19 settembre 2012

'Lander libero!'. Il 29 settembre manifestazione a Roma

Continua in Italia la campagna contro l'estradizione in Spagna del giovane basco Lander Fernandez, arrestato a Roma a giugno e agli arresti domiciliari da quasi 100 giorni. Sulla base di accuse pretestuose.

Lander libero! No all’estradizione! / Lander askatu! Estradiziorik ez!

Il nostro amico e compagno Lander Fernandez è agli arresti domiciliari ormai dallo scorso 15 giugno, dopo il suo spettacolare arresto del 13 giugno nella capitale con l’accusa di terrorismo.

In realtà Lander – che lavorava a Roma e partecipava all’attività delle reti sociali alla luce del sole e senza nascondersi – è accusato esclusivamente del presunto danneggiamento di un autobus vuoto, avvenuto nel febbraio del lontano 2002.

Un reato – tutto da dimostrare – che comunque nulla a che fare con il terrorismo e con l’esorbitante pena di 5 anni di carcere che Lander dovrebbe probabilmente scontare se fosse estradato a Madrid come chiede la magistratura spagnola. Un reato che nel nostro paese sarebbe comunque prescritto e che non giustifica l’accanimento delle istituzioni giudiziarie e politiche spagnole nei suoi confronti.

Un accanimento comprensibile esclusivamente considerando una cieca e inammissibile repressione da parte dei governi spagnoli presenti e passati contro ogni espressione politica, sociale e culturale del popolo basco, che ha portato in questi anni a politiche emergenzialiste, alla sistematica violazione dei diritti dei prigionieri politici e dei loro familiari, alla persecuzione di organizzazioni sociali, culturali, sindacali e politiche, alla chiusura manu militari di giornali e radio. Una politica repressiva più volte denunciata - dati e documenti alla mano - da istituzioni come l’Onu e da Ong come Amnesty International.

Una persecuzione politica e una vera e propria apartheid che oggi non può più contare neanche sulla giustificazione classica della lotta al ‘terrorismo’, dopo la cessazione definitiva e completa di ogni attività violenta da parte dell’ETA ormai più di un anno fa.

Le accuse mosse nei confronti di Lander sono pretestuose, inconsistenti e vaghe, e non giustificano né la sua estradizione in Spagna né la privazione della sua libertà in Italia.

Noi vogliamo che Lander torni libero immediatamente, perché è indegno che una persona venga privata della sua libertà così a lungo solo perché perseguitato da un paese sotto accusa a livello internazionale.

Per questo invitiamo tutti e tutte a:

- manifestare sabato 29 settembre davanti al Ministero della Giustizia in Via Arenula a partire dalle 11, per dire no all’estradizione di Lander

- firmare e far firmare la petizione per la liberazione di Lander che trovate sul blog http://uncasobascoaroma.noblogs.org/

- partecipare alle altre iniziative che la Campagna di Solidarietà con Lander Fernandez realizzerà nei prossimi giorni per denunciare il caso di fronte ai media e all’opinione pubblica


LANDER LIBERO! LANDER ASKATU!

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