16 gennaio 2012

I servizi segreti bloccano lezione scrittrice nel carcere di Regina Coeli

Una scrittrice e attivista, Miryam Marino, avrebbe dovute portare il piacere di leggere tra i detenuti del carcere romano. Ma una informativa dei servizi segreti ha posto divieto all'ingresso della scrittrice..... per motivi di sicurezza”.

Miryam Marino oggi avrebbe dovuto tenere un incontro nel carcere di Regina Coeli su “Leggere e conversare in carcere”. Ma è subentrato all'ultimo momento un “ostacolo” di notevoli proporzioni. Una informativa dei servizi segreti infatti, ha segnalato alla direzione del carcere che la scrittrice è un personaggio che non dà garanzie sul piano della sicurezza e compare in una lista dei servizi segreti stessi sulle persone “non sicure”. Lo ha raccontato la stessa scrittrice questa mattina ai microfoni di Radio Città Aperta dicendosi sbigottita per il divieto. L'unico precedente - di cui è stata assolta - di cui ha memoria sono le botte ricevute e l'arresto in una manifestazione di protesta del 1974 dopo la strage sul treno Italicus.
Myriam Marino è una scrittrice, artista e attivista per i diritti umani. Incensurata, è impegnata in tre associazioni: “Ebrei contro l’occupazione”, “Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese” e “Stelle cadenti – Artisti per la Pace”. Ha pubblicato libri di narrativa, poesia e saggistica, tra cui: “Non sparare sul pianista” 1978 romanzo politico sul movimento del ’77, il piccolo saggio: “ Il misticismo nell’arte contemporanea” 1987, le raccolte di poesie sulle donne della Bibbia Madri di Israele e Ruth (1999), Ingiustizia infinita (2003), racconti sul conflitto israelo-palestinese e Handala (2008) raccolta di articoli e relazioni pubbliche degli ultimi anni. Per Città del Sole Edizioni ha già pubblicato nel 2009 la raccolta di racconti Gabbie. Collabora con le riviste d’arte e letteratura e ha partecipato ad alcune mostre di arte contemporanea in Ungheria e in Italia. Ma Miryam Marino interviene anche nei dibattiti, nella manifestazioni ed è solidale con i palestinesi. Un delitto questo che i servizi segreti del paese “miglior alleato di Israele in Europa” non possono tollerare. A Miryam la nostra piena solidarietà.

Federico Rucco da Contropiano

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