16 febbraio 2012

Napoli, aria di regime... la questura vieta e la polizia sgombera

In tarda serata la polizia ha sgomberato con forza il presidio rimasto sotto la Regione Campania. Oggi però di nuovo in piazza. Sabato manifestazione. L'assedio prosegue
Ieri sera, intorno alle ore 21, mentre era in corso la parte terminale dello spettacolo musicale nello spazio del Presidio a ridosso la sede della Regione Campania, approfittando che il numero dei compagni e degli attivisti presenti era diminuito, la polizia ha liberato, con una carica, l'occupazione della sede stradale di Via S. Lucia. Intanto continua il fermo del compagno del compagno della zona vesuviana preso dalla polizia durante il parapiglia avvenuto nel pomeriggio. I compagni rimasti al Presidio CONFERMANO l'appuntamento per oggi 16 febbraio, alle ore 9.30, di nuovo sotto la sede della Regione ed annunciano una MANIFESTAZIONE, per SABATO 18, alle ore 9.3o con concentramento nello spazio antistante la Metropolitana di Montesanto (Piazzetta Olivella). Invitiamo tutti ad assicurare una presenza fin dall'inizio del Presidio di oggi

La cronaca di ieri

ore 15.00. La polizia ha invitato i manifestanti ad allontanarsi ed a rimuovere il gazebo sistemato in mezzo alla strada dove si è tenuta la conferenza stampa ma il presidio continua e nonostante la intimidazioni l’intenzione di rimanere in strada è forte e determinata! Si resta in attesa di un camion con l’amplificazione con musica e degli allestimenti che consetano di rimanere in strada. Dal presidio l’invito a venire qui fuori il palazzo della Regione Campania e contribuire all’assedio!

12.30. E' iniziata la conferenza stampa. Piazzato un gazebo in mezzo alla strada. Ci sono Erri De Luca, Oreste Scalzone, le "mamme vulcaniche" vesuviane, i consiglieri comunali Maurino e Rinaldi

12.15 Circa 600 manifestanti tra disoccupati del progetto Bros, dei Centri sociali e dei collettivi studenteschi, e lavoratori di alcune società partecipate della Regione si sono concentrati nei dintorni degli uffici della giunta regionale in via Santa Lucia. Ieri il questore di Napoli Luigi Merolla aveva vietato il presidio annunciato dai manifestanti, disponendone lo spostamento in piazza del Plebiscito. Agenti del reparto mobile fronteggiano i manifestanti, divisi in due gruppi, tra via Santa Lucia e Via Nazario Sauro. In piazza anche lo scrittore Erri De Luca. «La questura non può vietare le manifestazioni - ha detto ai giornalisti - protestare contro il potere è un diritto dei cittadini». Un'altra manifestazione è in corso al cantiere della Metropolitana in piazza Municipio, dove alcuni disoccupati saliti su una gru.

11.00 Un gruppo di disoccupati ha occupato la gru del cantiere di Piazza Municipio a Napoli. Proprio questa mattina era originariamente prevista una manifestazione davanti alla sede della Regione, in via Santa Lucia. Due cortei di protesta sono in corso in questo momento a Napoli. Uno, nella zona di via Santa Lucia, trasformata in “zona rossa” Un altro nella zona del lungomare da parte dei collettivi degli studenti.

10.00. Una corrispondenza ci racconta che tutta la zona intorno a via Santa Lucia, dove ha sede la Regione Campania e dove oggi si sarebbe dovuta tenere una manifestazione dell'opposizione sociale (tra l'altro in una zona pedonale) è complteamente militarizzata dalla polizia che ha chiuso tutti i varchi. Alcuni attivisti che avevano provato ad avvicinarsi alla "zona rossa" sono stati allontanati in malo modo. Una ragazza è stata fermata. Intorno ai varchi si aggirano circa seicento persone tra lavoratori delle aziende in crisi e delle aziende locali in via di privatizzazione o smantellamento, gente dei comitati controle discariche di Terzigno e Quarto, attivisti dei movimenti sociali. A breve dovrebbe tenersi l'annunciata conferenza stampa.

Ci informano intanto che stanotte con un blitz, esercito e carabinieri hanno preso possesso dell'area di Quarto (zona Flegrea) dove dovrebbe sorgere una discarica. La zona adesso è dichiarata di "interesse nazionale" e quindi sottoposta ai vincoli della militarizzazione.

fonte: Contropiano

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