29 settembre 2011

Perquisizioni a Padova

Mercoledì 28 settembre, alle 6 del mattino, polizia e digos hanno perquisito le case di quattro compagni del Collettivo Politico Gramigna e la sede dell’Associazione Culturale Nicola Pasian , sequestrando computer, vestiti, volantini e vari oggetti. I compagni sono stati poi condotti in questura per foto segnaletiche ed impronte. L’operazione era dovuta, come si legge nel decreto di perquisizione, a presunte minacce nei confronti del sindaco di Padova Flavio Zanonato attraverso l’affissione di un manifesto dove “il Tribunale Popolare Antifascista di Padova” condannava il sindaco a “lavorare per anni 20 in fonderia”.
Gli indizi a carico del sindaco erano fondati: concessione di spazi pubblici al partito neofascista Casapound e alla Lega nord, militarizzazione della città, emarginazione degli immigrati, collusione con la speculazione edilizia cittadina, appoggio alla guerra imperialista in Libia e molti altri capi d’accusa!
Queste pretestuose perquisizioni colpiscono una realtà di compagni che ha sempre denunciato l’asservimento della giunta padovana e del partito che rappresenta agli interessi della classe padronale nell’abbandono degli spazi pubblici, nella politica del cemento con le imprese amiche e nella gestione clientelare delle case popolari. Non a caso quest’attacco è rivoto anche all’attività politica svolta dall’Associazione Culturale Nicola Pasian nel quartiere dov’è presente e agli abitanti con cui stanno rendendo viva una zona popolare di Padova, da anni abbandonata al degrado.
Crediamo che quanto avvenuto sia sintomatico della fase che stiamo vivendo, periodo in cui ogni situazione di lotta autorganizzata che critica la putrefazione di questa classe dirigente e il loro sistema di produzione, e che può rappresentare un’alternativa e un punto di riferimento per i lavoratori e i proletari, va colpita duramente. Ne sono un esempio gli operai denunciati a Roma e quelli manganellati nelle altre città così come gli attivisti NO TAV arrestati.
Per i padroni come Zanonato lavorare in fonderia per 20 anni è un male ingiusto mentre per i proletari condannati dal capitalismo si chiama democrazia, la stessa che condanna i popoli a morire sotto le bombe della guerra imperialista in Iraq, Afghanistan e Libia.
Pensiamo che tutto ciò si sia verificato prima della manifestazione del 15 ottobre per criminalizzare e isolare i compagni. Crediamo sia importante partecipare per rilanciare la lotta e dare un forte segnale a questa classe dirigente che non ha più niente da dare e a questo sistema corrotto fondato sulla barbarie.


SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI PERQUISITI!!!
CONTRO LA REPRESSIONE NON SI TACE, NESSUNA GIUSTIZIA NESSUNA PACE!!!

Collettivo Politico Gramigna

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