17 dicembre 2012

Torino: perquisizioni, arresti, misure cautelari contro il movimento

Retata della Digos, 13 misure di custodia cautelare. Il Primo Maggio gli attivisti del centro sociale Askatasuna e altri collettivi della sinistra antagonista piemontese contestarono il sindaco di Torino Piero Fassino, e vennero caricati dalla Polizia.

Pare proprio che Torino sia diventata uno dei maggiori epicentri della strategia repressiva che negli ultimi mesi sta colpendo movimento No Tav, studenti e ora direttamente gli ambienti della sinistra antagonista e dei centri sociali. Da questa mattina all’alba la Digos del capoluogo piemontese sta notificando 13 misure cautelari nei confronti di altrettanti esponenti dell'area antagonista torinese per gli scontri che si erano verificati durante la manifestazione del primo maggio scorso.

Quel giorno c’erano stati dei tafferugli e delle cariche degli agenti dei reparti antisommossa contro un gruppo di esponenti dei centri sociali – in particolare l’Askatasuna – e dei collettivi studenteschi che durante la sfilata dei sindacati confederali stavano contestando in via Po il sindaco di Torino Piero Fassino (PD). In seguito i contestatori avevano dato vita ad un piccolo corteo e si erano recati al Comune, in piazza Palazzo di Città, manifestando anche lì contro la giunta di centrosinistra. Alcuni manifestanti poi erano riusciti ad entrare all'interno della sede del Comune e si erano affacciati ad un balcone, appendendo una bandiera del movimento No Tav.

La contestazione che investì il sindaco di Torino quel giorno, subissato di fischi e slogan per buona parte della manifestazione e del comizio conclusivo, coinvolse ampi spezzoni del corteo. Dagli studenti della Verdi15Occupata - poi sgomberati - e delle scuole superiori ai precari, dagli operatori sociali ai lavoratori aderenti ad alcuni sindacati di base, fino ad attivisti della battaglia contro l'alta velocità.

Secondo le prime indiscrezioni l'operazione di Polizia di questa mattina ha portato alla notifica di due arresti domiciliari, di sette obblighi di dimora e di quattro obblighi di firma. Le accuse sono a vario titolo di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Luca Fiore da Contropiano


Di seguito il comunicato diffuso dal Network Antagonista Torinese nel corso della mattinata:

Devono pur guadagnarsi la pagnotta...

Per la seconda volta in un mese, la Questura di Torino costruisce una nuova operazione giudiziaria che durerà giusto lo spazio di qualche settimana ma che nel frattempo confinerà in casa alcuni compagn* noti per la loro generosità nelle lotte sociali. L’obiettivo: metterli temporaneamente fuori gioco e, già che ci sono, godersi piccole vendette personali per smaltire le figure di merda accumulate nelle ultime scadenze di piazza.

A questo è ridotto l’istituto giuridico in questo paese: l’opposizione sociale si giudica ormai prima del processo, col generoso utilizzo di strumenti cautelari (leggi: preventivi) che limitano fortemente la libertà dei singoli nella (vana) illusione di fermare opzioni collettive di organizzazione senza passare per gli istituti della rappresentazione/mediazione sociale (partiti, sindacati, associazionismo e consorterie varie). È questo che fa paura ai tutori dell’ordine e ai loro mandanti sopra elencati (quelli che decidono la nomina di un direttore delle Asl, quali ospedali chiudere, quali appalti dare e a chi, quali poliziotti faranno carriera): che le nuove generazioni senza futuro pensino e si organizzino di conseguenza, mettendo in discussione lo status quo. È cosi che il dott. Ferrara diventa Cavaliere del Lavoro e il dott. Petronzi Cavaliere della Repubblica: servendo i poteri forti, obbedendo a una Procura che più politica di così non si può, facendo sempre bene attenzione a ci si pestano i piedi. Non riscontriamo tanta efficienza nella prevenzione della criminalità organizzata, delle frode fiscali, delle speculazione immobiliari… la lista delle incapacità sarebbe troppo lunga.

I fatti contestati risalgono al primo maggio scorso, quando durante la consueta sfilata del Primo Maggio, quei partiti e quei sindacati da decenni impegnati nel ridurre quella giornata a sfilata di bandiere e apparati, furono fatti oggetto di contestazione non solo dei soliti facinorosi ma da una larga fetta di popolazione torinese che quel giorno schiumava di rabbia per le condizioni di vita cui sono stati ridotti da un decennio e oltre di amministrazione PD.

Il Pm mandante degli arresti è il dott. Rinaudo, noto per le frequentazioni col sig. Moggi di Calciopoli (cosa non si fa per due biglietti gratis per la partita!) e per aver ordinato la confisca dei sacchi a pelo colpevoli degli occupanti della Pantera (1990). Massimo Numa scrive su La Stampa online che “durante il corteo sindacale, ci furono tentativi di aggressione e di violenza nei confronti di militanti di altre organizzazioni di sinistra”. Nei verbali consegnati agli indagati si legge che gli antagonisti avrebbero addirittura tentato di impedire il corteo del 1 maggio!! Essere condannati o manganellati perché tentiamo di impedire un corteo di Forza Nuova lo assumiamo come conseguenza naturale della nostra identità politica, impedire un corteo del 1 maggio è un’accusa che trasuda infamia e che rinviamo ai mittenti. Sempre sui verbali della Procura leggiamo che la “colpa” dei nostri compagni è di aver partecipato ad un corteo che aveva anche l’obiettivo di contestare il sindaco Fassino in quanto rappresentante di quella parte politica favorevole all’Alta Velocità. Cosa si configura? Il reato di lesa maestà o quello di essere No Tav? Quando diciamo che questa Procura è molto politica non ci sembra proprio di esagerare…

Cosa ci ricordiamo noi dell’ultimo Primo Maggio?

Una piazza intera che non dà tregua al “primo cittadino”: maestre d’asilo che si ritrovarono improvvisamente licenziate, lavoratori e lavoratrici delle cooperative sociali da mesi senza stipendio, vecchi militanti del Pci o del sindacato disgustati dalle derive delle loro organizzazioni di riferimento, ex-operai in pensione che ci raccontavano “sto ancora aspettando che quel pezzo di m…. di Fassino venga in fabbrica”, studenti presi a calci per aver fischiato i mammasantissima del PD, un migliaio di persone recarsi sotto il Comune e caricati, per aver osato appendere una bandiera Notav che ricordava i compagn in galera (sempre cautelare), tre braccia rotte refertate in ospedale (1 mese, non i 3 gg delle forze dell’ordine che si inventano ogni volta!) e soprattutto un Fassino umiliato e perseguitato dai suoi cittadini, un sindaco che non fu neanche in grado di terminare il proprio discorso (scena ripetutasi nei mesi seguenti in molte occasioni pubbliche: stadio, concerti ecc).

Per vendicarsi dello smacco, oggi vengono colpiti 14 giovani. Come dicevamo, questorini e digos devono guadagnarsi la pagnotta. Giornalisti vari anche. Provino magari farlo un po’ più onestamente, se ne sono in grado. I materiali in Rete abbondano. Non ci crediamo molto ma tant’è.

Noi continuiamo a stare là dove continuerete a trovarci: nelle lotte, in città e in valle, in università, nelle scuole e in tutti quei luoghi dove la gente comune inizia ad alzare la testa, stufa di un presente di miseria.

Ai nostri posti ci troverete!

NETWORK ANTAGONISTA TORINESE
Csoa Askatasuna, csa Murazzi, coll. universitario autonomo, koll. studenti autorganizzati

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