1 settembre 2012

"Operazione anti-anarchici" a Trento. La saga delle balle

Due arresti senza uno straccio di senso, per due militanti noti, spesso perseguiti, sempre scagionati, di nuovo perseguitati. Due interventi per sostenerli e raccontare chi sono.


UN ANARCHICO DALLA PARTE DEL TORTO

Massimo Zucchetti da "il manifesto" del 30 agosto 2012

Bisognerà proprio che anche questa volta ci sediamo dalla parte del torto, dato che tutti gli altri posti sono come al solito occupati. Massimo Passamani, 40 anni, una figura importante fra gli anarchici di Rovereto, è stato arrestato la notte del 27 agosto dalla Digos di Trento, insieme a un'altra militante del movimento anarchico, Daniela Battisti, alla quale però sono stati concessi dal gip gli arresti domiciliari. Passamani invece è in carcere, ancora una volta simbolo di una operazione che pare sia stata molto vasta, con perquisizioni in due centri anarchici a Trento e Rovereto, e in molte abitazioni di militanti del Movimento. A prima vista, Massimo e Daniela devono rispondere di capi d'accusa molto pesanti: addirittura 29, fra cui danneggiamenti, incendi, manifestazioni violente, nonché l'occupazione dell'ex asilo di via Manzoni a Trento (fatto risalente al 2009).

Sarebbe quindi buon dovere di ogni intellettuale «rispettabile» sedersi dalla parte della ragione, «prendendo le distanze» dai «violenti anarcoinsurrezionalisti». C'è però un problema: molti di noi sono dotati di una certa memoria e notano certe coincidenze.

Massimo Passamani ha subito negli ultimi vent'anni molte «attenzioni» da parte dello Stato: nel 1996 è dovuto persino riparare in Francia per sfuggire a un mandato di cattura in seguito a un'indagine dei Ros. Arrestato e detenuto alla Santè di Parigi, venne poi rilasciato nel 1998, dato che le accuse si rivelarono del tutto infondate. Altro arresto nel 2004 per aver partecipato a scontri con estremisti di destra fuori dall'Università di Trento: puntuale, dopo una settimana, la scarcerazione. Nel 2006 il peccato più grave ed altro arresto: violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale. Passamani aveva addirittura osato togliere di mano la Torcia delle Olimpiadi invernali Torino 2006 a una nota atleta tedofora che stava portando la sacra fiamma in piazza Duomo, a Trento, per l'accensione dell'olimpico tripode. Anche qui, Massimo venne assolto dalle accuse.

Se la memoria non ci inganna, quindi, pare ci sia una lunga storia di arresti e detenzioni, seguite sempre però da scarcerazioni e assoluzioni. Oltre ad avere memoria, siamo anche in grado di notare la coincidenza temporale con il fatto che, fra pochi giorni, è previsto il campeggio No Tav a Rovereto, proprio la Rovereto dove milita Massimo, proprio il movimento No Tav al quale Massimo ha partecipato attivamente in questi ultimi anni. Certamente, è del tutto casuale che - con questa operazione - si ponga ancora una volta sotto una luce di pericolosità e violenza il movimento NoTav. Certamente, è del tutto casuale che gli arresti - disposti quasi un mese fa - siano stati eseguiti a ridosso dell'inizio del campeggio.

Oltre a scrivere straordinari articoli sulle riviste anarchiche internazionali che denotano una cultura e una preparazione profonde, Massimo Passamani è infine specializzato nel sedersi dalla parte del torto: poco più che ventenne, prese posizione a favore di un gruppo di anarchici arrestati sul Garda, poi dichiarò apertamente la sua contrarietà alla leva militare, che allora (che tempi!) era addirittura obbligatoria. Mettiamoci dalla parte del torto anche noi, allora: stiamo con Massimo, e chiediamo che esca dal carcere al più presto.



COMUNICATO COORDINAMENTO TRENTINO E MOVIMENTO NO TAV VAL SUSA


A pochi giorni dal campeggio No Tav, che inizierà giovedì a Marco di Rovereto, l'arresto di Massimo Passamani, i domiciliari per Daniela Battisti e le perquisizioni a una decina di attivisti No Tav trentini, è un tentativo di gettare paure sull'intero movimento No Tav. L'operazione, mentre il movimento trentino No Tav sta crescendo e maturando (a maggio a Trento più di 1000 persone hanno partecipato al corteo contro l'opera), è palese: si spera così di screditare il movimento, di additarlo come pericoloso e violento, di far credere alle persone che partecipando alla lotta No Tav sarebbero “manovrati dagli anarchici”. Dalla Val Susa al Trentino invece il movimento No Tav sta dimostrato di riuscire ad essere un luogo in cui nessuno manovra nessuno, ma tutti si lotta insieme, ciascuno con i propri mezzi, contro opere inutili e devastanti e contro la prepotenza di chi le vorrebbe imporre.

A dimostrazione della pretestuosità degli arresti basti pensare che questi sono stati disposti dalla procura il 2 agosto: un mese fa. L'attesa, a fronte del presunto “pericolo terrorismo”, fino a due giorni prima del campeggio, fa pensare che a far paura non siano i terroristi, ma piuttosto la varietà e la determinazione dell'intero movimento.

Massimo, Daniela, e tutti gli altri indagati, al nostro movimento hanno dato e continuano a dare tanto in Trentino come in Valsusa. Per questo gli siamo vicini adesso e speriamo di averli presto liberi accanto a noi.

Non ci facciamo intimorire da queste operazioni, vi aspettiamo tutti giovedì sera alle 20.00 assemblea di apertura del Campeggio No Tav Trentino ai Giardini Polifunzionali di Marco di Rovereto.

E per chiunque avesse dubbi riguardo la partecipazione, rompete gli indugi, perchè mai come ora il segnale che vogliamo dare è quello della serenità delle nostre ragioni, della partecipazione e della determinazione a bloccare queste opere, perchè ne va del nostro futuro e della nostra dignità.

Coordinamento No Tav Trentino
Movimento No Tav Valsusa



Una lettera del Cpa Firenze Sud

Massimo e Daniela liberi subito!!Solidarietà agli indagati!

Come compagni e compagne del Centro Popolare Autogestito Fi*sud esprimiamo la nostra massima solidarietà a Massimo, in carcere ad Udine, a Daniela, agli arresti domiciliari, e a tutti i compagni indagati nella cosiddetta “operazione loxididae” condotta lunedì 27 agosto con decine di perquisizioni tra Trento e Rovereto dalla Digos trentina. Questa è solo l’ultima di una lunga serie di “sensazionali” maxioperazioni che nell'ultimo anno sono state condotte in varie città italiane: Bologna, Firenze, Torino e Perugia. L’accusa stavolta è associazione sovversiva. L’apparato repressivo riprova a costruire teoremi e a cucirli addosso a chi si espone tenacemente e quotidianamente contro la devastazione del territorio (in Val Susa come a Trento), contro il fascismo, contro un sistema fondato sullo sfruttamento, nel tentativo di dividere e isolare i cosiddetti "cattivi". Il solito schema, funzionale affinché la contestazione rientri nei ranghi delle compatibilità “democratiche” e legalitarie. Anche i tempi non sono casuali. L’apparato repressivo sa bene quando è il momento giusto per sferrare l’attacco: pochi giorni prima dell’apertura del campeggio Notav a Marco nei pressi di Rovereto, nonostante gli arresti fossero stati firmati già un mese fa data la “pericolosità” dei soggetti, nel tentativo di scoraggiarne la partecipazione che nell’ultimo anno in Trentino è cresciuta esponenzialmente. Il movimento NOTAV ha dimostrato che uniti si va avanti, che non ci sono buoni e cattivi. Noi non ci stiamo a prendere parte al gioco della desolidarizzazione e delle divisioni: la lotta di Massimo, Daniela e degli altri 43 indagati sono le lotte dei NOTAV e quindi di tutti noi. Anche per questo ci rendiamo disponibili fin da ora per organizzare iniziative di solidarietà, d'informazione e di autofinanziamento per sostenere politicamente ed economicamente i compagni. La solidarietà è un’armaContinuiamo ad usarla!

CPA Fi*sud





1 commento:

Anonimo ha detto...

Che gli anarchici siano sempre stati additati come sovversivi lo si sa da tempo immemore, ma che si possa dire che hanno sbagliato questo è un dubbio che solo dittatori e loro lacchè possono insinuare...

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