11 luglio 2012

«La polizia italiana è fascista»

Duro attacco del quotidiano britannico «Guardian» che commenta i pestaggi della scuola Diaz al G8 2001

Picchiati senza pietà, in modo sistematico, non per ottenere una confessione ma semplicemente per il gusto sadico di infliggere un dolore. In un’inchiesta di sette pagine dal titolo «La sanguinosa battaglia di Genova», il Guardian mette sotto dura accusa la polizia italiana: «Questo non è il comportamento di un gruppo di esaltati. Questo è fascismo». Durante i pestaggi alla scuola Diaz e le torture nel carcere di Bolzaneto, racconta il quotidiano britannico, i poliziotti parlavano in modo entusiastico di Mussolini e Pinochet. I loro cellulari avevano suonerie con le tradizionali canzoni del ventennio. E i prigionieri furono costretti a dire più volte «Viva il Duce» o «Un, due, tre, viva Pinochet».

ACCUSE A FINI - «Senza il lavoro del pubblico ministero Enrico Zucca – scrive il Guardian – senza la posizione rigorosa della magistratura italiana, la polizia avrebbe potuto sfuggire alle proprie responsabilità. Tuttavia la giustizia è stata compromessa. Nessun politico italiano è stato indagato, nonostante ci fossere forti sospetti che la polizia avesse agito con la sicurezza dell’impunità». Nell’inchiesta viene citato l’attuale presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Un tempo segretario nazionale del partito neofascista Msi e poi vice premier, Fini - secondo quanto scrisse in quei giorni la stampa - era presente nel quartier generale della polizia. Non gli è mai stato chiesto di spiegare che ordini avesse dato, se l’aveva fatto». Insomma giustizia non sarà fatta. La maggioranza dei poliziotti coinvolti nei fatti della Diaz e di Bolzaneto non ha ricevuto nemmeno un richiamo disciplinare. Nessuno è stato sospeso, nessuno è stato accusato di torture, spiega ancora il quotidiano, alcuni sono stati addirittura promossi. «Anche il prossimo processo ai 28 agenti che sono stati incriminati è a rischio perché il premier Silvio Berlusconi ha voluto una legge che ritarda tutti i processi che riguardano fatti avvenuti prima del 2002».

LA CONCLUSIONE - Amara la conclusione del Guardian. «Cinquantadue giorni dopo l’attacco alla scuola Diaz», 19 uomini hanno usato aerei pieni di passeggeri per attaccare l’America. Era l’11 settembre del 2001. «Da allora politici che non si definirebbero mai fascisti hanno autorizzato intercettazioni a tappeto di telefoni e email, detenzioni senza processo, tortura sistematica e arresti domiciliari illimitati». Non stiamo parlando di un fascismo messo in atto da dittatori «con gli stivali neri e la bava alla bocca» ma del pragmatismo di politici dalla faccia pulita. «Il risultato però – dice il Guardian – è molto simile. Genova ci insegna che quando lo Stato si sente minacciato, la legge può essere sospesa. Ovunque».

Monica Ricci Sargentini da Corriere.it



1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma dove vivete nella giungla??
e aspetavate che sia un giornale inglese a dirvelo!
in italia il fascismo non ha mai cessato sopratutto nell'esercito e nella polizia,siamo fascisti nell'anima

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