7 gennaio 2012

L'Aquila: 12 persone a giudizio per l'occupazione di "Casematte"

"Occupazione abusiva di edificio pubblico", con questa motivazione i magistrati dell'Aquila hanno disposto il giudizio per 12 giovani, molti dei qauli appartenenti al comitato 3e32, che si sono insediati nell'ex presidio ospedaliero di Collemaggio dando vita all'esperienza di Casematte. Lo riferisce il quotidiano Il Messaggero che annuncia che il processo si terrà il prossimo 10 aprile. La vicenda nasce da una serie di esposti presentati da Giancarlo Silveri, manager della Asl provinciale, proprietaria degli immobili.
Il comitato 3e32 si è formato all'indomani del terremoto del 6 aprile 2009 con l'obiettivo di aprire un confronto tra i cittadini del capoluogo sulla gestione emergenziale e sulle prospettive di ricostruzione dell'Aquila. Il fabbricato occupato che ha dato il via al procedimento giudiziario è l'ex bar del complesso psichiatrico: una stanza di 28 metri quadri frequentata da giovani e non solo. Non è la prima volta che gli esponenti del 3e32 si trovano alle prese con le carte bollate del tribunale dell'Aquila, come ricorda Il Messaggero: era già successo all'epoca del "popolo delle carriole", con l'occupazione della A24 durante una manifestazione di protesta (dove, però, erano presenti migliaia di aquilani) e con la contestazione al vice commissario per la ricostruzione, Antonio Cicchetti.
Rifondazione comunista non ci stà ed attraverso un comunicato attacca gli autori della denuncia. "Esprimiamo la più totale solidarietà agli attivisti di Casematte rinviati a giudizio per aver svolto una meritevole attività di volontariato e impegno civile e sociale", ha dichiarato Maurizio Acerbo in una nota inviata alla stampa. "E’ una vergogna - ha continuato Acerbo - che venga perseguito chi ha recuperato uno spazio abbandonato e inutilizzato da anni creando un punto di aggregazione in una città desertificata dal terremoto".
Gli attivisti di Casematte meriterebbero un premio per il lavoro svolto avendo tra l’altro restituito alla funzione assegnata dalle leggi vigenti degli spazi un tempo occupati da strutture psichiatriche, che dovrebbero essere riconvertiti proprio a usi sociali e riabilitativi. Tutti dicono che c’è a L’Aquila un problema di mancanza di spazi per la socialità e chi ne ha creato uno – senza tra l’altro beneficiare di alcun finanziamento pubblico – viene denunciato. "Non ce la prendiamo con i magistrati - ha scritto il consigliere regionale - ma con chi ha attivato la via giudiziaria invece di affrontare con spirito positivo un esperimento prezioso di auto-organizzazione della società civile e dei giovani".
Nella nota Rifondazione comunista attacca il comportamento del manager della ASL Silveri che "invece di procedere alla regolarizzazione di un’occupazione di evidente utilità sociale (come stava facendo il suo predecessore Marzetti) ha intrapreso la via delle denunce". E poi ancora: "Riteniamo politicamente responsabile il centrodestra aquilano e regionale che ha nominato Silveri ai vertici della ASL per non aver affrontato la questione e aver dato il via libera al ricorso alla magistratura. Chiodi, De Matteis, Giuliante, Ricciuti ben conoscono il ruolo svolto da Casematte e avrebbero dovuto attivarsi per una soluzione positiva". E’ giustificato il sospetto che la mancata regolarizzazione di Casematte e le denuncie siano in realtà un modo per colpire una fastidiosa voce di dissenso contro tutte le cricche e le consorterie che hanno cercato di far affari sul terremoto? Per Acerbo - che scrive insieme al segretario provinciale dell'Aquila Francesco Marola ed il consigliere domunale dell'Aquila Enrico Perilli - ovviamente c'è più di un sospetto. "Invitiamo - ha concluso Acerbo - il presidente/commissario Chiodi e tutti gli attori istituzionali, compreso il sindaco che non si è certo speso per tutelare questa realtà cittadina, ad attivarsi per una immediata regolarizzazione di Casematte. Bisogna fare ogni sforzo per disinnescare questa vicenda giudiziaria". Per info sul caso potete visionare il sito www.3e32.com


P.S.: i compagni del 3e32 hanno appreso stamattina dalla locandina del quotidiano Il Messaggero della fissazione della data del processo. Ironizzando scrivono su fb:

Volevamo dirlo noi ma ci hanno anticipato…siete tutt* invitat* il prossimo 10 Aprile presso il tribunale di L’Aquila per sostenerci di fronte al primo vero processo politico dopo il terremoto: il processo al comitato 3e32 che in tanti vorrebbero vedere cancellato”.

Quindi segnamoci la data: il 10 aprile appuntamento per tutt* davanti al tribunale di l’Aquila.

Nessun commento:

Notizie Correlate