8 di questa mattina le forze dell'ordine, accompagnate da un gruppo di operai della LTF, hanno preso possesso della baita in Val Clarea. La valle è cinta d'assedio, le strade chiuse. Un attivista è caduto da un traliccio ed è in gravi condizioni Sono cominciati questa mattina a a Chiomonte (Torino) i lavori per l'ampliamento del cantiere per il tunnel geognostico della Tav Torino-Lione. Maestranze della LTF, la società che realizza l'infrastruttura, "assistite" da un numero spropositato di agenti di Polizia e Carabinieri, stanno installando le reti di recinzione dell'area.

26 febbraio 2012

Uccidono il figlio, processano la madre

Doveva iniziare il primo marzo a Mantova ma subirà un rinvio, per l'impedimento di un tecnico di parte civile, il processo a Patrizia Moretti e ad alcuni cronisti ferraresi denunciati per diffamazione dalla pm Mariangela Guerra, quella di turno all'alba del 25 settembre 2005 quando il figlio di Patrizia, Federico Aldrovandi, incappò nel misterioso e violentissimo "controllo" di polizia nel quale fu ucciso.

Le cariche alla stazione di Torino... un film già visto. Regia di Spartaco Mortola

Prima Caselli, poi Manganelli, poi Spartaco Mortola. Cariche a freddo e versioni di comodo. Una trappola a fine giornata per poter di nuovo associare la lotta dei No Tav alla violenza e al pericolo. Un film già visto...

Roma città aperta alle scorribande neofasciste

Gli ultimi giorni a Roma (ma anche i prossimi) si caratterizzano per una serie di iniziative e di provocazioni di estrema destra.
Sono sotto gli occhi di tutti gli eventi di Ostia, quartiere marittimo di Roma, dove sono stati aggrediti militanti di sinistra e operatori culturali del Teatro del Lido, mentre stavano attacchinando alcuni manifesti che annunciavano un corteo per il 25 Febbraio. Tre persone del Teatro del Lido sono finite all'ospedale con gravi lesioni alla testa e braccia fratturate (che chiunque conosca un minimo di medicina forense sa che si tratti di lesioni originate per difendersi da colpi inferti con corpi contundenti del tipo delle spranghe!).

Firenze: Un altro strano"suicidio" all'interno della cella di sicurezza della Questura



Un altro “strano suicidio” all’interno di una cella di sicurezza della questura di Firenze. Dopo la morte di Es-saouri Youssef avvenuta il 27 gennaio, un altro giovane sempre di nazionalità marocchina, di 26 anni, è morto all'interno della questura di Firenze.
Il giovane Rami Chaban senza fissa dimora, era stato arrestato nella serata di venerdi 24 febbraio dalla Polfer per rapina, tentata violenza sessuale e lesioni aggravate.

Torino: caricati i No Tav di ritorno dalla Valsusa

Odiosa provocazione della Polizia contro i No Tav nella Stazione di Torino. In Valsusa decine di migliaia di persone hanno sfilato con contenuti netti e inequivocabili, ma senza problemi. Siccome quotidiani e tg titolavano "manifestazione pacifica" qualcuno ha pensato bene di provare a mutare il senso della giornata...

24 febbraio 2012

La madre di Federico Aldrovandi da vittima a imputata

Federico Aldrovandi, morì a 18 anni, il 25 settembre 2005, dopo una colluttazione con quattro agenti di polizia, già condannati per la sua morte. La madre Patrizia Moretti il 1 marzo sarà in un’aula del tribunale di Mantova come imputata di diffamazione nei confronti della pm che condusse le prime indagini. A processo anche i giornalisti della Nuova Ferrara che seguirono il caso.

Militari stupratori: scempio agli eroismi de L'Aquila

La militarizzazione delle città in nome dell'emergenza sicurezza crea ovunque dei mostri. A Falluja come a L'Aquila. La denuncia arriva dal comitato aquilano 3e32: «I tre caporali del 33mo reggimento Acqui indagati per lo stupro di Pizzoli rientrano in servizio dopo un breve congedo nel giorno in cui lo stesso reggimento prende il posto degli Alpini nei servizi di pattugliamento del centro storico nell'ambito dell'operazione "Strade Sicure". Ci sembra il minimo quindi chiedere al Reggimento Artiglieria Acqui e alle istituzioni competenti che i tre caporali indagati per il violentissimo stupro vengano immediatamente sospesi dal servizio in via precauzionale e che di questo venga reso nota pubblicamente».

Ostia: Aggressione fascista. Ancora Casa Pound!

Nuova aggressione fascista nella capitale. Ancora una volta ad opera dei ‘boy scout’ di Casa Pound. Tre feriti, gli aggrediti trattenuti in commissariato dalla Polizia per 'rissa aggravata'. Domani corteo per i beni comuni e la cultura

Tutto è successo intorno all’una di notte in Piazza della Stazione Vecchia ad Ostia, davanti la sede del Tredicesimo Municipio, dove un gruppo di neofascisti armati con caschi e bastoni hanno teso un vero e proprio agguato ad alcuni attivisti del Teatro del Lido, del collettivo Officina e di Rifondazione Comunista intenti ad attaccare manifesti che pubblicizzavano il corteo previsto per domani, 25 Febbraio, sul litorale romano, in difesa dei beni comuni.

Milano: “Alessandro in carcere senza motivo”; la denuncia dei familiari

Notte tra sabato e domenica. Al Policlinico arriva un giovane, Vincenzo. Chiede informazioni, cerca il posto di polizia. Sbatte contro la fredda burocrazia, cerca di mantenere il controllo. Suo fratello è morto in carcere, a San Vittore, nel pomeriggio. Ma nessuno dà spiegazioni né a lui né allo zio Marco, anch’egli in ospedale. “I carabinieri ci hanno chiamato quattro ore dopo - racconta il 24enne Vincenzo - dicendo di telefonare al cappellano della prigione”. Don Alberto comunica alla famiglia la tragedia: “Alessandro si è tolto la vita”.

Il magistrato e lo scriba: Caselli e Travaglio vs No Tav

Un bel gioco estivo continuato fino ai giorni nostri sul web (# E' tutta colpa dei NO-TAV) consisteva nel pensare e nell’addossare tutte le colpe più improbabili ai notav, messi alla pubblica gogna per la loro determinazione nel non accettare un’opera inutile e dannosa sul proprio territorio. Lo scherzo (i notav sanno ridere e sono ben lontani dai toni plumbei con cui li si vuole rappresentare, ridono anche quando li sbattono in galera) ha avuto talmente successo che è diventata una pagina facebook in cui ognuno può mettere alla prova la sua inventiva ironica.
Certo nessuno avrebbe mai immaginato di pensare una nuova colpa per i notav: camorristi… e simil-stupratori. Ci ha pensato il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli (lui sì un uomo triste e incapace di non prendersi sul serio), infastidito dalle contestazioni che lo seguono in ogni parte d’Italia (perfino oltre, l’hanno contestato anche in Svizzera) in occasioni delle sue pubbliche uscite.

23 febbraio 2012

Da Torino a Roma, arresti, condanne e repressione

Alla vigilia della straordinaria manifestazione popolare , che sta mobilitando da tutta Italia migliaia di persone convergenti in Val Susa il 25/2 nella marcia NO TAV “ la Valle non si arresta, liberi tutti “ da Bussoleno a Susa , l’azione vendicativo-repressiva dello Stato si esprime furiosa.

Italia condannata dalla Corte Ue per i respingimenti in Libia.

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, non è stato in particolare rispettato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura.
Si tratta della più importante sentenza della Corte di Strasburgo riguardante i respingimenti attuati dall'Italia verso la Libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal precedente Governo Berlusconi. «Sarà una sentenza storica», aveva spiegato prima del verdetto Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati . «Potrebbe vietare in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali. La pronuncia della Corte marcherà un principio fondamentale di cui anche l'attuale Governo non potrà non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il Governo di Transizione Libico».

Il 27 febbraio presidio in occasione dell'udienza del caso Aldo Bianzino.

Da anni stiamo seguendo l'iter processuale del caso "Bianzino", abbiamo assistito all'archiviazione del primo processo per omicidio colposo a carico d'ignoti, e oggi stiamo seguendo quello per omissione di soccorso
che vede imputata una guardia carceraria.
Nel corso di questi anni abbiamo sempre ripetuto che non ci basta che il sistema carcerario ci consegni un capro espiatorio, una mela marcia.

Detenuto di 36 anni si impicca nel carcere di Foggia

Da inizio anno sono 11 i detenuti che si sono tolti la vita negli Istituti penitenziari e 1 nella cella di sicurezza della Questura di Firenze.

Un uomo di 36 anni di Polignano, in provincia di Bari, Ottavio Mastrochirico, si è ucciso nel carcere di Foggia dove era detenuto dal 2010 per una condanna a 16 anni per un omicidio. Il 36enne da qualche giorno si trovava da solo in cella, dopo aver avuto dei problemi con gli altri detenuti. L’altra sera si è impiccato con il cordoncino della sua tuta. Un agente di polizia penitenziaria è intervenuto cercando di salvarlo ma per il detenuto non c’è stato nulla da fare.

Messina: appello contro la repressione

La recente condanna di 49 operai e sindacalisti Atm per presunta interruzione di pubblico servizio, riferitesi ad un episodio di alcuni anni fa, rappresenta un salto di qualità negativo del clima repressivo più o meno strisciante che ha sempre circondato le lotte nella nostra città. Ogni momento di mobilitazione di studenti, precari, disoccupati, operai, no pontisti ecc. è stato sempre accompagnato da uno stillicidio "preventivo" di pressioni, consigli, richiesta assillante di informazioni , trattative defatiganti sui percorsi dei cortei, esternazioni, più o meno "amichevoli, di rischi di denunce. I sit-in, i cortei, le stesse assemblee hanno sempre visto una presenza, spesso,sovrabbondante di forze dell'ordine in divisa e in borghese.

22 febbraio 2012

15 Ottobre: Pesanti condanne a carico di due giovani

Contro di loro non ci sarebbero prove ma si sono visti appioppare le condanne più pesanti tra quelle inflitte, finora, per gli scontri del 15 ottobre. Quel giorno Giuseppe e Lorenzo, diciannovenni, avevano deciso di unirsi ai trecentomila indignati che manifestavano contro le politiche di austerità della Bce. La prima manifestazione della loro vita.

 

Genova: Cariche della polizia contro i NoTav che contestano Caselli

I No Tav hanno di nuovo rovinato la festa a Giancarlo Caselli. Mentre il magistrato raccontava ad alcune decine di persone la sua ultima fatica editoriale un corteo percorreva la strade di Genova, dietro lo striscione 'Caselli: Tav? Baciamo le mani. Liberi subito tutti'.

Ieri il procuratore capo di Torino è stato duramente contestato nel capoluogo ligure da circa duecento attivisti del movimento no Tav. Frequentatori del centro sociale Aut Aut e studenti. «Se uno si limita a protestare, fa quello che la democrazia gli consente, ma dare del boia a un magistrato o a un poliziotto non è simpatico e non mi pare un granché democratico» ha commentato il magistrato, preso di mira per aver ordinato la maxiretata del 26 gennaio che ha portato all’arresto di decine di attivisti No Tav.

La democrazia secondo il procuratore Caselli

Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il procuratore Caselli ha definito, dietro il paravento del "sembra", non democratico il fatto che gli si dia del boia contestandolo. Come capita nei media, il procuratore dovrebbe saperlo, il "sembra" nei titoli è scomparso. Ma conta l'effetto: chi gli dà del boia appare, nel Caselli pensiero, non democratico.
Il procuratore, nelle sue affermazioni, è confortato dal consenso della totalità dei media italiani. Tutta questa totalità ha molto poco di democratico ma a questo Caselli sembra non badare.

Torino: pestaggio di polizia su un tifoso

Riceviamo e pubblichiamo un incredibile (ma neanche troppo) video  che immortala almeno quattro aitanti agenti del reparto digos torinese che riempiono di calci e pugni un tifoso ormai a terra trascinandolo fuori dallo stadio. Il fatto è avventuto il 20 febbraio in occasione della partita Torino Sampdoria presso lo stadio comunale (anche “olimpico”) del capoluogo piemontese.

Roma: Pestarono due diciottenni, indagati due agenti di polizia

In pieno inverno era sceso in ciabatte, canottiera e pantaloncini per manganellare con lo sfollagente di servizio due ragazzini che esplodevano petardi per in un prato, sotto casa sua, in zona Casal Lumbroso. E visto che c’era aveva chiesto il rinforzo di un vicino, come lui agente di polizia penitenziaria, che per l’evenienza aveva portato la pistola. «Siamo della polizia, zitti e muti». E giù manganellate. Era il novembre 2011. Poco più di un anno dopo, il pm Emanuele Di Salvo ha formalizzato l’iscrizione al registro degli indagati dei due agenti - Salvatore C., 34 anni, e Domenico U., 45 anni, in forza a Roma - per «minacce e lesioni».

20 febbraio 2012

Detenuto di 21 anni si impicca nel carcere di San Vittore: aveva più volte denunciato di aver subito violenze

Da inizio anno sono 10 i detenuti che si sono tolti la vita e 24 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 10 per cause ancora da accertare).
Alessandro Gallelli era accusato di violenza sessuale. Da quattro mesi era in carcere in attesa di giudizio. Aveva più volte denunciato di aver subito violenze. Dal carcere garantiscono comunque che il giovane era in isolamento e che quindi non poteva essere vittima di pestaggi o percosse. Aveva compiuto 21 anni da poche settimane.

18 febbraio 2012

Carceri: Detenuto suicida a Cremona

Un detenuto di 45 anni si è impiccato ieri nel carcere di Cà del Ferro a Cremona. Stessa sorte è toccata giovedì scorso a un detenuto di 58 anni nel carcere di Milano Opera e a un agente di polizia penitenziaria del carcere Rebibbia di Roma. Da inizio anno sono 9 i detenuti che si sono tolti la vita e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 ad oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totale dei “morti di carcere”. Cifra che supera le 2mila unita’, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per “incidenti sul lavoro”.

Nicola Ciocia il "Prof. De Tormentis" non fu il solo a usare torture contro i brigatisti

Anni di Piombo: oggi l’ex ispettore vive al Vomero, tra un busto di Mussolini e pile di libri. Ma tra il 1978 e il 1982 avrebbe usato tecniche come il water boarding per far confessare gli indiziati.
Un ex funzionario di polizia accusa Nicola Ciocia: era lui il torturatore dei brigatisti che Nicola Ciocia non sia stato un ispettore qualsiasi è abbastanza chiaro, altrimenti il Viminale non l’avrebbe inserito, tra il 1978 e il 1982, dopo il sequestro Moro, nelle squadre speciali addette agli interrogatori che dovevano schiacciare e azzerare le Br. Forse un missionario, nel senso di un uomo con una missione da compiere. E oggi un suo collega, “Rino” Genova, lo accusa di avere avuto la caparbietà di portarla a termine ad ogni costo.

Monti. riapre il Cie di Santa Maria Capua Vetere

Il governo Monti riapre il Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Santa Maria Capua Vetere. L'ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio scorso, prevede la riattivazione del Centro nella ex caserma "Andolfato" fino al 31 dicembre 2012 con una capienza di 200 posti.
La struttura, che nello scorso anno trattenne gli immigrati provenienti dalla Tunisia e dalla Libia, fu aperta il 4 aprile e realizzata dalla protezione civile in soli tre giorni. Cento tende da sei e otto posti su un'area di quindicimila metri quadrati. Il campo venne trasformato in Cie il 21 aprile 2011, ma fu costretto a chiudere perché reso inagibile nella notte tra il 7 e 8 giugno 2011 in seguito ad una rivolta scoppiata all'interno della struttura.

Per la morte di Simone La Penna rinviati a giudizio tre medici

Rinvio a giudizio per tre medici della struttura sanitaria del carcere di Regina Coeli accusati di omicidio colposo in seguito alla morte, per anoressia, del detenuto Simone La Penna avvenuta il 26 novembre del 2009. Il giudice dell'udienza preliminare Nicola Di Grazia ha concluso oggi l'inchiesta e accogliendo le richieste del pubblico ministero Eugenio Albamonte ha rinviato a giudizio il dirigente sanitario del carcere Andrea Franceschini ed i medici Giuseppe Tizzano e Andrea Silvano che ebbero in cura La Penna. Il processo contro i tre medici che si svolgerà l'11 luglio prossimo davanti al giudice monocratico Raffaele Gargiulo, vedrà in aula come parti civili i famigliari di La Penna che si sono costituiti nel giudizio con l'assistenza degli avvocati Roberto Randazzo e Sergio Maglio.

L’Italia tortura

Quando nell’aprile 2005 le Nazioni unite decisero di istituire uno speciale Rapporteur con il compito di proteggere i diritti umani nella lotta contro il terrorismo internazionale, gli stati europei salutarono positivamente un elemento ulteriore di analisi che si affiancava agli strumenti di controllo già da tempo in vigore, in particolare attraverso l’azione del Comitato per la prevenzione della tortura. Si riaffermò così il principio che nessuna situazione d’eccezione può far derogare dal divieto assoluto di ricorrere alla tortura: inaccettabile sul piano della comune percezione di civiltà giuridica, inammissibile nella simmetria che stabiliscono tra azione dello stato di diritto e pratiche delle organizzazioni criminali, foriera di gravi distorsioni dell’azione di giustizia, tale è la forza verso l’adesione a qualsiasi ipotesi dell’accusa che la sofferenza determina.

17 febbraio 2012

Detenuto di 58 anni si impicca nel carcere di Milano Opera

E' 700esimo suicidio nelle carceri italiane in 12 anni. Nello stesso periodo sono stati oltre 2.000 i "morti di carcere", tra detenuti e operatori penitenziari.
Da inizio anno sono 8 i detenuti che si sono tolti la vita e 21 il totale dei decessi avvenuti nelle carceri (di cui 9 per cause ancora da accertare). Dal 2000 ad oggi 700 detenuti si sono uccisi e ammonta a 1.954 il totale dei "morti di carcere". Cifra che supera le 2mila unità, sommando le vittime tra le fila della Polizia Penitenziaria: 85 per suicidio e 6 per "incidenti sul lavoro". Da ricordare anche il suicidio del Provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria, Paolo Quattrone, e della direttrice del carcere di Sulmona, Armida Miserere.

Internato trovato morto all’OPG di Reggio Emilia

”Un internato ristretto nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia è stato trovato morto nel suo letto, questa mattina, dagli agenti della polizia penitenziaria che erano entrati per il controllo numerico delle presenza che viene fatto in tutte le strutture penitenziarie”. E’ quanto riferisce Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria.

Processo Cucchi: Per l'infermiere imputato, Stefano sembrava che dormiva invece era morto

Verso le 6 di mattina del 22 ottobre 2009 “andai nella cella di Cucchi, lo trovai disteso su un fianco con la mano sotto la testa. Sembrava dormire; lo chiamai più volte per fargli il prelievo, ma non rispose”. Stefano Cucchi era morto in quella cella del reparto detenuti dell’ospedale Pertini di Roma dove si trovava da qualche giorno. A raccontare quei momenti è stato l’infermiere Giuseppe Flauto, uno di dodici imputati (sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari) del processo per la morte del giovane romano, fermato il 15 ottobre 2009 per droga e trovato senza vita una settimana dopo in ospedale.

16 febbraio 2012

L’uso della tortura negli anni di piombo

Dopo il Corriere della sera anche sulle pagine di Repubblica, il quotidiano di tutte le emergenze e fermezze nazionali, del più feroce rigor mortis, sostenitore imperterrito di polizia e magistratura, grazie ad Adriano Sofri si parla delle torture impiegate per contrastare la lotta armata degli anni 70 e inizio 80, ma non solo. Il muro del silenzio comincia lentamente a mostrare le sue crepe. (da insorgenze)

Napoli, aria di regime... la questura vieta e la polizia sgombera

In tarda serata la polizia ha sgomberato con forza il presidio rimasto sotto la Regione Campania. Oggi però di nuovo in piazza. Sabato manifestazione. L'assedio prosegue
Ieri sera, intorno alle ore 21, mentre era in corso la parte terminale dello spettacolo musicale nello spazio del Presidio a ridosso la sede della Regione Campania, approfittando che il numero dei compagni e degli attivisti presenti era diminuito, la polizia ha liberato, con una carica, l'occupazione della sede stradale di Via S. Lucia. Intanto continua il fermo del compagno del compagno della zona vesuviana preso dalla polizia durante il parapiglia avvenuto nel pomeriggio. I compagni rimasti al Presidio CONFERMANO l'appuntamento per oggi 16 febbraio, alle ore 9.30, di nuovo sotto la sede della Regione ed annunciano una MANIFESTAZIONE, per SABATO 18, alle ore 9.3o con concentramento nello spazio antistante la Metropolitana di Montesanto (Piazzetta Olivella). Invitiamo tutti ad assicurare una presenza fin dall'inizio del Presidio di oggi

Pisa: La Polizia sgombera e carica violentente Occupy Pisa

Un giornata complessa e tesa quella che si è svolta ieri a Pisa. Iniziata poco prima delle 7 con lo sgombero dell'edificio di via la Pergola, dove i giovani del movimento Occupy Pisa avevano dato vita a un'occupazione lo scorso 17 novembre, al termine di un corteo contro la crisi. Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa, si sono presentati al cancello, hanno spaccato il lucchetto, sono entrati e hanno notificato la denuncia ai tre giovani che si trovavano in quel momento dentro: due ragazze, rispettivamente di 21 e 23 anni, e un ragazzo di 19 anni.

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