29 marzo 2012

Niccolò Libero, Liberi Tutti! Solidarietà con la Valsusa bene comune!

Le vicende che hanno portato agli arresti di Niccolò e degli altri attivisti No Tav sono fatti gravi e inauditi.


Conosciamo personalmente Niccolò Garufi, la sua militanza nell’ANPI, il suo impegno pacifista, la sua dedizione sociale in difesa delle libertà e della dignità per i popoli e non possiamo che esprimergli la nostra più completa solidarietà.

Riteniamo inaccettabile l’incredibile azione giudiziaria della Procura di Torino che mantiene in stato di carcerazione preventiva giovani incriminati a distanza di mesi dai fatti loro imputati in quanto solidali con l’opposizione degli abitanti della Valsusa alla distruzione della vita della loro valle, perpetrata con la decisione della costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità (TAV).


Riteniamo che l’utilizzo della carcerazione preventiva sia illegittimo, perché non coerente con i criteri stabiliti dalla legge (possibile inquinamento delle prove, reiterazione del reato, pericolo di fuga). Sono passati oltre 6 mesi dalla manifestazione del 6 luglio, e Niccolò non ha mai tentato di fuggire, non può manipolare prove, e la sua riaffermata espressione di solidarietà con la lotta dei valligiani di Valsusa non può essere contrabbandata come intenzione di reiterazione di reato. Per lui e per gli altri arrestati lo stato di diritto viene negato e sospeso mentre, da decenni, assistiamo ad una immunità pressoché illimitata per i potenti, ai quali si applica una legislazione ipergarantista, che permette di stravolgere e cambiare le norme processuali.

Riteniamo che l’utilizzo di strumenti residuali della legislazione d’emergenza (condannata da tutta Europa) quale quello della carcerazione preventiva, corrisponda alla volontà di rafforzare il teorema secondo il quale è eversiva qualsiasi forma di opposizione e dissenso rispetto a decisioni ingiuste e assunte da organismi nominati solo fra tecnici favorevoli all’opera dai politici, aggirando le procedure di partecipazione democratica e la volontà della popolazione.

Concordiamo con Niccolò sulla piena legittimità da parte degli abitanti della ValSusa di opporsi alla realizzazione del TAV: un’opera faraonica, dissipatrice di risorse preziose che dovrebbero invece essere impiegate per rispondere ai bisogni sociali (lavoro, scuola, sanità, mobilità sostenibile, ecc.) soprattutto in questo periodo di grave crisi economica, distruttiva dell’ambiente naturale e sociale della valle, inutile se non addirittura controproducente rispetto all’obiettivo dichiarato della riduzione del trasporto merci su strada. Contrariamente alle previsioni fatte oltre 20 anni fa per giustificare il TAV Torino-Lione, negli ultimi 10 anni il traffico merci complessivo tra l’Italia e la Francia invece di aumentare si è progressivamente ridotto (vedi l’appello dei 360 docenti universitari ed esperti).

Sorprende che la procura di Torino non indaghi piuttosto sulle infiltrazioni mafiose nelle imprese che si sono aggiudicate appalti e subappalti, sulla trasformazione di porzioni di territorio in zone strategiche militari con l’utilizzo delle forze armate che applicano manu militari la legislazione d’emergenza.

Con il referendum sull’acqua pubblica e sul nucleare si è dimostrato che nel Paese esiste una maggioranza a difesa dei beni comuni; questa maggioranza o una parte maggioritaria di essa ha individuato nella lotta degli abitanti della ValSusa non una rivendicazione locale, bensì la continuazione della lotta in difesa dei beni comuni e contro la protervia di un sistema che costruisce progetti scellerati per drenare risorse pubbliche a favore di potentati economico-finanziari e padrini politici.

A questa maggioranza facciamo appello perché partecipi alla difesa di Niccolò e degli altri ingiustamente arrestati, convinti che questa nostra iniziativa costituisca anche un’azione in difesa della democrazia su cui si fonda la nostra convivenza civile.

Niccolò libero subito! Libertà per gli arrestati NO-TAV!

Solidarietà con la Valsusa bene comune!



“Comitato Niccolò libero – Valsusa bene comune”
Zona 5 - Milano

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Comunicato ANPI BUSSOLENO

Il Direttivo di questa sezione, vista la situazione socio politica in Valle di Susa, lette le parole del Presidente dell’A.N.P.I. nazionale Carlo Smuraglia, pubblicate sul sito dell’Associazione stessa, esprime le seguenti considerazioni:

• Nessuno ha mai tirato la giacchetta all’A.N.P.I. per trascinarla forzatamente su posizioni No Tav, anche se a parer nostro, l’Associazione, avrebbe tutto il diritto a esprimere le proprie considerazioni in merito ad un opera pubblica che contrasta fortemente con quei principi di libertà, equità e civiltà di cui la nostra Associazione si nutre.

• All’A.N.P.I. invece è stato richiesto, e non avrebbe dovuto esimersi, di prendere posizioni in merito all’emergenza democratica che si vive in Valle di Susa ed in generale su tutto il suolo nazionale, dove, ogni contestazione legittima, dagli operai che difendono il posto di lavoro, a chi si oppone ad un opera costosa ed illegale, agli studenti che difendono i loro diritti allo studio, viene subito sedata utilizzando la forza pubblica con modi che ricordano sempre più quelli cileni. Oppure sulla militarizzazione di interi territori. Militarizzazione e militari che con i loro atteggiamenti e il loro fare ricordano molto lugubramente e sempre più frequentemente le truppe di occupazione di sessant’anni or sono.

• All’A.N.P.I. nazionale chiediamo se si può ritenere legittimo che cittadini e cittadine italiani vengano insultati, inseguiti sino nelle abitazioni, venga loro usata violenza, siano sfondate le porte delle abitazioni o dei locali pubblici, siano “gasati” da gas vietati addirittura nei conflitti militari. Stiamo parlando di episodi reali di cui siamo stati e siamo tuttora testimoni e vettime.

• Chiediamo all’A.N.P.I. nazionale perché la nostra Associazione abbia espresso un silenzio assordante su temi quali, le scandalose leggi sull’immigrazione, sui respingimenti dei migranti in mare (condannati anche dalla U.E.), sulle operazioni di guerra in nazioni sovrane, sulle leggi elettorali “porcata”, sulle posizioni omofobe, xenofobe e razziste di taluni parlamentari della Repubblica, sulla demolizione sistematica e pianificata della scuola pubblica, del lavoro, dello stato sociale.

• Il presidente Carlo Smuraglia ha ribadito nel suo scritto di frequentare la Costituzione e la Democrazia da moltissimo tempo. Rispettosamente, vogliamo ricordare al Presidente che anche i Partigiani di questa sezione, che molto hanno dato alla Resistenza e che molto continuano a dare, frequentano Costituzione e Democrazia da quando avevano circa vent’anni, ed è proprio per questo motivo che partecipano alle manifestazioni in valle con il loro entusiasmo contagiante, con striscioni e bandiere. Questo non li rende certo di meno valore del Presidentre stesso.

• Non capiamo cosa voglia dire il Presidente invitando gli iscritti dell’A.N.P.I. a non “mescolarsi con tutti” rinunciando così all’autonomia dell’Associazione. Crediamo che per continuare a vivere, l’A.N.P.I. debba sempre più aggregare soggetti diversi, poiché le differenze aiutano a crescere e a durare. Il chiudersi mestamente a spettatori, unicamente con un ruolo di testimonianza storica su ciò che fu l’antifascismo e la Resistenza, faranno si che in poco tempo l’Associazione smetta di crescere e inizi inesorabilmente il suo inevitabile declino.

• Riteniamo dunque sia auspicabile un dibattito pubblico su scala nazionale su questi temi che inquietano molte sezioni della nostra Associazione anche fuori dalla Valle di Susa. Auspichiamo che tale dibattito possa realizzarsi quanto prima, eventualmente durante la festa nazionale dell’A.N.P.I. di Marzabotto.


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