14 febbraio 2012

Aria di regime, a Napoli divieto assoluto di manifestare sotto la sede della Regione

Dopo giorni di cortine fumogene, alimentate ad arte dalla Questura che lasciavano alludere ad una intenzione della Regione Campania di ricevere una delegazione dei movimenti sociali e sindacali che, da settimane, stanno manifestando affinché si apra una interlocuzione sociale con i Palazzi istituzionali, è stato notificato ad alcuni attivisti del Coordinamento Regionale dell’Opposizione Sociale il divieto assoluto di manifestare (anche nella riduttiva forma del Presidio) sotto la sede della Regione.

E’ un atto grave ed autoritario che colpisce il diritto di manifestare e di esprimere le proprie ragioni sociali.
E’ un atto liberticida perché punta a consolidare nel cuore dell’area metropolitana napoletana una fantomatica Zona Rossa inaccessibile al dissenso e al conflitto.
Di fronte a questa autentica mascalzonata non è possibile rimanere in silenzio ed accettare passivamente questa violazione alle più elementari norme della democrazia.
Chi in questi mesi, a Napoli come altrove, si è dilungato circa possibili percorsi di democrazia partecipata e quant’altro non può rimanere muto rispetto alla deriva militarista che la Questura e l’Amministrazione Regionale stanno interpretando per continuare a dispiegare la macelleria sociale contro i lavoratori, i precari e i disoccupati di questa regione.
A Napoli, come già da tempo hanno compreso i movimenti di lotta, sono in ballo le libertà collettive e i diritti di rappresentanza.

«E' inaccettabile – ha dichiarato Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, a margine di un incontro che si è svolto oggi con una delegazione di disoccupati napoletani, promosso dal Prc di Napoli - che la questura di Napoli vieti ai disoccupati napoletani di poter manifestare domani sotto la regione Campania. Non è possibile che le proteste dei disoccupati di Napoli vengano trattate come un problema di ordine pubblico: invece del lavoro arrivano solo i divieti e le denunce. Chiediamo alla questura di autorizzare la manifestazione sotto la Regione e proponiamo di istituire un reddito sociale per i disoccupati da finanziarsi attraverso la patrimoniale».

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