11 marzo 2012

Blitz al Cipe: domiciliari per Di Vetta, liberi i tre migranti

Dopo dieci ore di udienza la Gip Di Maio ha deciso di mettere Paolo Di Vetta agli arresti domiciliari e di rilasciare i tre migranti arrestati ieri. Lunedì conferenza stampa davanti al Cipe, nei prossimi giorni altre mobilitazioni.

Arresti domiciliari per Paolo Di Vetta, ritorno in libertà per Omar, Edwin e Balan, gli altri tre arrestati. In attesa della prima udienza vera e propria a carico dei 4 che si terrà il 14 aprile. Una decisione comunque pesante, quella del Tribunale di Roma, che censura esplicitamente il ruolo di coordinamento delle lotte sociali nella capitale - di cerniera tra il sindacalismo di base, gli occupanti di case, il precariato e i migranti in lotta per i loro diritti - svolto in questi ultimi anni dai Blocchi Precari Metropolitani e da Di Vetta in particolare, accusato addirittura dal giudice di ‘strumentalizzare’ gli immigrati. Una decisione pronunciata dal giudice monocratico alle 21 di questa sera, dopo ben dieci ore di udienza e poi di camera di consiglio.

E’ stata una vera e propria maratona l’udienza in cui il gip Adriana Di Maio doveva decidere se convalidare o no l’arresto dei 4 attivisti fermati ieri pomeriggio e processati oggi per direttissima. Una maratona iniziata questa mattina intorno alle 11 con l’ingresso in aula dei 4 attivisti scortati da un gran numero di agenti e dagli avvocati Mattina, Crisci, Rossi Albertini e Perticaro.

Varie le pause, la prima per trovare degli interpreti che permettessero ai 3 migranti pescati ieri in piazza nel mucchio dei manifestanti di poter seguire il processo. In aula hanno raccontato la loro versione dei fatti il consigliere regionale della Federazione della Sinistra Fabio Nobile e il parlamentare dell'IDV Stefano Pedica che erano arrivati in piazza dopo la prima carica contro i manifestanti ricacciati fuori a manganellate dall’ingresso del Cipe. Hanno testimoniato anche alcuni agenti che però si sono contraddetti e hanno fornito versioni discordanti dei fatti. A smentire la versione della Questura anche alcuni video che mostravano chiaramente il carattere pacifico della protesta e l’accanimento violento della Polizia contro i manifestanti, in particolare contro il dirigente dell’USB ed esponente dei Blocchi Precari Metropolitani Paolo Di Vetta.

Solo a poche persone, per lo più giornalisti, è stato consentito di entrare all’interno del Tribunale, guardate a vista dalle forze dell’ordine.

Sul piazzale antistante l’ingresso della città giudiziaria si è svolta per tutta la mattina una manifestazione assemblea durante la quale le varie realtà del movimento di lotta per la casa, i movimenti sociali, alcune organizzazioni politiche della sinistra, i sindacati di base e alcuni centri sociali hanno raccontato quanto è veramente accaduto ieri davanti al Cipe e hanno denunciato la cieca repressione contro tutte le iniziative di lotta che stanno caratterizzando l’azione del cosiddetto governo dei tecnici. Vari messaggi di solidarietà con Di Vetta e gli altri attivisti arrestati sono giunti da varie realtà d’Italia, a partire dalla Val Susa.

Per i prossimi giorni l’assemblea ha deciso già un fitto calendario di iniziative di lotta. Intanto una conferenza stampa sui fatti di ieri convocata per lunedì mattina, alle 12, invia della Mercede 9 proprio di fronte al Cipe; poi una nuova assemblea cittadina giovedì prossimo sulle questioni al centro del tentativo di occupazione del Cipe e sulla repressione; una grande manifestazione cittadina per sabato pomeriggio. Il messaggio che le realtà scese in piazza vogliono mandare e manifestare attraverso la mobilitazione è: “la repressione non fermerà la nostra lotta”.

Marco Santopadre da Contropiano

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