4 aprile 2012

Studenti sospesi per un volantino No tav


E’ accaduto a Susa in un istituto superiore. Clima di caccia alle streghe. Non potevano mancare i presidi zelanti e i deputati del Pd, pro-Tav e ossessionati.
Sospesi per un volantino No Tav. Atmosfera da anni '50 in un istituto tecnico di Susa dove il preside ha voluto dare una punizione esemplare a due alunni.
"Pazzo e suicida è chi distrugge la terra in nome del denaro", titolava il foglio incriminato che contestava lo sgombero violento del 27 febbraio in Val Clarea e ricordava l'impasto tra pezzi dell'imprenditoria locale e interessi della 'ndrangheta. Il preside dice che "le regole sono regole" e che il volantino era illegale perché, secondo una legge del '39, non riportava le indicazioni sullo stampatore ed è stato distribuito dentro le sacre mura di un istituto che, a suo dire, è sempre stato "morigerato" sulla questione Tav.
Tradotto in italiano dovrebbe significare che meno si parla di Tav e meglio è. Infatti i ragazzi si lamentano che non ci sia mai stata un'occasione per discutere di questo e il dirigente si scherma dietro la ragione ufficiale che mai sarebbe stata messa per iscritto una pretesa del genere. In realtà, il vero motivo per cui, a oltre un mese dal volantinaggio, si è giunti oggi alla sospensione di un giorno sta nella citazione dell'impasto tra affari e malaffare che i ragazzi hanno tratto dalla stampa che ha ripreso ampiamente l' inchiesta Minotauro della procura di Torino. Nelle carte anche i nomi di un imprenditore locale, lo stesso che ha tirato su il recinto al finto cantiere, che ha il figlio nella stessa scuola e che per il preside sarebbe rimasto sconvolto dal volantino in cui però non figurano nomi ma solo iniziali. 
Gli studenti che hanno più volte presidiato la scuola e che stamani hanno sfilato in duecento in corteo per le vie di Susa, credono che ci siano state pressioni politiche fortissime per questo procedimento disciplinare e che il dirigente scolastico abbia una sorta di ossessione per il Sessantotto. E questo spiegherebbe perchè abbia ripercorso le orme del suo predecessore milanese e oscurantista del Parini che sospese gli studenti della Zanzara dando la stura al lungo sessantotto milanese.

In realtà, la sua voglia di sospendere potrebbe essere stata mitigata dai consigli di classe che sono riusciti a stappare una sentenza simbolica dopo gli annunci di punizioni molto più drastiche contro gli studenti sollecitate anche da un deputato locale del Pd, passarono Yes Tav della prima ora. Costui, tale Fabrizio Esposito, avrebbe voluto la sospensione di un mese anche per la prof No Tav che fornì i volantini ai ragazzi. I ragazzi si domandano ammirati dove trovi il tempo - un questi anni di crisi - di coniugare i gravosi impegni parlamentari con le faccende dell'Itis di Susa

Fonte: http://www.contropiano.org/

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