8 dicembre 2012

Carceri: detenuto suicida nel penitenziario di Ariano Irpino

Un detenuto per reati comuni è stato trovato ieri notte senza vita all'interno della sua cella nel carcere di Ariano Irpino (Avellino). Secondo quanto si apprende, Angelo Antonio Aragosa, 48 anni, napoletano, si è impiccato utilizzando un lenzuolo che aveva agganciato ad un finestrone.

La scoperta è stata fatta dagli agenti penitenziari che hanno inutilmente tentato di rianimare il detenuto. Secondo alcune fonti, il recluso da tempo era caduto in uno stato di depressione procuratogli dall'insofferenza al regime carcerario.

La Procura di Ariano Irpino ha aperto un'inchiesta. Era arrivato da pochi giorni nel carcere di Ariano Irpino (Avelino) il 48enne detenuto napoletano che si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo agganciato alle sbarre della sua cella. Angelo Antonio Aragosa, doveva scontare una serie di condanne passate in giudicato per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il direttore della casa circondariale, Gianfranco Marcello, nell'esprimere solidarietà alla moglie e alla famiglia del detenuto, che sono state avvertite, precisa che "tragedie come questa rappresentano sempre una sconfitta per gli operatori ma il detenuto, che al momento del suo arrivo ad Ariano Irpino era stato seguito da educatori e psicologi, non aveva dato segni premonitori del gesto che avrebbe poi messo in atto".

Il procuratore capo di Ariano Irpino, Luciano D'Emmanuele, ha aperto una inchiesta per ricostruire dinamica e motivazioni del suicidio. Il carcere di Ariano irpino ospita attualmente 215 detenuti a fronte di una capienza massima di 200, con un reparto di massima sicurezza ed un altro riservato ai collaboratori di giustizia.


"Vuole suicidarsi", la moglie di Aragosa aveva chiesto aiuto già a settembre

Un detenuto di 48 anni, Angelo Aragosa, campano, tossicodipendente, malato, con difficoltà a camminare, è morto suicidandosi impiccandosi nella sua cella nel carcere di Ariano Irpino. Un'altra morte di carcere, resa ancora più drammatica dall'allarme dato dalla moglie mesi fa: "Sta per morire ma la disperazione lo sta portando ad affrettare la propria morte, ha deciso di suicidarsi". L'uomo, tossicodipendente, era detenuto per reati di droga, marijuana, 5 anni, fine pena agosto 2017. A settembre Angelo era nel carcere di santa Maria Capua a Vetere e la moglie ha scritto all'associazione Detenuto Ignoto, sottolineando le gravi condizioni di salute del marito e il suo proposito di suicidarsi. Angelo, infatti, aveva diverse patologie, stava su una sedia rotelle, aveva una protesi all'anca e difficoltà a camminare, e non gli davano le stampelle - denunciava la moglie - ma soprattutto non ce la faceva più: "Vuole suicidarsi".

"Ora occorre fare subito chiarezza", sottolinea Irene Testa segretaria dell'Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto, spiegando: "Lo scorso 21 settembre ho ricevuto una telefonata e mail della moglie del detenuto Angelo Aragosa che ravvisava il rischio di suicidio di suo marito nonché la mancanza di cure adeguate per patologie gravi di cui era affetto il congiunto".

E "immediatamente avevo segnalato il caso al presidente campano dell'Associazione Antigone Mario Barone affinché verificasse quanto segnalatomi. La risposta ricevuta da fonti interne al carcere era stata rassicurante e si diceva che il detenuto non aveva mai mostrato intenzioni suicide".

fonte: Ansa

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