30 settembre 2012

Torino: fermi, perquisizioni, sequestri e denunce

La mattina di Sabato 29 settembre, i compagni del CCP Roberta, Antonio e Luigi e il compagno Marco del centro di documentazione Falestine di Torino, mentre si apprestavano a dare luogo all'ennesimo presidio volantinaggio della campagna antisbirro aperta dallo stesso CCP, sono stati fermati, perquisiti e deportati presso il commissariato di via Tirreno.

I compagni, arrivati in corso Valdocco, luogo di quello che avrebbe dovuto essere il presidio, si sono trovati accerchiati da una decina di agenti della DIGOS che hanno stappato lo striscione riportante la scritta “POLIZIA E CARABINIERI SERVI DEL PADRONE” e sequestrato immediatamente tutti i volantini scaraventando poi i compagni sulle auto per deportarli al commissariato.

Dopo le perquisizioni e le varie intimidazioni (“la prossima volta non uscite più”, “vi facciamo il culo”, ecc) alle quali sono stati sottoposti ,i due compagni senza precedenti sono stati trasportati sino alla Questura per fotografie e impronte. Gli sbirri hanno in ultimo consegnato nelle loro mani una denuncia (che pubblichiamo come immagine di questa nota) per “Oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario”. La campagna avviata dal CCP ha lo scopo di sensibilizzare a largo raggio contro gli abusi e la violenza di polizia e carabinieri perpetrata sulla pelle dei lavoratori e delle masse popolari e di dare vita alla costruzione di comitati popolari di autodifesa.

I fermi, i sequestri e le denunce della mattina di sabato non fanno altro che confermare, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la validità dell'analisi politica dei compagni del CCP sulla necessità di individuare nelle forze dell'ordine il primo ostacolo da abbattere che si pone sulla strada degli interessi della classe operaia e delle masse popolari. Gli sbirri hanno cercato di fare un altro servizio al loro padrone (logicamente senza riuscirci) cercando di azzittire il dissenso e la protesta utilizzando l'arma dell'intimidazione, abusando ancora una volta della loro poco stimata carica istituzionale avvalendosi di art. di legge stretti persino a personaggi sordidi come Sallusti per il quale è sceso in campo addirittura la più alta carica dello Stato, il Presidente della Repubblica Napolitano accennando ad un “ritocco” sulla legge della diffamazione a mezzo stampa. Ma se accusare le forze dell'ordine di essere servi del padrone è un “oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario della Stato” allora sono gli stessi sbirri ad attuare questo oltraggio proprio con la loro impunita violenza contro chiunque alzi la testa per contrastarla.

Ogni qual volta i compagni sono fatti oggetto di soprusi, angherie, intimidazioni e denunce essi si rafforzano ed escono dai commissariati e dalle caserme sempre più convinti di essere dalla parte giusta. Non si credano “lor signori” difensori degli interessi dei padroni di poter continuare impunemente a pestare gli operai nelle piazze, a indagare, pedinare, perquisire, arrestare o uccidere. Le masse popolari sono stanche dei loro abusi e ce lo hanno dimostrato durante i presidi e i volantinaggi fatti sino ad ora davanti a commissariati e caserme, tra le persone dei mercati.

Per quanto riguarda il CCP proseguiremo con la nostra campagna ancor più decisi di prima!

“BASTA CON LA VIOLENZA E L'ARROGANZA DELLE FORZE DELL'ORDINE! CONTRASTIAMO CON OGNI MEZZO LA GUERRA SCATENATA CONTRO CHI LAVORA! FERMIAMO LA MILITARIZZAZIONE DELLA VALLE DI SUSA E DELLE NOSTRE CITTA'


Collettivo comunista piemontese
via Saluzzo 13 Torino.


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