28 settembre 2012

Biella: detenuto si impicca con i lacci delle scarpe

L’emergenza carceri si fa sempre più tragica: un nuovo caso di suicidio dietro le sbarre è avvenuto ieri sera intorno alle 23.15 nel penitenziario di Biella.

L.S. ha fatto la sua tragica scelta mentre si trovava nel reparto di isolamento: l’uomo ha legato i lacci delle scarpe alle sbarre della finestra e si è impiccato. Mancavano due anni alla conclusione della sua pena iniziata nel 2006: l’uomo si trovava in carcere per i reati di furto e rapina.
La notizia è stata data dall’Organizzazione Sindacale Autonoma di Polizia Penitenziaria: secondo il segretario generale, Leo Beneduci, la situazione è allarmante e frustrante.

Si tratta infatti del quarantunesimo caso di suicidio in carcere dall’inizio del 2012: Beneduci punta il dito sulle autorità politiche e parla di una vera e propria strage di stato in atto. Dall’inizio dell’anno in carcere sono morte 118 persone.

In Italia la popolazione carceraria supera le 66.500 persone: come è noto spesso le strutture non sono adeguate e, come evidenzia il Segretario, lo stesso personale penitenziario non è più in grado di supportare adeguatamente le esigenze di assistenza di uomini e donne impegnati a scontare la propria pena in situazioni spesso degradate e non adeguate a sopportare grandi presenze.

Per Giovanni Russo Spena, responsabile Giustizia di Rifondazione comunista, «Di fronte al 41esimo, tragico, suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno non si lasci cadere nel nulla l’allarme del Presidente Napolitano sulle condizioni disastrose e il sovraffollamento degli istituti di pena. La situazione è gravissima, come da tempo denunciamo. In attesa di riforme strutturali e normative che il parlamento non ha voluto attuare, come l’abrogazione della Fini-Giovanardi, della Bossi-Fini, dell’ex Cirielli, il parlamento vari per lo meno provvedimenti di amnistia e indulto e la possibilità di applicazione di misure alternative al carcere. Sarebbe meschino che le forze parlamentari facessero prevalere ancora una volta l’opportunismo elettoralistico».

Nonostante spesso il problema sia stato affrontato dalla politica italiana attualmente il problema carcerario è ancora irrisolto.

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