17 luglio 2012

Le avventure dei fascisti del terzo millennio

Anni e anni a cercare di ripulirsi, di uscire dalle fogne, di presentarsi come i fascisti buoni, non violenti, antirazzisti, poi però il richiamo della foresta torna prepotente...

Saranno anche i fascisti del terzo millennio, ma a quanto pare rimangono stupidi come quelli del ventennio. Non si potrebbe commentare altrimenti la loro ennesima prodezza, cioè quella di organizzare una spedizione punitiva di dieci e passa persone da Roma addirittura per Viterbo (!). L’obiettivo, il temibilissimo giornalista futurista Filippo Rossi, reo a quanto pare di aver parlato male di casapound sul suo giornalino. E siccome i Nostri riescono a battere in stoltezza persino le prime camicie nere (impresa non da poco), l’aggressione veniva capeggiata dal loro aitante ciccione-capo Iannone, così, tanto per non farsi riconoscere.

Ora, qui il problema non è l’uso della violenza o meno. Anzi, siamo i primi a sostenere che chi scrive sui giornali, così come chi si muove nell’ambito della comunicazione e della manipolazione dell’informazione pubblica, dev’essere responsabile di ciò che scrive. Responsabile tanto quanto chi fa politica direttamente. E a volte, e lo sappiamo benissimo anche noi, capita di usare maniere dure contro certi infami del mondo del giornalismo. Questa infatti è proprio la versione “soft” che hanno cercato di pubblicizzare quelli di casapound. Peccato che la realtà sia completamente differente. Basterebbe infatti leggersi i commenti terrorizzati dei lavoratori della festa, aggrediti da una ventina di soggettoni in camicia nera e ridicole magliette, che hanno sparso terrore fra gli inermi avventori viterbesi. E basterebbe non solo leggersi le dichiarazioni di Rossi, che possono valere poco, ma dei tanti testimoni oculari della vicenda. Non si è trattato infatti di una scaramuccia, o di uno schiaffo, fra lui e Iannone, cosa che non avrebbe avuto alcuna rilevanza; ma di un vero è proprio assalto alla ricerca del malcapitato, con tanto di pestaggio a terra del temibile giornalista, in tre o quattro contro uno e con gli altri che bloccavano le uscite e imbruttivano al resto della gente.

Insomma, in questa vicenda come in molte altre, il motto forti con i deboli gli si addice benissimo. Il problema, dicevamo, è la loro stupidità. Anni e anni a cercare di ripulirsi, di uscire dalle fogne, di presentarsi come i fascisti buoni, non violenti, antirazzisti, poi però il richiamo della foresta torna prepotente. Il problema è di chi ancora ci casca, soprattutto nel mondo dell’informazione.

Ed è per questo che due pizze andrebbero sì date, e anche volentieri, ma magari a chi ancora li ospita in trasmissioni televisive, nelle radio, nelle feste, sui libri, contribuendo allo sdoganamento fascista che va avanti ininterrotto da anni. Loro sono i primi amici dei fascisti, i primi responsabili morali delle centinaia di aggressioni che avvengono annualmente in tutta Italia.
 
Militant da Contropiano

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