11 ottobre 2012

La nostra memoria non si chiude con un sigillo

La decisione di sigillare la casa di Carla Verbano, avvenuta su disposizione degli uffici regionali competenti, è un atto vergognoso soprattutto per le modalità con cui si è oltraggiato un luogo che sta a cuore a migliaia di persone. La Regione, prima che i sigilli venissero messi e i mobili gettati, sapeva della volontà da parte dei compagni e delle compagne della famiglia Verbano di costruire in quel luogo un centro della memoria capace di continuare il percorso di verità e giustizia intrapreso da Carla e di connettere le diverse anime antifasciste di Montesacro e non solo.

Un esperimento di memoria e di lotta capace di tessere rapporti con le realtà studentesche in continuità con il lavoro di Carla, continuare la ricerca della verità storica sull’omicidio di Valerio, raccogliere e archiviare tutto l’immenso materiale che intorno alla storia di Valerio e dell’antifascismo i movimenti hanno prodotto e producono, promuovere eventi culturali.

Abbiamo letto gli articoli e le lettere usciti in questi giorni sull’onda della cronache giornalistiche.

Riteniamo che di parole, soprattutto dalle istituzioni e dai loro rappresentanti, in questi mesi e anni ne siano state dette tante alle quali raramente sono seguiti i fatti; al contrario si sono prodotti veri e propri agguati sia sulla casa di Carla (dove la Regione ancora non ha formulato una proposta e tuttora è in dismissione) sia sulla Palestra Popolare Valerio Verbano (dove Carla ha scelto di salutare per l’ultima volta i compagni e le compagne di ieri e di oggi) sulla quale pende un processo con risarcimenti milionari a carico degli attivisti nonostante il recupero autogestito di uno spazio pubblico diroccato.

Quindi non ci incantano né le buone intenzioni né le buone parole, verificheremo nei fatti tutto e tutti.

Noi siamo consapevoli dei mezzi che abbiamo e di quelli che sono i nostri obiettivi: il cuore che ci ha tenuti uniti a Carla per tutti questi anni e che ci ha visti protagonisti di tante battaglie e la lotta che metteremo in campo per non permettere che nessuno oltraggi di nuovo la sua e la nostra memoria. Siamo convinti che lo sviluppo dei progetti nell’appartamento di Via Monte Bianco, unitamente alla risoluzione della situazione della palestra popolare, siano un atto dovuto e non una concessione.

Per questo stiamo lavorando in maniera pubblica e partecipata alla creazione dell’associazione che affronterà questa vertenza; uno strumento che nel nome e nel ricordo di Carla, Sardo e Valerio connetta e unisca progetti, sensibilità e lotte.

Intanto annunciamo l’inizio della campagna per l’assegnazione dell’appartamento di Via Monte Bianco che vedrà gli antifascisti romani, le reti sociali e i movimenti cittadini promuovere momenti pubblici di mobilitazione.

La memoria è un ingranaggio collettivo.

Con Valerio, Sardo e Carla nel cuore. E gli occhi ben aperti.

Assemblea pubblica giovedì 18 ottobre ore 18.00 Astra Spa Via Capraia 19

Le compagne e i compagni di Carla, Sardo e Valerio Verbano



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