4 gennaio 2012

Lecce: Aggressione fascista

Siamo stanchi, siamo incazzati. La nostra città, la scorsa notte, è stato teatro dell’ ennesimo atto di vigliacca violenza delle squadracce fasciste. Quattro militanti nostalgici hanno pedinato con un’ auto un giovane compagno antifascista e, appena raggiunto, lo hanno prima minacciato e poi aggredito inizialmente con una testata al naso e dopo colpendolo ripetutamente al volto, provocandogli una frattura alla mandibola sinistra. Questi sono i fascisti che picchiano nelle nostre strade, che accoltellano a Napoli e che sparano a Firenze, gli stessi che dopo si fanno intervistare dai giornali negando ogni tipo di coinvolgimento, nascondendo la mano già pronta ad impugnare la cinta. Hanno un nome ed un pensiero politico ben preciso, riconducibile, come spesso ultimamente, al movimento neofascsita Casapound, che continua imperterrito a mascherare le sue vere intenzioni dietro a ipocrite dichiarazioni e vili interventi sociali.
Magari questa notizia stupirà molti di quelli che pubblicamente hanno difeso questi ragazzi, arrivando addirittura a definirli dei “visi puliti”, ma noi a queste bugie non ci crediamo, perché noi viviamo ogni giorno la nostra città, noi giriamo per il centro di Lecce rischiando di essere aggrediti da questi poveri esaltati, che continuano a reclutare giovani militanti grazie alla loro complicità, ipocrisia e indifferenza. Ogni anno aumentano il numero di iscritti e il loro raggio di influenza, esibendosi anche in squallidi convegni pseudoculturali o passeggiate collettive camuffate da corteo.
Siamo stanchi di chi dice che è sbagliato chiudere Casapound e le altre associazioni fasciste e di chi finge di non vedere cosa succede ogni giorno o cerca di minimizzare la gravità di queste aggressioni. I fascisti non devono avere nessuna agibilità, hanno già dimostrato la loro vera natura, sono razzisti e picchiatori e proprio per questo noi combattiamo ogni giorno e ogni forma di violenza, convinti che debbano essere isolati e fortemente limitati, per evitare che facciano altro male.
Siamo incazzati perché è inaccettabile che un ragazzo di vent'anni possa essere accerchiato e picchiato da un gruppo di fanatici mentre gira da solo per le strade del centro della sua città, perché non è ammissibile che queste persone possano contare sulla complicità delle istituzioni, la cui incoscienza e irresponsabilità abbiamo più volte denunciato. Ne è un esempio tangibile la partecipazione degli assessori Roberto Martella e Simona Manca alle conferenze dei neo-fascisti, il riconoscimento da parte del rettore La Forgia di blocco studentesco come associazione universitaria e la concessione di spazi sociali all'interno della nostra città da parte della giunta comunale.
Questo per noi è l’ ennesimo fallimento di una “democrazia”, nata sulle ceneri delle vittime del ventennio e animata dal sentimento intriso di amore e rabbia che ha lasciato un’ impronta indelebile nella costituzione, dichiaratamente antifascista e che perciò rifiuta, come dovrebbe fare ogni cittadino, ogni forma di fascismo.
La nostra rabbia ci spinge ogni giorno nelle strade, pronti a dare un contributo importante alla nostra causa, mai sconfitti combatteremo fino a quando otterremo ciò che vogliamo, con o senza l’ aiuto di chi dovrebbe essere al nostro posto o al nostro fianco in questa lotta.
Il nostro compagno è in attesa di un intervento chirurgico al volto, mentre i colpevoli si aggirano nelle scuole, nelle università e nelle piazze spavaldi e fieri delle loro vigliacche imprese.

I compagni e le compagne del ragazzo aggredito.

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